Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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mar, gen 17, 2017  Valentina
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Fonte: scuolainforma.it

Fonte: scuolainforma.it

Se lo chiederanno in molti. Tutti quelli che hanno creduto davvero nella possibilità di far scomparire una delle peggiori malattie che affligge la scuola italiana di oggi, la supplentite. E invece niente. Nulla è cambiato.

 

E così si parla di Settemila posti in Veneto, seimila in Piemonte, 11 mila in Lombardia, 2 mila rispettivamente in Friuli Venezia Giulia e in Liguria assegnati a insegnanti del sud, immessi in ruolo grazie all’attuazione del piano straordinario della Buona Scuola, nelle sue fase B e C, per pochi giorni.

 

Ed ecco che subito si parla di “furbetti delle cattedre vuote”, come li ha definiti il quotidiano Libero

 

 

 

Scuola. Lo sfogo del Presidente Zaia

 

 

 

 

Si tratta di neoassunti mai neppure arrivati a prendere servizio dalle nostre parti, perché nello scorso anno scolastico è stato consentito loro di continuare a fare i supplenti nelle scuole vicine a casa, mentre per l’anno in corso hanno ottenuto dal giudice il riconoscimento del diritto di rimanere nelle province in cui risiedono anche se non esistono ore di lezione da svolgere tali da giustificare lo stipendio fisso che ricevono”. Lo denuncia il presidente del Veneto, Luca Zaia, ritornando sul tema della drammatica carenza di docenti al nord.

 

Zaia non ne fa solo una questione di risorse umane, ma anche di risorse economiche: i 28mila supplenti che devono sostituire i docenti del Sud assunti al Nord ma che per vari motivi sono rientrati subito su sedi logisticamente meno disagiate chi li pagherà? Con quali entrate? domande senza risposta.

 

 

 

 

Scuola. Mancato uno dei maggiori obbiettivi della Buona Scuola

 

 

 

Lo sfogo del presidente Zaia, anche non volendo entrare nel merito diretto della questione, ricorda a tutti che uno dei maggior scopi della Buona Scuola è stato amaramente mancato, ovvero la cancellazione del precariato tra i docenti.

Dunque la supplentite non solo non è stata sconfitta, ma rimane un problema forte, spinoso e a quanto pare molto lontano dall’essere debellato.

 

 

 

 

Fonte: tencicadellascuola / blastingnews

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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mer, gen 11, 2017  Valentina
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Fonte contattonews.it

Fonte contattonews.it

E tra un referendum una crisi di governo in corso, la legge di bilancio è stata comunque approvata. Con buona pace di tutto il comparto scuola.

Ovviamente l’esito del quesito popolare non poteva non avere ripercussioni e infatti la maggioranza, nell’approvazione al senato, ha rinunciato a alla presentazione di alcuni emendamenti, tra i quali anche quello in tema di trasformazione delle 25 mila cattedre dall’organico di fatto a quello di diritto.

 

Rimane prerogativa del Mef quella di autorizzare il numero di cattedre che presumibilmente si attesteranno intorno alle 10 mila, considerati i dubbi che lo stesso aveva già espresso in termini di risorse per coprire l’operazione.

 

 

Scuola. I punti fermi della legge

 

 

 

Iniziamo ad analizzare a legge dai punti che sono stati confermati.

Primo tra tutti quello riguardante le risorse destinate al fondo per l’organico dell’autonomia: si avranno quindi 140 milioni per il 2017 e 400 milioni dal 2018. invece un aumento di circa due milioni di euro per il fondo risarcimenti supplenze e confermati 128 milioni per il 2017 per il programma di edilizia scolastica ‘Scuole belle’.

 

Un dato positivo per il comparto è lo stop alle supplenze oltre i 36 mesi a partire da settembre 2016.   Sempre in termini economici aumenta il contributo aggiuntivo per le scuole d’infanzia paritarie, che passa quindi da 25 a 50 milioni di euro.

Si riduce invece l’importo massimo detraibile per costi in ambito di frequenza delle scuole statali e non. Il contributo invece per le scuole materne paritarie, pari a 25 milioni di euro, dovrà essere erogato entro il 31 ottobre 2017.

 

Il cosiddetto school bonus invece – il credito d’imposta che i privati cittadini potranno donare in favore delle scuole – subirà un’imposta del 10% verso lo stato, il quale, provvederà a ridistribuire equamente verso gli istituti scolastici che hanno ricevuto di meno.

 

Posticipata invece al biennio 2019/2020 l’eliminazione della possibilità di collocazione fuori ruolo di docenti e dirigenti scolastici, all’interno di ambiti sociali, come formazione e della ricerca educativa e didattica.

