Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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mer, mar 22, 2017  Valentina
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Fonte: italia2tv.it

Fonte: italia2tv.it

La decisione della procura di Roma di aprire un fascicolo contro ignori per indagare sulla vicenda che ha visto una fuga di notizie coperte da segreto istruttorio nell’ambito dell’inchiesta Consip ha fatto chiaramente scalpore.

 

 

Ancora di più ha fatto scandalo la revoca dell’indagine ai carabinieri del NOE, in favore del Nucleo investigativo dei carabinieri di Roma. Un’azione che di fatto sottolinea il dubbio che la fuga di notizie derivi dall’interno.
“Gli accertamenti fin qui espletati hanno evidenziato che le indagini del procedimento a carico di Alfredo Romeo ed altri, sui fatti (poi) di competenza di questa Procura, sono state oggetto di ripetute rivelazioni di notizie coperte da segreto sia prima che dopo la trasmissione degli atti a questo ufficio, sia verso gli indagati o comunque verso persone coinvolte a vario titolo, sia nei confronti degli organi di informazione”. Si legge in una nota della Procura di Roma.

 

 

 

Carabinieri. Una revoca che lascia molti dubbi

 

 

A molti non è sfuggito un particolare: questa vicenda riguarda in primo piano il nucleo NOE al cui vertice, fino al suo discusso trasferimento, c’è Sergio De Capro, meglio conosciuto come Capitan Ultimo.
I dubbi su questa vicenda in realtà sono molti. Il primo in assoluto è di logica: perché un reparto che dovrebbe dedicarsi ai reati ambientali come il Neo viene destinato ad indagare un reati legati alla corruzione.

 

 

 

Questa è senza dubbio la prima grande anomalia. Da ricondurre a capitano Ultimo, il quale grazie alla alle sue capacità di operare sotto copertura sfrutto il NOE proprio per ottenere mandati investigativi, che permisero di svolgere controlli anche all’interno della pubblica amministrazione stessa.
Si capisce che Capitan Ultimo è sempre stato un personaggio scomodo, fino a raggiungere l’apice della scomodità interna, lavorando sull’indagine che vide tra gli indagati anche il comandante Del Sette.
Una serie di strani trasferimenti e cambi di ruolo videro poi protagonista De Caprio, fino alla notizie della revoca delle indagini sul CONSIP, a causa della fuga di notizie.
Una fuga di notizie gravissima che dovrà trovare per forza un colpevole. Ma che lascia anche molti, moltissimi dubbi sui vertici dell’Arma, sulla politica e sulle due cose insieme.

 

 

 

 

Fonte: la stampa / adnkrnosos

 

 

 
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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gio, mar 9, 2017  Valentina
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Fonte: professionistiscuola.it

Il tema della mobilità nel comparto scuola rimane certamente uno dei più ingarbugliati di sempre, specialmente dopo la riforma della Buona Scuola.

 

Cerchiamo di fare quindi un po’ di ordine, partendo da uno dei pochi punti fermi: per il prossimo anno scolastico le preferenze esprimibili per la mobilità, sia territoriale che professionale, potranno essere massimo 15, comprensive di sedi provinciali e interprovinciali.

Si potranno indicare quindi fino a 5 scuole specifiche di uno stesso ambito o anche di ambiti diversi e si potranno richiedere interi ambiti e anche intere province.

