Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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gio, dic 1, 2016  Valentina
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Fonte: lapresse.it

Fonte: lapresse.it

Questo accordo non s’ha da fare. Una via dimezzo tra le richieste dei sindacati di categoria e le concessioni del ministro Madia proprio non si riesce a trovare. Il tema è chiaramente quello dei contratti di lavoro dei dipendenti pubblici e dei relativi aumenti di retribuzione, con particolare attenzione al settore scuola.
Le intenzioni del ministero sono chiare e vertono principalmente su 4 punti focali: “una riforma fatta insieme ai lavoratori del pubblico impiego, l’impegno sulle risorse, il superamento di una logica punitiva e ideologica e la messa a punto di obiettivi trasparenti e misurabili per aiutare a valorizzare il pubblico impiego”.

 

 

Gli incontri organizzati con le sigle sindacali sono finalizzati al raggiungimento di un accordo definitivo. O almeno ad avvicinarsi a questo obiettivo quanto più possibile.

Contratto Scuola. I nodi da scogliere

 

 

 

Se in tema di aumenti di retribuzione forse ci si sta avvicinando a una tregua, il vero pugno di ferro rimane quello della durata del contratto poiché è già chiaro che le risorse insufflate con la legge di stabilità del 2017 non garantiscono una copertura completa.
Altro nodo da sciogliere anche quello della Riforma Brunetta, ovvero l’elargizione di premi ai dipendenti più meritevoli.
Se tra i tavoli dirigenziali si discute di accordo, in piazza si protesta. Gli annunci erano stati fatti da molto tempo e alla fine il 25 novembre nero è arrivato. E non solo per il settore scuola.
Rimanendo nel comparto dei docenti però va sottolineato che ad aderire allo sciopero sarà il personale a tempo indeterminato e determinato, con contratti precari e atipici, per tutti i comparti, aree pubbliche e per le categorie del lavoro privato e cooperativo.

Contratto Scuola. L’obiettivo comunque si avvicina

 

 

 

Da discutere dunque c’è ancora molto, ma inizia a vedersi una flebile luce in fondo a questo tunnel di malcontento.
Non ci si può nascondere: la volontà di chiudere definitivamente questo capito non prescinde dal referendum del 4 dicembre, è palese.

 

 

Il governo ha bisogno di energie extra per affrontare quell’appuntamento con il popolo italiano. Per questo si piega, in parte e dove conviene, per chiudere se non capitoli, almeno paragrafi, ancora in sospeso con le parti sociali.

 
Fonte: blastingnews /ilsussidiario /forexinfo

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

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gio, nov 17, 2016  Valentina
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Fonte: italianosveglia.com

Fonte: italianosveglia.com

Anche per l’anno scolastico 2016/2017 il Miur ha confermato il bonus di 500 euro per la formazione e l’aggiornamento del corpo insegnanti.

Chiaramente, in perfetto stile governativo all’italiana, dubbi e incertezze fanno da padroni anche in questo contesto.

Nessuna notizia precisa, informazioni poco chiare e da interpretare.

Insomma il caos, anche in un ambito dove tutto dovrebbe essere anche di facile definizione.

 

 

 

 

Scuola Bonus 500 Euro per il 2017. Tutti in attesa della Card

 

 

 

Partiamo dalle certezze che per ora sembrano non vacillare.

La prima: il contributo verrà erogato attraverso una card elettronica. Ogni docente assunto a tempo indeterminato quindi riceverà un link per accedere ad uno degli identity provider: Infocert; Poste Id; Sielte o Tim.

Su questa piattaforma si potranno creare in maniera autonoma dei buoni dell’importo della spesa da sostenere. Questi buoni potranno essere salvati sullo smartphone o stampati per poi essere utilizzati negli esercizi convenzionati. Va da sé che anche gli esercizi dovranno essere registrati sulla stessa piattaforma, affinché il credito venga riconosciuto e dia vita a una fatturazione elettronica.

 

Se la trasparenza, come negli intenti del Miur, la fa da padrona, certamente ne risente la semplicità. Questo sistema rende tutto estremamente chiaro in termini di controllo di spesa, ma per i docenti meno avvezzi alla tecnologia poter usufruire del bonus potrebbe essere estremamente complesso.

 

 

Bonus Scuola 2017. Troppi Ancora I Dubbi Da Sciogliere

 

 

 

Questa della card è una novità rispetto all’anno scorso quando le 500 euro arrivavano direttamente sul conto corrente dei docenti. D’altronde non potrebbe essere diversamente dal momento che la legge 107 descrive minuziosamente le modalità di fruizione del bonus attraverso il pagamento elettronico.

