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Stipendi insegnanti: tra blocco stipendi e scatti basati sul merito



Stipendi insegnanti: tra blocco stipendi e scatti basati sul merito
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Una possibile (e virtuosa) rivoluzione copernicana in ambito scolastico: ne avevamo già parlato nelle scorse settimane come di una interessante idea formulata dal team di lavoro capitanato dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Stiamo parlando degli scatti stipendiali in base al merito, ovverosia un incentivo destinato ai docenti della scuola pubblica che dimostrano, attraverso il proprio lavoro, di meritare un aumento di stipendio.

 

Stipendi insegnanti

Stipendi insegnanti: il possibile meccanismo degli scatti basati sul merito

 

Una prospettiva inizialmente lanciata come provocazione costruttiva nel dibattito inerente alla necessaria riforma della scuola: ma che ora assume fattezze di concreta applicabilità nel disegno complessivo delineato dalle linee guida emesse dal Governo Renzi. All’interno del documento contenente le suddette linee guida affiora infatti un sistema che scandisce per gli insegnanti un raddoppio degli scatti stipendiali rispetto al vecchio sistema: il sistema riformato comprende infatti ben 12 scatti, ognuno caratterizzato da un valore di 60 euro netti al mese.
Come fare per raggiungere gli agognati aumenti di stipendio? Sarà necessario dimostrare di essere degli ottimi insegnanti. La valutazione complessiva per definire ciò sarà data dai risultati raggiunti con gli alunni, dal conseguimento di attestati e certificati ed attraverso una costante opera di lavoro ed attività per la scuola nel suo complesso. Il tutto sarà certificato e definito tramite un valore rappresentato nella fattispecie da un vero e proprio credito idoneo a far scattare l’aumento di stipendio. In tutto questo processo di modifica verrebbero di fatto eliminati gli scatti stipendiali per anzianità di servizio, definiti, qualche settimana fa dal Ministro Stefania Giannini come “il frutto di un mancato coraggio politico del passato”.

 

Riforma Renzi: quale futuro?

 

Qualora la proposta di riforma dovesse andare a regime nelle tempistiche prestabilite dal Governo, il primo scatto fondato sul nuovo sistema potrà essere attribuito nel 2018, al termine del primo triennio dell’assunzione dei 150mila precari. Al contrario, tra il 2015 ed il 2018 non vi sarà la possibilità per gli insegnanti della scuola pubblica di vedersi attribuiti gli scatti.
Ma ecco le modalità attraverso le quali gli scatti dovrebbero prendere forma: per gli insegnanti che sono arrivati a 33 anni di servizio prestati e a cui mancano meno di 3 anni per il pensionamento continuerà ad applicarsi l’attuale ed ordinario sistema di scatti di anzianità. Per ciò che riguarda invece i docenti immessi in ruolo dopo l’entrata in vigore del piano sarà possibile il riconoscimento degli scatti stipendiali (ovviamente solo se utilmente maturati) fino al 1 settembre 2015 e applicazione del nuovo regime a partire dalla data di immissione in ruolo.

 

Blocco stipendi insegnanti fino a quando?

 

Nel frattempo lo tsunami della prosecuzione del blocco stipendi per i dipendenti pubblici ha ovviamente colpito anche la categoria insegnanti: con i sindacati che ovviamente hanno dissotterrato l’ascia di guerra, promettendo mobilitazioni. Bonanni (segretario CISL) ha accusato il Governo di usare “guanti bianchi per le municipalizzate e la mannaia sui dipendenti pubblici” e la Camusso (vertice CGIL) che ha sommessamente affermato: “Si chiede ai soliti noti (ndr, i dipendenti pubblici) per non toccare altri interessi che invece produrrebbero molte risorse”. Nel frattempo il premier Renzi non si fa intimidire e prosegue per la sua strada. Solo il tempo ci dirà chi l’avrà vinta.

 

Fonte: orizzontescuola.it

 

Marco Brezza

 

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