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Archivi per la categoria 'Stipendi insegnanti'

mar, feb 16, 2016  Roberta Buscherini
Insegnanti scuola: come integrare lo stipendio dei supplenti?
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Supplenti della scuola: a un discreto numero di insegnanti appartenenti a tale categoria mancherebbero gli 80 euro corrispondenti al famoso bonus per i lavoratori dipendenti ed una quota di assegni familiari. Una segnalazione questa che giunge dal sindacato Cisl, dopo una verifica presso l’Amministrazione e NoiPA.
Mediante le emissioni di gennaio il Ministero dell’Istruzione, in accordo con il dicastero dell’Economia, ha erogato gli stipendi relativi ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2015. Ma la procedura di tassazione applicata ha comportato per alcuni docenti interessati un ulteriore danno.

 

Insegnanti scuola

Stipendio supplenti: cosa è successo

 

Ma ecco la spiegazione proveniente dai rappresentanti della CISL: “Le competenze sono state assoggettate a tassazione separata, meccanismo che prende in considerazione il solo reddito medio percepito nei due anni precedenti, ma che esclude il riconoscimento delle detrazioni fiscali spettanti, sia quelle relative alla cosiddetta “produzione del reddito”, sia quelle spettanti per gli eventuali carichi familiari, ma anche quelle concernenti il “bonus 80 euro”. A subire i danni concreti di questo errore sono stati i supplenti temporanei con una retribuzione complessiva annua non superiore a 8mila euro: costoro, infatti, con il riconoscimento delle detrazioni fiscali, sarebbero stati totalmente esenti dalla tassazione IRPEF.
A tal riguardo sarà necessaria una riliquidazione da effettuarsi a seguito di dichiarazione dei redditi, che nel caso in esame, poiché le retribuzioni sono state corrisposte nel 2016, potrà essere presentata solo nel 2017 con la conseguenza che un eventuale rimborso interverrà a distanza di anni rispetto alla trattenuta subita.

 

Le garanzie giunte dal MIUR

 

La Cisl Scuola ha immediatamente segnalato la questione ai dirigenti MIUR. Verificata con NoiPA la correttezza delle informazioni, l’amministrazione guidata dal ministro Stefania Giannini ha riferito la spiegazione di quanto successo: NoiPA ha liquidato gli stipendi come se si trattasse di “arretrati”. Tuttavia al momento non è in atto alcuna risoluzione della problematica da parte del Ministero di via Trastevere. Un aspetto denso di criticità che si unisce alle promesse degli scorsi mesi che stanno andando in parte disattese: qualche settimana fa era stato infatti garantito dalle rappresentanze ministeriali di fronte ai sindacati che lo stipendio ai supplenti precari della scuola nel corso del 2016 verrà pagato regolarmente. Promessa che ci si augura sia mantenuta nel corso di quest’anno solare appena iniziato. D’altronde le parole del Sottosegretario all’istruzione Faraone erano state eloquenti: “Mai più ritardi nei pagamenti degli stipendi degli insegnanti supplenti”.

 

Valorizzare l’operato dei supplenti in prospettiva Concorso Scuola

 

Nel frattempo il tema relativo ai supplenti della scuola pubblica affiora sotto un altro angolo visuale: quello relativo al concorso scuola 2016. L’imminente uscita dei tre bandi relativi al concorso scuola 2016 accelera la discussione riguardante i criteri di valutazione dei punteggi attraverso i quali i candidati si presenteranno alle prove: in questa direzione si staglia la proposta del CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) nel senso di raddoppiare il punteggio relativo ai periodi di servizio portandolo da mezzo punto a un punto. Un parere appoggiato “in toto” anche dalla Lega Nord, la quale ritiene assolutamente giusto valorizzare maggiormente (in prospettiva concorso) le supplenze di tutti quei docenti abilitati che, da anni, sorreggono la scuola pubblica italiana.

 

Fonte: orizzontescuola.it

 

Roberta Buscherini

 

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ven, dic 18, 2015  Patrizia Caroli
Concorso Scuola 2016: a fine di dicembre la pubblicazione dei bandi
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Concorso Scuola 2016: la pubblicazione dei bandi non è ancora giunta. Sarebbe dovuta avvenire entro il 30 novembre, ma poi nulla di fatto. Ora, tuttavia, è il ministro dell’Istruzione stesso ad affermare che l’impegno personale (definitivo a questo punto) è quello di “chiudere entro il 31 dicembre”.

