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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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ven, dic 4, 2015  Valentina
Pensioni Scuola. Ecco Le Novità
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Fonte: scuolathena.it

Fonte: scuolathena.it

Il ministero non perde tempo e decide di dare una accelerata per le pensioni a partire dal primo settembre prossimo. Non solo per gli insegnanti, ma per tutti gli appartenenti al comparto scuola e ATA.

 

In attesa del decreto che ufficializzerà i modi e i tempi di accesso alle domanda di pensionamento, facciamo insieme il punto sulla base delle notizie che abbiamo oggi.

 

Iniziamo subito con il precisare che al primo settembre 2016 coloro tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) con contratto a tempo indeterminato che vorranno presentare domanda di pensione, potranno farlo solo se ci sarà una delle seguenti condizioni:

 

- Raggiungimento del limite di servizio o dimissioni volute;

 

- Trattenimento al lavoro per raggiungere il minimo contributivo

 

- Cambiamento del contrato in part-time

 

 

Se l’ufficializzazione di questo decreto arriva prima del tempo dettato dallo stesso ministero, significherà che anche la scadenza per la presentazione delle domande per il 2015, fissata allo scorso 15 gennaio, dovrà necessariamente essere anticipata.

 

 

 

Pensioni Scuola. Cosa Cambia Con L’anticipo

 

 

 

Il dato certamente positivo da registrare nel caso in cui questa anticipazione della domanda di pensione venisse effettivamente attuata è quello per il quale si potrebbero avere dei numeri precisi sulle cattedre che si liberano per l’anno 2016-2017 e di conseguenza si potrà programmare in maniera più sistematica anche la mobilità per il 2016.

 

Il numero degli insegnanti e dei dipendenti Ata che potrebbero lasciare il lavoro a settembre 2016 dovrebbe superare le 20 mila unità secondo calcoli non ancora ufficiali. Ci sarebbe quindi una diminuzione del 35% rispetto al numero di personale andato in pensione nello scorso settembre.

 

Rimane però ancora in sospeso la questione sulla pensione anticipata a 63 anni e 7 mesi con una penalizzazione. Tema di forte scontro tra il presidente dell’Inps Tito Boeri e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Tema che andrebbe a incidere notevolmente, qualunque sia la piega che prenderà, sui numeri che abbiamo appena citato.

 

Dalla scuola arriva comunque la richiesta di sopperire a due grandi assenti della riforma in tema di pensioni ad oggi: il pensionamento dei quota 96 della scuola e una misura che tuteli le donne, ovvero l’8% degli appartenenti al comparto.

Entrambi questi temi sono stati più volte oggetto di discussione senza mai un accordo finale chiaro e concreto. Questi due temi sono i prossimi obbiettivi sindacali del comparto scuola.

 

 

 

 

Fonte: blastingnews /  orizzontescuola

 

 

 

 

 

Valentin Stipa

 

 

 

 

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ven, nov 27, 2015  Valentina
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Fonte: lintraprendente.it

Fonte: lintraprendente.it

Tanto per non lasciare dubbi e creare false aspettative, il Miur ha voluto fare diverse precisazioni su come sarà possibile impiegare i 500 euro erogati ai docenti per la formazione e l’aggiornamento professionale.

 

La premessa di base è che la Buona Scuola “riconosce fondamentale la formazione professionale del docente nel quadro degli obiettivi formativi, che riguardano competenze disciplinari e trasversali, scelte educative e metodologie laboratoriali”.

 

 

 

Buona Scuola. Ecco Cosa Si può Acquistare Con La Card

 

 

Personal computer, computer portatili o notebook, computer palmari, tablet ma anche software permettono di consultare enciclopedie, vocabolari, repertori culturali o di progettare modelli matematici o di realizzare disegni tecnici, di videoscrittura e di calcolo.

