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Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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mar, ott 10, 2017  Roberta Buscherini
Assegnazione Temporanea Polizia di Stato: Guida ai Diritti
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assegnazione-temporanea-poliziaI congedi parentali, riposi e permessi connessi alla paternità/maternità, nel caso della Polizia di Stato, sono regolati dal D.Lgs. 26 marzo 2001, n.151 del testo unico per la tutela della maternità e paternità.

 

Questo Testo Unico ha l’obiettivo di fornire un concreto sostegno economico alle famiglie, nel pieno rispetto del dettato costituzionale (art. 31 Cost.). Tale documento è stato modificato successivamente modificato specialmente con l’articolo 42 bis, che prevede per gli appartenenti alla Polizia di Stato, e per i dipendenti pubblici in generale, la possibilità di accedere alla mobilità per avvicinarsi a casa, favorendo in questo modo la loro presenza paterna o materna nella fase iniziale di vita del proprio figlio. Ovvero, l’assegnazione temporanea Polizia di Stato.

 

 

Su questo tema è proprio di poche settimane fa una notizia decisamente positiva. Per la prima volta nella storia infatti la domanda di assegnazione temporanea polizia di stato è stata accolta dal corpo in maniera automatica, senza necessità di ricorsi e tribunali. E così, una mamma ha potuto riprendere il naturale rapporto con il proprio figlio, annullando i 700 chilometri di distanza.

 

 

E’ il primo caso noto di applicazione della normativa (…) Speriamo adesso che questa decisione faccia da apripista per le tante mamme poliziotto che in questi anni hanno sacrificato pesantemente la propria vita personale” dichiara il segretario generale del sindacato silp Cgil, Daniele Tissone, che è rimasto al fianco della poliziotta per tutte le fasi di questa vicenda.

 

Assegnazione Temporanea Polizia di Stato – Mobilità

 

 

 

L’applicazione automatica dell’articolo 42 bis, del decreto legislativo 151/2001 per le forze dell’ordine non ha mai trovato accoglimento; le esigenze di servizio infatti sono sempre arrivate prima, penalizzando di fatto coloro per lavorano lontano dai propri cari.

 

Ma vediamo insieme cosa prevede questo articolo, in modo da capire come mai sia così importante la sua applicazione immediata. L’articolo 42 prevede la possibilità per gli appartenenti alla Polizia di Stato con figli minori di tre anni, di essere assegnati per un periodo massimo di tre anni ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia, nella quale si trova la propria famiglia. Tale possibilità è vincolata chiaramente alla presenza di un posto vacante di simile posizione retributiva e previa approvazione delle amministrazioni coinvolte.

 

L’assegnazione temporanea Polizia di Stato non è un vero e proprio diritto soggettivo, si tratta infatti “di un interesse legittimo che trova concreta attuazione solo in seguito al procedimento istruito dall’amministrazione per la verifica dei presupposti e che deve concludersi nell’arco di trenta giorni”, come si legge nella norma.

 

 

 

 

Requisiti per l’assegnazione temporanea

 

 

 

 

A richiedere l’assegnazione temporanea polizia di stato possono essere tutti coloro che prestano servizio all’interno di un reparto del corpo e che hanno figli minori di 3 anni.

La domanda dovrà essere presentata entro il compimento dei 3 anni del minore e, qualora venga accettata, l’assegnazione avrà una durata massima di tre anni, i quali possono essere consecutivi oppure anche frazionati in periodi di almeno 6 mesi. Dalla presentazione della domanda la stessa dovrà trovare una responso in un massimo di 120 giorni.

 

Le condizioni legittimanti che prevede la norma per il riconoscimento all’assegnazione temporanea possiamo quindi riassumerle così:

 

-          Essere un dipendente pubblico

 

-          Essere in possesso della professionalità corrispondente al posto da ricoprire

 

-          Avere un figlio minore di tre anni

 

 

 

Durata dell’assegnazione temporanea Polizia di Stato: Pareri

 

 

 

 

La norma recita esattamente che “il genitore con figli minori fino a tre anni…può essere assegnato…per un periodo complessivamente non superiore a tre anni…”.