 

 

 

Mobilità Scuola. Sciogliamo qualche dubbio

 

 

 

A fronte di una certezza, peraltro arrivata da poco, esistono ancora innumerevoli dubbi sul tema della mobilità, causati non solo dalla confusione iniziale legata alla riforma, ma anche dagli input più disparati lanciati nel corso del tempo dalle istituzioni con l’intento di fare ordine, ma che di fatto hanno ingarbugliato ancora di più le idee a coloro che devono approcciare a questo contesto.
Iniziamo quindi in questo mare di incertezza a mettere dei paletti sui quali dubbi non dovrebbero essercene più.
Prima di tutto va precisato che non è necessario esprimere il numero massimo di preferenze, al contrario si può esprimere anche una sola preferenza, senza che questo invalidi la domanda.
L’ordine nel quale le preferenze vengono elencate è a completa discrezione del docente, sulla base delle sue priorità.
L’unico vincolo normativo riguarda la preferenza analitica che deve necessariamente essere inserita prima rispetta a quella su ambito, poiché diversamente il sistema non farà accedere alla successiva preferenza da esprimere.
Un altro punto estremamente importante riguarda il caso in cui un docente dovesse presentare domanda di trasferimento verso un ambito di suo interesse e la domanda dovesse essere respinta; in questa circostanza la presentazione dell’istanza stessa non pregiudicherebbe la situazione giuridica di partenza dell’insegnante interessato.

 

Mobilità Scuola. Il Dubbio più grande rimane quello sulle tempistiche

 

 

 

Al di là delle considerazioni pratiche sulla domanda di mobilità, il vero mistero rimane quello su quando sarà possibile presentare la propria domanda di trasferimento.
Le notizie che arrivano dai corridoi del ministero parlando del 14 marzo con termine venerdì 31 marzo – prorogabile fino al 3 aprile.
Le date poi per gli esiti non andranno oltre il mese di maggio per ciò che riguarda la scuola d’infanzia, la scuola primaria  e secondaria di primo grado. Per la scuola secondaria di II grado invece il termine per gli esiti delle domande dovrebbe essere il 15 giugno.

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / blastingnews / scuolainforma
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

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lun, mar 6, 2017  Valentina
Dipendenti Pubblici. Ancora pochi giorni per il bando INPSieme
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: blastingnews.com

Fonte: blastingnews.com

Come ogni anno anche per il 2017 i dipendenti pubblici potranno garantire ai loro figli un viaggio studio da 1 a 4 settimane, all’estero o in Italia, grazie a un contributi INPS legato a un bando di concorso che coprirà fino al 100% il costo del soggiorno in base alla fascia di reddito di appartenenza.
Come si legge sul sito dell’INPS si tratta di “un’opportunità interessante in cui ai momenti ricreativi e sportivi si alternano varie attività culturali e gite, ma soprattutto, per l’estero, lo studio di una lingua straniera”.
Mancano ancora pochi giorni per poter accedere a questo bando; infatti le domanda saranno accettate fino alle 12,00 del giorno 16 marzo 2017.

 

 

 

Dipendenti Pubblici. Come compilare la domanda per il bando INPSieme

 

 

 

La domanda di partecipazione al bando INPSieme va inviata esclusivamente utilizzando la via telematica accedendo, tramite PIN dispositivo e codice fiscale, alla home page del sito istituzionale dell’INPS /Servizi per il cittadino /Servizi ex Inpdap. Si deve scegliere l’opzione Estate INPSieme e selezionare la voce “Inserisci domanda”.
A quel punto comparirà il modulo, nel quale in automatico saranno già riportati i dati identificativi del richiedente. Vanno poi inseriti manualmente recapiti telefonici mobili e di posta elettronica.
La domanda deve essere accompagnata dal modulo Isee ordinario oppure l’Isee “Minorenni in caso di genitori non coniugati tra loro e non conviventi”, in base alle condizioni familiari del richiedente.
Possono partecipare tutti i giovani, figli, orfani o equiparati di genitori.
Precisiamo che durante la compilazione della domanda di bando è sufficiente dichiarare di aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) utile ai fini del rilascio dell’attestazione Isee.
Una volta concluso il bando, entro l’11 aprile verranno pubblicate sul sito istituzionale le graduatorie ed entro il 12 maggio l’INPS scorrerà le stesse. I subentranti dovranno poi fornire tutta quanto previsto dall’arti 8 del bando di concorso entro il 30 maggio.

