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gio, set 15, 2016  Valentina
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Fonte: gildatorino.it

Fonte: gildatorino.it

A dispetto dei più pessimisti il Miur ce l’ha fatta. Habemus tabella!

Ecco dunque tutti i posti disponibili per il nuovo anno scolastico che, come da copione, vedrà l’immissione di un numero inferiore di docenti dopo le varie operazioni di mobilità.

 

In termini numerici infatti i posti disponibili sono esattamente 29.720 dei quali 7.221 saranno dedicati al sostegno e 22.499 ai cosiddetti “posti comuni”.
La comunicazione ufficiale del ministero che porta la firma del ministro Giannini stabilisce già anche la suddivisione dei posti disponibili.
Tra infanzia, primaria, secondaria I e secondaria II saranno a disposizione rispettivamente 3632, 3859, 7570 e 7438 mentre per i sostegni si avranno a disposizione 787, 4043, 1845 e 546 cattedre.
I tempi per le nomine non possono andare oltre il 10 settembre, questo per permettere la scelta della preferenza territoriale dal 10 al 13 sempre di settembre. A ruota, tra il 14 e il 15 ci sarà l’inserimento dei curricula per la chiamata diretta. Riusciranno gli uffici scolastici a rispettare una tabella di marcia così serrata? Vedremo…

immissioni-in-ruolo

 

Scuola. Il mistero delle conciliazioni

 

 

 

L’impegno degli uffici scolastici non riguarda solo il lavoro legato alle immissioni in ruolo e i tempi strettissimi di messa in opera, ma verte anche su un altro tema, portato sotto i riflettori da Giuseppe Mascolo, segretario generale Ugl, Unione Generale del Lavoro: “i dirigenti degli Uffici Scolastici territoriali hanno posto un veto sugli elenchi dei tentativi di conciliazione in corso e non è possibile avere spiegazioni in merito, nemmeno in seguito a sollecitazioni scritte”.

 

I tentativi di conciliazione riguardano le operazioni di mobilità nella scuola primaria e dell’infanzia, che dopo le polemiche hanno scatenato anche una serie di tentativi di conciliazione appunto insieme al ministero.
I riscontri a tali tentativi sono stati sterili e con poche spiegazioni: semplicemente veniva indicata la sede alternativa. È questo che contestano i sindacati, a ragione, certo. Ma a onor del vero però le procedure ministeriali non sono mai state né trasparenti tantomeno esaustive, e questo caso non fa eccezione.

 

 

 

Scuola. Esodo verso nord

 

 
L’altra grande conseguenza, del tutto nuova per gli ultimi 20 anni di storia, riguarda la logistica dell’immissioni in ruolo. Mi spiego meglio: per la prima volta negli ultimi decenni le immissioni a ruolo riguarderanno per la maggior parte il nord Italia.

 

Questo fenomeno è legato alla mobilità straordinaria concessa dalla riforma ai tantissimi docenti del sud, trasferiti al nord che avrebbero voluto l’avvicinamento a casa e anche al rientro dei capi famiglia del nord assunti secondo l’algoritmo governativo rimasto un mistero.
La verità è anche che al sud i posti vacanti sono ormai saturi e per questo le immissioni riguarderanno quasi solamente il nord.
Traducendo la teoria in numeri tre assunzioni a tempo indeterminato su quattro andranno al settentrione ovvero il 74 per cento, pari a 18.780 posti. Al Sud ne arriveranno soltanto 2.741, pari all’11 per cento. Il rimanente 5% riguarderà il centro Italia.

 

 

Fonte: blastingnews / repubblica

 
Valentina Stipa

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gio, set 8, 2016  Valentina
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suplenzeSe è vero che uno degli intenti della Buona Scuola era quello di arginare l’annoso problema dei supplenti, l’obiettivo è stato palesemente fallito. E non di poco.
Il primo settembre è stato il primo giorno di scuola per gli insegnanti, ma dal momento che solo il 7% delle commissioni ha pubblicato le graduatorie definitive dei vincitori.
All’appello dunque mancano ancora molti docenti: coloro che devono coprire il turn over, gli oltre 30 mila che devono essere immessi in ruolo, e i 100 mila supplenti annuali, dei quali oltre un terzo dovranno chiaramente ansare a coprire i posti vacanti sul sostegno. A questo lungo elenco si devono aggiungere anche coloro che non hanno ancora la certezza della scuola nella quale dovranno svolgere la loro professione.

Buona Scuola. Nonostante tutto, il sacrificio non manca

 

 

Questa legge 107/2015, come sottolinea anche l’Anief, ha di fatto peggiorato la situazione delle supplenze, poiché ad oggi manca all’appello un insegnante su 6. Questo significa aggravare anche la precarietà tra il personale di ruolo, altro nodo da sciogliere negli intenti della riforma.
Un caso su tutti è l’esempio della catastrofe di questa Buona Scuola. Nell’istituto falcone di Palermo, a fronte di 56 alunni certificati e bisognosi di sostegno, vengono previsti solo 12 insegnanti di ruolo, dunque siamo ben oltre 1 docente di sostegno ogni due studenti disabili.

