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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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mer, lug 8, 2015  Valentina
La Buona Scuola. Una Corsa Contro ll Tempo
3.67 (73.33%) 3 Vota Questo Articolo

Fonte: retescuole.net

Fonte: retescuole.net

Nessuna modifica dopo l’approvazione al senato per la riforma Buona Scuola. Era nelle previsioni, quindi nulla di nuovo. Ora manca l’approvazione definitiva ma è solo questione di poche ore.

 

Era stato d’altronde annunciato che l’approvazione di questo decreto, controverso fin dai suoi albori, sarebbe stato più veloce possibile, secondo la filosofia poco democratica del “via il dente, via il dolore”.

 

Di fatto però delle conseguenze ci saranno perché il mondo della scuola è pronto all’opposizione più agguerrita. Dunque spazio allo sciopero davanti a Montecitorio in collaborazione con l’associazione A.d.i.d.a. (Associazione Docenti Invisibili Da Abilitare) e al presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, Ferdinando Imposimato, il quale ha presentato una petizione all’onorevole Boldrini per richiedere l’immediata attuazione della sentenza della Corte di giustizia europea.

 

 

 

La Buona Scuola. Cosa Chiede La Petizione

 

 

Il presidente Imposimato non è certo solo in questa battaglia. Molte personalità anche del mondo dello spettacolo, che in qualche modo si collega all’univeso della cultura, dunque della scuola, hanno abbracciato e sostenuto questa iniziativa.

I più noti sono Francesco Guccini, Francesco Baccini, Dario Vergassola, Gianni Vattimo e Umberto Curi.

 

Cosa prevede questa petizione in concreto?

Le richieste mosse dal giudice Imposimato sono estremamente chiare: prima di tutto la regolarizzazione di tutti i docenti precari, senza vincoli di categoria.

In secondo luogo si chiede di seguire la procedura ordinaria per l’esame e la discussione del decreto, come stabilito dal comma 4 dell’articolo 72 della Costituzione Italiana.

 

 

La Buona Scuola. Qualcosa Di Buono Ci Sarà…

 

 

Di fatto va riconosciuto a questo decreto il merito di una tabella di marcia di assunzioni di tutto rispetto: partendo dalla regione Lombardia con 7800, si va a scalare con Lazio 4769, Veneto 3.346, Piemonte 3.294, Emilia-Romagna 3.117,  Toscana 2.663, Puglia 2, Campania 2.203 e Sicilia 1.557.

A questi numeri poi va aggiunto un’altra metà di percentuale di assunzioni sull’organico potenziato, avviato nell’anno in corso ma che diverrà operativo solo nel 2016.

Che sia l’unico aspetto davvero positivo? Non ci resta che attendere.

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / blastingnews / repubbica

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mar, ott 14, 2014  Valentina
Scuola. Va Seguito l’esempio tedesco
3.33 (66.67%) 3 Vota Questo Articolo

 

Dobbiamo mettere a posto il sistema dell’istruzione, della scuola, perché senza la scuola non c’è futuro. Poi la Pubblica amministrazione e la giustizia“.

riforma scuolaLo dice il presidente del consiglio Renzi, riconoscendo anche quanto sia “inutile lamentarsi soltanto dell’eccessivo rigore imposto dalla Germania agli altri paesi europei. Bisogna anche riconoscere che il modello tedesco su scuola-lavoro funziona”. Sorge però spontanea una domanda: la Merkel ha sviluppato questo modello così efficiente senza un confronto costruttivo con le parti interessate?

Difficile crederlo. Eppure, nonostante i buoni propositi il nostro premier di mettersi al tavolo delle trattative con i sindacati non ha alcuna intenzione.

 

 

Scuola. Assenza di Confronto Per la Riforma

 

 

La scelta del premier Renzi di aprire il sondaggio verso gli italiani sulle linee guida della riforma fa parte secondo i sindacati di una strategia politica precisa che vede la loro esclusione dalle trattative e dalla fase decisionale.