 

 

Dipendenti Pubblici. C’è chi compila la Domanda per te

 

 

 

La compilazione della domanda di un bando di concorso spesso può creare difficoltà, non solo perché non sono ammessi errori e quindi si ha un approccio psicologicamente un po’ ansioso, ma anche perché in effetti non è sempre facile capire ciò che viene richieste e rispettare tutti i requisiti nel modo corretto.
Per questo esistono dei servizi di call center dedicati, ai quali ci si può rivolgere e che forniscono un aiuto concreto per la compilazione della domanda per il concorso oggetto di questo articolo.

 

 

 

Il numero verde gratuito di cui vogliamo mettervi a conoscenza e che potrà darvi i l supporto necessario alla compilazione della domanda è 800 624 367, gestito da Ganimede Study, un’agenzia specializzata che offre anche enormi vantaggi in termini di promozioni, sempre nell’ambito del concorso di cui stiamo parlando.

 

 

Fonte: estateinpsiemeganimede / inps

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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dom, feb 26, 2017  Roberta Buscherini
Dipendente statale si fa rimborsare € 4524,00 di commissioni della cessione del quinto rinegoziata.
4.43 (88.57%) 84 Vota Questo Articolo

Dopo una mia personale indagine sulle anomalie bancarie ho deciso di scrivere questo articolo per  fare luce su un aspetto completamente sconosciuto all’opinione pubblica:

Come ottenere il rimborso delle commissioni della cessione del quinto rinnovata:

 

Mi riferisco ai costi anticipati sui contratti di cessione del quinto e prestito delega che le banche e le finanziarie hanno fatto sottoscrivere ai propri clienti prima del 2012. Nel corso della mia ricerca ho incontrato molti dipendenti e pensionati che avevano sottoscritto questo tipo di finanziamento ed ho avuto modo di visionare pratiche, contratti , conteggi estintivi sottoponendoli alle verifiche di tecnici commerciali e legali. I risultati sono stati sorprendenti. rimborso cessione quintoDa questo studio è emerso che la gran parte dei contratti di cessione del quinto o prestito delega che sono stati rinegoziati o estinti anticipatamente non erano in regola con le normative vigenti. Infatti cosi come una assicurazione auto è rapportata al periodo di copertura i costi contrattuali dovrebbero essere rapportati alla durata del finanziamento. Una chiusura o rinegoziazione della cessione del quinto  dovrebbe determinare la restituzione  di una parte dei costi, interessi compresi.

 

Quante banche o finanziarie hanno informato i propri clienti di questo loro obbligo; cioè del rimborso commissioni della cessione del quinto?

 

Quasi nessuna. La mia sorpresa però è stata avere intervistato quasi per caso un collaboratore scolastico che nel 2008 aveva stipulato sia una cessione del quinto che un prestito delega e che contrariamente alle mie aspettative aveva già ricevuto un rimborso delle commissioni della cessione del quinto di oltre quattro mila euro. Fino a quel momento non ero a conoscenza che si potesse verificare una tale possibilità. Come era potuto succedere? Forse mi ero imbattuto nella unica finanziaria rispettosa delle normative? Purtroppo no. Il sig Franco, già in una delicata situazione di sovraindebitamento, era stato informato dei suoi diritti da una Associazione Difesa Consumatori ADICONFI. Di conseguenza il nostro collaboratore scolastico ha deciso di farsi assistere da ADICONFI ottenendo così il rimborso commissioni della cessione del quinto e del prestito delega rinegoziati in passato. La procedura non è stata ne breve ne semplice ma il sig Franco non ha dovuto affrontare nessuna spesa anticipata. Qui di seguito ho voluto riportarvi l’intervista al presidente di ADICONFI il sig Alessandro Lega per aiutare tutti coloro che si trovano in situazioni simili a quella del sig Franco.  

 

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Presidente Lega; cos’è ADICONFI e a chi si rivolge?

