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Archivi per la categoria 'Stipendi insegnanti'

mar, mar 25, 2014  Marco Brezza
Insegnanti Precari E Arretrati Di Stipendio: La Gilda protesta 5.00/5 (100.00%) 2 Vota Questo Articolo

I docenti precari rimangono senza stipendio: e la Gilda si scaglia contro il MEF. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, già ampiamente colmo, relativo alla questione del trattamento degli insegnanti precari della scuola pubblica in Italia.

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Insegnanti precari e arretrati di stipendioIl sistema di pagamento NoiPa va in tilt

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Infatti dopo la scottante ed amara beffa delle ferie non pagate, a ben 130mila insegnanti supplenti precari non sono stati pagati gli stipendi di novembre e dicembre. Nonostante le rassicurazioni operate del Miur prima della pausa natalizia, il sistema informatico NoiPa, mezzo utilizzato dalle scuole per effettuare i pagamenti (ed investito da critiche anche con riferimento al blocco dei pagamenti delle posizioni economiche del personale ATA avvenuto nel mese di febbraio), è stato inaccessibile per lungo tempo, impedendo di fatto la liquidazione degli stipendi dovuti per quelle due mensilità. Come sempre ad essere colpiti sono i precari della scuola, ovvero i più deboli e non protetti dalle tutele sindacali ordinarie. A parere della Cgil Scuola non risulta sufficiente introdurre le riforme (ed i tagli) senza prima aver fatto tutte le operazioni d’implementazione e verifica, atte a garantire la piena ed efficace funzionalità del sistema informativo: insomma, il sistema informatico avrebbe dovuto essere rodato prima del rinnovamento. E la situazione ha provocato rilevanti danni agli insegnanti che non si sono visti recapitare lo stipendio relativo alle due mensilità menzionate.

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Insegnanti precari: l’abuso dei contratti a tempo determinato

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A parere della Gilda degli insegnanti (la prima associazione professionale in Italia formata da soli docenti) il Mef è anche responsabile del blocco dell’assunzione di più 4400 docenti di sostegno, stabilita dal Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza (Ministro uscente ed ora sostituito al dicastero da Stefania Giannini) come anticipo per l’anno scolastico 2013/14 del piano triennale di stabilizzazione.

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A proposito della questione del reclutamento dei docenti sono giunte le opinioni del coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio il quale (in un’intervista a Orizzonte Scuola) ha espresso la posizione del sindacato a riguardo, anche alla luce ed in vista delle azioni legali che sono state intraprese di fronte alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea: in questa direzione Di Meglio ha affermato che la Gilda è fortemente contraria all’eccessivo e indiscriminato utilizzo (che si concretizza evidentemente in un abuso) dei contratti a tempo determinato reiterati. Una pratica che si presta ad esagerazioni a scapito dei docenti precari: insomma se le cattedre sono libere, secondo Di Meglio, le assunzioni devono essere a tempo indeterminato.

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La selezione all’ingresso per i docenti

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Per quel che riguarda invece la selezione all’ingresso inerente agli insegnanti, a parere della Gilda la soluzione migliore si concretizza attraverso i concorsi pubblici locali: in questa direzione non parrebbe necessario bandirli a livello di scuole o di reti, come afferma il responsabile istruzione del Pd Davide Faraone.
In conclusione, si attesta su di un numero elevato il quantitativo di situazioni che non scorrono nel modo giusto all’interno del sistema della scuola pubblica italiana. Piccoli passi in avanti sono stati fatti, ma le contingenze impongono di mantenere l’attenzione salda sulle novità in procinto di giungere.

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Marco Brezza

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gio, feb 20, 2014  Marco Brezza
Stipendi Insegnanti E Personale Ata: Ecco Alcune Rassicurazioni 4.40/5 (88.00%) 5 Vota Questo Articolo

Tempismi poco felici, scelte confuse, marce indietro spesso goffe: la questione inerente alla presunta decurtazione dello stipendio nei confronti dei docenti e del personale Ata della scuola pubblica ha lasciato strascichi pesanti, sia nell’opinione pubblica che all’interno delle istituzioni. La scorsa settimana è stato confermato il provvedimento di stop alla restituzione della quota di 150 euro (per gli scatti di anzianità del 2013) da parte del personale della scuola: per corroborare questo assunto, il sottosegretario all’Istruzione Gian Luca Galletti ha affermato che il taglio sarà evitato grazie all’operazione di decurtazione dal FIS, il Fondo di istituto.