 

C’è un punto in particolare che ha fatto andare su tutte le furie la rappresentanza sindacale GILDA: è la questione spinosa degli scatti stipendiali basati sul merito.

La riforma prevedrebbe che soltanto il 66% massimo dei docenti potrà essere ritenuto meritevole e dunque accedere agli scatti stipendiali, quindi un docente su tre verrà di fatto definito, seppure in modo indiretto, incapace di svolgere la sua professione. Secondo il Sindacato stabilire per legge chi è meritevole e chi no è una vera e propria offesa per l’intera categoria.

 

Al momento il GILDA non ha minacciato di indire scioperi, ma è più che intenzionato a denunciare al giudice di pace il premier. Quota 96. Nessun Intervento Previsto Dalla Riforma.

 

E anche durante la sua trasferta a Londra, il premier non ha resistito e ha fatto dichiarazioni che hanno indispettito non poco la categoria degli insegnanti, in particolare quelli della cosiddetta quota 96, ovvero tutti quei docenti che continuano a esercitare nonostante abbiano già raggiunto i requisiti pensionistici, a causa dei pasticci della Riforma Fornero.

 

“Consente all’Italia di avere finanze stabili” ha affermato dalle rive del Tamigi.

Ma gli oltre 4mila docenti interessati dalla Quota 96 la ritengono una discriminazione e si definiscono ostaggi del Governo Renzi, che non permette loro di andare in pensione e ritirarsi come tutti gli altri lavoratori che hanno maturato i requisiti richiesti.

 

 

 

Fonte: iltempo / orizzonte scuola / blastingnews

 

 

 

Valentina Stipa

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gio, mar 6, 2014  Marco Brezza
Ferie Non Godute Docenti Precari: Si tratta di discriminazione?
5 (100%) 2 Vota Questo Articolo

Questione di ferie non godute e di retribuzione: come se non bastasse il polverone sollevato dal tentato prelievo di 150 euro dallo stipendio dei docenti della scuola pubblica andato in scena nel mese di gennaio, continua ad assumere importanza il delicato tema del pagamento ferie non godute docenti. Non bisogna dimenticare infatti che il MIUR ha redatto ed inviato a tutte le scuole una nota inerente proprio alla questione delle ferie non godute dai docenti precari.

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Fonte: www.impresalavoro.eu

Fonte: www.impresalavoro.eu

Il problema del pagamento ferie non godute docenti

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Secondo molti la mancata monetizzazione delle ferie non godute, che i docenti precari della scuola non possono fruire durante l’anno scolastico – se non per 6 giornate previo reperimento dei propri sostituti – e per le quali il contratto collettivo nazionale prevedeva una forma compensativa nella monetizzazione dei giorni di ferie maturati, si configurerebbe come un vero e proprio furto di Stato. Allo stato delle cose pertanto, pare che il MEF pagherà ai professori precari solo una parte dei giorni di ferie non legittimamente goduti al netto dei periodi in cui le lezioni sono state sospese.

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Da quanto emerge analizzando la nota 72696, il MEF sembrerebbe rammentare che a partire dalle suddette nuove disposizioni di legge i docenti precari siano obbligati a fruire delle ferie nei periodi di sospensione dalle lezioni: in questo modo però sembrerebbero venire disapplicate le disposizioni normative precedenti.

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Ferie non godute docenti: la lesione di un diritto fondamentale

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Sempre in tema di ferie non godute docenti, va citata l’interrogazione presentata al Ministro all’Istruzione, Università e Ricerca dall’onorevole Giampiero Giulietti (Partito Democratico) volta a sollecitare il Governo a ripristinare il pagamento ferie non godute docenti precari relativamente all’anno scolastico 2012/2013. Il deputato ha illustrato la questione con chiarezza: “Dallo scorso primo settembre ai docenti a tempo determinato non vengono più pagate le ferie non godute, secondo quanto previsto dal decreto legge 95/2012, convertito nella legge 135/2012: si tratta senza alcun dubbio di un provvedimento fortemente iniquo e discriminatorio rispetto al personale assunto a tempo indeterminato, che lede un diritto fondamentale sancito dalla nostra Costituzione e dallo Statuto dei Lavoratori come il diritto alle ferie, e che comporta per il lavoratore un grave danno a livello economico visto che in media ciascun insegnante precario con cattedra da 18 ore perderà circa 1100 euro”. Giulietti ha proseguito e concluso affermando la necessità che “il Governo intervenga quanto prima per porre rimedio a quanto previsto dalla legge 135 garantendo ai precari della scuola la stessa dignità e gli stessi diritti riconosciuti agli altri lavoratori”.

