Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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mer, giu 15, 2016  Valentina
Scuola. L’ultima speranza del Referendum
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Referendum scuolaSe gli strumenti normativi istituzionali non sono serviti a far modificare gli aspetti più controversi della Legge 107, quella della Buona Scuola, questo di certo non ha fermato tutto il personale del comparto.

 

Sindacati in testa infatti già da settimane raccolgono firme per poter presentare un referendum abrogativo. La raccolta fino ad oggi è andata bene, ma serve un colpo finale per raggiungere le 500 mila firme.

 

Per questo i sindacati, Gilda in prima fila, hanno lanciato un ultimo appello: “tutte le cittadine e tutti i cittadini a recarsi nelle piazze e nelle strade principali d´Italia dove sono allestiti i banchetti e sottoscrivere i quesiti referendari contro la legge 107/2015”. Lo scopo del referendum non è solo quello dell’abrogazione, ma, negli intenti dei promotori, anche quello di “dare un chiaro segnale di critica nei confronti delle politiche adottate dal governo Renzi e restituire le scelte fondamentali della democrazia ai cittadini e al loro voto”.

 

 

 

Scuola. Mobilità e chiamata diretta, Principali nodi da sciogliere

 

 

E mentre si aspetta la prova orale del concorso per il prossimo 29 giugno, la lotta tra Miur e sindacati in termini di mobilità in particolare continua senza esclusione di colpi. Oltre alla mobilità, della quale abbiamo già avuto occasione di parlare, anche la chiamata diretta rappresenta un vero e proprio braccio di ferro tra sindacati e ministero.

 

Esiste però una data-obiettivo fissata dalle parti per il prossimo 14 giugno. Entro quel giorno infatti si cercherà di raggiungere una intesa di massima. Diversamente i rapporti tra le due parti si potranno considerare definitivamente rotti e lo scenario che si aprirebbe in questo caso non lascia presagire nulla di buono.

 

Le posizioni ad oggi sono molto distanti. Il governo non vuole in alcun modo superare la chiamata diretta, insistendo sulla procedura che prevede i poteri discrezionali del dirigente nella scelta del personale docente dagli ambiti territoriali, secondo quanto stabilito dalla legge 107.

 

Per i sindacati invece è imprescindibile individuare una procedura che abbia le sue basi su criteri oggettivi e trasparenti. Le due posizioni quindi sono molto distanti, quasi opposte e difficilmente si potrà raggiungere un’intesa per poter intavolare una trattativa soddisfacente per entrambi.

 

 

 

 

Fonte: gildains / blastingnews

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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gio, giu 9, 2016  Valentina
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Fonte: varesenews.it

Fonte: varesenews.it

Ci siamo sempre concentrati su quella parte del comparto scuola che si è da subito fortemente opposta alla riforma imposta con la legge 107 all’intero sistema scolastico. Non senza ragioni, intendiamoci.

 

Ma è anche giusto dare spazio a chi invece in questa riforma ci crede e la sostiene, avvalorando la propria posizione con ragionamenti e concetti di elevata caratura.

 

Per quanto si possa essere contrari infatti, ormai questa legge è parte integrante del mondo della scuola, dunque vale la pena parlare anche di coloro che ci hanno visto del buono e magari trarre qualche conclusione un po’ più positiva.

 

 

Buona Scuola. Il fronte dei favorevoli

 

 

Tra i nomi di coloro che si sono schierati con la buona scuola, ce ne sono di certo di autorevoli: Alfonsina Montefusco, dirigente nazionale Anquap, il costituzionalista Michele Ainis, Luciano Chiappetta, consigliere del ministero dell`istruzione.

 

L’occasione di confronto sul tema è stata proprio un seminario che si è svolto pochi giorni fa a Paestum che riguardava un tema più ampio, ovvero il rinnovamento delle amministrazioni pubbliche e il nuovo ordinamento della repubblica, nel quale inevitabilmente ricade anche la buona scuola.

 

Il riconoscimento più grande che viene reso alla legge 107 riguarda la possibilità di superare quel “concetto tradizionale di organico che si accompagna ad una nuova e più flessibile concezione dell’attività didattica”. Giorgio Germani, presidente Anquap, ha espresso chiaramente, secondo lui, quali sono le fonti di questo malumore rispetto alla buona scuola: “ci sono momenti nella storia di un Paese e di un Popolo dove chi ha rappresentanza sociale non può non prendere posizione. In questi momenti gli atteggiamenti “pilateschi” non sono ammessi”.

