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Sovraffollamento Carceri II: Cosa Ha Da Dire Il Ministro?



Sovraffollamento Carceri II: Cosa Ha Da Dire Il Ministro?
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“La nostra azione, sin da gennaio, si è articolata su tre direzioni: oltre a rimodulare il piano per l’edilizia, abbiamo varato il decreto “salva carceri”, per incidere sia sul fenomeno delle cosiddette “porte girevoli” (gli ingressi per soli due-tre giorni), sia sulla durata della pena in detenzione domiciliare (portata da 12 a 18 mesi)”.

Precisazione che convince solo se stessa, quella del Ministro Paola Severino, che arriva tra l’altro dopo lo schiaffo morale della corte europea di Strasburgo che ha condannato il nostro bel paese al pagamento di 100 mila euro per 3 detenuti costretti a scontare le loro pene in condizioni disumane, vittime di un sovraffollamento che tra scioperi della fame e manifestazioni di piazza è comunque rimasto invariato e vergognoso da molti, troppi anni.

Questa sentenza crea senza dubbio un precedente che potrebbe tradursi in una cascata di ricorsi, ma che nell’immediato più che alle tasche dell’Italia, fa male al morale e all’onore.

 

Cosa significa in realtà questa sentenza?

 

Per capire l’importanza concreta di questa sentenza, proviamo a tradurla in numeri: I detenuti oggi in carcere sono quasi 66mila, mentre i posti disponibili sarebbero 45mila. Il tasso di sovraffollamento è del 142%, mentre la media europea di ferma al 99%.

Le condizioni poco consone nelle quali sono costretti a vivere numerosi detenuti si traducono anche in altrettanto vergognose e pericolose condizioni di lavoro nelle quali la polizia penitenziaria è costretta a lavorare, poiché a fronte di una situazione che non può che essere definita d’emergenza, non ci sono stati aumenti di personale. Anzi, nel massimo rispetto della spendindg review, l’ascia dei tagli colpisce anche questo comparto già sofferente.

Come sottolinea Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del Sappe, il sindacato autonomo polizia penitenziaria., nel suo commento alla sentenza di Strasburgo “è l’intero sistema penitenziario al collasso, anche per le incapacità politiche ed istituzionali a risolvere il grave problema del sovraffollamento (…)Il sovraffollamento degli istituti di pena è una realtà che umilia l’Italia rispetto al resto dell’Europa e costringe i poliziotti penitenziari a gravose condizioni di lavoro”.

Gli interventi compiuto dal Ministro Severino senza stati senza dubbio insufficienti e certamente incompleti, tenendo conto che il governo è attualmente dimissionario. Lo stesso ministro auspica che questo percorso lasciato a metà trovi una pratica conclusione con il prossimo esecutivo in carica. Lo speriamo tutti. Detenuti e polizia. Cittadini comuni e tutti coloro che si fanno un vanto di vivere in un paese che si professa sulla carta civile.

 

Fonti: Grnet.it / La Stampa

 

Valentina Stipa

 

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