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Una evidente discriminazione contrattuale

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E questa non è l’unica voce sollevatasi sul tema delle ferie non godute dai docenti: secondo un coro unanime infatti a partire dallo scorso primo di settembre nessun giorno maturato di ferie sarà monetizzato, visto che i giorni di sospensione delle lezioni risulteranno in numero superiore ai giorni di ferie maturati: configurandosi pertanto una evidente discriminazione di tipo contrattuale tra docenti di ruolo e quelli precari che nella scuola svolgono la stessa fondamentale funzione professionale. Per i prof di ruolo permane quindi il diritto alle ferie con possibilità di scelta di farne uso nei periodi di sospensione delle lezioni in corso d’anno o nei mesi estivi: i docenti precari invece, qualora abbiano un contratto a termine al 30 giugno, non potranno decidere quando utilizzare il periodo di ferie poiché nel periodo estivo risultano ogni anno disoccupati (per essere poi riassunti nel mese di settembre).
Pertanto il tema delle ferie non godute docenti si inserisce in quel filone critico che attraversa il settore scolastico nei difficili tempi della “spending review”: quando sarà possibile uscire da questo gorgo di problematiche?

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Fonti: Informazionescuola.it, Umbriajournal.com

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Marco Brezza   

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mer, mar 27, 2013  Patrizia Caroli
Scuola Digitale: Italia Verso la Scuola Online
2 (40%) 1 Vota Questo Articolo

Scuola Digitale: Il governo firma un decreto che prevede, dall’anno scolastico 2014 / 2015 solo libri digitali o misti e un tablet per ogni studente. Conclusione, meno libri, meno spese per le famiglie e zaini più leggeri per i bambini.

 

L’Italia fa un passo importante in avanti verso la scuola online, infatti ancora un anno di tempo e poi, nella scuola pubblica italiana entrerà soltanto materiale digitale o misto. Questo implicherà, secondo il MIUR, una riduzione della spesa per le famiglie di circa il 30 %, oltre un passo in avanti verso la scuola online. 

 

La normativa verrà applicata in modo progressivo. Inizialmente colpirà le classi di prima e quarta della scuola primaria, la classe prima della scuola secondaria di I grado, la prima e la terza classe della secondaria di II grado.

 

 

scuola digitaleScuola Digitale: meno spese per le famiglie

 

Il nuovo decreto firmato dal MIUR prevede importanti miglioramenti riguardo le tasche delle famiglie italiane: si parla di costi sostenuti.

 

Infatti, i prezzi di copertina dei libri definiti per il prossimo anno scolastico, 2013 / 2014, restano inamovibili anche per l’a.s 2014 /  2015. In questo modo, la riduzione dei tetti di spesa per le famiglie è del 20 %.  Ma, nel caso di famiglie con bambini a cui corrispondono soltanto libri digitali la riduzione arriva fino al 30%.

 

Le scuole potranno utilizzare i risparmi ottenuti, grazie alla scuola digitale, per dotare gli studenti dei supporti tecnologici necessari per leggere i libri digitali, ovvero tablet, personal computer, ecc….

 

Scuola Digitale: Formazione per i docenti

 

I docenti, in questo percorso verso la scuola digitale, avranno a disposizione una piattaforma formativa con informazione on line riguardo i libri di testo in versione mista e digitale, per poter usarli al meglio. Inoltre, è prevista l’attivazione di azioni di monitoraggio e di documentazione, da parte dall’INDIRE, sull’andamento dell’adozione di libri digitali e sulle proposte d’integrazione nella scuola digitale.

