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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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gio, ago 4, 2016  Valentina
Concorso Scuola. Quanti bocciati! Non saranno troppi…?
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Eh già, perché in fondo non è possibile che insegnanti con anni di servizio alle spalle plurititolati siano improvvisamente diventati tutti incompetenti.

Dunque questo elevato tasso di bocciature che ha riguardato tutta la penisola non può essere non analizzato sotto altri aspetti. Senza tralasciare quello evidenziato dagli stessi di candidati, ovvero il tempo risicato di risposta a ogni singola domanda ad esempio e alte critiche all’impostazione delle prove scritte di questo concorso, che poi di fatto si è tradotta in questa disfatta.

 

Forse il Miur un esame di coscienza dovrebbe farselo e assumersi anche le responsabilità che ne derivano.

 

 

Scuola. Fin dagli albori della Buona Scuola, questo risultato era prevedibile

 

 

A spiegarlo è la deputata e responsabile scuola e università, esponente di Forza Italia Elena Centemero, la quale sottolinea come “ la fretta e la conseguente mancanza di programmazione che hanno caratterizzato gli ultimi intrventi del governo sulla scuola, (…) stanno dimostrando tutti i limiti e le criticità che avevamo segnalato”. Come darle torto?

 

Al di là dello schieramento politico le associazioni di categoria del comparto scuola avevano da subito sottolineato gravi carenze di organizzazione e informazione di questa riforma, con particolare riferimento al concorso. Pertanto non c’è poi da stupirsi se la conclusione è una pioggia di bocciature.

 

Per rimanere sulla politica dal Movimento 5 stelle arriva invece un’altra insinuazione che ha trovato il consenso di molti: questo alto tasso di bocciature potrebbe anche far pensare a una disponibilità reale di cattedre libere ben inferiore a quella dichiarata dal Miur di quasi 64000 posti messo ufficialmente a bando.

 

È solo un’insinuazione, certo. Ma una spiegazione a questo tasso di bocciati andrà cercata ovunque. Anche nelle ipotesi.

 

 

Scuola. E i record continuano…

 

 

Questo concorso ha lasciato sul campo tantissimi feriti, su questo non c’è dubbio. Ma il record assoluto, che al di là dei numeri, invita a riflettere, o almeno dovrebbe farlo è toccato alla Calabria, dove per la classe di concorso A18 ‘Filosofia e Scienze Umane’, il numero di non ammessi all’orale è stato del 100%. Nessun candidato ha quindi superato la prova scritta e quindi l’esame orale non si svolgerà.

 

Cosa accadrà ai posti vacanti? Verranno riempiti con le solite supplenze annuali. L’esatto opposto di quanto previsto da questa Buona Scuola.

 

 

Fonte: Blastingnews / ilsussidiario / orizzontescuola

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mer, lug 13, 2016  Valentina
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Verrà formalizzato entro la metà del mese, ma di fatto esiste già, l’accordo tra il Miur e i sindacati di categoria Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals, in tema di chiamata diretta.

 

chiamata_diretta-docentiLa novità vera di questo accordo è racchiusa del fatto che “per individuare il docente da assegnare alla scuola, sulla base dei requisiti indicati nel Ptof, si utilizzerà una graduatoria d’istituto stilata in base ad una tabella titoli individuata a livello nazionale”.

 

Di fatto quindi “non conta più l’anzianità di servizio, ma le competenze certificate da determinati titoli ed esperienze formative e lavorative”.

 

 

Scuola. I Dettagli dell’accordo

 

 

 

Lo scopo dei sindacati di categoria era quello di smussare il comma 80 della legge 107/2015. Ad oggi infatti il docente deve allegare alla sua documentazione di candidatura alcune competenze riconducibili a macro aree professionali, come il sostegno agli alunni disabili, la conoscenza delle lingue straniere e dell’informatica.

 

Sempre riferito allo stesso comma anche i colloqui orali non rappresentano più una parte fondamentale e troveranno spazio solo in un numero residuo di casi ben circoscritti. Un esempio su tutto. Si dovrà sostenere la prova orale con il dirigente scolastico solo nel caso ci siano due candidati appaiati in graduatoria d’istituto oppure se il dirigente scolastico ha necessità di approfondire la competenza dichiarata dal candidato.

 

Ovviamente i candidati potranno avanzare domanda in più istituti, rispettando sempre la procedura telematica prevista sul sito di istanze On Line.