 ”Appena venuti a conoscenza dell’intervento – ha spiegato il sottosegretario – abbiamo messo a disposizione del Miur 300 milioni per far in modo che il taglio allo stipendio di docenti e Ata non intervenisse. Al di là del fattore comunicazione, abbiamo detto che nel nostro operato non ci saranno tagli, e per questo siamo intervenuti”.

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Fonte: politica.nanopresss.it

Fonte: politica.nanopresss.it

Stipendi insegnanti: gli errori comunicativi

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Il pasticcio e il tremendo autogol comunicativo avvenuti al rientro a scuola subito dopo le festività ha certamente lasciato il segno sulla questione scuola, con fastidiosi strascichi causati dalle dichiarazioni accese dei sindacati competenti. In questo senso Galletti ha rassicurato i dipendenti: “Al di là della comunicazione, io privilegio la sostanza: avevamo detto che non ci sarebbero stati tagli alla scuola, perché l’Istruzione l’Università e la Ricerca per questo Governo sono una priorità, e questo taglio non ci sarà. Penso quindi che alla fine la sostanza sia buona”.

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Per quanto riguarda il reperimento dei fondi utili ad evitare il famigerato taglio, il sottosegretario all’Istruzione ha spiegato che le coperture sono state trovate all’interno del suddetto FIS: “Soldi aggiuntivi non ce ne sono, le risorse per il 2014 sono già state stanziate. Adesso, nel 2014, bisognerà trovare altre risorse per rimpinguare il fondo. L’importante è che gli insegnanti non debbano restituire nulla”.

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Personale Ata: la denuncia della Cisl Scuola

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Ma mentre giungono questi chiarimenti, altre pericolose sirene si fanno sentire all’orizzonte: una denuncia della Cisl Scuola segnala che un pericoloso fronte si sta spalancando con riferimento agli istituti contrattuali del personale Ata (ovvero personale ausiliario, tecnico e amministrativo). Il sindacato illustra così la situazione: senza alcun preavviso e senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali il Miur avrebbe inviato “in data 7 gennaio una nota agli Uffici Scolastici Regionali, comunicando che presumibilmente con la mensilità del prossimo febbraio si darà luogo al graduale recupero delle somme corrisposte negli anni scolastici 2011/12 2012/13 al personale Ata individuato, negli stessi anni, come avente titolo all’attribuzione della I e II posizione economica di cui alla sequenza contrattuale 12 maggio 2011”.

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Ma anche in questo caso pare che l’allarme debba immediatamente rientrare. Il Ministro all’Istruzione Maria Chiara Carrozza ha infatti rassicurato anche i dipendenti facenti parte del personale Ata, spiegando che si sta lavorando sia sul personale docente che su quello non docente al fine di trovare soluzioni eque.

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Scuola pubblica: retroattività e azione amministrativa

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Rimane comunque aperto l’interrogativo relativo alla deleteria retroattività del provvedimento di decurtazione: in questo senso, sempre il sottosegretario Galletti ha fornito rassicurazioni sul fatto che sia un errore in qualsiasi materia fare provvedimenti retroattivi, esistendo anche in materia un regolamento del contribuente che lo vieta. Rimane il fatto che uno snellimento della struttura dell’apparato pubblico vada compiuto: resta da comprendere quali settori (e quali elementi del fondamentale Fondo di istituto) vadano colpiti.

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Fonti: orizzontescuola.it, huffingtonpost.it

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Marco Brezza      

 

 

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mer, feb 12, 2014  Marco Brezza
Taglio stipendi insegnanti: il Governo fa dietrofront 3.25/5 (65.00%) 8 Vota Questo Articolo

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Un’ enorme ondata di proteste era stata sollevata lo scorso 3 gennaio quando un annuncio del Mef aveva lasciato presagire una perentoria richiesta di restituzione inerente agli scatti di anzianità 2012. Il famigerato ectoplasma del prelievo di 150 euro mensili dagli stipendi degli insegnanti italiani aveva innescato un vortice di proteste davvero intenso. La questione ha avuto un forte impatto mediatico, proprio per la delicatezza dell’ambito coinvolto, lasciando evidenti strascichi. Per questo motivo pare importante ripercorrere quel momento.

