Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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gio, nov 14, 2013  Valentina
Come Diventare Dirigente Polizia di Stato?
4 (80%) 2 Vota Questo Articolo

Per diventare dirigente polizia di stato è necessario aprteciparea un concorso pubblico per commissari. Il ruolo di dirigente polizia di stato è infatti una posizione che si raggiunge per gradi, attraverso un percoso formativio preciso, il cui primo passo è appunto il concorso per commissari.

 

Requisiti Per Diventare Dirigente Polizia Di Stato

 

Il percorso per diventare dirigente della polizia  comincia dalla laurea che deve essere specialistica specialistica in giurisprudenza o in scienze politiche, anche  in scienze dell’economia o economia aziendale oppure ottenuta con il vecchio ordinamento. Inoltre, non si deve avere più di 30 anni, si deve essere cittadini italiani e si deve poter godere di tutti i diritti civili e politici.

 

Percorso Per Dirigente Polizia Di Stato

 

Per partecipare al concorso dirigente polizia di stato è necessario prima di tutto superare un pre test (inserito per far fronte alle troppe domande rispetto ai posti disponibili).

 

 

Questa preselezione è suddivisa in due prove, di cui una scritta e una orale. La prova scritta che si svolge in due fasi è composta da 200 domande da evadere in due ore.

La prova orale per diventare dirigente polizia di stato invece, il cui accesso è vincolato al superamento di quella scritta, è un colloquio su diverse materie tra cui diritto civile,  del lavoro, di navigazione, ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza, nozione di medicina legale, nozioni di diritto internazionale, informatica e una lingua straniera a scelta dell’aspirante.

 

 

Una volta partecipato e vinto il concorso per commissari, la strada petr divenire dirigente polizia di stato passa dalla frequentazione di un corso di formazione della durata di due anni.

Questo corso di formazione per diventare dirigente polizia di stato si svolge presso la scuola  Superiore di Polizia a Roma, alla fine del quale se si superano gli esami conclusivi e il periodo di prova, si entra ufficialmente e di ruolo con il grado di commisario capo, uno degli step precedenti prima di diventare un dirigente della polizia di stato.

Una volta raggiunta la posizione di commissario capo infatti, va raggiunto,  per anzianità di servizio, dopo 5 anni e 6 mesi, anche il grado di Vice Questore Aggiunto. Da questo punto in avanti però il passaggio a dirigente polizia di stato passa da una graduatoria, in base alla quale si viene candidati alla frequentazione del corso per dirigenti. Solo al termine di tale corso si otterrà il ruolo di dirigente polizia di stato.

 

 

all’interno del ruolo di dirigente però si diramano diverse figure tra cui il primo dirigente polizia di stato, dirigente superiore, dirigente generale e infine dirigente di livello B.

Precisiamo epr completezza che il ruolo di capo della polizia di stato non è un ruolo dirigenziale, ma per legge viene coperto attraverso una nomina del ministero dell’interno tra i prefetti. Non si tratta quindi di un dirigente polizia di stato.

 

Fonte: Poliziadistato.it / Soldielavoro

 

Valentina Stipa

 

 

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ven, ott 18, 2013  admin
Il Ministro Giovannini chiude le porte alle modifiche alla riforma Fornero sulle pensioni… almeno così sembra
4.08 (81.67%) 12 Vota Questo Articolo

 

La notizia di sicuro non ha fatto piacere alle migliaia di lavoratori e lavoratrici costrette dalla ministra Fornero alla permanenza in servizio per svariati altri anni. Ma le parole dette dal Ministro Giovannini non lasciano dubbi ad interpretazione alcuna…

 

foto "Il Fatto Quotidiano"

foto “Il Fatto Quotidiano”

“ NON CI SONO I FONDI PER POTER RIFORMARE NEPPURE PARZIALMENTE QUANTO STABILITO DALLA RIFORMA FORNERO IN MATERIA DI REQUISITI DI ACCESSO AL TRATTAMENTO DI PENSIONE ”.

 

Quindi perdete ogni speranza voi che entrate si potrebbe dire… tuttavia resta aperta e non dimentichiamolo quando stabilito dall’ordinanza della Funzione Pubblica del 29/07/2013 sulle deroghe alla riforma sulle pensioni. Infatti questa ordinanza stabilisce che il personale dichiarato in esubero dalla propria amministrazione di servizio può accedere al trattamento di quiescenza con i requisiti pre-riforma vale a dire quota 96 fino al 31/12/2012 e quota 97 e 3 mesi fino al 31/12/2013 e quota 97 e 4 mesi fino al 30/12/2014.