 

C’è solo un piccolo problema ancora da risolvere. Molti insegnanti non hanno ancora ricevuto la card! Dunque cosa accadrà alle spese già sostenute a partire dal primo settembre 2016? Eh già. Perché nella vana speranza che il sistema del bonus formativo venisse confermato nella medesima modalità dello scorso anno, alcuni docenti hanno iniziato a sfruttarlo per la propria auto formazione già a partire da settembre.

 

Il rischio grande a cui si va incontro è che quelle spese, seppur munite di scontrini e ricevute, non vengano risarcite, perché non effettuate con la modalità elettronica.

Dubbi senza una risposta. Forse in parte anche senza una soluzione.

Ma che sollevano molte perplessità e diverse paure tra i docenti, i quali, attraverso l’associazione DIESSE (didattica e innovazione scolastica), si sono rivolti in maniera diretta al Miur in cerca di risposte o almeno di chiarimenti.

 

 

 

 

Fonte: blastingnews / ilfattoquotidiano

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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gio, nov 10, 2016  Valentina
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Fonte: blastingnews.com

Fonte: blastingnews.com

In Italia il destino economico e non solo di molte categorie di lavoratori è legato all’approvazione della Legge di stabilità.

Il comparto sicurezza e il suo famigerato riordino delle carriere è senza dubbio uno dei punti più discussi. Ma anche il futuro della scuola passa attraverso la legge di stabilità. E lo fa su due canali.

Il primo è quello dell’aumento degli organici e il secondo è quello dell’aumento stipendiale.

 

 

 

Scuola. L’aumento Del Personale

 

 

 

La trasformazione delle 25 mila cattedre, di cui 5 mila di sostegno in organico vero e proprio – ammesso che questi numeri vengano confermati – avrà una copertura da parte delle istituzioni pari a 140 milioni per il 2017 e intorno ai 400 per l’anno successivo.

 

Quando si parla di inserimenti in organico, non si può ignorare la situazione attuale degli inserimenti nelle graduatorie ad esaurimento dei diplomati magistrali e degli abilitati TFA e PAS.

La questione si fa tanto più spinosa perché vige ad oggi l’anarchia più assoluta tra gli uffici scolastici, suddivisi tra chi pone una data di scadenza per le ordinanze cautelari e chi invece rispetta le sentenze e modifica di conseguenza le graduatorie.

In entrambi i casi la confusione regna sovrana. Cosa fa il miur di fronte a tanto caos? Nulla. Semplicemente aspetta. Nella speranza che si concluda.

 

 

 

Scuola, L’aumento Stipendiale

 

 

 

In termini di risorse economiche, il rinnovo contrattuale e quindi l’aumento delle retribuzioni dovrebbe attingere ai quasi 2 miliardi stanziati dal governo per il 2017, che sfiorano i 3 miliardi per il 2018.

Le cifre appena fornite non comprendono solo il comparto scuola, ma l’intero settore del pubblico impiego. Ecco perché si sono forti dubbi sul fatto che saranno sufficienti per gli ambiziosi obiettivi posti dal governo.

 

Questi importi compaiono nell’ultima versione della manovra di stabilità e sono riviste al rialzo rispetto a quelli inseriti nelle prime bozze della legge, dove addirittura il plafond per la scuola non trovava neanche menzione.

In generale la spartizione delle risorse verrà effettuata attraverso dei decreti dedicati del presidente del consiglio. Ma basta una mano di conti approssimativa per capire che l’aumento stipendiale non andrà oltre le 40 euro nette di media. Un po’ pochino.

 

Per questo i sindacati hanno già chiesto un ulteriore sforzo alle istituzioni e hanno annunciato anche per il prossimo 9 novembre un sit-in di protesta davanti a Montecitorio, insieme al comparto sanità.

 

 

 

 

 

Fonte: blastingnews / tecnicadellascuola

 

 

 

 

 

Valentina stipa

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lun, ott 31, 2016  Valentina
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Fonte: blastingnews.com

Fonte: blastingnews.com

Già, perché di fatto il governo si comporta come se non esistessero, non mancando alcuna occasione per ricordare che l’unica via di accesso al ruolo passa dal concorso.

Eppure però le graduatorie, non solo ci sono, ma sono composte da insegnanti, i quali, esasperati, hanno intrapreso in moti casi la via giudiziale.

 

Questo però non ha fatto desistere il governo che non perde occasione per ricordare le sue reali intenzioni in termini di GaE: eliminarle in maniera definitiva.

Ma a fronte delle intenzioni dichiarate dall’esecutivo, molti insegnanti hanno deciso di non arrendersi e hanno intrapreso la strada della giustizia ordinaria, appellandosi al fatto che le graduatorie ad esaurimento, come stabilito per legge, divideranno al 50% i posti con i vincitori del concorso fino al loro svuotamento reale.

 

 

Scuola. GaE, Unico Ostacolo Alla perfezione Della Buona Scuola?

