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ven, giu 9, 2017  Valentina
Mobilità Scuola. In arrivo una proroga?
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Fonte: gildavenezia.it

Fonte: gildavenezia.it

Niente di ufficiale ancora ma sarebbe auspicabile che venisse indetta una proroga per la presentazione della domanda di mobilità. La ragione è semplice. Il funzionamento a momenti alterni del sistema di registrazione on line, soprattutto durante il fine settimana e nella giornata del primo maggio 2017.

 

 

Solo nell’ultimo giorno previsto per la presentazione, il  maggio scorso, molte sono state le persone che hanno lamentato e documentato il cattivo funzionamento del sistema, il quale dava la possibilità di effettuare il login e di entrare nella piattaforma, ma non permetteva di accedere alla voce “compilazione domanda di mobilità di II grado o in altri casi invece dava errori durante l’inserimento degli allegati.

 

 

Il MIur non si è ancora pronunciato, ma si attende quantomeno una presa di posizione sul tema. Ricordiamo invece che per coloro che appartengono al personale Atta, il termine ultimo di presentazione della domanda di mobilità è stata prolungata ino al 24 maggio.

 

 

 

Mobilità Scuola. I prossimi appuntamenti

 

 

 

 

Nel frattempo, vediamo quali sono i prossimi passi per quei fortunati che sono riusciti a iscriversi senza problemi sulla piattaforma.

 

 

Iniziamo dalla scuola dell’infanzia, per la quale il termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili è stato fissato al 22 maggio 2017, mentre la pubblicazione dei movimenti è prevista per il 19 giugno.

Stesso termine anche per la scuola primaria, ma la pubblicazione in questo caso è stata anticipata al 9 giugno.

Il 15 giugno prossimo invece sarà l’ultimo giorno utile per la trasmissione della domanda al SIDI per la scuola secondaria di primo livello, la cui pubblicazione dei movimenti è stata stabilita per il 4 luglio.

La scuola secondaria di secondo grado invece ha come prima scadenza il 3 luglio e la pubblicazione dei movimenti al 20 luglio.

 

 

Va ricordato anche che quest’anno i movimenti si svolgeranno in un’unica fase, provinciale e interprovinciale, e che i docenti potranno spartirsi solo il 30% dei posti disponibili dal momento che il 60% verrà destinato alle nuove assunzioni e il restante 10% sarà rivolto ai passaggi di cattedra.

 

 

 

Fonte: orizzonescuola / tecnicadellascuola / blastingnews

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

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lun, giu 5, 2017  Valentina
Scuola. Altro che festa della Repubblica…
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Fonte: gildavenezia.it

Fonte: gildavenezia.it

La festa della repubblica, benché celebrata, da anni con immutabile spirito di condivisione, in un momento storico come questo, per l’Italia e per il mondo intero, acquisisce un significato che va oltre la politica.
La festa del 2 giugno è un modo per celebrare anche l’uguaglianza dei cittadini di fronte allo stato. Una celebrazione che stride fortemente se si considera la situazione lavorativa di molte categorie. Come quella degli insegnanti.

 

 

 

 

Scuola. La vergogna senza fine del blocco contrattuale

 

 
“Com’è possibile che gli stipendi di chi lavora nella scuola debbano essere bloccati da quasi 10 anni, senza nemmeno aver concesso loro il paracadute costituito dalla vacanza contrattuale?
Perché un insegnante in pensione nella scuola deve percepire in media 1.300 euro al mese mentre la media dei dipendenti pubblici supera i 1.800 euro, come rilevato in settimana dall’Inps?”.  A dirlo proprio nel giorno della festa della repubblica è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretarioconfederale Cisal.
Non va dimenticato infatti che il comparto scuola è ancora in attesa di un equo rinnovo contrattuale. E con l’aggettivo “equo” si va oltre gli 85 euro lordi.  È necessario adeguare i valori dell’indennità di vacanza alla metà dell’inflazione, così come registrata a partire da settembre 2015 sul blocco presente dal 2008. E la cosa grave è che proprio l’indennità di vacanza rischia di dover rimanere ferma fino al 2021…

 

 

 

Scuola. Si mobilita anche L’Europa

 

 
Perfino l’Europa è intervenuta in modo concreto sulla situazione del comparto scuola italiano. È di pochi giorni fa infatti la notizia che il Segretario Generale del Consiglio d’Europa ha preso in carico del reclamo collettivo Anief n.146/2017 sull’abuso di precariato scolastico italiano.
Anche la Commissione per le Petizioni del Parlamento Ue in tema di mancata adozione della Direttiva Ue 1999/70/CE sulla stabilizzazione del personale pubblico con 36 mesi di servizio ha espresso parere negativo, evidenziando notevoli perplessità per il comportamento dello stato italiano.