 

E’ superfluo dire che comunque questa ordinanza rappresenta un punto di partenza importante. Infatti le amministrazioni possono accompagnare i propri dipendenti alla pensione anticipata ( ovviamente quelli che possono far contare i requisiti su indicati ) con una semplice determinazione di esubero. Mi risulta che ci sia tanta resistenza ad operare in tal senso per cui non sono in grado di parlarvi delle ricadute positive o meno di questa ordinanza sui 7000 esuberi denunciati dall’amministrazione centrale. Un eventuale ricaduta negativa ritengo sia veramente dolorosissimo per tutti di dipendenti del pubblico impiego poiché metterebbe il governo nelle condizioni di operare altre scelte.

 

Ecco perché ritengo che una ricaduta negativa possa essere davvero dolorosa. Ovviamente ogni decisione il governo la dovrebbe prendere con le parti sociali , è questo comunque rappresenta una garanzia nel senso che ogni decisione presa andrebbe condivisa e non sarebbe un atto unilaterale.

Voglio ricordare che accedere al trattamento pensionistico con i criteri previgenti se da un lato consente di avere l’assegno di pensione nell’immediatezza, la stessa cosa potrebbe non avvenire per il trattamento di fine servizio ( buonuscita ). Infatti bisogna considerare con precisione la data in cui si acquisiscono i requisiti.

 

Se questi avverrebbero entro il 12/08/2011 si percepirà il trattamento di fine servizio entro i 9 mesi , viceversa se i requisiti si acquisiscono il 13/08/2011 bisognerà aspettare 24 mesi per poter avere il trattamento di fine servizio. Nessuno potrà chiedere di derogare alla rigidità di questa norma in quanto il sistema telematico dell’inps ex gestione INPDAP non da scampo. Quindi per i requisiti ante 12/08/2011 la macchina mette in automatico il pagamento entro i 9 mesi. Per tutti i requisiti post 13/08/2011 la  macchina mette in automatico il pagamento entro il 24 mese.

Comunque nulla è ancora perduto. Le parole del ministro sono state molto severe. Però potrebbero comunque esserci delle aperture anche se minime ma determinanti. Il motto è “CREDIAMOCI NONOSTANTE TUTTO” . I tempi sono difficili ma dobbiamo crederci e un dovere farlo.

 

Giancarlo Ranalli

 

 

 

                                                                                   

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mar, ott 15, 2013  Ranalli
Pensioni Dipendenti Pubblici 2014: Ecco chi potrà andare in pensione
4.1 (82.02%) 99 Vota Questo Articolo

 pensioni-dipendenti-pubblici-2014Pensioni dipendenti pubblici 2014: Il presente articolo nasce con il preciso intento di offrire ai nostri lettori una chiave di lettura soprattutto per quanti sono in procinto di lasciare il servizio perché in possesso dei requisiti di legge. Innanzitutto bisogna ricordare che gli effetti della Riforma Fornero sulle pensioni sono stati parzialmente attutiti dall’ordinanza della Funzione Pubblica del 29.07.2013 che ha aperto di fatto la possibilità di accedere al trattamento di quiescenza a quanti sono indicati dalle proprie amministrazioni in posizione di esubero.

Per costoro infatti i termini previgenti sono stati derogati al 30.12.2014. Questo significa che si può lasciare il servizio senza penalizzazione alcuna se si è in possesso delle seguenti quote: quota 96 per gli anni 2011 e 2012.

Per costoro la prima finestra utile per accedere ala pensione è l’anno 2012 per chi ha maturato quota 96 nel 2011 e l’anno 2013 per chi ha maturato quota 96 nel 2012. Un discorso diverso merita di essere fatto invece per quanti maturano i requisiti per accedere alla pensione a far data dal 01.01.2013 . Infatti costoro dovranno invece di quota 96 maturare quota 97 e mesi 3 con la prima finestra utile che si aprirà nel 2014.

Pensioni dipendenti pubblici 2014: Ovviamente quota 97 deve essere maturata entro il 31.12.2013 per poter lasciare il servizio entro il 30.12.2014, termine ultimo per lasciare il servizio con i requisiti previgenti la riforma Fornero.

 

Il resto dei lavoratori con alle spalle un po’ di anni di servizio dovranno pazientare ancora un po’ poiché a più livelli si sta discutendo un ulteriore modifica della suddetta riforma che dovrebbe consistere soprattutto nel derogare i termini per lasciare il servizio al 31.12.2014 . Questa ulteriore opportunità ancora in cantiere come dicevo innanzi dovrebbe far venir meno l’obbligo da parte delle amministrazioni della dichiarazione di esubero.