 

alessandro lega presidente ADICONFI

Alessandro Lega; Presidente di ADICONFI – Associazione Difesa Consumatori Finanziari

Adiconfi è una Associazione di Difesa dei Consumatori di servizi Finanziari. E’ un’associazione senza fine di lucro. Il nostro compito principale è quello di educare i consumatori sulle varie anomalie bancarie come ad esempio; il recupero dei rimborsi dovuti dalle finanziarie per cessioni del quinto dello stipendio/pensione, usura e anatocismo. Ci rivolgiamo principalmente alle persone fisiche quindi non alle aziende. I nostri associati sono fondamentalmente lavoratori dipendenti statali/pubblici o privati e tanti pensionati.

 

Chi fa parte dell’organico professionale di ADICONFI?

 

Il nostro staff è composto principalmente di avvocati specializzati in contrattualistica, dottori commercialisti, periti ed ex consulenti bancari. Oltre chiaramente a molti associati che collaborano con noi su tutto il territorio nazionale.

 

Qual è il vostro principale obbiettivo come associazione ADICONFI?

 

Fare recuperare i denari dei cittadini in mano alle banche. Soldi trattenuti indebitamente dagli istituti di credito e dalle finanziarie.

Questa è una affermazione molto forte presidente.

 

Lo so, ma è forte anche il disaggio che molte famiglie stanno passando per colpa di questa crisi economica, e mi creda in questo momento se ADICONFI può aiutare queste famiglie ad avere dei rimborsi che per legge li spettano faremo tutto quello che è possibile per farli avere.

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Mi spieghi meglio esattamente di quali rimborsi stiamo parlando?

 

Guardi facciamo un esempio pratico in modo da capire meglio. Se lei per esempio decide che la sua auto ormai è troppo vecchia e quindi la porta a demolire, ma se ne accorge tardi che però la sua assicurazione RC Auto scade fra 8 mesi lei ha diritto al rimborso del premio per gli 8 messi di cui non usufruirà della stessa. E’ normale. Le basterà presentare all’assicurazione il certificato di demolizione e le sarà rimborsata la quota parte non goduta del premio. Con moltissime finanziarie questo non succede, specialmente con i rimborsi commissioni della cessione del quinto dello stipendio/pensione. Facciamo un altro esempio pratico molto recente e di cui lei è già a conoscenza; in questo caso è un esempio di un dipendente della scuola pubblica che si è rivolto a noi qualche settimana fa per richiedere tramite la nostra Associazione il rimborso commissioni della cessione del quinto e del prestito delega. accessi entrambi nel 2008 e di una durata di 10 anni. Nel 2012 decide di rinegoziare sia la cessione del quinto che il prestito delega per ottenere maggiore liquidità. E fin qui nulla di strano per questo collaboratore scolastico, fino a che non ha deciso di affidarsi ad ADICONFI  per scoprire dopo una verifica gratuita da parte dei nostri legali e periti dei suoi contratti di cessione del quinto che non li erano stati restituiti delle somme.

Per farla breve; questa persona ha usufruito del suo prestito per soli 4 anni dei 10 prestabiliti, ragione per cui ha diritto al rimborso delle commissioni della cessione del quinto pagati anticipatamente, per esempio: ( assicurazione caso morte, assicurazione per rischio credito, assicurazione rischio impiego, commissioni banca, commissioni intermediari, interessi ecc ecc)  per il periodo non usufruito, cioè 6 anni.

La prima anomalia è data dal fatto che la maggior parte di questi dice espressamente che il cliente non ha diritto a questo rimborso. La seconda grave anomalia è data dal comportamento della finanziaria che  come spessissimo succede, non consegna al suo cliente il conteggio per estinzione anticipata, evitando così che il consumatore stesso possa verificare in prima persona le voci di costo che li vengono addebitate in fase di rinnovo del prestito. La terza anomalia riguarda invece la non restituzione di questi importi se non in minima parte. Dopo l’analisi dei contratti e di tutta la casistica specifica, ADICONFI tramite i propri legali ha impugnato il contratto e successivamente ha dato avvio alla richiesta di rimborso commissioni della cessione del quinto facendo ottenere al nostro associato quello che li era dovuto. In questo caso €4524,00.

