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Sicilia: l’esercito degli infermieri precari o disoccupati



Sicilia: l’esercito degli infermieri precari o disoccupati
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La piaga del precariato ammorba il pianeta lavoro lungo tutta la penisola (e ciò spesso accade nella migliore delle ipotesi perché spesso il lavoro neppure c’è a causa della recessione e del calo dei posti per tagli di vario genere). In particolare occorre soffermarsi sulla questione degli infermieri precari in una precisa area geografica del nostro paese: la Sicilia.

 

www.online-news.it

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Infermieri: la grave piaga del precariato

 

Già nelle scorse settimane ci si era focalizzati su queste pagine sull’episodio del picchetto di protesta durato oltre 2 giorni dinnanzi all’Assessorato regionale alla Salute di Palermo: in quell’occasione la protesta si era svolta in maniera pacifica, con alcuni infermieri precari (al fianco di alcuni purtroppo disoccupati), sostenuti dal Coordinamento nazionale infermieri aderente alla Federazione Sindacati Indipendenti, i quali stigmatizzavano il meccanismo che vede le aziende sanitarie impossibilitate a procedere alla copertura di posti vacanti o carenze di organico prima del completamento del procedimento della riorganizzazione della rete assistenziale, ospedaliera e territoriale e del riassorbimento esuberi.

 

La punta di un iceberg che riguarda tutto il paese

 

Il disagio mostrato in quella occasione era solo la punta di un iceberg dalle enormi dimensioni: una lettera di una infermiera precaria pubblicata sul sito infermieristicamente.it analizza con lucidità e nitore i confini di una situazione non facile: “Come è tristemente noto – afferma l’infermiera – gli infermieri mancano e le dotazioni organiche sono sottodimensionate rispetto al fabbisogno, mentre le stime sindacali confermano che i precari e i disoccupati sono numerosi. Gli infermieri incardinati nelle strutture sanitarie si ritrovano a sopperire al deficit delle dotazioni organiche aumentando il loro carico di lavoro (che già sarebbe pesante in una situazione “normale”) con inevitabile e diretta ripercussione in negativo sulla qualità dell’assistenza infermieristica e, quindi, sul malato”.

 

Infermieri precari: come uscire dal tunnel?

 

Un problema, questo, che non riguarda solo il territorio siciliano, ma che si sta espandendo a macchia d’olio lungo tutto il territorio italiano: si viene così a configurare una situazione per cui i pochi infermieri impiegati sono costretti a turni sfiancati, con abbassamento della qualità dell’opera lavorativa prestata; inoltre non è data la possibilità di concedere una possibilità a giovani preparati e volenterosi che non riescono in tal modo ad inserirsi nel mondo del lavoro. Due aspetti che uniti forniscono risultati esiziali per ciò che riguarda la sanità del paese: la Sicilia infatti, a causa del pesante deficit economico che grava sul Piano Sanitario Regionale, diminuisce i posti letto creando un inevitabile ed esponenziale calo delle assunzioni di personale infermieristico. In tal modo è inevitabile che disoccupazione e precariato aumentino vertiginosamente con l’aggravante dei disagi arrecati ai privati cittadini che si vedono offrire un servizio discontinuo e spesso di infima qualità.
Le soluzioni per uscire da questa impasse non paiono essere a portata di mano, almeno non in questo delicato momento: anche se pare chiaro che in un settore importante come quello relativo alla sanità si debbano effettuare scelte importanti con discreta rapidità. E la figura, spesso sottovalutata, dell’infermiere dovrà rivestire un ruolo centrale all’interno delle scelte che saranno compiute, si auspica, nel più breve tempo possibile.

 

Fonte: infermieristicamente.it

 

Marco Brezza

 

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