Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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lun, lug 13, 2015  Valentina
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Fonte: repubblica.it

Fonte: repubblica.it

Con 277 voti a favore e 173 contrari e 4 astenuti, la scuola è diventata Buona Scuola. Un percorso veloce ma non privo di insidie e ostacoli, i quali, è già previsto, avranno ripercussioni anche nei prossimi mesi.

 

 

 

 

La Buona Scuola. Cosa Prevede

 

 

Il principio che sta alla base di questa riforma riguarda  il rafforzamento dell’autonomia scolastica che si traduce in una maggiore libertà nella gestione degli edifici, della didattica, dei progetti formativi e dei fondi a disposizione di ogni singola scuola. Ogni istituto dovrà garantire l’apertura pomeridiana e la riduzione del numero di alunni e di studenti per classe. Inoltre durante i periodi di sospensione dell’attività didattica, dovranno essere attivate iniziative di carattere educativo, ricreativo, culturale, e sportivo da svolgersi all’interno degli edifici scolastici.

Ogni istituto dovrà stabilire con cadenza triennale la propria offerta formativa a cui corrisponderanno altrettanti adempimenti dell’amministrazione, come gli organici, la mobilità del personale e le assunzioni.

Verranno poi formate, su indicazioni del Miur, delle reti di scuole all’interno delle quali i docenti potranno muoversi coinvolgendo più città.

Ogni docente potrà usufruire di 500 euro annui per la propria formazione che comprende corsi ma anche libri e materiale scolastico. Il decreto della buona scuola poi prevede anche un bonus di 200 milioni di euro che il dirigente scolastico può elargire al docente meritevole, previa motivazioni della sua decisione al consiglio di istituto.

 

 

 

La Buona Scuola. Potere Ai Presidi e Assunzioni, I Punti Critici

 

 

Il dirigente scolastico avrà un potere completo sull’organico e sui docenti, i quali verranno chiamati sulla base degli ambiti a cui si accederà tramite concorsi pubblici o attraverso il Piano straordinario di assunzioni 2015, il quale prevede già le assunzioni degli iscritti nelle Gae e i vincitori idonei del concorso a cattedre del 2012.

 

Il preside avrà poi il potere di  impiegare i docenti in classi di concorso diverse da quelle per le quali sono abilitati, purché non siano disponibili sul territorio professori abilitati in quelle classi di concorso e in possesso di  titoli di studio, percorsi formativi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire.

 

I docenti che saranno assunti attraverso il Piano straordinario potranno scegliere se entrare di ruolo sul sostegno oppure sui posti comuni. Dunque anche gli insegnanti abilitati al sostegno non saranno più vincolati a quei singoli posti.

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / blastingnews

 

 

 

Valentina Stipa

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mer, lug 8, 2015  Valentina
La Buona Scuola. Una Corsa Contro ll Tempo 3.67/5 (73.33%) 3 Vota Questo Articolo

Fonte: retescuole.net

Fonte: retescuole.net

Nessuna modifica dopo l’approvazione al senato per la riforma Buona Scuola. Era nelle previsioni, quindi nulla di nuovo. Ora manca l’approvazione definitiva ma è solo questione di poche ore.

 

Era stato d’altronde annunciato che l’approvazione di questo decreto, controverso fin dai suoi albori, sarebbe stato più veloce possibile, secondo la filosofia poco democratica del “via il dente, via il dolore”.

 

Di fatto però delle conseguenze ci saranno perché il mondo della scuola è pronto all’opposizione più agguerrita. Dunque spazio allo sciopero davanti a Montecitorio in collaborazione con l’associazione A.d.i.d.a. (Associazione Docenti Invisibili Da Abilitare) e al presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, Ferdinando Imposimato, il quale ha presentato una petizione all’onorevole Boldrini per richiedere l’immediata attuazione della sentenza della Corte di giustizia europea.

 

 

 

La Buona Scuola. Cosa Chiede La Petizione

 

 

Il presidente Imposimato non è certo solo in questa battaglia. Molte personalità anche del mondo dello spettacolo, che in qualche modo si collega all’univeso della cultura, dunque della scuola, hanno abbracciato e sostenuto questa iniziativa.

I più noti sono Francesco Guccini, Francesco Baccini, Dario Vergassola, Gianni Vattimo e Umberto Curi.

 

Cosa prevede questa petizione in concreto?

Le richieste mosse dal giudice Imposimato sono estremamente chiare: prima di tutto la regolarizzazione di tutti i docenti precari, senza vincoli di categoria.