 

 

Ultima ma non in ordine di importanza che si sta prendendo a cuore la situazione del comparto scuola italiano è la Cedu, la Corte europea dei diritti dell’Uomo, la quale presto darà il suo parere in tema di abuso del precariato e discriminazioni per i supplenti.

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola

 

 
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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gio, giu 1, 2017  Valentina
Scuola. 52 mila assunzione per la prossima estate
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Fonte: newspedia.it

Fonte: newspedia.it

È il risultato del braccio di ferro tra ministro dell’istruzione e quello dell’economia, i quali all’unisono hanno annunciato che entro settembre ci saranno 15mila cattedre definitive che fino ad oggi sono state coperte da supplenze; a queste si aggiungono anche le 21mila rimaste libere per pensionamenti e 16 già vacanti da prima.

 

 

La suddivisione, per la precisine verrà in questo modo: il 60% saranno nuove assunzioni, il 30 % trasferimenti e il 10 % passaggi di cattedra e di ruolo.

Questo massiccio progetto di assunzioni sarà finanziato da quasi 540 milioni di euro.

 

 

 

 

Scuola. Come avverranno le assunzioni

 

 

 

 

 

Le assunzioni di cui stiamo parlando saranno tutte a tempo indeterminato e verranno scaglionate come segue:

 

• Il 9 giugno 2017 partiranno le assunzioni per le scuole primarie;

 

 

• Il 19 luglio 2017 inizieranno le assunzioni per le scuole d’infanzia;

 

 

• Il 4 Luglio 2017 sarà la volta delle scuole secondarie di primo grado;

 

 

• Il 20 luglio 2017 termineranno le assunzioni per le scuole secondarie di secondo grado.

 

 

 

Alla fine di questo primo step, si parte con le vere e proprie immissioni in ruolo. I pensionamenti hanno certamente giocato un ruolo fondamentale in questa partita, garantendo quasi 21.000 posti.

 

 

 

 

Scuola. Soddisfazione piena di tutte le parti in causa

 

 

 

Come spiega bene Salvo Intravaia sul sito di repubblica, questo risultato è frutto di uno scontro tutt’altro che  facile. “Il Mef conteggiava in meno di 10mila le cattedre da stabilizzare, mentre il Miur ne chiedeva 25mila. Alla fine saranno poco più di 15mila che sommate agli oltre 20mila pensionamenti e ai 16mila posti liberi determinano un contingente di oltre 51mila posti. Ma il grosso sarà al Nord e per le migliaia di docenti meridionali “costretti” ad accettare una cattedra nelle regioni settentrionali attraverso il piano straordinario previsto dalla Buona scuola le speranze di un rapido ritorno a casa si affievoliscono”.

 

 

L’entusiasmo del ministro fedeli alla notizia di questo accordo è stato massimo: “Trasformare ciò che oggi è organico di fatto in organico di diritto significa scegliere di continuare a investire sulla qualità della formazione delle e dei docenti, mettendo al centro gli interessi di studentesse e studenti, famiglie, insegnanti. L’obiettivo adesso è quello di garantire a studentesse e studenti di trovare tutte le docenti e tutti i docenti in cattedra a settembre fin dal primo giorno di scuola”.

 

 

 

 

 

 

Fonte: repubblica / lavoroediritti

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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dom, mag 28, 2017  Valentina
Bonus Scuola. Un altro Flop
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Fonte: vastarredo.it

Fonte: vastarredo.it

Non ebbe molto clamore all’epoca della sua introduzione, forse perché nessun credeva che sarebbe potuto diventare uno strumento efficace. E in effetti è andata proprio così. Stiamo parlando dello school bonus, uno strumento nato con la riforma della Buona Scuola, che consente a chiunque, privato o impresa, di elargire donazioni a scuole di qualunque natura, paritarie o statali.

 

 

A fronte della donazione viene poi riconosciuto un credito di imposta pari al 65%  per le donazioni effettuate nel 2016, che scende al 50% per quelle del 2017. Neanche a dirlo, tirando le somme, si tratta di un completo fallimento. Nei primi sei mesi, le donazioni hanno raggiunto la modica cifra di 58 mila euro; sono state infatti solo 27, di cui 4 imprese e il resto privati cittadini.

 

 

 

 

Bonus Scuola. Le ragioni del fallimento

 

 

 

 

La motivazione principale di questa debacle è da ricercarsi prima di tutto nella mancata pubbicità di questa iniziativa. A differenza di altri aspetti della riforma della buona scuola, il bonus non ha ricevuto la stessa divulgazione mediatica, pertanto l’eco è stato misero.  A questo si aggiunge un altro problema tipicamente italiano: la complessità della parte amministrativa e la ristrettezza dei campi di azione.

