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Stipendi insegnanti scuola: gli scatti stipendiali sono un inganno?



Stipendi insegnanti scuola: gli scatti stipendiali sono un inganno?
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A proposito di stipendi dei docenti della scuola pubblica: grande scalpore si è acceso negli ultimi mesi intorno al nuovo sistema di scatti stipendiali che sovrintenderà al complessivo meccanismo di attribuzione degli stipendi per i docenti impiegati nel settore pubblico.

 

Stipendi insegnanti scuola: scatti stipendiali

Stipendi insegnanti scuola: il confronto

 

Il sistema meritocratico ideato dal nuovo e rampante Governo Renzi non pare convincere più di tanto la categoria degli insegnanti. Ed a tale questione se ne aggiunge un’altra: ovverosia quella relativa al piano per l’assunzione di 150mila docenti, vero e proprio cardine del generale progetto governativo di riforma della scuola.
Al fine di comprendere in maniera molto concreta la situazione può essere molto utile fare riferimento ad una interessante intervista rilasciata dal prof. Marco Marvulli a Gilda TV negli scorsi giorni: in tale circostanza Marvulli ha fatto i conti in tasca ai docenti che saranno immessi in ruolo a seguito del piano di assunzione previsto nella riforma. E cosa ha scoperto? Qualcosa di molto interessante (e per nulla rassicurante): Marvulli ha confrontato il sistema attuale basato sugli scatti automatici di anzianità con il sistema proposto dal Governo basato su scatti triennali legati al merito ed elargiti soltanto al 66% dei docenti. Il tutto parametrato da un punto di vista applicativo su un precario che entra in ruolo all’età di 41 anni.

 

Stipendi insegnanti: Ecco i due casi che si concretizzano

 

Ecco i due casi che si palesano: qualora un precario sia sempre meritevole, ovvero rientri sempre nel 66% dei docenti meritevoli, si troverà ad avere una perdita di 47mila euro a fine carriera. Nella circostanza di un docente sfortunato, ovverosia di un soggetto che non rientrerà mai nel 66% dei “meritevoli”, si potrà giungere addirittura ad una perdita fino a 125mila euro.
Insomma lo scambio proposto dal Governo sembrerebbe diabolico: immissione in ruolo in cambio di una non irrisoria decurtazione di stipendio. Senza dimenticare che ad essere tagliate saranno anche le pensioni, oltre agli stipendi (visto l’automatismo che scatta con il sistema contributivo).

 

La crisi economica non fa sconti: la situazione dei docenti

 

Nel frattempo la crisi economica fa naufragare quasi un italiano su quattro sotto la soglia di povertà, mentre una famiglia su due sbarca il lunario (o meglio, cerca di farlo) con una cifra inferiore ai 2mila euro al mese. Ad affermarlo è uno studio effettuato dall’Istat. Come se non bastasse l’articolazione delegata all’istruzione della Commissione europea, denominata Eurydice, ha passato ai “raggi x” la situazione dei salari degli insegnanti in Europa nell’anno appena trascorso: osservando il report di Eurydice ci si accorge che gli stipendi (ed anche le indennità) degli insegnanti di scuola materna, elementare e media italiani, dal 2009 al 2014, hanno perso circa l’8% del loro potere d’acquisto. Mentre gli stipendi dei docenti della scuola superiore del nostro paese  sono rimasti praticamente invariati, con una lieve decrescita (dell’1%): un trend opposto rispetto a quanto accade  in tutti gli altri paese europei, dove gli stipendi sono invece cresciuti. Nel nostro paese gli insegnanti sono vittime del blocco dei contratti mixato con il congelamento degli scatti stipendiali ed il taglio drastico alle risorse per le attività aggiuntive. Il risultato finale è un abbassamento consistente dello stipendio degli insegnanti della scuola pubblica mai riscontrato negli anni precedenti.

 

Fonti: orizzontescuola.it, repubblica.it

 

Marco Brezza

 

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Un Commento a “Stipendi insegnanti scuola: gli scatti stipendiali sono un inganno?”

  1. Valenti Pietro Says:

    Capisco i docenti, ma ci siamo pure gli Ata che con 1000€
    al mese non si arriva alla seconda settimana

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