 

Anche i corsi online rientrano tra le attività consentite ma solo se organizzati da università, consorzi universitari e interuniversitari, Indire, Istituti pubblici di ricerca o altri enti accreditati dal Miur. Non potranno invece essere pagati con la card dell’insegnante dispositivi come smartphone, pennette Usb, videocamere, stampanti e toner abbonamenti a linee adsl, il pagamento del canone Rai o di una pay tv.

 

A proposito di formazione, vale la pena ricordare il corso di formazione indetto per ogni insegnante di qualunque ordine e livello in merito a funzioni organizzative, culturali e formative inerenti la disabilità e i processi di integrazione. Si tratta nel dettaglio di 50 ore di lezione suddivise in due unità formative, le quali includeranno attività laboratoriali, pratica didattica, esercitazioni, lavoro online, documentazione e tutoring. Tutte le informazioni possono essere reperite sul sito del Miur.

 

 

La Buona Scuola. Si Espone Perfino Il Papa

 

 

Fra gli operai più malpagati ci sono gli educatori. Cosa vuol dire? Semplicemente che lo Stato non ha interesse. Se l’avesse le cose non andrebbero così. L’educazione è diventata troppo selettiva e elitaria. Sembra che hanno diritto all’educazione soltanto le persone che hanno un certo livello, una certa capacità. Ma certamente non hanno diritto all’ educazione tutti i bambini, tutti i giovani, e questo è una vergogna”.

 

Parole di un sindacalista? Di un insegnante rancoroso? No. Di Papa Francesco.

Un messaggio importante che arriva da una persona altrettanto importante. E che non parla certo per interesse diretto sul tema. Bisognerebbe rifletterci.

 

 

 

Fonte: repubblica /  blastingnews / ansa

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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mar, nov 17, 2015  Valentina
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Fonte: repubblica.it

Fonte: repubblica.it

Voglio dare la mia vicinanza e solidarietà a tutti quegli insegnanti che hanno deciso di non fare la domanda, seguendo il consiglio di una parte del mondo sindacale. Purtroppo, si sono fidati di cattivi consigli e consiglieri“. Una dichiarazione davvero poco felice quella del Premier Renzi.

Un’ironia, perché così la vogliamo leggere, fuori luogo e fuori tempo.

 

Il premier a margine dello sciopero del comparto scuola ha parlato dei 48mila insegnanti che hanno firmato l’assunzione a tempo indeterminato a completamento della fase C del piano di assunzione straordinaria previsto dalla riforma della Buona Scuola.

 

Ma la scuola non ci sta. E a fronte di queste belle promesse, va detto, mantenute, ci sono ancora molti punti del tutto inaccettabili per gli appartenenti al settore, che hanno portato alla manifestazione di piazza di qualche giorno fa indetta da Cobas, Unicobas, Anief e Cub.

 

 

 

Scuola. I Motivi Della Protesta

 

 

 

I punti cardine che hanno portato in piazza migliaia di persone in tutta Italia sono principalmente tre:

 

1. impedire l’applicazione almeno delle parti più deleterie della legge 107 sulla Buona Scuola;

 

2. chiedere la stabilizzazione di tutti i precari esclusi;

 

3. dare battaglia all’umiliante proposta di rinnovo contrattuale che dopo sei anni di blocco prevede un aumento medio di 8 euro lordi al mese.

 

I motivi della discesa in piazza di buona parte degli appartenenti al comparto scuola li riassume bene, nella sua dichiarazione a margine della manifestazione, Marcello Pacifico, presidente Anief: “basta con gli inganni: come si fa a dire che la supplentite è finita, visto che rimangono da assumere quasi 200mila precari abilitati tra Graduatorie a eliminazione e graduatorie d’Istituto? Pure gli 8 euro di aumento previsti dalla Legge di Stabilità 2016 gridano vendetta. Per non parlare della norma di un anno fa che ha cancellato le supplenze per il primo giorno di assenza dei docenti e della prima settimana degli Ata. L’ora della tolleranza è finita”.

 

Alcune piazze si sono scaldate più di altre, come Napoli e Torino, lasciando anche indietro qualche ferito.  Certamente atti da condannare senza riserve. Certamente sintomi gravi di uno stato di agitazione che non accenna a diminuire. Anzi.