 

 

 

 

Fonte: blastingnews / orizzontescuola

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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mar, dic 6, 2016  Valentina
Bonus Docenti. Arrivato Il Decreto
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Fonte: giacinto. org

Fonte: giacinto. org

È stato finalmente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il DPCM che disciplina le modalità di assegnazione e utilizzo della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione dei docenti di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado per l’anno scolastico 2016 2017.

 

Il decreto ribadisce il valore nominale della carta, di importo pari a 500 euro, i cui beneficiari sono tutti i docenti di ruolo a tempo indeterminato sia a tempo pieno che a tempo parziale. Vediamo insieme quali sono i passi da fare per l’attivazione della carta.

 

 

 

Bonus Docenti. Come fare

 

 

 

Prima di tutto precisiamo che non sono previste scadenze, pertanto i docenti potranno registrarsi quando lo riterranno opportuno, l’importante è che la registrazione avvenga entro il mese di agosto 2017, chiaramente all’interno dell’anno scolastico in corso.

 

Per poter effettuare la registrazione sulla piattaforma, bisognerà essere in possesso delle credenziali SPID, rilasciate solo da enti autorizzati come Poste Italiane, InfoCert, Tim e Sielte. Per accedere alla piattaforma è necessario digitare questo indirizzo: http://cartadeldocente.istruzione.it/.

Una volta entrati, ci si troverà davanti al pulsante “Entra con SPID”, con il quale selezionare l’Identity Provider utilizzato per l’ottenimento del delle credenziali SPID.

A questo punto verrà richiesto un codice di sicurezza OIT, inviato in tempo reale secondo la modalità prevista dall’Identity Provider.

Verrà infine richiesto il consenso per poter inviare i propri dati personali al fornitore di servizi. Una volta dato il proprio consenso si apre la pagina per l’utilizzazione dei buoni necessari alla fruizione dei famigerati 500 euro.

 

Nella stessa pagina c’è anche una voce che recita “dove spendere i buoni”, nella quale viene riportato un elenco di tutte le strutture, gli esercizi e gli enti di formazione abilitati ad accettare la carta. Se si clicca sul pulsante “crea buono” si potrà scegliere se acquistare di persona oppure on line; da questo punto in avanti inizia la vera e propria scelta per lo sfruttamento del bonus. Nella pagina “Inizia a usare Carta del Docente e crea il tuo primo buono”, si può monitorare l’importo disponibile, i buoni creati e utilizzati e i buoni non ancora spesi.

Per Assistenza tecnica il numero da comporre è 800.863.119, da lunedì a sabato – dalle 08.00 alle 20.00.

 

 

 

Bonus Docenti. Cose da sapere

 

 

 

 

 

Alcune precisazioni, al di là delle modalità pratiche è necessario sottolinearle però. Prima di tutto precisiamo che i buoni generati ma che non vengono spesi non provocano variazioni dell’importo disponibile e che se non si spende l’intero bonus nell’arco dell’anno scolastico, la parte rimanente andrà sommata alle risorse disponibili nella successiva emissione del bonus. In sintesi non andranno perse.

 

Per tutti quei docenti che avevano iniziato a utilizzare il loro bonus prima della sua erogazione, ovvero nel periodo compreso tra il primo settembre e il 30 novembre, dovranno rendicontare le spese direttamente alle istituzioni scolastiche che provvederanno all’erogazione.

 

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola /tecnichedellascuola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Valentina stipa

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gio, dic 1, 2016  Valentina
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Fonte: lapresse.it

Fonte: lapresse.it

Questo accordo non s’ha da fare. Una via dimezzo tra le richieste dei sindacati di categoria e le concessioni del ministro Madia proprio non si riesce a trovare. Il tema è chiaramente quello dei contratti di lavoro dei dipendenti pubblici e dei relativi aumenti di retribuzione, con particolare attenzione al settore scuola.
Le intenzioni del ministero sono chiare e vertono principalmente su 4 punti focali: “una riforma fatta insieme ai lavoratori del pubblico impiego, l’impegno sulle risorse, il superamento di una logica punitiva e ideologica e la messa a punto di obiettivi trasparenti e misurabili per aiutare a valorizzare il pubblico impiego”.

 

 

Gli incontri organizzati con le sigle sindacali sono finalizzati al raggiungimento di un accordo definitivo. O almeno ad avvicinarsi a questo obiettivo quanto più possibile.

