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Stipendi Statali. Quali Prospettive?



Stipendi Statali. Quali Prospettive?
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Conoscere lo stipendio dei nostri colleghi influisce sulla rendita nel proprio lavoro e sulla soddisfazione professionale. È quanto emerge da uno studio empirico sperimentale svolto all’interno di alcuni campus universitari della University of California da alcuni degli economisti più famosi – Card, Mas, Moretti e Saez -.

 

Il risultato del tutto attendibile per le modalità di svolgimento dello studio ha evidenziato in modo molto preciso come la conoscenza dei salari più alti del nostro abbia un effetto negativo sulla soddisfazione del proprio lavoro e quindi anche sulla resa. Tale effetto non si registra al contrario però: venire a conoscenza che i nostri colleghi percepiscono una retribuzione inferiore alla nostra non incide in alcun senso. Fermiamoci un attimo a riflettere. Applichiamo i risultati di questo studio alla realtà italiana e per estensione di concetto ai nostri paesi vicini. E riflettiamo ancora.

 

Stipendi Statali. La Situazione Ad Oggi

 

blocco stipendi statali

 

I contratti dei dipendenti pubblici sono fermi dal lontano 2011 con una perdita di denaro nelle loro tasche di qualcosa come 12 miliardi. E la strada per sbloccare la situazione è ancora lunga. Si deve raggiungere e superare il 2014 per poter finalmente arrivare a una nuova contrattazione degli stipendi dei dipendenti pubblici.

 

Ma se si analizzano i numeri la situazione è ancora più drammatica di come può sembrare. Abbiamo fatto passi indietro che ci hanno riportato agli inizi degli anni ottanta con un calo nelle retribuzione dei dipendenti pubblici dell’1.6% nel 2011 dopo 31 anni di ininterrotta crescita.

Non ci si può quindi meravigliare se in questi primi tre mesi del 2013 le famiglie italiane hanno sviluppato una forte propensione al risparmio come dichiarato dall’istat: “la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, misurata al netto della stagionalità, è stata pari al 9,3%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto sia al trimestre precedente, sia a quello corrispondente del 2012”.

 

E come se non bastasse per i dipendenti statali oltre al blocco degli stipendi c’è anche quello sul prolungamento delle graduatorie. “Non vanno banditi nuovi concorsi se hai persone che ne hanno vinto uno tre anni prima. Obbligheremo tutti a motivare il mancato ricorso alle graduatorie già approvate (…) Il contratto del pubblico dipendente deve stare fermo cinque anni, ma in un periodo di crisi è più giusto tutelare chi un lavoro lo ha perso o chi un lavoro ce l’ha”. Sono parole queste del ministro della funzione pubblica Gianpiero D’Alia che lasciano poca speranza e poco spazio all’interpretazione.

 

Dunque se sapere che un collega di scrivania o di un altro paese ha una retribuzione più alta della tua a parità di competenze e funzioni, ti destabilizza e ti demotiva, cosa accade quando oltre allo stipendio maggiore ha anche maggiori prospettive, maggior considerazione e maggiore ascolto da parte delle istituzioni? Ai posteri l’ardua sentenza. Sì, ma almeno dopo il 2014.

 

 

Fonte: linkiesta / ilfattoquotidiano / repubblica / forzearmate

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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4 Commenti a “Stipendi Statali. Quali Prospettive?”

  1. Jane Donnini Says:

    Purtoppo nel Paese eè stato fortemente dequalificato il principio lavoro, sia per chi ce l’ha e si sente declassare e arretrare nelle prospettive, sia per chi non ce l’ha e lo cerca invano e per le ingenti pertite di posti di lavoro registrate negli ultimi tempi, colpa della crisi ma di sola crisi un sistema muore

  2. Claudio Says:

    Per l’esattezza, gli stipendi dei dipendenti del pubblico impiego sono fermi al 31 dicembre 2009.

  3. marzia Says:

    é una vergogna che lo sfascio del paese ricada sulle spalle dei lavoratori, il mio stipendio di docente laureato negli ultimi due anni è diminuito di 17 euro, tutte le attività aggiuntive all’insegnamento ( progetti ecc…) non sono più retribuite e mi si chiedono continuamente nuove prestazioni e impegni .. come si può andare avanti così?

  4. Enzo Says:

    Roma 29 novembre 2013
    IL TRIBUNALE DI ROMA DICE NO AL BLOCCO DEGLI STIPENDI DEI PUBBLICI DIPENDENTI: RIMESSA ALLA CORTE COSTITUZIONALE LA LEGGE SUL BLOCCO DELLA CONTRATTAZIONE ED IL CONGELAMENTO DEI TRATTAMENTI RETRIBUTIVI DEL PERSONALE.
    Il Tribunale del lavoro di Roma, Giudice Dott.ssa Ileana Fedele, con ordinanza del 27 novembre 2013, su ricorso proposto dalle Organizzazioni Sindacali FLP e FIALP, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione della legittimità delle norme che hanno disposto nel pubblico impiego il blocco della contrattazione collettiva ed il congelamento degli aumenti contrattuali per la durata di ben quattro anni e cioè dal 2011 al 2014 (art. 9, commi 1 e 17, D.L. n. 78/2010 convertito nella l. n. 122/2010 ed art. 16, comma 1, D.L.n. 98/2011 convertito nella legge 111/2011).
    Il Tribunale ha osservato come bloccare le dinamiche contrattuali e retributive per un così lungo arco temporale significa azzerare il diritto alla contrattazione e alla percezione della giusta retribuzione, accollando sui soli pubblici dipendenti i sacrifici dell’attuale crisi economica.

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