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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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mar, mar 14, 2017  Valentina
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Fonte: skuola.net

Fonte: skuola.net

Certezza ancora non c’è. Ma l’ipotesi sta facendosi largo da qualche giorno e più se ne parla più sembra vera. Parliamo di un nuovo concorso riservato per i precari che ancora non hanno trovato la cattedra attraverso il piano straordinario di assunzioni della buona scuola.

 

Si intravede all’orizzonte infatti un’altra sanatoria per i precari che hanno già maturato una parte almeno dei requisiti fino ad oggi richiesti per entrare in ruolo ovvero laurea, concorso e tre anni di tirocinio di cui due in classe.

 

Scuola. Tutto in mano al ministro Fedeli

 

 

Nell’audizione in parlamento il ministro Fedeli ha annunciato che i docenti abilitati entreranno in ruolo con un esame orale, mentre i non abilitati con 36 mesi di servizio entreranno in ruolo partecipando a un concorso semplificato con un solo scritto, anziché due, e svolgendo un tirocinio ridotto rispetto ai nuovi laureati.

 

 

Da qui la possibilità poi di un concorsino per stabilizzare anche i precari abilitati di II fascia delle graduatorie d’istituto e quelli di III fascia che abbiano fatto 36 mesi di supplenze almeno.
Tutti questi progetti e tutte queste ipotesi non avranno di certo una partenza veloce, poiché per il prossimo anno scolastico, verranno assunti ancora i vincitori del concorso dello scorso anno.

 

 

Quindi conti alla mano, se i supplenti sono circa 80 mila e i posti in organico circa 45 mila questi progetti di stabilizzazione riguardano indicativamente 35 mila soggetti.

 

Scuola. Poco Entusiasmo Anche Per L’aumento

 

E intanto nessuno si sente soddisfatto della firma apposta dal ministero in termini di aumento stipendiale per il comparto scuola.

 

A spiegare la posizione delle associazioni a tutela dei dipendenti del settore è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti: “delle risorse necessarie per raggiungere i miseri 85 euro lordi di aumento promessi ad oggi risulta stanziata meno della metà. Inoltre, per quanto concerne la parte normativa, va sottolineato che non si è concluso l’iter di revisione del Testo Unico nel quale sono ancora presenti ambiguità su quale sia la sfera riservata alla contrattazione (…) Come è stato evidenziato anche dai recenti dati della Tesoreria dello Stato sugli stipendi degli statali, la scuola resta fanalino di coda del settore pubblico. Chiediamo dunque al Governo di reperire le risorse per recuperare il potere di acquisto dei docenti, cioè almeno 150 euro mensili”.
Vediamo gli sviluppi delle prossime settimane. Certamente la situazione rimane incandescente su tutti i fronti. E non si vedono prospettivi di miglioramento a breve termine.

 

 

 

 

 

Fonte: corriere / orizzontescuola / scuolainforma

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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ven, feb 24, 2017  Valentina
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Fonte: businessonline.it

Fonte: businessonline.it

Ormai dovrebbe mancare davvero poco alla pubblicazione in gazzetta ufficiale del bando di concorso per l’anno in corso per il personale ATA, che dovrebbe garantire l’inserimento nel comparto scuola a oltre 10 mila lavoratori.

 

 

Nel dettaglio la suddivisione sarà effettuata in questo modo: 6949 posti di collaboratore scolastico; 2103 per assistenze amministrativo; 790 per assistenze tecnico; 216 per DSGA; 87 per cuoco; 81 per addetto azienda agraria; 49 per guardarobiere e 19 per infermiere.
Entro la fine di questo mese dovrebbe uscire il bando, così come è stato definito dallo stesso Miur nella riunione con i sindacati di categoria dello scorso 8 febbraio.

 

 

Concorso Scuola. Tutte le novità

La novità più incisiva di questo concorso riguarda i due diversi modelli di bando stabiliti dal ministero dell’economia e delle finanze, i cosiddetti D1 e D2.
Il primo modello è destinato a coloro che per la prima volta si iscrivono alle graduatorie Ata; la domanda in questo caso dovrà essere presentata alla scuola della provincia nella quale si desidera prendere servizio e per la quale sono previsti posti da assegnare chiaramente.
Il secondo modello invece D2 è per tutti coloro che vogliono confermare o aggiornare il proprio profilo rispetto al triennio passato.

 

 

La presentazione della domanda dovrà avvenire on line dal sito del Miur; ogni modello avrà la sua domanda. Una volta completato il modulo, verranno richieste alcune altre informazioni i cui dettagli in particolare in termini di scadenza dovranno essere esplicitati nella domanda di concorso che verrà pubblicata a breve.

