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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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gio, dic 12, 2013  Valentina
La Mobilità Sarà La Vera Chiave Della Riforma Dello Strumento Militare
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Mobilità militariBasteranno 10 anni per riformare l‘intero strumento militare in Italia. 10 lunghi anni nei quali dovrà essere creata una nuova struttura in grado di destreggiarsi in maniera equa tra spese del personale, investimenti, le risorse destinate alla difesa.

 

Ad oggi la situazione non è bilanciata con il 70% del costo complessivo impiegato per gli stipendi e il restante 30 investito per gli armamenti. Per portare in equilibrio questi due settori, risorse strumentali e risorse umane, e mantenere il nostro esercito al passo con i tempi e on le ultime tecnologie, bisogna prima di tutto tagliare gli eccessi. Come 18 mila soldati e 10 mila civili.

 

Ed ecco che si inizia a parlare di mobilità anche per il personale militare; coloro che verranno nominati dovranno quindi, senza scelta né alternative, accettare il trasferimento presso un ente pubblico o un ministero oppure, se si è militari, accontentarsi di un pensionamento anticipato obbligatorio percependo l’85% dello stipendio ma mantenendo la possibilità di arrotondare eseguendo lavoretti extra senza incorrere in sanzioni.

 

Se si lavora nel comparto difesa come operatori civili, la possibilità del prepensionamento non esiste e, se si rifiuta la mobilità forzata, rimane solo l’alternativa della “ messa in disponibilità” ovvero una sorta di cassa integrazione.

 

 

Come Vengono Scelti I Candidati Alla Mobilità

 

 

L’introduzione della mobilità all’interno del mondo militare non è stata creto accolta a braccia aperte e in effetti le peculiarità di questo settore non si sposano bene con questa possibilità, come spiega il maresciallo Antonio Ciavarelli: “che vuol dire mobilità per un militare? Le Forze armate hanno una loro specifica identità. Non vorremmo ritrovarci ad assistere al fenomeno di qualche maresciallo o capitano o colonnello che si tramuti in un bidello o in un usciere, senza voler nulla togliere ai bidelli e agli uscieri”.

 

Ovviamente la scelta di coloro che possono essere destinati a operatività di carattere amministrativo deriva dalla creazione di una graduatoria, nella quale vengono inseriti coloro che tra i 45 e i 55 anni non svolgono più un ruolo attivo e il cui spostamento su mansioni civili non comporterebbe alcuna perdita per l’operatività concreta dell’esercito.

 

Grazie anche alle pressioni del Cocer e delle associazioni sindacali di categoria in tema di mobilità nel settore militare non ci sono ancora regole precise e ben definite. Rimane però innegabile che nell’ambito della riforma dello strumento militare questa opzione rappresenta una delle più efficaci per il raggiungimento dell’obbiettivo finale, ovvero l’ottimizzazione delle risorse umani al fine di impiegare maggiori risorse finanziarie sulla spesa per gli armamenti.

 

 

 

Fonte: blitzquotidiano / grnet / repubblica

 

 

Valentina Stipa

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gio, dic 5, 2013  Valentina
Uranio Impoverito. Una Luce In Fondo Al Tunnel Della Giustizia
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uranio impoveritoA volte la tenacia può premiare. È il caso di Davide Ercolani, sostituto procuratore da Rimini,  che ha aperto un’inchiesta partendo dalle denunce dei militari ammalata a causa dell’uranio impoverito o dai familiari di soldati defunti e che ora ha coinvolto perfino l’Australia in questa incresciosa vicenda che sporca l’Italia, l’esercito italiano da troppi anni ormai.

 

È proprio nella terra dei canguri infatti che gli indumenti di Giovanni Mancuso, militare deceduto a causa di un tumore al cervello nel 2010 e sopravvissuto alla missione di Nassirya, verranno inviati per eseguire delle analisi specifiche con strumenti ad alta tecnologia per dimostrare la presenza di uranio impoverito.

 

A supporto di questa tesi ci sono anche le ricerche di una commissione parlamentare ad hoc che ha approfondito i legami tra fra l’esposizione all’uranio impoverito e lo sviluppo di forme tumorali come quella che ha ucciso Mancuso e molti altri soldati. Insieme all’uranio impoverito però rimane aperta anche la questione dei vaccini somministrati ai soldati prima dlle missioni in maniera del tutto indiscriminata e senza un’accurata anamnesi preventiva.