Contratto Scuola. I nodi da scogliere

 

 

 

Se in tema di aumenti di retribuzione forse ci si sta avvicinando a una tregua, il vero pugno di ferro rimane quello della durata del contratto poiché è già chiaro che le risorse insufflate con la legge di stabilità del 2017 non garantiscono una copertura completa.
Altro nodo da sciogliere anche quello della Riforma Brunetta, ovvero l’elargizione di premi ai dipendenti più meritevoli.
Se tra i tavoli dirigenziali si discute di accordo, in piazza si protesta. Gli annunci erano stati fatti da molto tempo e alla fine il 25 novembre nero è arrivato. E non solo per il settore scuola.
Rimanendo nel comparto dei docenti però va sottolineato che ad aderire allo sciopero sarà il personale a tempo indeterminato e determinato, con contratti precari e atipici, per tutti i comparti, aree pubbliche e per le categorie del lavoro privato e cooperativo.

Contratto Scuola. L’obiettivo comunque si avvicina

 

 

 

Da discutere dunque c’è ancora molto, ma inizia a vedersi una flebile luce in fondo a questo tunnel di malcontento.
Non ci si può nascondere: la volontà di chiudere definitivamente questo capito non prescinde dal referendum del 4 dicembre, è palese.

 

 

Il governo ha bisogno di energie extra per affrontare quell’appuntamento con il popolo italiano. Per questo si piega, in parte e dove conviene, per chiudere se non capitoli, almeno paragrafi, ancora in sospeso con le parti sociali.

 
Fonte: blastingnews /ilsussidiario /forexinfo

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

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gio, nov 17, 2016  Valentina
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Fonte: italianosveglia.com

Fonte: italianosveglia.com

Anche per l’anno scolastico 2016/2017 il Miur ha confermato il bonus di 500 euro per la formazione e l’aggiornamento del corpo insegnanti.

Chiaramente, in perfetto stile governativo all’italiana, dubbi e incertezze fanno da padroni anche in questo contesto.

Nessuna notizia precisa, informazioni poco chiare e da interpretare.

Insomma il caos, anche in un ambito dove tutto dovrebbe essere anche di facile definizione.

 

 

 

 

Scuola Bonus 500 Euro per il 2017. Tutti in attesa della Card

 

 

 

Partiamo dalle certezze che per ora sembrano non vacillare.

La prima: il contributo verrà erogato attraverso una card elettronica. Ogni docente assunto a tempo indeterminato quindi riceverà un link per accedere ad uno degli identity provider: Infocert; Poste Id; Sielte o Tim.

Su questa piattaforma si potranno creare in maniera autonoma dei buoni dell’importo della spesa da sostenere. Questi buoni potranno essere salvati sullo smartphone o stampati per poi essere utilizzati negli esercizi convenzionati. Va da sé che anche gli esercizi dovranno essere registrati sulla stessa piattaforma, affinché il credito venga riconosciuto e dia vita a una fatturazione elettronica.

 

Se la trasparenza, come negli intenti del Miur, la fa da padrona, certamente ne risente la semplicità. Questo sistema rende tutto estremamente chiaro in termini di controllo di spesa, ma per i docenti meno avvezzi alla tecnologia poter usufruire del bonus potrebbe essere estremamente complesso.

 

 

Bonus Scuola 2017. Troppi Ancora I Dubbi Da Sciogliere

 

 

 

Questa della card è una novità rispetto all’anno scorso quando le 500 euro arrivavano direttamente sul conto corrente dei docenti. D’altronde non potrebbe essere diversamente dal momento che la legge 107 descrive minuziosamente le modalità di fruizione del bonus attraverso il pagamento elettronico.

 

C’è solo un piccolo problema ancora da risolvere. Molti insegnanti non hanno ancora ricevuto la card! Dunque cosa accadrà alle spese già sostenute a partire dal primo settembre 2016? Eh già. Perché nella vana speranza che il sistema del bonus formativo venisse confermato nella medesima modalità dello scorso anno, alcuni docenti hanno iniziato a sfruttarlo per la propria auto formazione già a partire da settembre.

 

Il rischio grande a cui si va incontro è che quelle spese, seppur munite di scontrini e ricevute, non vengano risarcite, perché non effettuate con la modalità elettronica.

Dubbi senza una risposta. Forse in parte anche senza una soluzione.

Ma che sollevano molte perplessità e diverse paure tra i docenti, i quali, attraverso l’associazione DIESSE (didattica e innovazione scolastica), si sono rivolti in maniera diretta al Miur in cerca di risposte o almeno di chiarimenti.

 

 

 

 

Fonte: blastingnews / ilfattoquotidiano

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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