 

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Il consumatore non potrebbe ottenere i rimborsi commissioni della cessione del quinto in completa autonomia senza appoggiarsi alla vostra associazione?

 

Assolutamente si, noi come ADICONFI speriamo vivamente che tutti possano rientrare in posesso dei loro soldi come prevede la legge. Purtroppo però viviamo in una Italia dove i poteri forti delle banche soffocano il diritto naturale del consumatore, di conseguenza  per ottenere il rispetto dei propri diritti ci si trova nella necessità di utilizzare le vie legali. Le faccio un esempio pratico; pensi per esempio che la maggior parte dei contratti di cessione del quinto prevedono espressamente la non rimborsabilità delle commissioni  pagati anticipatamente.  Nessuno informa i cittadini che questo non è più legale. Dare questa informazione è il nostro scopo statutario. In conclusione il consumatore per agire in autonomia è costretto a rivolgersi ad un proprio legale specializzato in materia a un perito che valuti i conteggi vari anticipando dei costi fino ad un eventuale ricorso, non avendo nemmeno la certezza del risultato finale. I nostri associati invece sono coperti da questo rischio grazie ad una convenzione tra ADICONFI  e tecnici e legali specializzati che saranno retribuiti solo nel caso in qui la pratica si concluda a favore del associato ADICONFI, ottenendo tutto il rimborso commissioni della cessione del quinto rinegoziata. E’ proprio l’associazione stessa ad anticipare le spese di avvio pratica senza dover chiedere nulla ai propri associati.

 

Presidente Lega; quanto è frequente questo tipo di anomalie dei rimborsi sui contratti di cessione del quinto? E’ possibile stabilire una percentuale?

 

Questo tipo di anomalie si presenta unicamente nei contratti di cessione del quinto dello stipendio/pensione sottoscritti fino a meta del 2011. Abbiamo riscontrato che il 92% dei contratti da noi controllati hanno questo tipo di anomalie, quindi i titolari di questi contratti hanno diritto a un rimborso commissioni della cessione del quinto che a volte può essere anche di una certa entità.

 

Cosa succede se il prestito è stato rinnovato con altro istituto? Il cliente ha comunque diritto a questi rimborsi sulla cessione del quinto?

 

Certamente, non importa se questo finanziamento è ormai “nel dimenticatoio”. E’ sempre possibile fare la richiesta di rimborso purché la cessione del quinto non sia stata rinegoziata o estinta da oltre 10 anni.

E se non avessi più in mio possesso la copia del vecchio contratto posso comunque ottenere il rimborso delle commissioni della cessione del quinto?

 

Certamente. E’ necessario però in questo caso reperire tutti i contratti di cessione del quinto rinegoziati, e per farlo abbiamo tre opzioni:

  • La prima opzione è decisamente la più veloce e conveniente; chiedere una copia completa di tutti i contratti al proprio datore di lavoro o amministrazione. (loro hanno sempre una copia del contratto che a suo tempo è stato notificato dalla finanziaria)
  • La seconda opzione è quella di rivolgersi alla propria finanziaria chiedendo copia di tutti i contratti.
  • La terza opzione ; con apposita delega ADICONFI li chiederà alla finanziaria tramite i propri legali.

Ci tenevo a sottolineare con i consumatori che ci leggono, che il diritto al rimborso delle commissioni della cessione del quinto è su ogni rinnovo o estinzione fatta. Non solo sul ultimo rinnovo ma anche su quelli precedenti.

