Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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lun, ott 14, 2013  Patrizia Caroli
Ispettore Polizia di Stato: Come Diventarlo – Guida ai Concorsi
4.58 (91.67%) 12 Vota Questo Articolo

Ispettore di polizia è uno dei ruoli più elevati del corpo della Polizia di Stato. Infatti, l’ispettore di polizia è il responsabile di pianificare e coordinare le operazioni e le responsabilità dei diversi agenti della Polizia di Stato.

 

Mansioni Ispettore Polizia di Stato

 

L’ispettore della Polizia di Stato, oltre ad organizzare le attività dei membri della Polizia hanno altre mansioni assegnate come:

-          Comunicare le necessità economiche o di altro genere dello staff ai superiori

-          Autorizzare le promozioni e i trasferimenti di agenti

-          Informare i poliziotti su eventuali cambiamenti di normative o modifiche nelle leggi

-          Controllare che le procedure investigative siano svolte secondo le leggi e la normativa

-          Dirigere la raccolta e gestione delle prove nell’investigazione di un crimine

-          Ordinare il fermo di testimoni o sospettati

-          Collaborare con gli avvocati dell’accusa nei processi

-          Lavorano per mantenere un corretto e cooperativo ambiente di lavoro

 

Requisiti per diventare Ispettore Polizia di Stato

 

Per diventare ispettore polizia di stato è necessario essere in possesso di:

-          Cittadinanza Italiana

-          Diritti Politici

-          Tra 18 e 32 anni

-          Idoneità psichica, attitudinale e fisica

-          Laura o Diploma di Scuola Media Superiore

-          Qualità morali e di condotta previste dall’art. 35, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165

-          Per i candidati soggetti alla leva nati entro il 1985, è richiesto essere in regola nei riguardi degli obblighi di leva e non essere stati ammessi al servizio civile in qualità di obiettori di coscienza, ovvero di non aver assolto gli obblighi di leva quali obiettori di coscienza, salvo l’aver espresso formale e irrevocabile rinuncia al suddetto status

-          Non essere mai stato destituito dall’impiego presso un’amministrazione pubblica o espulso dalle Forze Armate

-          Non aver mai riportato una condanna per delitto non colposo ne sottoposto a misure di prevenzione.

 

Come Accedere al Ruolo di Ispettore Polizia di Stato

 

Per  diventare un ispettore della Polizia di Stato è necessario superare un concorso pubblico, per esami, che viene pubblicato periodicamente nella Gazzetta Ufficiale.

 

Concorso Ispettore Polizia di Stato

 

ispettore polizia di statoIn alcune occasioni, in base al numero di domande di partecipazione al concorso per ispettore Polizia di Stato, i candidati possono essere sottoposti ad una prova preliminare.

 

 

Questa prova consta di varie domande, con risposta a scelta multipla, su:

-          Diritto penale

-          Diritto amministrativo

-          Pubblica sicurezza

-          Diritto processuale penale

-          Diritto civile riguardo persone e famiglie

-          Diritti reali

-          Obbligazione e tutela dei diritti

Per superare la prova d’esame nei concorsi per diventare ispettore Polizia di Stato è necessario scrivere un testo, riguardo gli argomenti appena elencati, in un tempo massimo di sei ore.  La prova si considera superata con una votazione minima di almeno sette decimi.

 

Inoltre, il concorso per Ispettore Polizia di Stato prevede una prova orale o colloquio sempre sugli argomenti che sono stati elencati precedentemente. Ma i candidati hanno la possibilità, a domanda, d’integrare l’esame orale con una prova facoltativa in lingua straniera (inglese, francese o tedesco).

Il colloquio si intende superato con una votazione di almeno sei decimi.

 

Diventare Ispettore Polizia di Stato: Dopo il Concorso

 

Una volta superato il concorso e il test di valutazione psico-fisica-attitudinale, i candidati sono nominati Allievi Vice Ispettori e devono realizzare un corso di formazione di un anno (12 mesi) presso le Scuole di Polizia di tutta Italia. Una volta superato il corso, c’è un periodo di prova di 6 mesi, dopodiché  sono nominati Vice Ispettori effettivi e conferiti ad un Reparto in una regione diversa a quella della propria residenza.