 

L’unione della sostanza tossica e dei vaccina sarebbe la vera arma letale che ha fato morire centinaia di soldati e ne ha fatti ammalare molti di più e senza via di  scampo. Il capo d’accusa sostenuto dal procuratore Ercolani è omicidio colposo, così come previsto dall’art. 589 del codice penale comune e anche omessa esecuzione di un incarico, riconducibile all’articolo 117 del codice penale militare di pace.

La dichiarata volontà del procuratore è quella di coinvolgere nell’inchiesta anche tutti quei militari che pur consapevoli della pericolosità di quanto stava accadendo, non fecero nulla per attrezzare i colleghi con adeguati dispositivi di sicurezza.

 

Tar Di Milano Pioniero Di Giustizia

 

 

Sentenze come quella del tribunale di Milano di pochi giorni fa, non fanno altro che aumentare la voglia di rivalsa per tutti i soldati colpiti irrimediabilmente da questa ingiustizia professionale e amministrativa.

 

I giudici hanno infatti disposto un equo indennizzo per il carabiniere  scelto in servizio alla Legione carabinieri Lombardia, malato di tumore alla tiroide a causa di una missione nei Balcani del 2002 chiamata  Joint Guardian, riconoscendo la piena responsabilità in capo al ministero della difesa, costretto al pagamento di una liquidazione di 350.000 euro. Qualcuno si ricorderà di quella storica missione che ebbe inizio nel 1999 e durò fino al 2004 con l’obiettivo di ostacolare l’avanzata delle truppe di Milosevic in Kosovo.

“Si ricava inequivocabilmente la piena responsabilità dell’amministrazione intimata per la gravissima patologia, derivante da causa di servizio […] danni causati per avere impiegato il militare in una missione nel Kosovo durata più di quattro mesi, senza l’adozione di alcuna protezione specifica”. Inutile aggiungere altro quando lo stesso ministero della difesa, a suo discolpa adduce il ritardo nella presentazione della domanda…

 

La sentenza del tar di Milano arriva lo scorso febbraio, ma solo a seguito di un sollecito alla sua esecuzione  si è arrivati concretamente all’indennizzo. Questa decisione, seppure solo in primo grado, del tribunale di Milano rappresenta un passo avanti e una vittoria in questa lunga battaglia che vuole far luce piena sulle vittime dell’esposizione all’uranio impoverito e che vuole far pagare chi sapeva ma ha taciuto, mettendo a rischio la vita di giovani ragazzi che stavano svolgendo un compito delicato in nome della pace e per conto dell’Italia.

La stessa Italia che oggi non può nascondersi dietro a un dito. Ma deve invece rendere onore ai suoi uomini e combattere affinché giustizia venga fatta.

 

 

Fonte: ilfattoquotidiano / ilgiornaledeimilitari / ecoblog

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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mer, dic 4, 2013  Valentina
Riforma Polizia. Trenta Anni Dopo
3.67 (73.33%) 3 Vota Questo Articolo

 

riforma-poliziaTrenta anni fa veniva approvata la riforma polizia; una riforma all’avanguardia, che portava l’Italia ai livelli di modernizzazioni europei in termini di diritto di organizzazione sindacale, miglioramento del trattamento retributivo, maggiore democratizzazione, accesso del personale femminile a tutti i livelli. Anche allora si parlava di stipendi e carriere. Proprio come adesso.

 

Nonostante le incoraggianti dichiarazioni del ministro dell’interno Angelino Alfano, il quale dichiara prioritaria la presa in carico da parte del governo delle esigenze del comparto sicurezza,  di passi avanti neanche l’ombra al momento.

 

 

Riforma Polizia: Ecco alcune importanti considerazioni

 

Lorena La Spina, segretario nazionale dell’Associazione nazionale funzionari di polizia, precisa infatti che incoraggiamento e parole a parte, si attende con ansia di sapere quali sono queste iniziative governative che verranno prese e che testimonino una reale inversione di tendenza in materia di assunzioni, risorse e dotazioni strumentali, trattamento economico del personale. Questa ansia poi cresce con la bocciatura dell’emendamento previsto nella legge di stabilità riguardo al fondo unico giustizia che avrebbe, seppure solo in parte, limitato i disastri del blocco economico del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico.

