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Spending Review Università: Parola d’ordine: “Dare e tagliare”



Spending Review Università: Parola d’ordine: “Dare e tagliare”
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Spending review Università: I propositi di Letta

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Qual è la situazione delle Università oggi? Sembra che con il “Decreto del Fare” l’ex Governo Letta si sia impegnato in un’inversione di tendenza rispetto ai tagli del passato.

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economia.panorama.it

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Spending review Università: L’eredità del Governo Berlusconi;

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L’art. 58 c. 1 del “Decreto del fare”, infatti, ha abolito il turn over, voluto dai ministri Gelimini e Tremonti durante il Governo Berlusconi, vale a dire i provvedimenti fortemente restrittivi che furono adottati ai fini della sostituzione dei pensionati con i nuovi assunti. La logica del turn over stabiliva che, su dieci professori universitari che andavano in pensione, potessero subentrarne solo due (il 20%); questa politica dei tagli determinò la chiusura di diversi dipartimenti a causa del freno alle nuove assunzioni (“blocco del turn over”).;

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Spending review Università: il “Decreto del Fare”

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Come anticipato, con il “Decreto del Fare” il Governo Letta ha adottato un’inversione di tendenza riducendo il blocco del turn over e annunciando un aumento al 50% per le nuove assunzioni nel 2014 e al 100% per il 2016: «Una svolta storica e che crea nuove opportunità di reclutamento per i giovani», secondo Maria Chiara Carrozza, ex ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca durante il governo Letta. Un cambiamento di rotta che avrebbe consentito, secondo il ministro, l’assunzione di 1.500 ricercatori di tipo B e circa 1.500 professori ordinari.

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Spending review Università: La “Legge di Stabilità”

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Sempre durante il Governo Letta è stata varata la “Legge di Stabilità” che ha annunciato per il prossimo anno un aumento del fondo di finanziamento ordinario (FFO) dell’Università pari a 150 milioni. Di seguito, nel dettaglio, la parte della Legge relativa agli investimenti indirizzati agli Atenei:

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• Investimenti sulle Intelligenze: nuovi finanziamenti e borse di studio
• La Legge di Stabilità rafforza ulteriormente le misure già varate in favore della scuola, dell’università e della ricerca.
• Rafforzamento del Fondo di finanziamento ordinario delle Università per ulteriori 150 milioni per il 2014: con questo stanziamento, nel 2014 per la prima volta dopo tanti anni il Fondo registrerà un aumento
• Rafforzamento delle borse di studio per studenti universitari per ulteriori 50 milioni da destinare nel 2014 (da sommare ai 100 previsti nel decreto legge Istruzione)
• Rifinanziamento scuole di specializzazione di medicina per 30 milioni nel 2014 e 50 milioni a partire dal 2015.

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Spending review Università: Le falle della “Legge di Stabilità”

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Da un’attenta lettura della “Legge di Stabilità” però, sembra che la spending review Università non stia dando i risultati attesi.  L’aumento dell’FFO è accompagnato, infatti, da una riduzione del turn over fino al 2018, vale a dire due anni in più rispetto a quelli previsti dal decreto Gelmini. Così recita la Legge: ««Per il biennio 2012-2013 il sistema delle università statali può procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato di ricercatori a tempo determinato nel limite di un contingente corrispondente ad una spesa pari al venti per cento di quella relativa al corrispondente personale complessivamente cessato dal servizio nell’anno precedente. La predetta facoltà è fissata nella misura del cinquanta per cento per gli anni 2014 e 2015 del sessanta per cento nell’anno 2016, dell’ottanta per cento nell’anno 2017 e del cento per cento a decorrere dall’anno 2018». »

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Se da un lato il Governo finanzia le Università con 150 milioni nel 2014, allora, dall’altro prevede un risparmio di 182 milioni da qui al 2018 attraverso una politica di freni alle nuove assunzioni.

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Spending review Università: La spinosa questione dei “punti organico”

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C’è, poi, un decreto ministeriale voluto dalla Carretta che non piace alle Università o, almeno, ad alcune. Questo decreto assegna ad ogni Ateneo, in base al merito, “i punti organico”, vale a dire la quota di nuove assunzioni di cui può disporre; gli Atenei virtuosi saranno premiati con un piccolo bonus oltre il 20% standard previsto per legge. In tal modo si produrranno dei divari incolmabili tra le diverse Università, per cui alcune beneficeranno di un turn over molto alto, potendo accedere a diverse assunzioni, mentre quegli Atenei che sono già in difficoltà non potranno usufruirne.

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Spending review Università: La difesa della Carrozza

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L’ex ministra Carrozza ha replicato alle tante critiche arrivate dall’associazione ROARS (Return On Academic ReSearch), che per prima ha denunciato le falle dei nuovi provvedimenti, dalla CGIL e da molti rettori universitari, sostenendo che “è la legge del merito” e che il sistema attuale premia gli Atenei migliori d’Italia.

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Spending review Università: Il blocco del turn over non è “replicabile all’infinito”

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A chiarire ulteriormente l’inapplicabilità della Legge di stabilità per quanto riguarda il comparto universitario è intervenuto il Presidente designato della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, che così si è espresso: «Le norme in materia di personale pubblico ripropongono una tipologia di interventi, basata sul blocco del turn over e sul rinvio dei contratti, già ampiamente praticata. Si tratta di misure severe, che hanno dato un contributo rilevante al processo di risanamento della finanza pubblica, ma che non sono replicabili all’infinito».

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Ora non resta che auspicare che, almeno con il nuovo Governo Renzi, la situazione possa volgere al meglio per le Università italiane.

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Patrizia Caroli

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