Bisogna chiarire che questi tre anni di beneficio sono indipendenti dell’età del bambino. Ad esempio, il genitore appartenente alla Polizia di Stato può richiedere il beneficio dell’assegnazione temporanea quando il proprio figlio ha due anni e comunque, può ottenerlo per un periodo complessivo di tre anni, finché in questo caso il figlio né avrà 5.

 

Dal comparto sicurezza certamente arriva la soddisfazione di una norma positiva per i dipendenti; rimane però il nodo per le qualifiche più specializzate, in quanto per loro sarà molto più complesso trovare un posto vacante da ricoprire e sarà altrettanto difficile lasciare il proprio senza creare un disservizio nell’amministrazione.

 

 

 

 

Fonte: ilmessaggero / sicurezzacgs

 

 

 

 

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mar, giu 27, 2017  Valentina
Assunzioni Scuola. Solo 1 su 10 avrà un posto
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Fonte: newspedia.it

Pochi giorni fa la polemica che il numero di bocciati al concorso indetto dal ministero per entrare di ruolo a insegnare nelle scuole materne ed elementari.  Oggi una nuova polemica nel mondo della scuola.

 

E c’è da dire grazie a quei severi commissari che hanno rimandati a casa centinaia di candidati. Perché di fatto a settembre prossimo solo 1 vincitore su 10 potrà davvero avere accesso al posto fisso promesso. E per tutti gli altri? Inizia una logorante attesa. Con la premessa che la validità delle graduatorie non potrà andare oltre i 26 mesi.

 

Ma come è possibile? E pensare che al momento della polemica sul numero tropo elevato di bocciati, qualcuno sorrise miseramente, pensando che in alcune regioni avevano superato la prova scritta un numero di candidati inferiore al numero dei posti messi in palio. E allora? Cosa è successo?

 

 

 

Assunzioni Scuola. Come siamo arrivati fino a qui

 

 

 

Facciamo un passo indietro per capire meglio la situazione attuale.

Il concorso ha messo in palio un numero complessivo di cattedre pari a 17.299 da suddividere nel triennio di validità delle graduatorie. Peccato però che lo scorso anno le cose non siano andate come dovevano.

 

Nonostante il bando prevedesse una validità triennale delle graduatorie, nessuno dei candidati che ha superato con successo le prove, è stato assunto. La motivazione del flop è legata all’enorme numero di candidati da inserire nel corpo docenti che hanno fatto slittare tutte le procedure regionali oltre la scadenza del primo settembre scorso.

 

Quindi facendo un conto approssimativo, con lo slittamento dello scorso anno, il fabbisogno di cattedre dovrebbe aggirarsi intorno alle 8500. Il numero invece di quelle disponibili, tenendo presente pensionamenti e trasferimenti, non supera i 3600, delle quali, la metà vanno di diritti ai precari. Quindi la disposizione reale dei posti è di meno di 1800. Uno ogni dieci appunto.

 

 

 

Assunzioni scuola. Le reazioni della scuola

 

 

 

 

La reazione di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, a questa notizie è chiaramente forte: “che senso ha superare una selezione ferrea e poi ritrovarsi con un pugno di mosche in mano pur in presenza di posti liberi? La mancata assunzione degli idonei penalizzerebbe anche la continuità didattica: il nuovo concorso a cattedra, che dal 2018 tornerà a essere aperto a tutti i laureati, porterà in ruolo i docenti a titolo definitivo non prima del 2022”.

 

Nonostante il quadro che emerge dopo questi numeri sia drammatico, per dovere di cronaca va precisato che il triennio di validità delle graduatorie è diverso da regione a regione.

 

 

 

 

Fonte: repubblica

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mar, apr 11, 2017  Valentina
Concorso Carabinieri. Uscito il Bando per Allievi e Tenenti
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Fonte: lagazzettadigitale.it

Fonte: lagazzettadigitale.it

Finalmente è stato pubblicato il bando di concorso per 1598 allievi carabinieri in ferma quadriennale, famoso alle cronache per essere aperto anche ai civili, a cui sono stati riservati 280 posti.