 

 

Buona Scuola. Siamo lontani dalla fine

 

 

Mentre a livelli accademici si continua a discutere sulla validità o meno della buona scuola, la maggior parte del personale del comparto ci sta facendo i conti con questa legge, che piaccia o no.

 

Oltre al concorso, rimangono ancora aperti la questione mobilità, la questione supplenze e molti, moltissimi altri temi che dovranno essere affrontati nelle prossime settimane. Non senza scontri. Non senza polemiche.

 

 

 

 

Fonte: tecnicadellascuola / gildains

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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lun, giu 6, 2016  Valentina
Scuola. Nessuna modifica alla Legge 107
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In molti avevano già gettato la spugna, ma non tutti. Per questo un lumino di speranza era riposto nella decisione della Camera dei deputati. Ora però è davvero tutto finito.

 

legge-107Dopo il senato anche la Camera ha approvato il decreto scuola 62/2016 che avrebbe dovuto limitare i danni della legge 107 senza alcun tipo di modifica o emendamento.

 

Al Senato è stata posta la fiducia e a Montecitorio il testo è passato senza che fosse accettato alcun emendamento, confermando ancora una volta l´intransigenza del governo e della maggioranza parlamentare. Il provvedimento non scalfisce gli aspetti più deleteri della riforma, ovvero chiamata diretta, ambiti territoriali e comitato di valutazione, che stanno producendo già pesanti effetti negativi. E all´orizzonte si prospettano altre gravi ricadute sul regolare avvio del prossimo anno scolastico a causa dei ritardi nelle assegnazioni dei docenti alle classi. D´altra parte, ad attestare la difficoltà operativa in cui versa il Miur è anche la proroga al 15 settembre del termine per le assunzioni a tempo indeterminato”.

Un commento duro quello di Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti, che ha sempre considerato questa legge inconcludente e del tutto incompleta a soddisfare le reali esigenze del comparto scuola.

 

 

Legge 107 Scuola. Cosa Prevede Il Decreto

 

 

Il provvedimento appena approvato, oltre a stanziare 8 milioni di euro in aggiunta a quelli già previsti, per i compensi dei commissari del concorso a cattedra, prevede un investimento di altri 64 milioni per l’anno in corso per portare avanti il programma scuole belle, ovvero finanziare tutti quegli interventi di manutenzione e decoro degli edifici scolastici.

 

Sempre in termini finanziari, si prevede dall’anno prossimo lo stanziamento di 12 milioni di euro per il sostegno agli alunni disabili nelle scuole paritarie.

 

Per il personale docente invece viene previsto un certo numero di assunzioni nelle scuole d’infanzia e la possibilità per i neoassunti di accedere alle assegnazioni provvisorie in deroga al blocco triennale; viene poi previsto il posticipo fino al 15 settembre per l’assunzione a tempo indeterminato del personale docente degli istituti statali.

 

Il decreto prevede poi un finanziamento di circa 3 milioni di euro per la formazione superiore e la ricerca presso la scuola sperimentale di dottorato internazionale del Gran Sasso Science Institute – GSSI -.

 

 

 

Scuola. Solo Fumo Negli Occhi

 

 

 

 

A leggerli cosi tutti d’un fiato, questi provvedimenti sembrerebbero tutti positivi e proficui. La verità è che vanno letti alla luce del disastro della Buona Scuola.

 

Se lo si fa, ci si accorge in maniera molto netta che questo decreto argina solo alcuni dei problemi e non ne risolve nessuno. Solito fumo degli occhi insomma.

 

 

 

 

Fonte: gildains / corriere

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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gio, mag 26, 2016  Valentina
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Fonte: gildavenezia.it

Fonte: gildavenezia.it

Doccia fredda per migliaia di docenti in ruolo. La sentenza del Tribunale amministrativo che apriva le porte del concorso scuola 2012 anche a coloro che non avevano raggiunto la soglia dei 21/30 nella prova preselettiva, sciogliendo poi ogni riserva fino alla loro immissione in ruolo è stata infatti completamente ribaltata da un’ordinanza del Consiglio di stato.

 

Questa ordinanza sostiene infatti che la soglia dei 21/30 per la prova preselettiva non sia ragionevole e su questa base ha deciso di sospendere in via cautelare la sentenza del Tribunale amministrativo.

In particolare il Consiglio di Stato scrive “prevale l’esigenza di evitare il consolidamento di posizioni che potrebbero essere poi travolte dalla sentenza di merito, anche tenendo conto della pari dignità dell’interesse dei controinteressati”. Il 20 dicembre prossimo, si legge sempre nell’ordinanza, è stata fissata l’udienza pubblica per discutere in merito alla questione.