 

 

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Spesso la gente ha un po’ timore delle questioni legali. Esiste qualche rischio per chi richiede i rimborsi che li spettano tramite ADICONFI?

 

No, non ce alcun rischio da parte dell’associato. Alle questione legali e burocratiche ci pensa ADICONFI con i suoi professionisti. Una volta fatta la richiesta tramite ADICONFI, l’associato deve solo aspettare il rimborso.

 

Presidente per farsi tutelare dalla vostra associazione e valutare i contratti di cessione del quinto per successivamente fare richiesta di rimborso alla finanziaria è necessario anticipare delle spese?

 

No; non è necessario anticipare alcuna spesa. La valutazione dei propri contratti di cessione estinti o rinegoziati viene fatta gratuitamente a tutti i cittadini.

 

Puo dirci quant’è la quota annuale per associarsi ad ADICONFI?

 

Attualmente la tessera associativa per l’anno 2016/2017 e di €5 (cinque).

 

Come è possibile entrare in contatto con l’associazione ADICONFI?

 

Sicuramente la via più comoda è attraverso il nostro sito web: http://www.adiconfi.it/richiesta-rimborsi-cessione-del-quinto-rinegoziate/

 

Grazie presidente Lega per il tempo che ci ha dedicato

 

Grazie a voi per averci dato l’opportunità di mettere a conoscenza il vostro grande pubblico sui propri diritti.

 

 

Roberta Buscherini

 

 

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ven, feb 24, 2017  Valentina
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Fonte: businessonline.it

Fonte: businessonline.it

Ormai dovrebbe mancare davvero poco alla pubblicazione in gazzetta ufficiale del bando di concorso per l’anno in corso per il personale ATA, che dovrebbe garantire l’inserimento nel comparto scuola a oltre 10 mila lavoratori.

 

 

Nel dettaglio la suddivisione sarà effettuata in questo modo: 6949 posti di collaboratore scolastico; 2103 per assistenze amministrativo; 790 per assistenze tecnico; 216 per DSGA; 87 per cuoco; 81 per addetto azienda agraria; 49 per guardarobiere e 19 per infermiere.
Entro la fine di questo mese dovrebbe uscire il bando, così come è stato definito dallo stesso Miur nella riunione con i sindacati di categoria dello scorso 8 febbraio.

 

 

Concorso Scuola. Tutte le novità

La novità più incisiva di questo concorso riguarda i due diversi modelli di bando stabiliti dal ministero dell’economia e delle finanze, i cosiddetti D1 e D2.
Il primo modello è destinato a coloro che per la prima volta si iscrivono alle graduatorie Ata; la domanda in questo caso dovrà essere presentata alla scuola della provincia nella quale si desidera prendere servizio e per la quale sono previsti posti da assegnare chiaramente.
Il secondo modello invece D2 è per tutti coloro che vogliono confermare o aggiornare il proprio profilo rispetto al triennio passato.

 

 

La presentazione della domanda dovrà avvenire on line dal sito del Miur; ogni modello avrà la sua domanda. Una volta completato il modulo, verranno richieste alcune altre informazioni i cui dettagli in particolare in termini di scadenza dovranno essere esplicitati nella domanda di concorso che verrà pubblicata a breve.

 

 

Le graduatorie provinciali che si otterranno con questo concorso avranno la solita durata triennale.
Ricordiamo poi che tra qualche mese, in primavera per quanto dichiarato dalle istituzioni, dovrebbe avvenire anche la pubblicazione dei bandi per la cosiddetta graduatoria “24 mesi ATA”, valida per le assunzioni e le supplenze dell’anno scolastico 2017/2018.

 

 

L’accesso a queste graduatorie è previsto anche per chi ha  già maturato almeno 23 mesi e 16 giorni di servizio in uno dei profili ATA (collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici, guardarobieri, infermieri e cuochi).

 

 

 

 

Fonte: scuolainforma / blastingnews /tecnicadellascuola

 
Valentina Stipa

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