 

 

La risposta è evidentemente negativa. Gli ostacoli a una scuola dignitosa e funzionante passano ben oltre le graduatorie. Ma il ministro non ci vede. E rimane coerente con gli scopi iniziali della riforma.

E in effetti nonostante le dichiarazioni di intenti, sbandierate anche durante l’ultimo question time al Senato, secondo le quali il concorso pubblico triennale rimane unico accesso all’insegnamento, il ministro Giannini ha di fatto ammesso – e non potrebbe essere altrimenti – la necessità di una fase transitoria fino all’effettivo esaurimento delle graduatorie. Non ha poi mancato di rimarcate la sua promessa: assumere tutti i vincitori entro il prossimo triennio 2016/18, precisando che il ritardo delle operazioni è dovuto proprio alla complessità delle stesse.

 

Questa volontà di specificare ad ogni occasione l’intento della Buona Scuola suona ormai come una sorta di aiuto convincimento più che un modo cdi ricordare l’intento iniziale.

 

 

 

 

Aggiornamento GAE. Fase Transitoria Ancora Da progettare

 

 

 

 

È lo stesso ministro Giannini a spiegare come dovrebbe avvenire la fase transitoria in attesa dello svuotamento delle GaE.

Prima di tutto l’accesso alle graduatorie, conferma il ministro, rimarrà bloccato, pertanto il concorso rimarrà di fatto l’unico strumento possibile per accedere al ruolo.

 

In ogni concorso, su base triennale, riserveranno però la metà dei propri posti disponibili agli iscritti nelle GaE, fino a quando non ci sarà più neanche un iscritto. Questo in concreto si traduce nell’ennesima attesa per gli abilitati precari, che vedranno il prossimo concorso solo nel 2019.

È da qui che nasce la necessità di una fase transitoria. Su questo punto però il ministro non ha ancora le idee chiare.

E nel frattempo cosa dovrebbe fare un iscritto GaE? Rivolgersi alla magistratura. Se lo stato non tutela, vale la pena provare con la giustizia.

 

 

 

Fonte: blastingnews / forexinfo

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

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mar, ott 11, 2016  Valentina
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Fonte: repubblica.it

Fonte: repubblica.it

E non poteva essere diverso da così. Dopo un’estate calda e un inizio d’autunno incandescente. Dopo il deludente risultato del concorso e dopo le polemiche che ne sono seguite. A scendere in piazza in verità negli ultimi giorni sono stati gli studenti. A riprova del fatto che questa buona scuola ha fallito su tutti fronti.

 

 

Le manifestazione si sono svolte in buona parte delle piazze d’Italia, non sono mancati slogan anti istituzionali, specialmente per gli studenti che hanno raggiunto la sede del Miur. Si sono registrati anche tafferugli fortunatamente senza conseguenze. Una situazione che non promette nulla di buono insomma. Ma le istituzioni sembrano sorde a tutto ciò che arriva dalla piazza.

 

 

 

Scuola. Studenti in piazza contro la “Buona Scuola”

 

 

 

Eppure gli studenti manifestano un disagio che va oltre la Buona scuola. Si lega alla riforma del lavoro, al Job Act e si oppone a quel concetto di scuola-azienda che prevede principi di competizione e punizione al posto di uguaglianza e gratuità del servizio.

 

 

Oggi siamo in piazza per manifestare contro gli effetti della riforma della buona scuola che a un anno dalla sua attuazione ha già dimostrato il suo fallimento; dall’alternanza scuola-lavoro intesa soltanto come manodopera gratuita all’interno delle aziende ai comitati di valutazione che di fatto hanno consegnato la leadership ai presidi” spiega così i motivi dello sciopero Francesca Picci dell’Unione degli studenti.

 

 

 

 

Scuola. Nessun passo indietro dal Miur

 

 

 

 

Nonostante scioperi, proteste e proclami di ulteriori manifestazioni, il ministro Giannini persevera negli errori e carica i docenti di nuovi obblighi.

“Ancora troppi docenti applicano il vecchio modello di insegnamento: io sto in cattedra, spiego e voi ascoltate (…) tutti i 750 mila insegnanti torneranno sui banchi di scuola” a seguito del piano nazionale di formazione obbligatoria presentato pochi giorni fa che è costano un investimento di 325 milioni di euro.

 

 

La molla che ha spinto il governo e il ministero a studiare un piano di aggiornamento professionale per i docenti deriva dalla nuova gioventù che siede sui banchi di scuola oggi. Si tratta di giovani che si destreggiano tra pc e smartphone e con i quali può diventare difficile comunicare se non si conoscono i nuovi strumenti di massa.

 

Per questo la formazione punta sul digitale, sulle lingue straniere, sull’alternanza scuola-lavoro, sulla prevenzione del disagio giovanile, fino all’autonomia didattica.

 

 

 

 

 

Fonte: tecnicadellascuola / repubblica

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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