In secondo luogo si chiede di seguire la procedura ordinaria per l’esame e la discussione del decreto, come stabilito dal comma 4 dell’articolo 72 della Costituzione Italiana.

 

 

La Buona Scuola. Qualcosa Di Buono Ci Sarà…

 

 

Di fatto va riconosciuto a questo decreto il merito di una tabella di marcia di assunzioni di tutto rispetto: partendo dalla regione Lombardia con 7800, si va a scalare con Lazio 4769, Veneto 3.346, Piemonte 3.294, Emilia-Romagna 3.117,  Toscana 2.663, Puglia 2, Campania 2.203 e Sicilia 1.557.

A questi numeri poi va aggiunto un’altra metà di percentuale di assunzioni sull’organico potenziato, avviato nell’anno in corso ma che diverrà operativo solo nel 2016.

Che sia l’unico aspetto davvero positivo? Non ci resta che attendere.

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / blastingnews / repubbica

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mer, dic 3, 2014  Valentina
Dipendenti Comunali Rabbiosi Contro Il Contratto Decentrato 5.00/5 (100.00%) 2 Vota Questo Articolo

 

La scia dello sciopero nazionale di tutte le sigle sindacali ha innescato micce in quasi tutti i settori, compreso quello dei dipendenti comunali che a Roma hanno sfilato fino al Campidoglio per protestare contro il nuovo contratto decentrato del sindaco Ignazio Marino, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo primo dicembre.

dipendenti comunali roma

Fonte: newsgo.it

E’ proprio per evitare l’entrata in vigore così prossima che i sindacati di categoria hanno già fatto ricorso dal Tar per provarne l’illegittimità.

 

 

Dipendenti Comunali. Cos’è Il Contratto Decentrato

 

 

Cerchiamo di capire insieme quali sono le ragioni che hanno portato in piazza i dipendenti comunali.

Prima di tutto si tratta di un atto licenziato lo scorso luglio dalla giunta del comune di Roma e che, se le cose non cambiano, entrerà in vigore a breve.

 

Se da una parte viene preservato il salario della dirigenza, dall’altra il contratto decentrato non garantisce a tutti gli stessi livelli retributivi, poiché introduce una nuova modalità di salario basato sul concetto di merito.

Inoltre il nuovo contratto decentrato inserisce nuove turnazioni anche dove non sarebbe necessario, e aumenta il carico e gli orari di lavoro.

 

Tra le più agguerrite in questa protesta ci sono certamente le lavoratrici delle scuole d’infanzia e dei nidi comunali, alle quali questo nuovo contratto  limita le sostituzioni, aumentando le ore a contatto con i bambini e creando maggiore competitività tra i colleghi.  I punti su cui l’amministrazione si è detta disposta a trattare sono proprio questo ultimo delle insegnanti e quello sulle indennità salariali.

 

 

Dipendenti Comunali E Amministrazione. Dialogo Difficile

 

 

 

Il segretario Cgil Fp Roma e Lazio, Roberto Chierchia, annunciato il proseguimento dello sciopero, ha definito questo atto del primo cittadino unilaterale e illegittimo: “mille e duecento euro di stipendio di media significa non garantire la sopravvivenza dei 24mila dipendenti capitolini”.

 

Dall’ufficio del sindaco arriva istantanea la replica alle proteste per voce del vicesindaco Luigi Nieri che tenta di tranquillizzare gli animi: “ci sono ampi spazi per verificare con le rappresentanze dei lavoratori e con i dipendenti stessi le migliorie che possono essere apportate al lavoro fatto dall’amministrazione”.

 

Concretamente però la trattativa con le sigle sindacali è in stallo, dopo un rinvio e un nulla di fatto, e la disponibilità a posticipare l’entrata in vigore di questo nuovo contratto, punto focale per i sindacati, al momento non c’è.

 

 

 

 

Fonte: repubblica / romatoday / contropiano

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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mar, ott 14, 2014  Valentina
Scuola. Va Seguito l’esempio tedesco 3.33/5 (66.67%) 3 Vota Questo Articolo

 

Dobbiamo mettere a posto il sistema dell’istruzione, della scuola, perché senza la scuola non c’è futuro. Poi la Pubblica amministrazione e la giustizia“.

riforma scuolaLo dice il presidente del consiglio Renzi, riconoscendo anche quanto sia “inutile lamentarsi soltanto dell’eccessivo rigore imposto dalla Germania agli altri paesi europei. Bisogna anche riconoscere che il modello tedesco su scuola-lavoro funziona”. Sorge però spontanea una domanda: la Merkel ha sviluppato questo modello così efficiente senza un confronto costruttivo con le parti interessate?

