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Penitenziari: Il Sovraffollamento nelle carceri Romane è una Piaga



Penitenziari: Il Sovraffollamento nelle carceri Romane è una Piaga
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Sulle carceri mi sono fatta un’impressione variegata che dipende dall’istituto visitato. Ci sono carceri tradizionali, con detenuti in attesa di giudizio (…) che rappresentano una realtà grondante dolore e sofferenza. Sono situazioni nelle quali nessuno di noi vorrebbe vivere e veder vivere altri. Sono carceri datate e le spese di ristrutturazione sono elevatissime e si stanno affrontando progressivamente. Dall’altra parte vedo anche in queste realtà difficili una grande professionalità da parte degli operatori della polizia penitenziaria. Ci sono degli abissi di sofferenza, dei picchi di professionalità e delle carceri modello (…) quella cosiddetta ‘a porte aperte’ con una forma di auto-responsabilizzazione del detenuto, in cui lo stesso detenuto stipula un patto di legalità con gli agenti di polizia penitenziaria”.

 

Questa una delle ultime dichiarazioni rilasciate dal Ministro della Giustizia Paola Severino circa la vergognosa situazione delle nostre carceri. La guarda sigilli punta all’applicazione di misure alternativa per risolvere quella che ormai non solo è una piaga indelebile, ma può considerarsi una vera e propria emergenza.

 

Il punto però è che per ammissione dello stesso ministro volontariato e lavori socialmente utili rimangono dei palliativi: il vero nodo è quello dei processi e fino a quando non verrà modificato questo, tutte le misure alternative rimarranno dei blandi paravento.

 

Un dato su tutti rende l’idea di quanto appena detto: 25.927 detenuti in carcere dei 66.236 totali sono in attesa di giudizio. Questo indica non solo che la giustizia sotto questo aspetto non funziona, se è vero che in Italia vige ancora la presunzione d’innocenza, ma in virtù del principio appena citato è altrettanto vero che una percentuale di questi risulterà a fine giudizio innocente e avrà sostenuto l’onta fisica e psicologia dell’ingiustizia carceraria, tanto più lunga, quanto più lenta è la tempistica dei processi.

 

“Il 68% degli appelli vengono dichiarati infondati. C’è una parte di appelli che possono subire una scrematura in una fase iniziale senza attendere l’esito finale dell’appello. Non saranno il 68% ma noi abbiamo stabilito dei parametri sulla base dei quali il giudice può arrivare anche a decretare l’inammissibilità dell’appello nella fase iniziale, per mancanza di requisiti di forma e di sostanza”. Questa certamente è una misura efficace ma ancora insufficiente per la risoluzione del problema del sovraffollamento, ancora davvero troppo lontana.

 

Insomma così non gira. Non può girare. In un’Italia dove si fanno incursioni nei canili per liberare cuccioli di cani vilmente torturati in nome della ricerca, perché sul sovraffollamento si tace e non ci si indigna? Perché l’indignazione è così fortemente circoscritta a coloro che appartengono a questo settore? Eppure anche chi non possiede un cane si mobilita e s’indigna di fronte a un canile lager. I detenuti non sono forse cuccioli di uomo?

 

Colpevoli o no non fa differenza perché si parla di condizioni talmente basilari che la colpevolezza non può certo essere una discriminante.

 

 

Fonti: Tgcom24, Ibidem


 

 

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Un Commento a “Penitenziari: Il Sovraffollamento nelle carceri Romane è una Piaga”

  1. Richiesta intervento Urgente nelle carceri italiane Says:

    [...] carceri italiane sono considerate ormai da tempo la “vergogna d’Europa”. Il sovraffollamento è [...]

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