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Statali, mobilità obbligatoria: il 2014 sarà un anno difficile?



Statali, mobilità obbligatoria: il 2014 sarà un anno difficile?
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Statali, mobilità obbligatoria: è uno dei temi più battuti in questa bollente primavera italiana. Da una parte le cesoie della spending review che tentano di sfoltire e snellire le spese, dall’altra la preoccupazione dei dipendenti pubblici per i venti di tagli che stanno spirando in questo momento.

 

Statali, mobilità obbligatoria

Fonte: previdenzacomplementare.finanza.com

 

Statali, mobilità obbligatoria: la proposta Madia

 

La proposta del Ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia di incentivare i prepensionamenti nella Pubblica Amministrazione in modo tale da favorire i giovani (i quali stanno subendo più di tutti i morsi della crisi sulla contrazione dei posti di lavoro) ha suscitato un discreto clamore. Il Ministro si è infatti soffermato sulla questione degli 85mila esuberi previsti dal commissario Cottarelli: “L’idea – spiega Madia – sarà quella di provare ad avere uscite, anche con prepensionamenti: in questo modo si aiuterebbero i giovani a penetrare nel pubblico impiego”. Lo strumento per implementare ciò, nelle parole del Ministro, sembrerebbe configurarsi attraverso una mobilità obbligatoria rispettosa dei diritti del lavoratore e scevra da insidiosi e frenanti ostacoli di tipo burocratico. Statali, mobilità obbligatoria: sembrerebbe un percorso già pronto per essere avviato? Probabilmente non ancora.

 

Giovani, il tesoro maltrattato di questo paese

 

La questione prepensionamenti si mescola inevitabilmente con la questione della disoccupazione giovanile in Italia. Secondo la Madia il progetto di snellimento deve in primo luogo operare una azione di ringiovanimento della Pubblica Amministrazione: tuttora solo un dipendente su dieci nel pubblico impiego italiano ha meno di 35 anni. “Ci sono generazioni – spiega il Ministro – che non hanno avuto un canale sano di accesso nella Pubblica Amministrazione, vincitori di concorsi non assunti e precari vittime di uno Stato che non ha concesso canali sani e trasparenti di accesso, come invece afferma la nostra Costituzione”.
Il tutto va gestito considerando anche la variabile impersonata dai sindacati. Quella che si auspica è una rinnovata sinergia tra governo e parti sociali. Madia chiede ai sindacati un aiuto nel recuperare “risorse per la Pubblica Amministrazione, in particolare posizionando risorse sull’entrata di nuove energie, di ragazzi e ragazze”.

 

Statali, mobilità obbligatoria: sinergie e visioni

 

Già con almeno un mese di anticipo su queste dichiarazioni, non erano passate inosservate le visioni e le idee nel commissario alla Spending Review Carlo Cottarelli, con particolare riferimento agli statali, mobilità obbligatoria: “Dal tavolo sul pubblico impiego – spiegava Cottarelli in febbraio – sono arrivati suggerimenti sulla possibilità di rafforzare gli attuali strumenti che regolano la mobilità senza ricorrere a un dispositivo nuovo di zecca. In altre parole in caso di vuoti d’organico, qualora risultasse impossibile percorrere la strada della mobilità volontaria per mancanza di richieste, che rimarrebbe prioritaria, scatterebbe automaticamente la mobilità obbligatoria su base regionale”. Insomma, a gestire la complessa e delicata questione sarebbe una nuova “cabina di regia” condivisa in coabitazione tra Ministero dell’Economia e Ministero della Funzione Pubblica.
Il dibattito impazza, e per ora rimangono ingenti dubbi sulle reali strategie d’azione che verranno implementate dalla compagine governativa per questo 2014. Statali, mobilità obbligatoria: la strada che conduce all’efficientamento del pubblico impiego è lunga e non facile. Si tratta soltanto di percorrerla tutti insieme.

 

Fonti: quotidiano.net, leggo.it, blitzquotidiano.it

 

 

 

 

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Un Commento a “Statali, mobilità obbligatoria: il 2014 sarà un anno difficile?”

  1. Ciccio Ciccio Says:

    La mobilità volontaria in sanità (come in tutta la P.A.) oggi è di fatto soppressa, dato che le aziende sanitarie non concedono il nulla osta a chi vince bandi per trasferirsi ed ignora di rispettare il preavviso di tre mesi!
    Inutili anni di lotte e di contrattazioni nazionali… inutili i sindacati ed inutili gli ordini professionali… Tutto cancellato! Si rimane prigionieri e condannati in esilio dalle proprie famiglie, anche quando il tuo trasferimento non danneggia l’azienda di appartenenza, che gode ad esercitare solo uno sterile esercizio di potere fine a se stesso… Complimenti alla riforma della PA! Danneggiando i dipendenti, si danneggiano anche le aziende e la Nazione, non credete? Si continui pure ad opprimere il popolo… avanti! Tanto fra un po’ in Italia rimarrano solo i vecchi e gli extracomunitari di passaggio…!

    P.S.: Finiamola con la storia che se la mobilità fosse più agevole si avrebbe un ritorno in massa dei lavoratori dal Nord al Sud…
    Prima di tutto, molti di quelli, che hanno trovato lavoro al Nord (o anche all’estero) si trovano bene e non intendono tornare.
    In secondo luogo il flusso dei lavoratori si autoregolerebbe, un po’ come succede nel commercio, secondo la legge della domanda e dell’offerta. Io che scrivo ho provato per 8 anni a tornare a casa al Sud, ma non c’è riuscito, perché non c’erano posti disponibili… e questo proprio perché: meno popolazione = meno posti di lavoro! Ora che invece potrei farlo a buon diitto, l’azienda per cui lavoro non mi lascia andare!
    Quindi, sarebbe ora di finirla anche con il reiterare l’annuncio demagogico della volontà di far ripartire il Sud… senza crearvi posti di lavoro ed impedendo alla gente di tornare, anche quando questo fosse possibile… è un gatto che si morde la coda!
    Sì è cominciato con l’unità d’Italia a mortificarte il Sud, provocando la chiusura di fiorenti aziende (è tutto documentato, anche se i libri di storia adottati nelle nostre scuole non ne parlano!), per far spostare la forza lavoro verso le zone d’interesse dei governanti dell’epoca (Savoia & Co.)… Il tutto in una visione a dir poco miope e che paghiamo ancora oggi!
    L’Italia è fondata sul lavoro, ma anche sulla famiglia (o almeno dovrebbe)… chi lavora lontano dai suoi affetti lavora male ed è costretto a tirare la cinghia… la Nazione soffre, perchè soffre la famiglia… soffre la gente!
    Il libero circolo delle persone, anche e soprattutto nel lavoro, si autoregola e porta benessere, come il libero circolare del denaro… Provate a tenere i soldi fermi… l’austerity docet!

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