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Stabilità. Il Governo Approva. Le Regioni Piangono



Stabilità. Il Governo Approva. Le Regioni Piangono
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Il dado è tratto. La legge di stabilità è stata approvata e tutti i margini di trattativa sono finiti. O quasi. I rappresentanti regionali in tema di sanità chiedono un confronto al premier Renzi, il quale dal canto suo non ritiene di doversi nuovamente sedere a trattare, ritenendo di aver fatto un bel lavoro. L’unico possibile, secondo lui.

 

Legge stabilità sanitàMa le regione pur di non arrendersi a questi provvedimenti che provocherebbero, secondo loro, inevitabili tagli ai danni del cittadino, fanno anche proposte concrete.

È il caso del presidente della Toscana Enrico Rossi che propone per mantenere un servizio universale e gratuito per la stragrande maggioranza dei cittadini (…)  di chiedere ai redditi più elevati il pagamento di un contributo sulle prestazioni sanitarie. Magari verrà tenuto in considerazione per la prossima Legge di stabilità.

 

 

 

Stabilità. Il Punto Sulla Sanità

 

 

 

Facciamo intanto il punto sulle decisioni più importanti prese con questo provvedimento.

 

1. Misure in favore di attività di ricerca e sviluppo e della famiglia. Per tutte quelle aziende che  investono su sviluppo e ricerca nell’arco di tempo tra il 2015 e il 2019 è stato previsto un credito d’imposta pari al 25% delle spese sostenute in più rispetto alla media degli investimenti fatti nei tre periodi precedenti a quello in corso al 31/12/2015 fino a un totale annuo massimo di 5 milioni di euro. Per le famiglie è stato invece creato un Fondo presso il ministero dell’economia e delle finanze pari a 500 milioni di euro a decorrere dal 2015 in favore delle famiglie anche con interventi di carattere fiscale.

 

2. Il finanziamento per il servizio sanitario nazionale è stato deciso in 112.062.000.000 euro per l’anno 2015 e in 115.444.000.000 euro per l’anno 2016. Potenziali risparmi rispetto a queste cifre rimarranno a disposizione delle regioni all’interno del settore sanitario.

 

3. Per il 2015 le borse di studio in ambito di formazione specifica per i medici di medicina generale, i fondi per l’assistenza sanitaria agli stranieri non iscritti al sistema sanitario nazionale e gli importi destinati alla riqualificazione dell’assistenza sanitaria e attività libero-professionale verranno suddivisi con cadenza annuale al momento della suddivisione dei fondi tra le singole regioni.

 

4. Vengono definitivi ruoli competenze e relazioni professionali oltre che responsabilità individuali e di equipe per le professioni sanitarie infermieristiche-ostetrica attraverso la creazione di  percorsi formativi complementari

 

5. All’interno delle singole strutture sanitarie il ruolo del direttore generale sarà strettamente vincolato al raggiungimento degli obiettivi sanitari e assistenziali, che verranno verificati dal comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Lea. Il mancato conseguimento degli obiettivi stabiliti si traduce per il direttore generale in un grave inadempimento contrattuale che porta alla sua rimozione dal ruolo.

A partire dal 2015 verrà istituita una verifica straordinaria da parte delle Unità operative Medico-legali dell’Inps, per l’accertamento del permanere di condizioni psico-fisiche del personale sanitario dichiarato inidoneo alla mansione specifica

 

6. Entro il 31 dicembre 2015 ci sarà una revisione straordinaria del Prontuario farmaceutico nazionale, basata sul criterio costo/beneficio rapportato all’efficacia terapeutica, con l’introduzione di prezzi di riferimento.

 

7. Verrà creata una rete di comunicazione per lo scambio di informazioni preciso e veloce riguardanti incidenti sui dispositivi medici e anche una rete nazionale di collaborazione tra regioni, coordinata da Agenas, per la definizione e per l’utilizzo dei dispositivi medici e per l’Hta.

 

 

 

 

Stabilità. Sanità Regionale A Rischio

 

 

Se da un lato ci sono governatori come Rossi che fanno proposte fuori dagli schemi, dall’altro c’è chi demolisce la legge di stabilità e disegna scenari catastrofici, come Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia: “si rischia la chiusura di almeno 10 ospedali, l’aumento dei ticket, delle addizionali Irap e Irpef e tagli a infrastrutture e trasporti”.

 

Anche il presidente della Conferenza delle regioni Sergio Chiamparino, non ritiene che la manovra sia giusta né risolutiva e la definisce insostenibile.

 

Ma Renzi tuona dai social network che a protesta delle regioni  è al limite della provocazione e che “prima di fare polemica bisogna guardare in casa propria e ridurre gli sprechi, per poter finalmente ridurre le tasse. Le famiglie stanno facendo degli sforzi, lo facciano anche le Regioni, che stanno usando parole contro la realtà”.

 

Per ciò che riguarda le categorie mediche, i sindacati si sono dati appuntamento per il prossimo 25 ottobre a Benevento, per focalizzarsi sul nuovo ruolo che il medico ha in un sistema incentrato sulla spending review.

A differenza delle regioni, i medici e il personale sanitario iniziano a fare i conti con questa nuova visione delle cose, nella speranza che si possa comunque migliorare ancora qualcosa. Ma meglio iniziare a farsi un’idea di come sarà per garantire al minimo delle risorse, il massimo dell’efficienza.

 

 

 

Fonte: quotidianosanita / ilfattoquotidiano /repubblica /iltamtam

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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