 

Concorso Scuola 2016

Concorso Scuola 2016: si allungano i tempi

 

I tempi per il bando di concorso (ma sarebbe meglio dire i bandi, al plurale, perché saranno 3) si allungheranno ulteriormente: tutto questo è causato dall’iter in corso per la revisione delle classi di concorso. Il Ministero dell’Istruzione non può “permettersi di scollegare i due percorsi” dal momento che, entrambi, sono direttamente collegati con la riforma della Buona Scuola.
Nel frattempo pertanto si attende la riforma delle classi di concorso che dovrà essere approvata dal Consiglio dei Ministri. Dalle parole del responsabile del dicastero dell’Istruzione sembra pertanto emergere che il regolamento riguardante le nuove classi di concorso dovrebbe incontrare la sua approvazione nei prossimi giorni e che la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dovrebbe avvenire tra Natale e Capodanno.

 

Concorso Scuola 2016: riassunto delle puntate precedenti

 

Piccolo “recap” relativo alla struttura del Concorso insegnanti 2016: la prova preselettiva riguarderà le capacità logiche e comprensione del testo. Una parte del test sarà focalizzato anche sulle competenze digitali e di lingua inglese. Per la prova di accesso si prevedono 60 domande a risposta multipla. La prima prova (quella computer based) riguarderà 28 domande divise in domande con risposte multiple e altri quesiti a risposta aperta sintetica. Sia nella prima tipologia che nella seconda ci saranno domande in lingua straniera (5 con tutta probabilità). Quasi certo per i docenti ITP una terza prova pratica, laboratoriale. La prova orale durerà 45 minuti e riguarderà una prova simulata, sul modello del concorso 2012. Circa il 30% del tempo sarà dedicato alla motivazione delle scelte didattiche presenti nella lezione simulata.

 

Il punto di vista di Anief (con polemica)

 

Nel frattempo emerge una polemica non da poco con riferimento alle qualifiche per partecipare al concorso: secondo il sindacato Anief, è un grave errore non riservare il 40% dei posti banditi a chi ha 540 giorni di servizio e non garantire la partecipazione ai giovani laureati. E’ Marcello Pacifico a definire i termini della questione “Assurdo lasciare fuori i docenti già di ruolo che intendono cambiare materia o grado di scuola. Inoltre, durante questo ulteriore tempo di attesa di revisione del regolamento della selezione nazionale, si sarebbero potute approvare una serie di punti, come la riforma dell’infanzia (+25% di organico), ampliare l’organico di sostegno (+ 30% in organico di diritto), stabilizzare il precariato (oltre 80mila supplenti già selezionati e qualificati). Siamo pronti ad impugnare tutti i passaggi che escludono i docenti aventi pieno diritto a partecipare a questo concorso – conclude il rappresentante di Anief -. La verità è che questo governo non solo non ha abbattuto la supplentite, ma è riuscito nell’impresa di far lievitare addirittura il già alto numero di ricorsi nella scuola”. Parole che non lasciano spazio a fraintendimenti.

 

Fonte: orizzontescuola.it

 

Patrizia Caroli

 

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mer, nov 18, 2015  Marco Brezza
Congedo parentale insegnanti: cosa è cambiato nel 2015?
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Il congedo parentale per gli insegnanti della scuola cambia? Cerchiamo di capirlo in sintesi in questo articolo. A questo fine, in via introduttiva occorre affermare che la disciplina del congedo parentale è rivolta a tutte le lavoratrici dipendenti, comprese quelle di amministrazioni pubbliche (quindi anche gli insegnanti), di privati datori di lavoro, le lavoratrici parasubordinate oltre a quelle con contratto di apprendistato e le socie lavoratrici di società cooperative.

 

Congedo parentale insegnanti

Fonte: criticalthinking.org

Congedo parentale insegnanti: un suggerimento

 

Ma una insegnante della scuola pubblica può fruire del congedo parentale allo scadere di quello per maternità senza riprendere servizio? Domanda importante a cui cerchiamo di rispondere in maniera esauriente. La risposta al quesito, in primo luogo, deve essere positiva. Con riferimento a tutto il personale immesso in ruolo o a tempo determinato che si trova in stato gravidanza, il rapporto di impiego viene instaurato mediante l’accettazione, anche per “facta concludentia” della nomina, senza l’obbligo fisico di assumere servizio. Il congedo di maternità o paternità risulta infatti equiparabile a tutti gli effetti al servizio prestato.

Tale concetto è stato illustrato e chiarito dalla la nota protocollare n. 0033950/2009 diffusa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato). Qui si può leggere che “appurato il perfezionamento del rapporto di lavoro con la semplice accettazione da parte del soggetto in astensione obbligatoria, si ritiene che per poter usufruire del congedo parentale non sia necessaria la presa di servizio”. La nota ministeriale precisa, in seconda battuta, che in costanza della durata del contratto di lavoro “il soggetto, al fine di ottenere i periodi del congedo parentale, dovrà presentare la relativa domanda di norma nel rispetto del termine dei quindici giorni prima della data di decorrenza del periodo di astensione, ciò anche a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, a norma dell’art. 12, comma 7 del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro del 24 luglio 2003”.