 

Fonti: 123test.it / Polizia di Stato.it

 

Patrizia Caroli

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ven, set 20, 2013  Ranalli
400 MILIONI PER LA SCUOLA…Ma NON un euro per gli aumenti contrattuali
3.75 (75%) 4 Vota Questo Articolo

 

scuola-aumenti-contrattualiNel la seduta del Consiglio dei Ministri del 9 settembre 2013, il governo ha finalmente stanziato un po’ di soldi per la scuola prevedendo soldi un po’ per ogni ambito del comparto ma non per gli aumenti contrattuali almeno così sembra.

Ad onor del vero diciamo che il decreto legislativo n°104 appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale per diventare legge dello stato deve ovviamente passare all’esame del parlamento e quindi questo significato che il medesimo decreto legislativo potrebbe subire anche delle modifiche .

Ma non vogliamo essere ottimisti perché i tempi ovviamente non consentono alcun ottimismo

Una buona notizia sembra tuttavia evidenziarsi all’orizzonte. Si prevederebbe a far data dal 2014 una riduzione del cuneo fiscale sui redditi da lavoro dipendente questo secondo i primi calcoli comporterebbe mediamente un aumento di cento euro pro-capire nella busta paga di ciascun pubblico dipendente.

 

Ma non corriamo troppo in avanti non serve.

 

Visto i precedenti le docce fredde sono sempre più che probabili. Ma ad oggi circola insistentemente questa voce anche perché è lo stesso governo ad aver paventato questa possibilità con l’intento di ovviare all’incredibile diminuzione del potere di acquisto degli stipendi a seguito dei blocchi contrattuali ormai esistenti dal 2010.

Ricordo che è volontà del Governo evidentemente dietro quest’apertura sul cuneo fiscale, improntare con il sindacato un discorso sulle modifiche alla parte normativa dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Ovviamente i sindacati di categoria si sono già opposti a questa eventualità ritenendo giustamente che una cosa è intervenire sul cuneo fiscale per diminuire le trattenute sugli stipendi altra cosa è rinnovare i contratti e non solo nella parte normativa ma anche in quella retributiva al fine di dare un po’ di respiro alle migliaia di famiglia che vivono con i soli stipendi e che hanno visto negli ultimi anni ridursi sensibilmente le opportunità di spesa.

Stringere da anni la cinghia come stanno facendo da anni i lavoratori italiani è decisamente deleterio per l’economia italiana. Il pubblico impiego consta di circa tre milioni di lavoratori. Non consentire a costoro di spendere significa non far girare l’economia. 

 

Il governo deve fare delle scelte.

Non può più provarci con il dipendente pubblico. Richiedere altri sacrifici e soprattutto non rinnovare i contratti potrebbe anche portare a importanti tensioni sociali. Il governo ha il dovere di intervenire laddove i privilegi sono sotto gli occhi di tutti, limitando sensibilmente la possibilità di spesa e di costruzione di costoro della propria ricchezza offrendo la possibilità anche ad altri cittadini di poter respirare.

Ma questo come dicevo è una scelta tutta e sola del Governo del paese che deve e non può ancora ignorare le tanti richieste di aiuto che provengono dal basso. Togliere il superfluo ai ricchissimi per dare un po’ di respiro ai poverissimi è quello che dovrebbe normalmente rientrare tra i primi compiti dei nostri governanti.

Questi devono avere un po’ di coraggio a prendere decisioni che possono apparire impopolari ma in effetti non lo sono perché sarebbero di sollievo a milioni di famiglie che ricchissime non sono.

Ma ahimè purtroppo le ambizioni politiche di tanti cozzano con le tante belle parole che si spendono durante le campagne elettorali ragion per cui…sarebbe forse consigliabile prevedere un ulteriore foro alla già strettissima cinghia.

 

GIANCARLO RANALLI

 

 

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lun, mar 25, 2013  Ranalli
Assegnazione Provvisoria Docenti e Utilizzazioni
3.14 (62.86%) 7 Vota Questo Articolo

Assegnazione provvisoria docenti e utilizzazioni. Ogni anno verso la primavera gli insegnanti valutano l’opportunità o meno di usufruire di questi due istituti contrattuali decisamente importanti e fondamentali per la ricerca della migliore sistemazione lavorativa.