Le domande di partecipazione vanno presentate a partire da sabato primo aprile ed entro il 2 maggio prossimo, in via telematica, collegandosi al sito dell’arma e accedendo all’area concorsi.
In queste ore è uscito anche un altro bando di concorso che riguarda l’arma dei carabinieri: quello per la nomina di otto Tenenti in servizio permanente nel ruolo tecnico – logistico.

 

 

 

 

Concorso Carabinieri. Requisiti e possibilità

 

I requisiti per partecipare al concorso per allievi sono i seguenti:
• Cittadinanza italiana
• Età tra i 18 anni e i 26 anni non compiuti che si alza a 28 anni non compiuti per i VFP e si ferma 25 per i civili.
• l’acquisizione della Licenza Media

 

 

Come per ogni concorso che si rispetti, ci sarà una prova scritta, una orale e poi le prove psicofisiche. Sarà interessante vedere come i candidati si approcceranno alla nuova materia che è stata inserita per la prova scritta che si terrà a partire dal 15 maggio prossimo, ovvero la storia dell’arma.

 

Per ciò che riguarda invece il concorso per tenenti, potranno partecipare tutti i marescialli dell’arma che non hanno superato il 40^ anno di età e si potranno candidare per una sola specializzazione.

 

Concorso Carabinieri. Non cancella il malcontento

 

Se da una parte ci si rallegra per i concorsi che portano una ventata di freschezza di un arma sempre più vecchia, dall’altra rimangono i soliti problemi: riordino carriere, il mistero degli 80 euro di bonus…nulla di nuovo sotto il sole.

 

 

Nulla di nuovo appunto. Sempre il solito, triste e perdurante malcontento di una forza armata che si trascina avanti, forte della sua storia. Con il coraggio di chi non molla e lotta. Con il sangue del proprio paese nelle vene. Quel sangue che pompa verso un cuore malato, ma che pur sempre batte per l’Italia.

 

 

Fonte: concorsi.news / blitzquotidiano / ilcirotano
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

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mar, apr 4, 2017  Valentina
Polizia. Quando la divisa ha il Fiocco Rosa
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Fonte: askanews.it

Fonte: askanews.it

Oggi il Nucleo Operativo Centrale di Sicurezza, conosciuto come Nocs, un gruppo speciale della Polizia di Stato dedicato alle operazioni ad alto rischio si tinge di rosa.

La prima donna infatti ha finalmente superato le durissime prove psicoattitudinali ed è divenuta agente operativo a tutti gli effetti tra le file dei Nocs, appunto.

 

 

Dalla fine degli anni 70, quando l’allora presidente Francesco Cossiga approvò la loro nascita con lo scopo di affrontare il terrore degli anni di piombo, nessuna donna era mai riuscita ad entrare in questo stretto cerchio di agenti.

In effetti i requisiti richiesti anche in termini fisici sono ben oltre le possibilità della maggior parte delle donne per quanto allenate possano essere. Basti pensare che la divisa ha un peso minimo di 20 chili, poiché composta da armi, casco e protezioni balistiche.

 

 

 

 

Polizia. Un Cambiamento Epocale

 

 

 

 

I nocs sono sempre stato un gruppo proibitivo per le donne proprio per le attitudini fisiche richieste che mal di sposano con il fisico femminile. Per questo negli anni, molte donne hanno tentato l’ingresso nei nocs, ma non sono mai riuscite a superare tutte le prove, spesso non accedendo neanche all’ultima parte delle prove fisiche.

 

 

Per lei invece è stato diverso. Forse anche grazie a tutto quello sport praticato fin da bambina, grazie all’aiuto di suo padre, come lei stessa confida durante una delle tante interviste rilasciate negli ultimi giorni. Tutte rigorosamente anonime.

 

 

Di lei non si sa molto, come è evidente. Sappiamo che ha 30 anni e un fidanzato e che da piccola il suo sogno era quello di entrare nel mondo della moda. Ben lontana quindi dall’universo con la divisa.

Per 10 anni è stata membro delle fiamme d’oro.

Oggi invece riveste un ruolo importante, non solo da un punto di vista strettamente professionale, ma anche dal punto di vista sociale, avendo di fatto sdoganato una serie di pregiudizi esistenti da sempre circa le donne in divisa.