 

Congedo parentale scuola: Non è necessaria la presa di servizio

 

Ciò che affiora a livello prescrittivo-normativo da tale dettato è il seguente concetto: nel medesimo modo in cui non risulta necessario prendere servizio quando la persona è già in congedo di maternità, paternità (inclusa l’interdizione per gravi complicanze della gestazione) e accetta l’immissione in ruolo o un contratto a tempo determinato, altrettanto deve essere considerata non necessaria la presa di servizio, al termine del periodo obbligatorio, al fine di poter fruire del congedo parentale.

 

Le novità 2015 in materia di congedo parentale

 

Ma quali sono i contorni disciplinari che definiscono l’istituto del congedo di maternità? Quest’ultimo si configura come il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro della lavoratrice. La durata complessiva del congedo di maternità è pari a 5 mesi e può essere fruito durante i 2 mesi precedenti la data presunta del parto e durante i 3 mesi successivi al parto. Esiste inoltre una modalità temporale alternativa per fruirne, ovverosia astenendosi nel mese precedente il parto e nei 4 successivi. Tuttavia per poter lavorare fino all’ottavo mese completo di gestazione, la lavoratrice è tenuta a presentare un’attestazione medica dalla quale risulti che tale scelta non arrechi danno alla salute del nascituro e/o della gestante.
A tal proposito va fatta menzione di una novità normativa emersa proprio quest’anno (ed operativa dal 24 giugno scorso) grazie al d.lgs.80/2015 (“Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro”): nella circostanza di un ricovero del neonato in una struttura pubblica o privata, la madre ha diritto di chiedere la sospensione del congedo di maternità fino alla data di dimissioni del bambino. Tale questo diritto può essere esercitato una sola volta per ogni figlio e rimane subordinato alla produzione di attestazione medica.

 

Fonte: leggioggi.it

 

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mar, ott 27, 2015  Roberta Buscherini
Bonus Insegnanti 500 euro, c’è l’ufficialità: ultimi aggiornamenti
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La scorsa settimana è stata quella dell’ufficialità (con tanto di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) del Bonus insegnanti 500 euro per l’autoformazione. Ricordiamo che i destinatari del bonus da 500 euro fornito a partire da quest’anno dal Ministero dell’Istruzione sono tutti i docenti di ruolo della scuola pubblica, compresi coloro che si trovano in periodo di formazione e prova. Sono le istituzioni scolastiche a comunicare entro il 30 settembre di ogni anno al Miur l’elenco dei docenti di ruolo e le eventuali variazioni di stato giuridico.

Bonus insegnanti 500 euro

 

Bonus Insegnanti 500 euro : il decreto in Gazzetta Ufficiale

 

All’interno del d.p.c.m. in questione (datato 23 settembre 2015 e pubblicato in Gazzetta il 19 ottobre) si può leggere che “la legge n. 107 del 2015 istituisce la Carta, con un valore nominale di 500 euro annui per ciascun anno scolastico, per sostenere la formazione continua di ciascun docente di ruolo presso le istituzioni scolastiche statali al fine di valorizzarne le competenze professionali, consentendone l’utilizzo per le attività dettagliatamente indicate, che sono liberamente individuabili dai beneficiari, per meglio realizzare sia le proprie esigenze formative che quelle individuate dall’istituzione scolastica”.

 

Come avverrà la rendicontazione?

 

Va ricordato a riguardo che il bonus inseganti di 500 euro sarà erogata per intero ed i docenti coinvolti complessivamente dovrebbero essere circa 700mila. La vera e propria Card degli insegnanti sarà invece disponibile a partire dall’anno scolastico 2016/17. I 500 euro di bonus insegnanti per l’autoformazione sono ovviamente soggetti a rendicontazione: tutti i docenti beneficiari del bonus insegnanti 500 euro saranno tenuti a presentarla agli Uffici amministrativi dell’Istituzione scolastica di appartenenza entro il 31 agosto 2016.

bonus insegnantiSe la documentazione non dovesse risultare completa o conforme all’uso stabilito dalla legge o presentata in ritardo, la somma verrà recuperata con l’erogazione dell’anno successivo. A tal proposito l’art. 7, comma 2, del nuovo decreto delinea il seguente scenario: “I docenti destinatari della Carta trasmettono agli Uffici amministrativi dell’Istituzione scolastica di appartenenza, secondo le modalità e nel rispetto dei termini indicati con il decreto di cui al comma 1, la rendicontazione comprovante l’effettivo utilizzo della somma di cui all’art. 3, per le finalità e con le modalità di cui all’art. 4.

Nel caso in cui la predetta documentazione risulti non conforme alle finalità di cui all’art. 4, incompleta o presentata oltre il termine previsto ovvero non presentata, la somma non rendicontata è recuperata a valere sulle risorse disponibili sulla Carta e, ove non sufficienti, con l’erogazione riferita all’anno scolastico successivo”.