 

L’associazione Nazionale Funzionari di Polizia e la Riforma Polizia

 

Riforma polizia: Proprio l’associazione nazionale funzionari di polizia, ente propositivo e non solo critico nei confronti delle istituzioni, ha voluto, a trent’anni di distanza, analizzare i risultati raggiunti con la vecchia legge 121, per individuarne le mancanze e le lacune, mirando così anche le nuove proposte per il Governo.

Da questa analisi emerge con forza una mancanza che allora come ora di una commissione parlamentare dedicata appositamente alle questioni di sicurezza civile del paese, che prenda in esame dalla prospettiva dei protagonisti le criticità e che le affronti nel modo migliore, con soluzioni lungimiranti e concrete.

 

Questa mancanza purtroppo, per le prospettive che si preannunciano nei prossimi mesi, è ancora lontana dall’essere sanata.

Riforma polizia: Nonostante tutto però la polizia di stato rimane un baluardo indistruttibile per la nostra sicurezza sociale.

E questo i vertici ci tengono a precisarlo in modo forte: “nessuno ha detto che non siamo in grado di garantire la sicurezza. Continueremo ad agire con la responsabilità che ci ha sempre caratterizzati. Ma è indiscutibile che in assenza di un’immediata inversione di tendenza, di scelte politiche coraggiose, consapevoli e responsabili, il sistema sicurezza è irrimediabilmente destinato ad un progressivo collasso”.

 

 

 

Fonte: ansa / anfp / controlacrisi

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mer, nov 20, 2013  Valentina
Carabinieri. Tra Progressi E Tragedie Naturali
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

 

carabinieri in azioneIl comparto sicurezza non trova proprio pace. Se da una parte arriva una buona notizia, dall’altra la sciagura è alle porte.

Dopo l’approvazione del Decreto Legge del 31 agosto scorso, convertito in legge con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della Legge 30 ottobre 2013, n. 125 che introduce “disposizioni urgenti in tema di immissione in servizio di idonei e vincitori di concorsi, nonché di limitazioni a proroghe di contratti e all’uso del lavoro flessibile nel pubblico impiego” che dava ampie prospettive di occupazione al precariato del pubblico impiego compreso anche il reparto sicurezza – ambito nel quale le proporzioni del fenomeno dei precari hanno raggiunto proporzioni drammatiche - arriva il dramma della Sardegna che non lascia immuni neanche i Carabinieri e che coinvolge in prima persona anche il settore sicurezza e difesa in generale.

 

Quasi 3000 evacuati e 18 vittime accertate tra le quali anche Luca Tanzi, l’Assistente capo della Polizia di Stato, in servizio alla squadriglia della questura di Nuoro, sposato e padre di due bambini. E’ stato vittima di un incidente stradale mentre  era alla guida del suo  fuoristrada sulla provinciale 46, che collega Oliena a Dorgali, proprio quando il ponte ha ceduto a causa del maltempo, scaraventando nel vuoto il mezzo.

I tre colleghi che erano con lui sono stati ricoverati all’Ospedale di Nuoro ma non sono in pericolo di vita.

Per il poliziotto invece non c’è stato nulla da fare. Il fuoristrada e i 4 poliziotti erano in servizio per dare  soccorso alla cittadinanza colpita duramente dal maltempo anomalo di questi giorni.

 

carabinieri-nubifragio-sardegna

Le immagini della Caserma dei Carabinieri colpita dall’alluvione in Sardegna.

Il decreto D’Alia, dal nome del Ministro che l’ha portato alla luce,  prolunga l’efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per le assunzioni a tempo indeterminato anche nel comparto sicurezza e difesa,  superando finalmente quella famigerata Spending Review, che aveva ridotto il numero del personale arruolabile nell’Arma dei Carabinieri e nelle Forze di polizia, portandolo dal 100 % del personale in uscita al 20%.

 

Va detto che già la legge di stabilità del 2013 aveva attenuato alcuni degli effetti negativi dei tagli del Governo Monti, aumentando la percentuale del personale in entrata.