E’ prioritario dire che le utilizzazioni, così come l’assegnazione provvisoria docenti, possono essere richieste solamente dopo aver esperito tutti gli adempimenti collegati alle operazioni di mobilità.

Solo una volta esperite tutte queste formalità verrà emessa da parte del Ministero della Pubblica Istruzione l’ordinanza sulle utilizzazioni e l’assegnazione provvisoria docenti, che generalmente assegna un mese di tempo ai docenti per usufruire di questa opportunità.

L’utilizzazione, come dicevo innanzi, è un istituto contrattuale che consente al docente di poter essere utilizzato presso altra istituzione scolastica per l’anno scolastico in corso. Ovviamente non è un trasferimento ma soltanto una sistemazione provvisoria. Al fine di rendere definitiva questa utilizzazione bisogna attendere la successiva ordinanza sulla mobilità e quindi chiedere il trasferimento.

 

Assegnazione Provvisoria Docenti: Cosa viene valutato?

 

assegnazione provvisoria docenti

Foto: marketmovers.it

Ovviamente così come per la mobilità, la valutazione del servizio dei titoli di famiglia e culturali è lo stesso.

Quindi si valuta in primis il servizio di ruolo escludendo quello in corso.

Il servizio pre-ruolo che è lo stesso dichiarato negli anni precedenti.

La situazione di famiglia che comprende il punteggio per l’eventuale ricongiungimento al coniuge, i figli minori che danno punteggio ed eventuali situazioni di portatori di disabilità nell’ambito del proprio nucleo familiare.

Infine i titoli culturali parliamo quindi di abilitazioni convenute, concorsi, lauree, diplomi, master ecc ecc.

IL punteggio risultante è quello che determinerà la graduatoria provvisoria e a seguito di eventuali reclami quella definitiva.

 

Caratteristiche assegnazione provvisoria docenti

 

Ovviamente bisogna tener conto che è molto importante la destinazione che si sceglie poiché ci sono istituzioni scolastiche ambitissime e quindi difficilmente raggiungibili.

L’assegnazione provvisoria è invece un istituto molto ma molto particolare che può aver corso solo per cause legate alla titolarità personale o per interposta persone della legge 104/92.

Mentre per l’utilizzazione si può chiedere di prestare la propria attività presso una istituzione scolastica dello stesso comune o provinciale, l’assegnazione provvisoria docenti può essere richiesta solo per altra regione.

 

Infatti chi risulta essere vincitore di un concorso o utilmente collocato nelle graduatorie ad esaurimento che danno titolo all’immissione in ruolo per una determinata regione, se titolare di legge 104/92 personale o per interposta persona oppure affetto da particolari patologie certificate proprie o sempre per interposta persona, può chiedere di essere assegnato in altra regione, provincia o comune.

Possiamo tranquillamente dire che il trasferimento per assegnazione provvisoria docenti nei casi di cui sopra non dovrebbe avere alcuna difficoltà ad essere accolto stante le motivazioni alla base della richiesta tanto è vero che in sede di accertamento e di ricognizione dei posti effettivamente disponibili si procede tenendo conto che non tutti i posti sono destinate alle immissioni in ruolo ma che una parte di essi è destinato alla mobilità, alle utilizzazioni e all’assegnazione provvisoria docenti. 

Come ogni richiesta che si produce ovviamente, per l’assegnazione provvisoria docenti, è fondamentale la produzione di atti e certificati probanti che sono alla base dell’accoglimento ovvero del rigetto di qualsiasi istanza si produca tenendo altresì di tutte le conseguenze a cui per regolamento si va incontro in caso di dichiarazioni mendaci o non veritiere.

