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Sovraffollamento Carceri. Strasburgo Condanna. E In Italia Cosa Cambia?



Sovraffollamento Carceri. Strasburgo Condanna. E In Italia Cosa Cambia?
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“La polizia penitenziaria, reputata la cenerentola delle forze di polizia, (…) è quella forza di polizia che si relaziona con delinquenti di ogni tipo, di bassa e di alta pericolosità e che (..) ha con essi (contatti) ventiquattro ore su ventiquattro”.

E’ così che Rosalia Colella Ispettore di Polizia Penitenziaria in pensione descrive il suo corpo di appartenenza nelle pagine di un libro dedicato alla realtà carceraria vista dalla parte delle guardie. Di quel personale che si relaziona quotidianamente con una realtà difficile e che per far fronte alle emergenze giornaliere veste i panni di psicologo, di educatore, di poliziotto, di amico e confessore.

 

++ CARCERI: OK SENATO A CHIUSURA EX MANICOMI CRIMINALI ++

 

Gli ultimi dati pubblicati dal Senato parlano di 66mila detenuti all’interno degli istituti penitenziari italiani, dei quali circa 20.000 sono in eccesso rispetto alla capienza prevista. L’associazione Antigone rilancia e parla di 30.000 detenuti in esubero.

 

Situazione Carceraria Italiana. I Dati Della Vergogna

 

L’Italia è al terzo posto, dopo Serbia e Grecia, con 147 detenuti ogni 100 posti effettivi. E lo stesso vale se si considera il numero di detenuti in attesa di primo giudizio: dopo Ucraina e Turchia, se ne contano 14.140 su 67.104, cioè il 21% del totale. Nel quotidiano questa realtà si traduce in scene di un degrado fantascientifico che mostrano celle costruite e attrezzate per 4 persone, che ne contengono il doppio, tanto per fare un esempio.

 

È sulla base di questi dati che la corte europea dei diritti dell’uomo ha rigettato il ricorso mosso dall’Italia dopo la sentenza dello scorso gennaio nella quale il nostro sistema carcerario veniva tacciato di trattamento inumano e degradante rispetto alle condizioni di vita dei detenuti e il governo condannato al pagamento di 100 mila euro per i danni morali arrecati. La sentenza arrivò a seguito della denuncia di 7 detenuti nell’istituto di Busto Arsizio e di Piacenza. Dopo questo ultimo rigetto da parte della corte europea di Strasburgo, l’Italia ha a disposizione un anno di tempo per trovare una soluzione al problema dell’Italia sovraffollamento e anche a quello dei risarcimenti spettanti alle vittime.

Come spiega Amedeo Barletta, docente universitario di Diritto Europeo e Costituzionale se l’Italia non rispetterà questo termine, potrebbe dover far fronte a migliaia di richieste di risarcimento danni da parte di altrettanti detenuti, poiché la sentenza di condanna della Corte Europea ai danni dello stato italiano ha di fatto creato un precedente che potrebbe aprire una strada facilmente percorribile da centinaia di detenuti.

 

Risarcimenti Per I Detenuti. E I Poliziotti?

 

Al di là di quelle mura, di quel giro di chiavi che rimbomba nel vuoto delle celle, esiste una realtà dura e a tratti vergognosa. Una realtà nella quale i detenuti perdono dignità e dove si perde il senso stesso del carcere come forma di rieducazione, come strumento per tornare alla società più completi e civili. Come si può comprendere i propri errori e metabolizzare le proprie colpe all’interno di ambienti sovraffollati, senza i requisiti minimi garantiti, senza un ambiente che possa essere definitivo dignitoso per la vita umana?

 

Non va dimenticato però che la vita non è affatto facile neanche per chi lavora in questo contesto. La polizia penitenziaria, oltre a svolgere, per competenza, un lavoro delicatissimo, in condizioni di degrado come quelle italiane si trova a svolgere le più basilari funzioni lavorative perennemente in pericolo. Il degrado unito alla privazione di libertà porta inevitabilmente ad alzare la tensione e questa tensione si riversa altrettanto inevitabilmente sugli agenti, perennemente sottodimensionati rispetto al numero dei detenuti.

 

Ora, se la corte dei diritti dell’uomo ha riconosciuto all’Italia la colpa di non garantire all’interno delle patrie galere una situazione di civile convivenza, come e quando verrà riconosciuto il diritto della polizia penitenziaria a lavorare all’interno di un ambiente sano e gestibile?

 

 

Fonte: mondopenitenziario / corriere / qn.quotidiano /ilmessaggero

 

Valentina Stipa

 

 

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