 

 

Scuola. Tutto In pista tra pochi giorni

 

 

 

Al di là dell’accordo preso tra le parti, il dato certamente più indicativo dell’urgenza di questo accordo è il suo piano di applicazione. Queste nuove modalità di assunzione infatti verranno messe in atto a partire dal 18 luglio prossimo.

 

Dunque tutti i docenti assunti a partire da questa data, non terranno più conto dell’anzianità di servizio, ma solo delle competenze acquisite e dichiarate. Questo accordo, storico, senza dubbio, è per molti una rivoluzione e per altri una sconfitta dei sindacati: chi tutela adesso color che da anni sono nelle graduatorie e che aspettano l’assegnazione del posto fisso sulla base della loro anzianità?

 

 

 

 

Fonte: tecnicadellascuola / orizzontescuola / forexinfo

 

 

 

 

Valentina Stipa

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gio, lug 7, 2016  Valentina
Scuola. In arrivo il decreto Miur 2016
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Fonte: portalescuola.altervista.org

Fonte: portalescuola.altervista.org

In totale, a livello nazionale, per il prossimo triennio sono previste 746.418 cattedre. Questo è quanto riporta il decreto Miur in termini di fabbisogno di organico nel prossimo triennio 2016-2018.

La Lombardia con quasi 13.500 cattedre guida la classifica delle4 regioni con un fabbisogni maggiore per il sostegno. A seguire la Campania con quasi 12.500 cattedre, il Lazio con oltre 11.000 cattedre e la Sicilia con 10.669 cattedre.

 

 

 

Scuola. Tutti I Numeri Del Decreto

 

Sebbene non ci sia ancora l’ufficialità, diversi siti hanno già pubblicato un po’ di numeri, dai quali si può iniziare a farsi un’idea. Le cattedre sono suddivise così

 

• posti comuni 601.126 così suddivisi:

  • o    Infanzia: la previsione è di 81.771 posti;
  • o    Primaria: la previsione è di 196.707;
  • o    Secondaria di primo grado: la previsione è di 131.033; o
  • Secondaria di secondo grado: la previsione è di 191.480

 

• posti di potenziamento 48.812:

  • o    Primaria: sono previsti 18.133 posti;
  • o    Secondaria di primo grado: sono previsti 7.202 posti;
  • o    Secondaria di secondo grado: sono previsti 20.473 posti.
  • o    Sono inclusi nel conteggio dei posti anche le cattedre per l’insegnamento della lingua slovena e quelle per gli insegnanti tecno-pratici.

 

• posti di sostegno 96.480 (90.034 cattedre comuni + 6.446 per il potenziamento)

  • o    Organico di diritto: i posi sono 90.034
  • o    Potenziamento per il sostegno: i posti sono 6.446

 

 

 

 

Scuola. La Riforma procede

 

 

Tra ricorsi e numeri la riforma della scuola voluta dal Governo attualmente in carica sta procedendo e proprio in questa ottica è stato emanato pochi giorni fa il decreto ministeriale n. 496 che dispone le operazioni annuali in vista dell’aggiornamento delle cosiddette Graduatorie a Esaurimento (GaE).

 

La domanda per accedere a questa procedura può essere inoltrata entro l’8 luglio prossimo, attraverso la piattaforma Miur, istanze online, e solamente in via telematica.

 

In parallelo continuano i ricorsi sia tramite i sindacati di categoria che tramite percorsi privati, per gli appartenenti alle categorie escluse, ovvero i docenti abilitati tramite TFA, PAS e SFP. La riforma quindi procede, è vero. Ma quanti feriti lascia sul campo? Come si può ipotizzare una serena conclusione per questa riforma?

 

 

 

Fonte: blastingnews / orizzontescuola

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mer, giu 15, 2016  Valentina
Scuola. L’ultima speranza del Referendum
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Referendum scuolaSe gli strumenti normativi istituzionali non sono serviti a far modificare gli aspetti più controversi della Legge 107, quella della Buona Scuola, questo di certo non ha fermato tutto il personale del comparto.

 

Sindacati in testa infatti già da settimane raccolgono firme per poter presentare un referendum abrogativo. La raccolta fino ad oggi è andata bene, ma serve un colpo finale per raggiungere le 500 mila firme.