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Fonte: www.larena.it

Fonte: www.larena.it

Taglio stipendi insegnanti: l’ondata di proteste

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Proprio a partire da quella giornata il Sindacato Gilda aveva annunciato uno sciopero generale avviando anche la procedura di conciliazione prevista dalla normativa. A ruota avevano seguito tutti i principali sindacati afferenti al settore scolastico. Il picco dell’agitazione era stato raggiunto il 7 gennaio, al ritorno a scuola dopo le vacanze natalizie, con la notizia, ormai rilanciata dai principali quotidiani nazionali, a rimbalzare nelle case degli italiani.

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Il prelievo veniva ulteriormente confermato dal Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, il quale dichiarava che “il recupero delle somme relative agli scatti degli stipendi del personale della scuola è un atto dovuto da parte dell’amministrazione”, rilevando il persistere in vigore di un provvedimento che estendeva il blocco degli scatti a tutto il 2013. Non erano mancate poi le dichiarazioni bellicose provenienti dal Sindacato insegnanti Gilda: “Siamo stanchi di aspettare: vengano restituiti ai docenti gli scatti stipendiali 2012 o sarà sciopero generale”. La situazione giungeva pertanto a limiti insopportabili.

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Scatti di anzianità: la marcia indietro

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Poi, improvvisamente, l’8 gennaio, il Governo fa marcia indietro. Ad anticipare questo stop era stato il contegno del Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, la quale si era invece schierata al fianco delle associazioni sindacali, inviando una missiva proprio al Ministro Saccomanni (quest’ultimo criticato da tutte le direzioni, in particolar modo da tutto lo scacchiere di rappresentanze parlamentari, tra cui Partito Democratico e Movimento 5 Stelle) nella quale si implorava la sospensione immediata del prelievo. Insomma, un vero e proprio vespaio mediatico, con membri del Governo che si contraddicono vicendevolmente e i movimenti sindacali inferociti.

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Lo stop vero e proprio era quindi giunto in Consiglio dei Ministri proprio l’8 gennaio: non ci sarà alcun prelievo, annunciava il Governo. Il respiro di sollievo della categorie coinvolte era giunto con evidenza. Il sindacato Gilda aveva accolto con soddisfazione il dietrofront, mentre il coordinatore nazionale del medesimo sindacato si augurava che il Governo mantenesse la parola data.

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Storia di un autogol mediatico

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Ad oltre un mese dagli eventi, il Governo parrebbe aver chiuso quell’insidioso “file”: l’autogol mediatico dell’annuncio poi “rimangiato” in apnea rimane però una mossa che ha lasciato il segno, non contribuendo in alcun modo a rasserenare gli animi segnati dalle profonde difficoltà del periodo storico di crisi. Nelle giornate successive il Governo è riuscito a chiudere e a risolvere la tenzone inerente agli  scatti di anzianità dei docenti: è stato infatti approvato il Decreto Legge che permetterà a 52mila persone, tra docenti e personale Ata, di non restituire gli aumenti stipendiali ricevuti nel 2013 e di mantenere il nuovo livello retributivo. Le risorse sembrerebbero essere state reperite in parte attraverso una parziale decurtazione del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa e per la restante quota attingendo alle risorse giunte dai tagli effettuati dall’ultimo governo di centrodestra.

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Marco Brezza  

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ven, gen 17, 2014  Marco Brezza
Scuola, Brescia: Insegnanti Pensionati Assistono Gratis Studenti Stranieri 2.80/5 (56.00%) 5 Vota Questo Articolo

Scuola ed immigrazione: un binomio che negli ultimi anni, a seguito dei folti movimenti migratori che continuano ad interessare la penisola italiana, ha cominciato a rivestire una notevole importanza. Da circa una ventina d’anni a questa parte si assiste infatti nel nostro paese ad una profonda trasformazione del tessuto sociale: è evidente come i flussi migratori provenienti da altre parti del mondo abbiano progressivamente modificato la conformazione sociale, etnica e religiosa della popolazione italiana. Tale mutamento di prospettiva ha investito i più svariati settori della vita dell’ordinamento italiano, ed in particolar modo il settore dell’istruzione.