 

 

Le graduatorie provinciali che si otterranno con questo concorso avranno la solita durata triennale.
Ricordiamo poi che tra qualche mese, in primavera per quanto dichiarato dalle istituzioni, dovrebbe avvenire anche la pubblicazione dei bandi per la cosiddetta graduatoria “24 mesi ATA”, valida per le assunzioni e le supplenze dell’anno scolastico 2017/2018.

 

 

L’accesso a queste graduatorie è previsto anche per chi ha  già maturato almeno 23 mesi e 16 giorni di servizio in uno dei profili ATA (collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici, guardarobieri, infermieri e cuochi).

 

 

 

 

Fonte: scuolainforma / blastingnews /tecnicadellascuola

 
Valentina Stipa

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gio, feb 9, 2017  Valentina
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Fonte: scuolainforma.it

Fonte: scuolainforma.it

 

Il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha finalmente trovato un intesa con le sigle sindacali  Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals-Confsal in tema di contratto integrativo di mobilità sul personale docente.
La notizia è di pochissimi giorni fa e ha portato a una dichiarazione soddisfatta e orgogliosa del neo ministro Fedeli. “Ringrazio le organizzazioni sindacali e l’amministrazione per il lavoro svolto. Come ho sottolineato anche in Parlamento, illustrando le Linee programmatiche di questo Ministero, dobbiamo tutti lavorare per centrare tempestivamente e nel migliore dei modi possibili tutti i passaggi necessari per iniziare, senza le difficoltà del passato, il prossimo anno scolastico”.
 

 

Mobilità Scuola. Cosa prevede il contratto

 

 
Di fatto rispetto a quanto era stato accordato lo scorso dicembre non è cambiato molto.
Il tutto dovrà svolgersi in una fase unica per ogni grado scolastico; ogni docente senza distinzione di anzianità di servizio potrà presentare domanda ed esprimere fino a 15 preferenze, indicando gli ambiti che le scuole fino a un massimo di 5 per queste ultime.
Queste regole sono valide sia per gli spostamenti all’interno della stessa provincia che fuori.
Questo contratto avrà validità esclusivamente per l’anno 2017/2017 e prevede tra le altre cose anche lo svincolo dall’obbligo di permanenza triennale nel proprio ambito o nella propria scuola; questo è possibile grazie a quanto è stato deciso nella legge di stabilità ovvero il passaggio di una parte dell’organico di fatto in organico di diritto comporterà una variazione dell’organico della scuola.

 

 

Tale svincolo non prescinde però dalla garanzia della continuità scolastica, prerogativa decantata e prevista dalla Buona Scuola.
 

Mobilità Scuola. Non tutti sono però contenti

 

 

 

 

Nonostante l’accordo segni un punto di tregua tra le parti, tra i sindacati di categoria c’è chi coerentemente, ha deciso di non accettare di buon grado questa intesa.

È il sindacato della Gilda che grida tutta la sua insoddisfazione: “per noi si tratta di coerenza. Siamo stati in piazza contro la buona scuola contro gli ambiti, la chiamata diretta, il licenziamento dei precari dopo 36 mesi ora non possiamo abbassare la testa. I colleghi hanno ottenuto qualche risultato ma non basta”.
Al di là delle prese di posizione però non si può non riconoscere che questo accordo, se non altro, cancella definitivamente l’algoritmo, nelle mani del quale era la scelta dei docenti. Questo è senza dubbio un passo avanti positivo.

 

 

 

 

 

 

Fonte: rainews / ilfattoquotidiano

 

 

 

 

 
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

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mer, feb 1, 2017  Valentina
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Fonte: ilsussidiario.net

Fonte: ilsussidiario.net

Governo nuovo, nuove dichiarazioni di intenti anche in ambito scuola. E così l’audizione della neo ministra Valeria Fedeli davanti alle commissioni cultura di camera e senato, è stata l’occasione giusta per illustrare le linee guida del suo dicastero per il prossimo futuro.

 

Un futuro che parte dalla Buona Scuola. Senza ombra di dubbio, una linea di continuità con il passato che non è detto aiuti il quieto vivere delle due parti.

 

 

 

 

 

Scuola. Sembra esserci armonia di Intenti

 

 

 

Continueremo con le azioni di reclutamento, per ridurre la condizione di precariato, stabilizzando nell’organico i posti che migliaia di docenti occupano da anni, grazie a 400 milioni stanziati nella legge di bilancio”. Proprio in tema di precariato, il neo ministro ricorda, forse a se stessa che “il ruolo del docente, oggi viene troppo spesso mortificato da un eccessivo precariato, che si potrà superare solo attraverso le misure previste dalla legge 107: il piano assunzionale straordinario”.