 

Per questo i sindacati, Gilda in prima fila, hanno lanciato un ultimo appello: “tutte le cittadine e tutti i cittadini a recarsi nelle piazze e nelle strade principali d´Italia dove sono allestiti i banchetti e sottoscrivere i quesiti referendari contro la legge 107/2015”. Lo scopo del referendum non è solo quello dell’abrogazione, ma, negli intenti dei promotori, anche quello di “dare un chiaro segnale di critica nei confronti delle politiche adottate dal governo Renzi e restituire le scelte fondamentali della democrazia ai cittadini e al loro voto”.

 

 

 

Scuola. Mobilità e chiamata diretta, Principali nodi da sciogliere

 

 

E mentre si aspetta la prova orale del concorso per il prossimo 29 giugno, la lotta tra Miur e sindacati in termini di mobilità in particolare continua senza esclusione di colpi. Oltre alla mobilità, della quale abbiamo già avuto occasione di parlare, anche la chiamata diretta rappresenta un vero e proprio braccio di ferro tra sindacati e ministero.

 

Esiste però una data-obiettivo fissata dalle parti per il prossimo 14 giugno. Entro quel giorno infatti si cercherà di raggiungere una intesa di massima. Diversamente i rapporti tra le due parti si potranno considerare definitivamente rotti e lo scenario che si aprirebbe in questo caso non lascia presagire nulla di buono.

 

Le posizioni ad oggi sono molto distanti. Il governo non vuole in alcun modo superare la chiamata diretta, insistendo sulla procedura che prevede i poteri discrezionali del dirigente nella scelta del personale docente dagli ambiti territoriali, secondo quanto stabilito dalla legge 107.

 

Per i sindacati invece è imprescindibile individuare una procedura che abbia le sue basi su criteri oggettivi e trasparenti. Le due posizioni quindi sono molto distanti, quasi opposte e difficilmente si potrà raggiungere un’intesa per poter intavolare una trattativa soddisfacente per entrambi.

 

 

 

 

Fonte: gildains / blastingnews

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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gio, giu 9, 2016  Valentina
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Fonte: varesenews.it

Fonte: varesenews.it

Ci siamo sempre concentrati su quella parte del comparto scuola che si è da subito fortemente opposta alla riforma imposta con la legge 107 all’intero sistema scolastico. Non senza ragioni, intendiamoci.

 

Ma è anche giusto dare spazio a chi invece in questa riforma ci crede e la sostiene, avvalorando la propria posizione con ragionamenti e concetti di elevata caratura.

 

Per quanto si possa essere contrari infatti, ormai questa legge è parte integrante del mondo della scuola, dunque vale la pena parlare anche di coloro che ci hanno visto del buono e magari trarre qualche conclusione un po’ più positiva.

 

 

Buona Scuola. Il fronte dei favorevoli

 

 

Tra i nomi di coloro che si sono schierati con la buona scuola, ce ne sono di certo di autorevoli: Alfonsina Montefusco, dirigente nazionale Anquap, il costituzionalista Michele Ainis, Luciano Chiappetta, consigliere del ministero dell`istruzione.

 

L’occasione di confronto sul tema è stata proprio un seminario che si è svolto pochi giorni fa a Paestum che riguardava un tema più ampio, ovvero il rinnovamento delle amministrazioni pubbliche e il nuovo ordinamento della repubblica, nel quale inevitabilmente ricade anche la buona scuola.

 

Il riconoscimento più grande che viene reso alla legge 107 riguarda la possibilità di superare quel “concetto tradizionale di organico che si accompagna ad una nuova e più flessibile concezione dell’attività didattica”. Giorgio Germani, presidente Anquap, ha espresso chiaramente, secondo lui, quali sono le fonti di questo malumore rispetto alla buona scuola: “ci sono momenti nella storia di un Paese e di un Popolo dove chi ha rappresentanza sociale non può non prendere posizione. In questi momenti gli atteggiamenti “pilateschi” non sono ammessi”.

 

 

Buona Scuola. Siamo lontani dalla fine

 

 

Mentre a livelli accademici si continua a discutere sulla validità o meno della buona scuola, la maggior parte del personale del comparto ci sta facendo i conti con questa legge, che piaccia o no.

 

Oltre al concorso, rimangono ancora aperti la questione mobilità, la questione supplenze e molti, moltissimi altri temi che dovranno essere affrontati nelle prossime settimane. Non senza scontri. Non senza polemiche.

 

 

 

 

Fonte: tecnicadellascuola / gildains

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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