 

 

Scuola. Cosa Cambia Per I Docenti Coinvolti

 

 

I docenti immessi in ruolo attraverso la sentenza del tribunale amministrativo del Lazio e che hanno svolto uno o due anni di servizio non hanno chiaramente potuto partecipare all’attuale concorso scuola bandito con DDG 105 del 23 febbraio 2016, perché appunto assunti in ruolo dalle graduatorie di merito del concorso 2012, al nuovo concorso a cattedra.

 

Questa è certamente nell’immediato la conseguenza maggiormente invasiva di questo caos giudiziale. Ma non sarà la sola.

 

Cosa accadrà e che ruolo svolgeranno politica e ministero in questa situazione delicatissima ancora non lo sappiamo. Di certo però è evidente che per entrambe le istituzioni sia imprescindibile una presa di posizione che eviti uno scandalo di portata immensa.

 

 

Scuola. Il Flop Del 20 Maggio In Piazza

 

 

Forse dunque è anche per ben altre preoccupazioni che il 20 maggio in piazza, secondo i dati del dipartimento della Funzione pubblica, era presente solo poco più del 9% del personale in servizio nel comparto scuola.

 

Allo sciopero indetto dai sindacati confederati Flc-CGIl, Cisl scuola, Uil scuola e Snals-Confsal, infatti a differenza di quanto accaduto lo scorso 5 maggio, l’adesione non è stata affatto numerosa. Per buona pace del Governo, questo va detto. Non tanto per la vittoria sul campo o per l’illusione che il comparto scuola si sia rassegnato alle riforme in maniera passiva.

 

La ragione della soddisfazione del governo va ricercata nella perdita di potere dei sindacati agli occhi delle istituzioni e quindi anche in termini di contrattazione.

 

 

 

 

Fonte: tecnicadellascuola / orizzontescuola

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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gio, mag 19, 2016  Valentina
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Almeno questa è la speranza di molti, legata all’approvazione del decreto legislativo “in materia di funzionalità del sistema scolastico”  di qualche giorno fa da parte del Senato.I destinatari del provvedimento sono infatti i docenti precari delle scuole dell’infanzia, i quali per ottenere il tanto agognato posto fisso dovranno però seguire l’iter della mobilità interregionale.  Precisiamo subito che non si tratta ancora di un decreto definitivo. Il testo infatti dovrà trovare anche l’approvazione della camera entro il 29 maggio prossimo. Non è da sottovalutare poi che il senato ha dato la sua approvazione attraverso il voto di fiducia.

scuola-catedre

 

 

Scuola. I punti più importanti del decreto

 

 

 

 

In particolare questo decreto mantiene in essere le graduatorie di merito per il concorso del 2012 fino a quando non ci saranno nuove graduatorie, ovvero fino almeno fin al prossimo anno.

In questo modo rimane viva la speranza dell’immissione in ruolo per settembre 2016 attraverso la domanda di trasferimento  verso regioni che abbiano un maggior numero di cattedre disponibili.

 

Le immissioni in ruolo, secondo quanto prevede il decreto appena approvato, dovranno avvenire dando la precedenza ai docenti iscritti nelle graduatorie da concorso della regione prescelta e per un numero massimo di posti pari al 50% e comunque in modo da non superare il 15% del totale delle cattedre disponibili di ogni regione.

 

 

 

 

Scuola. Opinioni Di Parte Sul Decreto

 

 

 

 

Secondo Pino Turri, il leader della UIL Scuola “il decreto presenta alcuni aspetti positivi, altri che pongono fine a palesi ingiustizie come quella degli insegnanti della scuola dell’infanzia, ma contiene anche norme che ci vedono fortemente contrari come il travaso di risorse dalla scuola pubblica a quella privata, utilizzando i fondi previsti per la valorizzazione ed il miglioramento di quelle statali”.

 

Questo ultimo punto è certamente tra quelli per i quali i sindacati daranno maggiore battaglia.

Il decreto stabilisce infatti che gli studenti disabili potranno essere inseriti all’interno di scuole private attraverso l’erogazione di uno specifico contributo. Tale contributo però altro non è che il fondo che la legge 107 avrebbe destinato alla valorizzazione e al miglioramento delle istituzioni scolastiche.

 

Non rimane quindi che attendere le decisioni della Camera e tirare ancora una volta le somme, nella speranza che i lati positivi superino quelli negativi.

Aspettarsi che un decreto ponga termine ai malumori del mondo della scuola è un pensiero del tutto utopico chiaramente.

 

 

 

 

Fonte: blastingnews / orizzontescuola

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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