Nessuno dei suoi familiari sa esattamente che tipo di lavoro svolge. Nulla di strano. I nocs eseguono lavori delicati e ad alto rischio, il loro anonimato è prerogativa professionale e necessità di servizio.

 

 

 

 

 

Fonte: iodonna / adnkronos / secoloditalia

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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mar, mar 21, 2017  Valentina
Scuola. La protesta non si ferma
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Fonte: sanremonews.it

Fonte: sanremonews.it

È stato proprio un venerdì 17 in grande stile quello che ha riguardando il comparto scuola. Uno sciopero nazionale indetto da Unicobas Scuola, Cobas, Usb, Anief, Feder A.T.A., Cub Scuola università ricerca e ORSA, tutti uniti contro la legge 107 del 2015, considerata” un attacco frontale ai diritti dei lavoratori e delle famiglie”. Sit-in, slogan e striscioni.
Siamo convinti che la legge 107 vada cancellata e che ci serva tutta un’altra scuola che valorizzi la natura pubblica, inclusiva e aperta di questa fondamentale istituzione della conoscenza. (…) servono finanziamenti veri, un piano di stabilizzazione che dia finalmente risposta alle tante e ai tanti docenti precari che hanno tenuto in piedi la scuola in questi anni di tagli scellerati e di politica inconcludente, (…) Serve un diritto allo studio pieno ed effettivo per consentire a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi l’accesso ai più alti gradi dell’istruzione”. A dirlo è il neo responsabile scuola di Sinistra Italiana, Claudia Pratelli.
Tutto questo non rappresenta nulla di nuovo per le istituzioni in realtà. E infatti il lavoro del Governo Gentiloni, sulla scia dell’ormai sepolto esecutivo Renzi, prosegue il suo cammino indisturbato.

 

 

Scuola. Ok Ai Concorsi Light

 
Le commissioni di camera e senato hanno dato il via alla fase transitoria dei concorsi light per assunzione dei precari, “lasciati a piedi” dalla Buona Scuola. Dal prossimo settembre quindi con cadenza biennale verranno indetti concorsi, destinati, per i vincitori, a un piano di formazione triennale.

Nel primo anno si dovrà ottenere un diploma di specializzazione; il secondo anno prevedrà l’ingresso in classe e il terzo invece concluderà il ciclo formativo con l’immissione in ruolo sui posti vacanti. Il tutto vincolato chiaramente al superamento della valutazioni intermedie e finali previste alla conclusione di ogni anno.

 

 

L’obiettivo di questo progetto, come confermato nelle note ufficiali delle commissioni è quello di “attrarre e preparare alla professione docente persone giovani e competenti nelle loro discipline, eliminando il fenomeno dei lunghi periodi di precariato pre-ruolo”.
Dunque il primo concorso vedrà la luce nel 2018 e potranno partecipare tutti i neolaureauti che abbiamo accumulato almeno 24 crediti formativi. In discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Il percorso formativo retribuito avrà inizio per loro l’anno successivo 2019 per concludersi nel 2020.

 

 

 

Scuola. Premiati I Migliori Insegnanti

 

 
Questi non sono solo giorni di protesta e di progetti non sempre condivisi.
In questi giorni si è infatti anche premiato chi “saputo fare scuola oltre la scuola” come dichiara il ministro dell’istruzione Valeria fedeli, durante la consegna dei riconoscimenti alla prima edizioni del Premio nazionale per gli insegnanti.
A vincere i 50 mila euro in palio è stata Annamaria Berenzi, prof di matematica in una sezione ospedaliera a Brescia; con lei sul podio anche Daniela Ferrarello, anche lei insegnante di matematica, in una sezione carceraria di Catania, Consolata Maria Franco, docente di italiano nel carcere minorile di Nisida, Dario Gasparo, insegnante di scienze in un istituto comprensivo di Trieste e Antonio Silvagni, docente di latino e materie letterarie in un istituto superiore di Arzignano (VI).

 

 

 

Fonte: tgcom24 / repubblica / quotidiano

 

 

 
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

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