 

Parole che certamente faranno discutere soprattutto se non troveranno riscontri concreti nelle prossime settimane.

C’è anche però chi apprezza la dichiarazione di intenti del ministro fedeli.

È Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, il quale, dopo aver ascoltato un’intervista radiofonica del ministro, in cui venivano ribaditi i concetti espressi durante l’audizione parlamentare con particolare attenzione alle risorse economiche da destinare all0aumento stipendiale del pubblico impiego, ha espresso la sua fiducia: “apprezziamo le parole della ministra Fedeli sulla necessità di trattare la scuola con un´attenzione particolare nel prossimo rinnovo del contratto. Ci auguriamo che la trattativa che si aprirà all´Aran sia dunque un´occasione per valorizzare la funzione docente e per sburocratizzare il lavoro degli insegnanti sempre più appiattito su mansioni di carattere organizzativo e impiegatizio”.

 

 

 

 

Scuola. Un idillio durato poco

 

 

 

Questa apparente sintonia tra sindacato e ministero è però già finita. A contribuire in modo drastico a questo divorzio c’è senza dubbio il dietrofront del Miur in tema di chiamata diretta, soprattutto per ciò che riguarda “la necessità di prevedere un livello di contrattazione integrativa di istituto per l’assegnazione della sede di servizio nel caso in cui l’istituzione scolastica includa delle sedi situate in comuni diverse”.

A breve è previsto un nuovo incontro tra le due parti per distendere un clima divenuto già troppo teso.

 

 

 

 

 

Fonte: gildains /blastingnews

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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gio, gen 26, 2017  Valentina
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Fonte: giurdanella.it

Fonte: giurdanella.it

È di pochi giorni fa l’approvazione da parte del consiglio dei ministri di 8 decreti facenti parte della riforma passata alle cronache come Buona Scuola, in tema di precariato.

 

 

Secondo le nuove regole cambieranno le condizioni per poter diventare docente all’interno degli istituti di primo e secondo grado. E’ stata infatti inserita la laurea come requisito obbligatorio, oltre al fatto di dover essere vincitori di un concorso.

 

 

La professione di docente però, anche in presenza di questi requisiti, non sarà immediata; ci sarà infatti un percorso formativo della durata di 3 anni, dei quali, i primi due si svolgeranno obbligatoriamente all’interno della scuola. Allo scoccare del terzo anno ci sarà l’immissione in ruolo a tempo indeterminato.

 

 

 

Scuola. Possibile riapertura Gae

 

 

 

Che cosa ne sarà dei dicenti precari inseriti nelle graduatorie d’istituto? Secondo quanto previsto dalla normativa dovranno attraversare una fase intermedia e non si esclude che possano essere inseriti in coda nelle graduatorie a esaurimento.

E proprio nell’ottica di aggiornamento delle Gae, l’inserimento dovrà coinvolgere i docenti precari iscritti alla seconda fascia delle graduatorie d’istituto e anche cloro che si iscriveranno negli elenchi della prossima primavera.

 

 

In effetti la riapertura delle Gae non sarebbe poi una sorpresa. Fin dai suoi primi discorsi il nuovo ministro all’istruzione Valeria Fedeli, ha fatto trapelare la volontà, pur nel rispetto dei principi della riforma, di adattare la stessa almeno ad alcune delle esigenze del corpo docente.

Lo stesso ministro aveva riassunto in 4 punti gli obiettivi del 2017 e il secondo recitava proprio così: “valorizzazione dei docenti, anche tramite il rinnovo del contratto statale“.

 

 

 

 

 

Scuola. Presidi vicini alla protesta

 

 

 

 

L’approvazione di questi 8 decreti attuativi della Buona Scuola non è stata però affatto digerita dai presidi, attori principali per ciò che concerne la pratica della chiamata diretta.

Per il presidente Anp, associazione nazionale presidi e alte professionalità, Giorgio Rembado il quale afferma che “se la riforma della Buona Scuola non va avanti, con la chiamata dagli ambiti territoriali dei docenti e la permanenza triennale nella stessa sede di servizio, salta anche la valutazione dei dirigenti: si sono pregiudicate le condizioni per arrivare a una giusta valutazione del preside”.

 

 

Nonostante i buoni propositi iniziali, si mette male dunque per il neo ministro; è probabile infatti che la povera Fedeli sia costretta a ricorrere alle sue arti diplomatiche per evitare il blocco di attuazione alla riforma. Le prossime settimane saranno senza scampo decisive in questo senso.

 

 

 

 

 

Fonte: blastingnews / tecnicadellascuola

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

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