 

Questi passi in avanti verso la scuola digitale rispondono ad uno degli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale Italiana. Si ricorda che la maggior parte degli studenti sta già usando a casa questi strumenti che ora utilizzerà nella scuola digitale.

 

Patrizia Caroli

 

 

 

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ven, mar 8, 2013  Ranalli
TFA Speciali 2013: Cosa sono, Requisiti e Novità per i docenti
1.5 (30%) 2 Vota Questo Articolo

TFA Speciali: I tirocini formativi attivi di recente istituzione sono il nuovo modo per conseguire le abilitazioni per poter accedere all’insegnamento.

Tuttavia il  legislatore, dei tfa speciali, ha inteso nel marasma generale di novità positive e meno positive lanciare una zattera di salvataggio ai tanti docenti già in servizio a tempo indeterminato di poter conseguire una nuova e diversa abilitazione per un eventuale passaggio ad altro insegnamento mediante mobilità professionale.

 

 

Ci riferiamo ai cosiddetti TFA Speciali o tirocini formativi attivi speciali il cui regolamento è al momento alla firma del dimissionario ministro alla pubblica istruzione , Profumo.

 

Cosa sono i TFA Speciali ?

 

 

Ma cosa sono i TFA Speciali o tirocini formativi attivi speciali a chi sono destinati, quali sono le modalità per la partecipazione e che cosa significa avere l’abilitazione attraverso questa partecipazione.

Sul primo punto abbiamo già detto del significato dei TFA Speciali.

Sono destinati a coloro  che sono in possesso dei requisiti previsti al comma 1 del DM 249/10 è cioè a quanti hanno maturato a decorrere dall’anno scolastico 1999/2000 e fino all’anno scolastico 2011/2012 incluso, almeno tre anni di servizio con contratto a tempo determinato in scuole statali o paritarie, nella classe di concorso richiesta per la partecipazione al percorso abilitante .

 

 

E’ valido anche il servizio su posto di sostegno  e si può optare per una sola classe di concorso.

Questa partecipazione non esclude il diritto per gli interessati a conseguire ulteriori abilitazioni nei percorsi ordinari.

Sono valutabili i servizi prestati per almeno 180 giorni nelle scuole statali e paritarie.

 

 

Prove ed esami dei TFA Speciali

 

Per quanti partecipano a codesto percorso formativo non è prevista la necessità di sostenere e superare prove di accesso. La frequenza ai percorsi tuttavia è incompatibile con la frequenza di corsi universitari ch hanno quale fine il conseguimento di titoli accademici.

Il conseguimento  di codesta abilitazione non è propedeutico all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento .

 

 

Consentono però il diritto all’iscrizione e all’inserimento nella II fascia delle graduatorie di circolo o d’istituto oltre al diritto all’ammissione alle procedure concorsuali.

La suddetta abilitazione costituisce requisito per l’insegnamento nelle scuole paritarie.

tfa specialiL’esito finale dei TFA Speciali prevede il conseguimento di 41 crediti formativi universitari .

19 crediti formativi relativi ai TFA Speciali si considerano assolti per effetto del possesso di particolari requisiti di servizio che hanno permesso l’accesso.

Il percorso viene superato se si riporta una valutazione finale di almeno 18/30 in ciascuno degli insegnamenti previsti dai percorsi per accedere all’esame finale.

 

 

L’esame finale come abbiamo detto ha valore abilitante per la classe di concorso a cui si partecipa e consiste nella redazione illustrazione e discussione di un elaborato originale.

Gli accessi ai TFA Speciali sono calcolati sulla base del fabbisogno che deriva dalla copertura dei posti vacanti .

Importante è sottolineare l’importanza che riveste il conseguimento di questa abilitazione ai fini futuristici poiché prevede una corsia preferenziale per la partecipazione ai futuri concorsi tanto è vero che il 25% di essi potrà avere un change maggiore rispetto ad altri concorrenti.

 

Giancarlo Ranalli

 

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