 

 

Quindi non solo in pochi conoscono la possibilità di poter fare donazioni in favore della scuola, ma i pochi che lo sanno, si devono scontrare con una modalità molto articolata e possono donare solo per tre aree già definite, cioè ricostruzione di nuove scuole, ristrutturazioni e manutenzione edilizia o aumento dell’occupabilità. Il terzo ambito è tutto da interpretare e la circolare che avrebbe dovuto chiarire questo aspetto non è mai stata fatta.

 

 

Ammesso anche che si conosca la possibilità di poter donare e si decida a quale ambito rivolgere la propria donazione, bisogna sapere che il versamento deve essere fatto alla Tesoreria dello stato, per poi passare nelle mani del ministero delle finanze, poi della ragioneria dello stato, poi ancora al MIUR e infine alla scuola. In questa serie di assaggi, la donazione subisce una decurtazione del 10% che verrà destinato alle scuole più problematiche.

 

 

 

 

Bonus Scuola. Contrasto con Fundraising

 

 

 

 

Proprio per le modalità complesse e in particolare per l’impossibilità di eseguire donazioni dirette alle scuole, è stata richiesta un’interrogazione parlamentare per il Ministro Fedeli, da parte di Anna Ascani, appartenente al Partito Democratico, la quale sostiene che tale impossibilità di donazione diretta si ain contrasto con la disciplina del fundraising, uno strumento che, rispetto al passato ha visto un incremento di utilizzo. Attendiamo a questo punto la risposta del Miur sul tema.

 

 

 

 

 

 

Fonte: quotidiano /scuolainforma

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mar, apr 18, 2017  Valentina
Scuola. Arriva La Buona Scuola Bis
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Fonte: unita.tv

Fonte: unita.tv

E’ fondamentale dare ai nostri concittadini la sicurezza che il governo mette in pratica, mantiene, sviluppa, le decisioni che hanno caratterizzato l’azione di questi anni”. A dirlo è il premier Gentiloni in seguito all’approvazione definitiva degli 8decreti attuativi della legge 107 passata alla storia come Buona Scuola.
Il contenuto di questo provvedimenti di fatto contribuisce a creare un vero e proprio rinnovamento in tema di istruzione professionale, con lo stanziamento di nuove risorse per il diritto allo studio, l’introduzione dell’educazione della fascia 0-6 anni, per le scuole all’estero e l’inclusione degli studenti disabili.

 

 

 

 

Scuola. Ecco cosa cambia

Vediamo nel dettaglio cosa prevedono questi 8 decreti e cosa cambia in sostanza rispetto a ora.
Iniziamo dalle buone notizie. I comuni riceveranno finalmente i soldi necessari a garantire il servizio degli asili nido. Si tratta di oltre 600 milioni di euro.
Si triplicano anche i fondi per le borse di studio per gli studenti frequentanti gli ultimi due anni delle superiori, destinate all’acquisto di libri di testo, ai mezzi di trasporto e all’accesso a beni e servizi di natura culturale. Gli alunni delle 4 e delle 5 superiori avranno poi l’esonero dalle tasse scolastiche.
Grande contributo in termini di risorse umane arriva anche dall’estero con 50 nuovi insegnanti a cui verrà garantito ‘accesso ai bandi relativi al piano nazionale scuola digitale.
Anche il percorso dei docenti ha subìto un rinnovamento con questi decreti attuativi superando l’attuale articolazione dei cosiddetti due bienni più uno per lasciare il posto a 2+3; anche gli indirizzi aumentano da 6 a 11 e le attività di laboratorio vengono potenziate.
Il nuovo sistema di reclutamento per la classe docente poi permetterà a chi vuole fare l’insegnante di riuscirci in 3 anni, entrando in ruolo; la fase transitoria poi garantirà agli insegnanti di seconda e terza fascia con 3 anni di servizio la stabilizzazione del posto di lavoro.

Molte novità poi riguardano anche gli studenti, con una nuova maturità da affrontare e più spazio alle arti creative. Una parentesi a parte merita la parte di decreto che pur non aumentando il tetto massimo di studenti disabili all’interno delle classi – che rimane fermo nel rapporto 1 a 20 – è stata scremata in modo incisivo la parte burocratica. Inoltre verrà garantita la presenza di insegnanti di sostegno più formati e preparati.

 

 

 

Scuola. Primo sciopero già programmato

Se con l’attuazione di questa Buona Scuola Bis gli animi di una parte degli addetti ai lavori si è calmata, lo stesso non si può dire per gli studenti. È già stato indetto infatti uno sciopero per il prossimo 9 maggio. Ad annunciarlo è stata Francesca Picci, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Studenti.

 

 

 

 

Fonte: ansa / news.leonardo
 

 

Valentina Stipa

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