Il provvedimento dell’esecutivo Letta ancora di più mira a continuare questo percorso. Ora però con gli ultimi avvenimento drammatici, tutto prende un’altra forma e un’altra valenza.

 

Rimane un traguardo importante, ma la priorità è diventata un’altra: aiutare quella parte d’Italia sommersa da acqua e fango.

 

 

Fonte: grnet / difesa /romagnanoi

 

 

 

 Valentina Stipa

 

 

 

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mer, nov 13, 2013  Valentina
Anno Scolastico Iniziato. Ma Con Le Vecchie Regole
4.63 (92.5%) 8 Vota Questo Articolo

 

untitledIl decreto istruzione (…)  non ha accolto nessuna delle modifiche da noi richieste rispetto al testo approvato dalla Camera. I tempi troppo stretti hanno impedito una discussione approfondita e partorito una legge che presenta molte più ombre che luci”. Questo il commento a caldo dei rappresentanti di Gilda, dopo che lo scorso 7 novembre il senato ha approvato, il decreto legge in tema di scuola e istruzione, lasciando nuovamente da parte questioni importanti come la quota 96, o la monetizzazione delle ferie dei precari o ancora gli scatti di anzianità e i contratti di lavoro.

 

Gli unici punti sui quali il governo si obbliga a un intervento di riforma, anche a causa dei quasi 9000 ricorsi presentati ai tribunali amministrativi dai docenti o aspiranti tali, sono:

 

1- La tutela delle categorie dei soggetti abilitati; a occuparsi di questo punto sarà il sottosegretario Rossi Doria che ha anticipato agirà su due distinti fronti. Il primo per rispondere alle esigenze più impellenti delle categorie dei soggetti abilitati e il secondo, molto più ambizioso, con lo scopo di superare la distinzione tra TFA e PAS, unificando di fatto il percorso di abilitazione all’insegnamento.

 

2- Il mantenimento dell’equilibrio tra le assunzioni per concorso e gli scorrimenti di graduatoria, senza dimenticare il rispetto del principio del merito; alla base di questo punto sembra delinearsi una perfetta spartizione dei posti disponibili tra graduatorie e concorso.

 

3- lo smaltimento del precariato, anche attraverso il ricorso al corso-concorso per l’accesso all’insegnamento preso le istituzioni scolastiche. Questo è senza dubbio il punto che suscita maggiore curiosità e timore, in prima battuta perché non è ancora definito e lascia quindi troppo spazio a speculazioni anche solo teoriche.

anno scolasticoDi fatto però si tratterebbe di corsi/concorsi che una rete di istituzioni scolastiche organizzata potrebbe creare in condivisione. Sembra quasi la concretizzazione di quanto un esponente del PD, in fase di campagna elettorale chiese a gran voce, ovvero l’avviamento di concorsi a livello territoriale che rispondessero alle esigenze delle scuole della zona. Il punto più oscuro al momento rimane quello del rapporto tra questa nuova tipologia di reclutamento e i concorsi nazionali: rimarranno entrambi oppure i nuovi andranno a sostituirsi agli altri? Il ministro rassicura che si tratterà in ogni caso di “reclutamento in senso meritocratico e trasparente, eliminando la stratificazione di norme“.

 

4- Anche la semplificazione normativa è uno dei punti caldi  sul quale il governo ha espresso il suo impegno per rendere le regole da applicare meno burocratiche e più facilmente riconoscibili, mentre la situazione attuale è di “un groviglio di fonti normative in tutti i settori che afferiscono al Ministero tale da generare confusione, ampi margini di discrezionalità, minori garanzie per gli interessati, eccessivo contenzioso”. Concretamente quindi si interverrà con una rioganizzazione delle disposizioni legislative  divise per settori omogenei o materie e con un adeguamento alla giurisprudenza costituzionale.

 

5- Anche lo stato giuridico e il trattamento economico del personale della scuola è oggetto di questa legge delega e mira al “superamento delle disparità di trattamento e alla definizione dei rapporti tra le diverse fonti di disciplina pubblicistica e negoziale”.

 

 

Fonte: orizzontescuola / gildains /flcgil / atnews / icdivisionejulia

 

 

Valentina Stipa

 

 

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