Fonte: www.acliroma.it

Fonte: www.acliroma.it

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Il registro degli ex insegnanti pensionati

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L’intersezione di questo ampio movimento migratorio con la fase congiunturale di crisi economica che ha colpito l’Europa e l’Italia sta creando nuove particolari situazioni proprio nel settore scolastico: è il caso di ciò che sta accadendo in questi giorni a Brescia. Nella città lombarda infatti sta partendo una nuova iniziativa contro i dolorosi tagli della scuola pubblica causati dalla necessità di reperire risorse attraverso la “spending review”: l’Assessore alla Pubblica Amministrazione del Comune di Brescia, Roberta Morelli, ha infatti accolto il suggerimento degli istituti scolastici al fine di istituire un inedito registro all’interno del quale raccogliere la disponibilità di ex insegnanti, ora in pensione, a collaborare in forma gratuita per contribuire a consentire l’alfabetizzazione degli studenti stranieri.

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Per questi ex insegnanti sarà creato un albo ad hoc: coloro che saranno interessati dovranno soltanto consegnare il loro curriculum al Comune. Le loro richieste verranno poi trasmesse ai singoli istituti i quali potranno utilizzare il prezioso contributo degli insegnanti pensionati al fine di fornire assistenza agli studenti stranieri, che in quest’anno scolastico sono, soltanto nella città di Brescia, oltre il 25 per cento di tutti gli iscritti alle scuole statali elementari e medie del territorio del Comune lombardo.

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Il rombo delle polemiche: ecco l’opinione dell’Anief

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L’eco della iniziativa non ha mancato di causare forti polemiche: in particolare molto dure sono state le reazioni dell’Anief, l’associazione professionale sindacale che unisce docenti e ricercatori. Un comunicato emanato da quest’ultima ha infatti rivolto parole infuocate nei confronti dell’idea nata in territorio lombardo: “Dopo la carta igienica pagata dalle famiglie, le minacce di ridurre i riscaldamenti, i ritardi nel pagamento dei supplenti e il tentativo di assicurare gli aumenti di stipendio con il taglio delle attività extra-didattiche, arriva il professore in quiescenza che torna a lavorare senza compenso: la carenza di soldi nelle scuole sta producendo delle soluzioni sempre più ingegnose. Ma che a volte sembrano oltrepassare il buon senso”.
Secondo l’Anief, l’iniziativa sarebbe solo un altro fantasioso metodo utilizzato al fine di evitare di retribuire dei professionisti, una pericolosa deriva che trae la sua origine, sempre a parere dell’associazione sindacale, “dai tagli ai finanziamenti per le scuole e dalle inadempienze dei pagamenti da parte del Ministero delle Finanze”. Insomma si tratterebbe solo di una cattiva soluzione alla incipiente mancanza di fondi da destinare all’istruzione nel nostro paese, capace solo di reiterare ancora una volta la rinuncia ad assumere nuovi insegnanti.

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Ottima idea o smaccato sotterfugio?

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Le ragioni della protesta dell’Anief risiedono principalmente in due tematiche: da una parte l’associazione ritiene non corretto il fatto che non si sia atteso lo stanziamento dei fondi del Miur destinati alla formazione dei docenti impegnati nell’insegnamento dell’italiano come seconda lingua; dall’altra viene stigmatizzata la riduzione del 25 per cento complessivo delle risorse destinate al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.
Insomma, l’idea dell’assessorato bresciano lascia permanere il dubbio: ottima idea per reperire in economia risorse verso l’integrazione o smaccato sotterfugio per evitare di pagare i professori? Enigmi ai tempi della spending review.