 

Pensioni dipendenti pubblici 2014: quali penalizzazioni

 

Ma pare che la possibilità di un’intesa appare ancora lontana poiché vi sono molte ipotesi sul campo la più pericolosa delle quali vorrebbe l’inserimento di alcune penalizzazioni per quanti lasciano il servizio prima di aver prestato un ben determinato numero di anni o avere un età anagrafica bassa.

Staremo a vedere ovviamente quello che succede…soprattutto speriamo che questo governo delle larghe intese possa resistere almeno fino a quando non sia dia risposta ad una parte degli innumerevoli problemi che attanagliano i lavoratori italiani che oltre agli effetti devastanti determinati dagli effetti della riforma Fornero sono assolutamente in debito di ossigeno a causa della perdita del potere di acquisto delle loro retribuzioni stante la moratoria ormai quinquennale dei contratti di lavoro.

 

Pensioni dipendenti pubblici 2014: quali prospettive?

 

In tanti si augurano che l’anno 2014 sia l’anno buono affinché la parte pubblica con il sindacato ci si sieda al tavolo delle trattative per rinnova care i tanti attesi contratti nazionali di lavoro e si diano risposte a quanti hanno alle spalle innumerevoli anni di servizio e che desidererebbero lasciare il lavoro.

Ovviamente questa situazione una volta risolta la questione soprannumerari della pubblica amministrazione aprirebbe anche le porte ad una futura occupazione di tanti giovani in attesa di scrivere il loro futuro.

 

 

GIANCARLO RANALLI

 

 

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lun, ott 14, 2013  Patrizia Caroli
Ispettore Polizia di Stato: Come Diventarlo – Guida ai Concorsi
4.58 (91.67%) 12 Vota Questo Articolo

Ispettore di polizia è uno dei ruoli più elevati del corpo della Polizia di Stato. Infatti, l’ispettore di polizia è il responsabile di pianificare e coordinare le operazioni e le responsabilità dei diversi agenti della Polizia di Stato.

 

Mansioni Ispettore Polizia di Stato

 

L’ispettore della Polizia di Stato, oltre ad organizzare le attività dei membri della Polizia hanno altre mansioni assegnate come:

-          Comunicare le necessità economiche o di altro genere dello staff ai superiori

-          Autorizzare le promozioni e i trasferimenti di agenti

-          Informare i poliziotti su eventuali cambiamenti di normative o modifiche nelle leggi

-          Controllare che le procedure investigative siano svolte secondo le leggi e la normativa

-          Dirigere la raccolta e gestione delle prove nell’investigazione di un crimine

-          Ordinare il fermo di testimoni o sospettati

-          Collaborare con gli avvocati dell’accusa nei processi

-          Lavorano per mantenere un corretto e cooperativo ambiente di lavoro

 

Requisiti per diventare Ispettore Polizia di Stato

 

Per diventare ispettore polizia di stato è necessario essere in possesso di:

-          Cittadinanza Italiana

-          Diritti Politici

-          Tra 18 e 32 anni

-          Idoneità psichica, attitudinale e fisica

-          Laura o Diploma di Scuola Media Superiore

-          Qualità morali e di condotta previste dall’art. 35, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165

-          Per i candidati soggetti alla leva nati entro il 1985, è richiesto essere in regola nei riguardi degli obblighi di leva e non essere stati ammessi al servizio civile in qualità di obiettori di coscienza, ovvero di non aver assolto gli obblighi di leva quali obiettori di coscienza, salvo l’aver espresso formale e irrevocabile rinuncia al suddetto status

-          Non essere mai stato destituito dall’impiego presso un’amministrazione pubblica o espulso dalle Forze Armate

-          Non aver mai riportato una condanna per delitto non colposo ne sottoposto a misure di prevenzione.

 

Come Accedere al Ruolo di Ispettore Polizia di Stato

 

Per  diventare un ispettore della Polizia di Stato è necessario superare un concorso pubblico, per esami, che viene pubblicato periodicamente nella Gazzetta Ufficiale.

 

Concorso Ispettore Polizia di Stato

 

ispettore polizia di statoIn alcune occasioni, in base al numero di domande di partecipazione al concorso per ispettore Polizia di Stato, i candidati possono essere sottoposti ad una prova preliminare.

 

 

Questa prova consta di varie domande, con risposta a scelta multipla, su:

-          Diritto penale

-          Diritto amministrativo

-          Pubblica sicurezza

-          Diritto processuale penale

-          Diritto civile riguardo persone e famiglie

-          Diritti reali

-          Obbligazione e tutela dei diritti

Per superare la prova d’esame nei concorsi per diventare ispettore Polizia di Stato è necessario scrivere un testo, riguardo gli argomenti appena elencati, in un tempo massimo di sei ore.  La prova si considera superata con una votazione minima di almeno sette decimi.