 

 

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mer, mar 6, 2013  Patrizia Caroli
Assenteismo Pubblico Impiego: Fa male a tutti!
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Assenteismo Pubblico Impiego. Poco più di un mese fa, in questo spazio abbiamo parlato di assenteismo pubblico impiego, di dipendenti dell’Inps di Roma che facevano la spesa mentre in orario di lavoro. Infatti, il supermercato era proprio dentro il palazzo, quindi senza dover uscire né timbrare potevano tranquillamente realizzare i loro acquisti senza problemi. Una cosa in meno da fare dopo il lavoro, giusto?

Bravi.

Qui, a dipendentistatali.org, ci riteniamo persone serie e responsabili. Dipendenti pubblici tutti noi lottiamo per difendere i nostri diritti e mantenere la dignità di questo lavoro, tante volte criticato dalla società in generale. Ma, sapete qual è il problema?

 

Assenteismo Pubblico Impiego: fa male a tutti noi.

 

Il problema è vedere immagini che confermano l’atteggiamento irresponsabile e vergognoso di molti dipendenti pubblici, troppi dipendenti che prendono in giro i cittadini e prendono in giro tutti noi, dipendenti della pubblica amministrazione che rispettiamo le regole. Lavoriamo durante tutto il nostro orario di lavoro e facciamo la spesa dopo, quando possiamo, come tutti i lavoratori.

Quando guardo queste immagini, che vedrete anche voi, sull’assenteismo pubblico impiego, mi vergogno e capisco che non abbiamo diritto a chiedere niente. Non possiamo lamentarci per il blocco degli stipendi e non possiamo esigere nessun privilegio perché quando alcuni dipendenti pubblici si comportano in questo modo, perdiamo tutti noi. Tutti.

Guardate questo video realizzato da Striscia la Notizia e ditemi se non vi vergognate!

 

Assenteismo Pubblico Impiego

 

assenteismo pubblico impiego

 

Per me, si tratta di una truffa che dovrebbe essere punita. L’assenteismo pubblico impiego è una frode diretta contro l’ente pubblico e contro tutti i cittadini italiani.

 

Patrizia Caroli

 

 

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lun, gen 21, 2013  Patrizia Caroli
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In questo sito, come avete avuto modo di vedere se avete letto alcuni dei nostri articoli, cerchiamo sempre di difendere i diritti dei dipendenti statali. Lo siamo anche noi, quindi cerchiamo d’informare, dare informazioni di servizio e, cercare di essere obiettivi o quanto meno, onesti con quello che diciamo.  Ciò significa, indicare sempre quando esprimiamo un’opinione personale.

 

Io personalmente, credo davvero nella categoria dei dipendenti statali, nella loro (nostra) professionalità e onestà. Considero che siamo italiani che lavoriamo e cerchiamo di portare avanti le nostre famiglie, come tutti gli italiani. Oggi però, mi sento delusa e lo voglio scrivere.

 

Ieri sera guardavo la tv. Di solito seguo il programma le Iene perché è un modo, a mio parere, di tenermi un po’ aggiornata in modo più divertente e simpatico, visto che la situazione generale da poco spazio allo scherzo e l’ottimismo. La mia sorpresa è stata quando ho visto un servizio sui dipendenti pubblici che lavorano presso una delle amministrazioni più importanti a livello centrale che esiste, l’Inps, e ho sentito vergogna.

 

I dipendenti pubblici, vabbè, alcuni dipendenti pubblici della sede centrale dell’Inps, a Roma, fanno la spesa in orario d’ufficio. Ma non parlo di fare un’eventuale corsa in farmacia perché il proprio figlio sta male. No, parlo proprio di fare shopping, con pure la fila, e senza timbrare.

 

Ma, sapete qual è la cosa che colpisce di più?? Che nessuno si vergogna neanche di riconoscerlo né cerca di nasconderlo. Al di là che i dirigenti possano condannarlo, vietarlo o negarlo, che questo è un altro discorso, penso che siamo proprio noi che dobbiamo criticare questo atteggiamento ed essere abbastanza professionali per sapere che non è un esempio e che non è giusto.

 

Oggi, in questo spazio voglio semplicemente fare pubblica la mia condanna per questo tipo di condotte e segnalare che, non tutti siamo così.

Ecco a voi il video con il servizio. Giudicate voi stessi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Patrizia Caroli

 

 

 

 

 

 

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