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Fonti: Repubblica, Orizzontescuola.it

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Marco Brezza

 

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gio, gen 9, 2014  Marco Brezza
E’ Tempesta Sui Tagli Agli Stipendi Degli Insegnanti 2.80/5 (56.00%) 5 Vota Questo Articolo

È un ritorno dalle vacanze di Natale con sorpresa quello che si sta venendo a concretizzare, in questo  neonato (non sotto una buona stella, sembrerebbe) 2014, per gli insegnanti italiani: e di sorpresa negativa si deve parlare con riferimento al taglio di 150 euro che graverà sullo stipendio dei professori scolastici del Belpaese. Il Ministero dell’Economia chiede infatti la restituzione degli scatti stipendiali già percepiti nel corso del 2013 attraverso una trattenuta di 150 euro mensili, a partire proprio da questo mese di gennaio. Il titolare del dicastero  economico, Fabrizio Saccomanni, ha affermato che “il recupero delle somme relative agli scatti degli stipendi del personale della scuola è un atto dovuto da parte dell’amministrazione”, rammentando che è in vigore un provvedimento che ha esteso il blocco degli scatti a tutto il 2013.

Fonte: www.iovalgo.com

Fonte: www.iovalgo.com

Taglio stipendi: i sindacati sul piede di guerra

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La notizia ha colpito fortemente l’opinione pubblica: ovviamente i sindacati sono furiosi e minacciano scioperi. Il Segretario generale della Cisl Scuola, Francesco Scrima, ha utilizzato parole di fuoco: “Le istruzioni impartite dal Ministero dell’Economia per un graduale recupero degli scatti maturati nel 2012 costituiscono una decisione inaccettabile che va bloccata, una vera e propria provocazione che se attuata non potrà rimanere senza risposta”. Il segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna, parla di “situazione gravissima, mai accaduta prima”. A parere della Flc-Cgil si assiste “ancora una volta a un pesante intervento sui diritti acquisiti dei lavoratori della scuola, che saranno costretti a restituire le somme legittimamente e giustamente percepite”. E non è mancata anche una dichiarazione proveniente dalla associazione di insegnanti Gilda: “Siamo stanchi di aspettare: vengano restituiti ai docenti gli scatti stipendiali 2012 o sarà sciopero generale”. Prendere o lasciare, l’ultimatum delle associazioni sindacali sembra essere perentorio.

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Il Ministro dell’Istruzione si schiera al fianco degli insegnanti

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La particolarità della situazione è accentuata anche dal fatto che il Ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, la quale dovrebbe operare in sinergia con il Ministero dell’Economia, si è invece schierata al fianco delle associazioni sindacali, inviando una missiva proprio a Saccomanni (il quale sta ricevendo critiche da diverse direzioni, anche politiche, in un raggio che va dal Pd al M5S). La titolare del dicastero preposto all’Istruzione richiede che venga sospesa la procedura di recupero degli scatti stipendiali per quanto riguarda il 2013, segnalando anche la necessità e l’impellenza di un intervento in questa direzione, poiché proprio nei prossimi giorni si procederà ai conteggi per gli stipendi di gennaio operando pertanto le trattenute per il recupero della “tranche”.

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Taglio stipendi insegnanti: il coro delle critiche

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Vanno in questa direzione anche le parole del parlamentare M5S, Luigi Gallo, il quale si getta in un’analisi della situazione, utilizzando espressioni icastiche e parlando di situazione immorale: “Temevamo tutti questo momento in cui il governo avrebbe oltrepassare la linea gettandosi nell’agghiacciante scenario in cui versa la Grecia. Il Ministero dell’Economia metterà le mani sugli stipendi dei docenti decurtandoli di 150 euro per chi nell’anno 2013 ha avuto scatti stipendiali”.
Colpiscono molto anche le parole di Davide Faraone, responsabile Scuola del Partito Democratico, il quale si dichiara esterrefatto dalla richiesta di restituzione: “Si tratta di importi – ha affermato Faraone – provenienti dal taglio dei fondi di funzionamento delle scuole che erano stati promessi ai docenti come pagamento dei dovuti scatti di stipendio. Il danno, cioè il taglio di quei fondi sacrosanti, si somma adesso alla beffa: una volta percepite e spese queste somme i docenti le dovranno restituire. Siamo dunque all’assurdo: dopo i diritti acquisiti e i diritti offesi siamo giunti ai diritti restituiti”.  Insomma, alla scelta del dicastero dell’Economia di chiedere la restituzione degli scatti stipendiali già corrisposti ha fatto da contrappunto un coro di critiche davvero forti e compatte, come non sempre accade. Ed ora cosa succederà?

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Fonti: lastampa.it, unita.it, blitzquotidiano.it

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Marco Brezza

 

 

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