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Spending Review: si taglia anche la giustizia



Spending Review: si taglia anche la giustizia
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Tra le impietose lame della politica del risparmio ci è finito anche il sistema giudiziario. Oltra a tagliare le spese, questa volta, sono stati tagliati proprio i tribunali. Giusto per scongiurare il rischio dell’obiezione che si richiedano le stesse efficienze con la metà dei costi…

In realtà il Ministro Severino ci ha tenuto a sottolineare subito dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di pochi giorni fa che questo provvedimento “aveva e ha come primo obiettivo quello di rendere efficiente la giustizia italiana anche attraverso una redistribuzione geografica (…) ci sono casi clamorosi di inefficienza che dimostrano la necessità della riforma delle circoscrizioni giudiziarie”.

 

Il ministro però non ha negato che “oltre al recupero dell’efficienza, la riduzione degli uffici giudiziari comporterà anche risparmi di spesa, pari a circa 2.889.597 euro per il 2012, 17.337.581 per il 2013 e 31.358.999 per il 2014. I costi per questa operazione di razionalizzazione saranno di entità di gran lunga inferiore rispetto ai vantaggi e ai risparmi che si otterranno a regime e che connoteranno il sistema giudiziario per i prossimi decenni”.

 

Cerchiamo allora di capire cosa prevede questa riforma del sistema giudiziario e quanto inciderà sull’efficienza di uno dei poteri fondamentali in un paese moderno.

 

Il decreto legislativo di revisione delle circoscrizioni giudiziarie prevede la riduzione e l’accorpamento di 37 tribunali sui 165 esistenti e la soppressione di tutte le 220 sezioni distaccate di tribunale oltre alla redistribuzione del personale sul territorio nazionale. Scorporando questi numeri ed entrando nel dettaglio si scopre che gli uffici soppressi saranno rispettivamente: 37 tribunali, 38 procure, 220 sezioni distaccate e 674 giudici di pace, per un totale di 7.603 soggetti che dovranno essere redistribuiti.

 

Questo tema sembra interessare solo una parte infima di cittadini. In realtà la riforma della giustizia avrà ripercussioni importanti per tutti noi: chi ha un processo in cors,o ad esempio, è possibile che subisca un trasferimento presso un altro tribunale, con l’inevitabile allungamento dei tempi, già biblici.

 

Il ministro aveva anche auspicato che “il lavoro svolto possa essere accolto senza eccessive resistenze localistiche o di categoria, nella certezza che una maggiore concentrazione degli uffici giudiziari è nell’interesse del paese”.

 

Così non è stato e lo spirito rinnovatore del governo non è stato colto dai diretti interessati che hanno da subito protestato in modo deciso, distaccandosi da queste decisioni. In prima fila gli avvocati calabresi che si sono riuniti sul tetto del tribunale di Lamezia Terme e hanno esposto due striscioni di protesta. La prima di una lunga serie di atti di protesta, della quale al momento non si vede la fine.

 

Anche tra le fila dei parlamentari non tutti sono d’accordo con questa riforma e con i criteri che l’hanno vista nascere. Un esempio è il vice presidente del senato Vannino Chiti che ha dichiarato “è giusto ridurre il numero dei tribunali. La razionalizzazione delle sedi giudiziarie serve a migliorare il servizio della giustizia per i cittadini (…) Tuttavia, il criterio per cui si privilegiano i capoluoghi di provincia è corretto ma non può essere l’unico: ogni territorio ha delle specificità”. E in fatto di specificità la Calabria fa scuola, allora chiudiamo questo articolo con uno spunto di riflessione: ok che siamo in un mondo globalizzato e che si punta all’uniformare, ma ignorare caratteristiche imprescindibili di un territorio, pur di mandare avanti una riforma non è da incoscienti?

 

Fonti: Leggo.it / Giustizia.it

 

 

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Un Commento a “Spending Review: si taglia anche la giustizia”

  1. Paoletta Says:

    Questo è un si salvi chi può, veramente….ma la mia domanda è, se la giustizia in Italia funziona malissimo perché non ci sono le risorse come fanno a migliorare se d’ora in poi ci saranno meno risorse ancora….non è una incoerenza???!!!! L’Italia non è un paese, è una caricatura.

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