Difficile crederlo. Eppure, nonostante i buoni propositi il nostro premier di mettersi al tavolo delle trattative con i sindacati non ha alcuna intenzione.

 

 

Scuola. Assenza di Confronto Per la Riforma

 

 

La scelta del premier Renzi di aprire il sondaggio verso gli italiani sulle linee guida della riforma fa parte secondo i sindacati di una strategia politica precisa che vede la loro esclusione dalle trattative e dalla fase decisionale.

 

C’è un punto in particolare che ha fatto andare su tutte le furie la rappresentanza sindacale GILDA: è la questione spinosa degli scatti stipendiali basati sul merito.

La riforma prevedrebbe che soltanto il 66% massimo dei docenti potrà essere ritenuto meritevole e dunque accedere agli scatti stipendiali, quindi un docente su tre verrà di fatto definito, seppure in modo indiretto, incapace di svolgere la sua professione. Secondo il Sindacato stabilire per legge chi è meritevole e chi no è una vera e propria offesa per l’intera categoria.

 

Al momento il GILDA non ha minacciato di indire scioperi, ma è più che intenzionato a denunciare al giudice di pace il premier. Quota 96. Nessun Intervento Previsto Dalla Riforma.

 

E anche durante la sua trasferta a Londra, il premier non ha resistito e ha fatto dichiarazioni che hanno indispettito non poco la categoria degli insegnanti, in particolare quelli della cosiddetta quota 96, ovvero tutti quei docenti che continuano a esercitare nonostante abbiano già raggiunto i requisiti pensionistici, a causa dei pasticci della Riforma Fornero.

 

“Consente all’Italia di avere finanze stabili” ha affermato dalle rive del Tamigi.

Ma gli oltre 4mila docenti interessati dalla Quota 96 la ritengono una discriminazione e si definiscono ostaggi del Governo Renzi, che non permette loro di andare in pensione e ritirarsi come tutti gli altri lavoratori che hanno maturato i requisiti richiesti.

 

 

 

Fonte: iltempo / orizzonte scuola / blastingnews

 

 

 

Valentina Stipa

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lun, ott 13, 2014  Valentina
La Buona Scuola. Per chi? 3.00/5 (60.00%) 3 Vota Questo Articolo

la buona scuola

La buona scuola. 136 pagine di idee e progetti condivisi e spalmati su due mesi di confronti tra le parti e un anno per l’attuazione definitiva.

 

Alla base della buona scuola ci sono chiaramente maggiori finanziamenti: “con la legge di Stabilità mettiamo più soldi sulla scuola, perché mettere i soldi sulla scuola non è un costo, ma un investimento per i nostri figli, per il futuro, per l’Italia perché chi vuole bene all’Italia vuole bene alla scuola“.

 

Sulla carta il progetto del premier Renzi avrebbe tutti i presupposti per funzionare. Sulla carta appunto. Perché poi nella realtà gli ostacoli e le perplessità di coloro che la scuola la vivono tutti i giorni sono molte e molto forti.

 

 

 

Scuola. Punti Forti e Criticità

 

 

Uno dei punti di forza del progetto di Renzi riguarda il superamento del precariato con l’attuazione di un piano straordinario che preveda l’assunzione di 150 mila docenti per settembre 2015 con la chiusura delle graduatorie ad esaurimento.

Che ne sarà invece dei circa 100.000 insegnanti che sono inseriti nelle graduatorie di istituto di seconda fascia e che non solo hanno gli stessi requisiti di coloro che si trovano nelle GaE, ma possiedono spesso anche maggiori anni di servizio?

Di questo la buona scuola non fa menzione.

 

Nel progetto di Renzi dal 2016 l’entrata di ruolo si svolgerà solo per concorso pubblico, permettendo l’entrata di 40 mila giovani qualificati fino al 2019.

Che ne sarà di coloro che per ottenere l’abilitazione o maggiori punteggi in graduatoria hanno sostenuto corsi – peraltro organizzati dallo stesso ministero dell’istruzione – oltretutto a loro spese?

Di questo la buona scuola non fa menzione.

 

 

 

Scuola. La Campagna Di Ascolto

 

 

Nella sua guida Renzi prevede due mesi di ascolto, dal 15 settembre al 15 novembre, per dare modo a tutte le parti di dire la propria, creando un confronto costruttivo che porti a soluzioni efficienti con buona pace di tutti.

 

È un po’ come sperare nella pace nel mondo: non si fa certo male, ma da qui a vederla realizzata è tutta un’altra storia.

 

 

 

Fonte: repubblica / orizzontescuola / tempi

 

 

Valentina Stipa

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