 

Chiarimenti ulteriori sul bonus insegnanti 500 euro : alcuni casi particolari

 

Il portale orizzontescuola.it ha segnalato alcuni dubbi in merito ad alcuni dei beni che possono rientrare tra quelli fruibili con il bonus insegnanti 500 euro: in particolare emerge una necessità di chiarimenti in merito all’ambito dell’hardware e del software. Risulta corretto definire hardware come un elemento connesso all’ambito dell’ingegneria elettronica e informatica che indica la parte fisica di un computer? Ed il conctto di smartphone può rientrare in questa categoria? In linea di massima, computer, tablet e smartphone sembrerebbero poter rientrare all’interno dei beni fruibili con il bonus insegnanti di 500 euro. Tuttavia, è necessario attendere chiarimenti ufficiali da parte del MIUR per capire se tali beni rientreranno nella categoria.

 

Fonte: orizzontescuola.it

 

Roberta Buscherini

 

 

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mar, ott 6, 2015  Roberta Buscherini
Bonus 500 insegnanti per l’autoformazione: come utilizzarlo?
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Incarna le forme di una delle grandi novità della Riforma della Scuola 2015 partorita dal Governo Renzi: stiamo parlando del Bonus da 500 euro per l’autoformazione rappresentato dalla Card insegnanti, uno strumento contenuto nella legge che riforma la scuola nel nostro paese, una novità assoluta per la categoria dei prof. Il decreto che istituisce l’utilizzo della carta, con un importo prepagato, appunto, di 500 euro, è stato firmato sia dal premier Renzi che dal ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini. Si tratta a tutti gli effetti di uno strumento importante, che darà l’opportunità agli insegnanti di aggiornarsi, verso un miglioramento della preparazione. Ma come è possibile spendere questo Bonus? E che ha diritto ad usufruirne? Cerchiamo di comprenderlo in questo articolo.

 

Bonus 500 insegnanti

Bonus autoformazione insegnanti: 500 euro a disposizione

 

Il Bonus da 500 euro verrà erogato a tutti i docenti assunti a tempo indeterminato (sia a tempo pieno che part-time), compresi i neoassunti e coloro che nella fase C saranno assunti a novembre. La cifra sarà erogata per intero. I docenti coinvolti complessivamente dovrebbero essere circa 700mila. La vera e propria Card degli insegnanti sarà disponibile a partire dall’anno scolastico 2016/17: per l’anno in corso, invece, il Bonus finirà direttamente in busta paga, separatamente dall’importo dello stipendio, probabilmente già entro il mese di novembre 2015 (a questo riguardo va detto che la somma non costituisce retribuzione, quindi nemmeno reddito imponibile).

 

Attenzione ai furbi

 

Ovviamente i docenti saranno tenuti a dimostrare entro il 31 agosto 2016 la effettività delle spese. Pertanto dovranno essere conservati scontrini e ricevute, a piena dimostrazione che i soldi erogati sono stati spesi effettivamente per finalità di autoformazione. In questo senso la documentazione che comprova il corretto utilizzo in ossequio alla normativa del bonus dovrà essere precisamente rendicontata entro la già citata data del 31 agosto 2016. E se ciò non dovesse avvenire? Per coloro che non rendiconteranno, le somme non giustificate verranno recuperate l’anno successivo. In tal caso il bonus dell’anno successivo sarà inferiore rispetto al tetto dei 500 euro. In casi estremi, ovverosia nella circostanza che il docente non avesse rendicontato nulla, potrebbe scattare lo stop al bonus per l’anno successivo.

 

Bonus autoformazione insegnanti: ecco come spenderlo

 

Ma per quali servizi od oggetti vale il Bonus 500 euro per l’autoformazione insegnanti? Ecco una lista esaustiva. In primo luogo potrà essere utilizzato per acquistare libri, testi, riviste e pubblicazioni utili all’aggiornamento professionale (anche in formato digitale). Poi anche per l’acquisto di hardware e software, per corsi di aggiornamento e di qualificazione professionale (purché siano svolti da enti che hanno credito presso il Ministero dell’Istruzione), ed anche per iscriversi a corsi di laurea, specialistica o a ciclo unico che abbiano attinenza col profilo professionale (o anche ad un corso post-laurea o ad un master universitario inerente al proprio profilo professionale). Inoltre si potrà utilizzare tale strumento per assistere a rappresentazioni di teatro e cinematografiche, per acquistare biglietti di ingresso a musei, eventi culturali, mostre o spettacoli dal vivo ed anche per iniziative che siano coerenti alle attività indicate nel POF e nel Piano nazionale di formazione.

 

Roberta Buscherini

 

Fonte: orizzontescuola.it

 

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