 

Inoltre, il concorso per Ispettore Polizia di Stato prevede una prova orale o colloquio sempre sugli argomenti che sono stati elencati precedentemente. Ma i candidati hanno la possibilità, a domanda, d’integrare l’esame orale con una prova facoltativa in lingua straniera (inglese, francese o tedesco).

Il colloquio si intende superato con una votazione di almeno sei decimi.

 

Diventare Ispettore Polizia di Stato: Dopo il Concorso

 

Una volta superato il concorso e il test di valutazione psico-fisica-attitudinale, i candidati sono nominati Allievi Vice Ispettori e devono realizzare un corso di formazione di un anno (12 mesi) presso le Scuole di Polizia di tutta Italia. Una volta superato il corso, c’è un periodo di prova di 6 mesi, dopodiché  sono nominati Vice Ispettori effettivi e conferiti ad un Reparto in una regione diversa a quella della propria residenza.

 

Fonti: 123test.it / Polizia di Stato.it

 

Patrizia Caroli

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ven, set 20, 2013  Ranalli
400 MILIONI PER LA SCUOLA…Ma NON un euro per gli aumenti contrattuali
3.75 (75%) 4 Vota Questo Articolo

 

scuola-aumenti-contrattualiNel la seduta del Consiglio dei Ministri del 9 settembre 2013, il governo ha finalmente stanziato un po’ di soldi per la scuola prevedendo soldi un po’ per ogni ambito del comparto ma non per gli aumenti contrattuali almeno così sembra.

Ad onor del vero diciamo che il decreto legislativo n°104 appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale per diventare legge dello stato deve ovviamente passare all’esame del parlamento e quindi questo significato che il medesimo decreto legislativo potrebbe subire anche delle modifiche .

Ma non vogliamo essere ottimisti perché i tempi ovviamente non consentono alcun ottimismo

Una buona notizia sembra tuttavia evidenziarsi all’orizzonte. Si prevederebbe a far data dal 2014 una riduzione del cuneo fiscale sui redditi da lavoro dipendente questo secondo i primi calcoli comporterebbe mediamente un aumento di cento euro pro-capire nella busta paga di ciascun pubblico dipendente.

 

Ma non corriamo troppo in avanti non serve.

 

Visto i precedenti le docce fredde sono sempre più che probabili. Ma ad oggi circola insistentemente questa voce anche perché è lo stesso governo ad aver paventato questa possibilità con l’intento di ovviare all’incredibile diminuzione del potere di acquisto degli stipendi a seguito dei blocchi contrattuali ormai esistenti dal 2010.

Ricordo che è volontà del Governo evidentemente dietro quest’apertura sul cuneo fiscale, improntare con il sindacato un discorso sulle modifiche alla parte normativa dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Ovviamente i sindacati di categoria si sono già opposti a questa eventualità ritenendo giustamente che una cosa è intervenire sul cuneo fiscale per diminuire le trattenute sugli stipendi altra cosa è rinnovare i contratti e non solo nella parte normativa ma anche in quella retributiva al fine di dare un po’ di respiro alle migliaia di famiglia che vivono con i soli stipendi e che hanno visto negli ultimi anni ridursi sensibilmente le opportunità di spesa.

Stringere da anni la cinghia come stanno facendo da anni i lavoratori italiani è decisamente deleterio per l’economia italiana. Il pubblico impiego consta di circa tre milioni di lavoratori. Non consentire a costoro di spendere significa non far girare l’economia. 

 

Il governo deve fare delle scelte.

Non può più provarci con il dipendente pubblico. Richiedere altri sacrifici e soprattutto non rinnovare i contratti potrebbe anche portare a importanti tensioni sociali. Il governo ha il dovere di intervenire laddove i privilegi sono sotto gli occhi di tutti, limitando sensibilmente la possibilità di spesa e di costruzione di costoro della propria ricchezza offrendo la possibilità anche ad altri cittadini di poter respirare.

Ma questo come dicevo è una scelta tutta e sola del Governo del paese che deve e non può ancora ignorare le tanti richieste di aiuto che provengono dal basso. Togliere il superfluo ai ricchissimi per dare un po’ di respiro ai poverissimi è quello che dovrebbe normalmente rientrare tra i primi compiti dei nostri governanti.

Questi devono avere un po’ di coraggio a prendere decisioni che possono apparire impopolari ma in effetti non lo sono perché sarebbero di sollievo a milioni di famiglie che ricchissime non sono.

Ma ahimè purtroppo le ambizioni politiche di tanti cozzano con le tante belle parole che si spendono durante le campagne elettorali ragion per cui…sarebbe forse consigliabile prevedere un ulteriore foro alla già strettissima cinghia.

 

GIANCARLO RANALLI

 

 

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