 

L’esempio siciliano però è contemporaneamente anche un esempio di efficienza. La passione e l’impegno degli insegnanti dell’istituto infatti hanno portato all’apertura di 5 nuove sezioni in soli 3 anni, in un territorio che è tra i più difficili del panorama italiano.
Un esempio che fa ben sperare. Ma che come al solito verte sull’impegno e la professionalità dei docenti, non dello stato.

 

Buona Scuola. Arriva un altro ricorso

 

 

 

In questo vortice di assenze e bocciati, c’è anche un altro dato negativo per la Buona Scuola: il ricorso avanzato dai sindacati di categoria per la sospensione in via cautelativa della cosiddetta chiamata diretta” del personale docente. Al tribunale amministrativo infatti di fa notare le “le illegittimità nella gestione amministrativa e nei rapporti contrattuali del personale” e gli effetti negativi dell’attuazione delle procedure del provvedimenti sia in termini professionali che emotivi e personali.
Il Tar dovrà quindi decidere sulla legittimità o meno del provvedimento di “chiamata diretta”, che secondo i sindacati lede “profondamente i principi cardine del nostro ordinamento, tra cui l’imparzialità della pubblica amministrazione, la libertà di insegnamento, il diritto all’apprendimento degli alunni nell’ambito del sistema nazionale di istruzione”.
Altro bel guaio in vista per il MIUR. Ne uscirà illeso anche questa volta?
Fonte: blastingnews / contattonews

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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gio, ago 4, 2016  Valentina
Concorso Scuola. Quanti bocciati! Non saranno troppi…?
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Eh già, perché in fondo non è possibile che insegnanti con anni di servizio alle spalle plurititolati siano improvvisamente diventati tutti incompetenti.

Dunque questo elevato tasso di bocciature che ha riguardato tutta la penisola non può essere non analizzato sotto altri aspetti. Senza tralasciare quello evidenziato dagli stessi di candidati, ovvero il tempo risicato di risposta a ogni singola domanda ad esempio e alte critiche all’impostazione delle prove scritte di questo concorso, che poi di fatto si è tradotta in questa disfatta.

 

Forse il Miur un esame di coscienza dovrebbe farselo e assumersi anche le responsabilità che ne derivano.

 

 

Scuola. Fin dagli albori della Buona Scuola, questo risultato era prevedibile

 

 

A spiegarlo è la deputata e responsabile scuola e università, esponente di Forza Italia Elena Centemero, la quale sottolinea come “ la fretta e la conseguente mancanza di programmazione che hanno caratterizzato gli ultimi intrventi del governo sulla scuola, (…) stanno dimostrando tutti i limiti e le criticità che avevamo segnalato”. Come darle torto?

 

Al di là dello schieramento politico le associazioni di categoria del comparto scuola avevano da subito sottolineato gravi carenze di organizzazione e informazione di questa riforma, con particolare riferimento al concorso. Pertanto non c’è poi da stupirsi se la conclusione è una pioggia di bocciature.

 

Per rimanere sulla politica dal Movimento 5 stelle arriva invece un’altra insinuazione che ha trovato il consenso di molti: questo alto tasso di bocciature potrebbe anche far pensare a una disponibilità reale di cattedre libere ben inferiore a quella dichiarata dal Miur di quasi 64000 posti messo ufficialmente a bando.

 

È solo un’insinuazione, certo. Ma una spiegazione a questo tasso di bocciati andrà cercata ovunque. Anche nelle ipotesi.

 

 

Scuola. E i record continuano…

 

 

Questo concorso ha lasciato sul campo tantissimi feriti, su questo non c’è dubbio. Ma il record assoluto, che al di là dei numeri, invita a riflettere, o almeno dovrebbe farlo è toccato alla Calabria, dove per la classe di concorso A18 ‘Filosofia e Scienze Umane’, il numero di non ammessi all’orale è stato del 100%. Nessun candidato ha quindi superato la prova scritta e quindi l’esame orale non si svolgerà.

 

Cosa accadrà ai posti vacanti? Verranno riempiti con le solite supplenze annuali. L’esatto opposto di quanto previsto da questa Buona Scuola.

 

 

Fonte: Blastingnews / ilsussidiario / orizzontescuola

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mer, lug 13, 2016  Valentina
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Verrà formalizzato entro la metà del mese, ma di fatto esiste già, l’accordo tra il Miur e i sindacati di categoria Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals, in tema di chiamata diretta.

 

chiamata_diretta-docentiLa novità vera di questo accordo è racchiusa del fatto che “per individuare il docente da assegnare alla scuola, sulla base dei requisiti indicati nel Ptof, si utilizzerà una graduatoria d’istituto stilata in base ad una tabella titoli individuata a livello nazionale”.

 

Di fatto quindi “non conta più l’anzianità di servizio, ma le competenze certificate da determinati titoli ed esperienze formative e lavorative”.

 

 

Scuola. I Dettagli dell’accordo

 

 

 

Lo scopo dei sindacati di categoria era quello di smussare il comma 80 della legge 107/2015. Ad oggi infatti il docente deve allegare alla sua documentazione di candidatura alcune competenze riconducibili a macro aree professionali, come il sostegno agli alunni disabili, la conoscenza delle lingue straniere e dell’informatica.

 

Sempre riferito allo stesso comma anche i colloqui orali non rappresentano più una parte fondamentale e troveranno spazio solo in un numero residuo di casi ben circoscritti. Un esempio su tutto. Si dovrà sostenere la prova orale con il dirigente scolastico solo nel caso ci siano due candidati appaiati in graduatoria d’istituto oppure se il dirigente scolastico ha necessità di approfondire la competenza dichiarata dal candidato.

 

Ovviamente i candidati potranno avanzare domanda in più istituti, rispettando sempre la procedura telematica prevista sul sito di istanze On Line.

 

 

Scuola. Tutto In pista tra pochi giorni

 

 

 

Al di là dell’accordo preso tra le parti, il dato certamente più indicativo dell’urgenza di questo accordo è il suo piano di applicazione. Queste nuove modalità di assunzione infatti verranno messe in atto a partire dal 18 luglio prossimo.

 

Dunque tutti i docenti assunti a partire da questa data, non terranno più conto dell’anzianità di servizio, ma solo delle competenze acquisite e dichiarate. Questo accordo, storico, senza dubbio, è per molti una rivoluzione e per altri una sconfitta dei sindacati: chi tutela adesso color che da anni sono nelle graduatorie e che aspettano l’assegnazione del posto fisso sulla base della loro anzianità?

 

 

 

 

Fonte: tecnicadellascuola / orizzontescuola / forexinfo

 

 

 

 

Valentina Stipa

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gio, lug 7, 2016  Valentina
Scuola. In arrivo il decreto Miur 2016
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Fonte: portalescuola.altervista.org

Fonte: portalescuola.altervista.org

In totale, a livello nazionale, per il prossimo triennio sono previste 746.418 cattedre. Questo è quanto riporta il decreto Miur in termini di fabbisogno di organico nel prossimo triennio 2016-2018.

La Lombardia con quasi 13.500 cattedre guida la classifica delle4 regioni con un fabbisogni maggiore per il sostegno. A seguire la Campania con quasi 12.500 cattedre, il Lazio con oltre 11.000 cattedre e la Sicilia con 10.669 cattedre.

 

 

 

Scuola. Tutti I Numeri Del Decreto

 

Sebbene non ci sia ancora l’ufficialità, diversi siti hanno già pubblicato un po’ di numeri, dai quali si può iniziare a farsi un’idea. Le cattedre sono suddivise così

 

• posti comuni 601.126 così suddivisi:

  • o    Infanzia: la previsione è di 81.771 posti;
  • o    Primaria: la previsione è di 196.707;
  • o    Secondaria di primo grado: la previsione è di 131.033; o
  • Secondaria di secondo grado: la previsione è di 191.480

 

• posti di potenziamento 48.812:

  • o    Primaria: sono previsti 18.133 posti;
  • o    Secondaria di primo grado: sono previsti 7.202 posti;
  • o    Secondaria di secondo grado: sono previsti 20.473 posti.
  • o    Sono inclusi nel conteggio dei posti anche le cattedre per l’insegnamento della lingua slovena e quelle per gli insegnanti tecno-pratici.

 

• posti di sostegno 96.480 (90.034 cattedre comuni + 6.446 per il potenziamento)

  • o    Organico di diritto: i posi sono 90.034
  • o    Potenziamento per il sostegno: i posti sono 6.446

 

 

 

 

Scuola. La Riforma procede

 

 

Tra ricorsi e numeri la riforma della scuola voluta dal Governo attualmente in carica sta procedendo e proprio in questa ottica è stato emanato pochi giorni fa il decreto ministeriale n. 496 che dispone le operazioni annuali in vista dell’aggiornamento delle cosiddette Graduatorie a Esaurimento (GaE).

 

La domanda per accedere a questa procedura può essere inoltrata entro l’8 luglio prossimo, attraverso la piattaforma Miur, istanze online, e solamente in via telematica.

 

In parallelo continuano i ricorsi sia tramite i sindacati di categoria che tramite percorsi privati, per gli appartenenti alle categorie escluse, ovvero i docenti abilitati tramite TFA, PAS e SFP. La riforma quindi procede, è vero. Ma quanti feriti lascia sul campo? Come si può ipotizzare una serena conclusione per questa riforma?

 

 

 

Fonte: blastingnews / orizzontescuola

 

 

 

 

Valentina Stipa

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