 

 

Fonte: blastingnews / rainews / lastampa

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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gio, nov 12, 2015  Valentina
Scuola. Si avvicina il Concorso a Cattedra
4.27 (85.45%) 11 Vota Questo Articolo

Fonte: gildavenezia.it

Fonte: gildavenezia.it

Entro il primo dicembre prossimo il Miur dovrà rendere noti i dettagli del concorso a cattedra di cui tanto si è parlato nei mesi scorsi, ma ad oggi le informazioni arrivano ancora a singhiozzo.

 

Si tratta di un cambiamento epocale per l’ambiente scuola perché come ha sottolineato in più occasioni lo stesso sottosegretario al Miur Faraone: “il concorso sarà l’unica via di accesso alla professione”.

Di certo, si conosce già il numero dei posti messi a disposizione, ovvero 63.000 a cui ne andranno poi aggiunti altri 30.000 tra gli insegnanti da stabilizzare dalla graduatorie a esaurimento nel prossimo triennio.

I 63.000 posti sono stati suddivisi in questo modo: 16.300 per la scuola secondaria di secondo grado; 13.800 per la scuola secondaria di primo grado; 15.900 per la scuola primaria e 6.800 per la scuola dell’infanzia. Questi numeri si scontrano con i 250 mila candidati, mal contati dallo stesso ministero.

 

 

 

Concorso Scuola. Le prove

 

 

Proprio considerando i numeri non è escluso che vengano inserire delle prove preselettive, per effettuare una prima scrematura, esattamente come accadde nel 2012 con il concorso Profumo.

Questo però riguarderebbe solo una parte dei partecipanti, ovvero coloro che partecipano per le scuole dell’infanzia e per quelle primarie, che secondo le previsioni vedranno il numero maggiore di candidati rispetto ai posti disponibili.

 

La volontà di eliminare queste prove intermedie, dopo il 2012, è emersa non solo per un risparmio netto nelle tasche statali, ma soprattutto per limitare i conteziosi in tribunale. Sulle prove comunque non esiste ancora ufficialità, ma dalle prime indiscrezioni sembra che non mancheranno una prova critta sull’uso del computer di base, orientata non tanto alle conoscenza, quanto all’uso informatico per la presentazione di una lezione, e una prova orale.

 

La vera selezione però dovrebbe avvenire non tanto sulla preparazione, piuttosto sulle nozioni pedagogiche. Ci si aspetta dunque che sia per la parte scritta che per quella orale, si richieda la simulazione di una lezione in aula.

A questo punto è solo necessario che il Miur definisca gli ultimi dettagli e bandisca il concorso. Nella speranza che vada tutto bene e non ne nasca un putiferio di ricorsi come nel 2012.

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / blastingnews

 

 

 

 

Valentina Stipa

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lun, lug 13, 2015  Valentina
La Buona Scuola E’ Legge
3 (60%) 1 Vota Questo Articolo

 

Fonte: repubblica.it

Fonte: repubblica.it

Con 277 voti a favore e 173 contrari e 4 astenuti, la scuola è diventata Buona Scuola. Un percorso veloce ma non privo di insidie e ostacoli, i quali, è già previsto, avranno ripercussioni anche nei prossimi mesi.

 

 

 

 

La Buona Scuola. Cosa Prevede

 

 

Il principio che sta alla base di questa riforma riguarda  il rafforzamento dell’autonomia scolastica che si traduce in una maggiore libertà nella gestione degli edifici, della didattica, dei progetti formativi e dei fondi a disposizione di ogni singola scuola. Ogni istituto dovrà garantire l’apertura pomeridiana e la riduzione del numero di alunni e di studenti per classe. Inoltre durante i periodi di sospensione dell’attività didattica, dovranno essere attivate iniziative di carattere educativo, ricreativo, culturale, e sportivo da svolgersi all’interno degli edifici scolastici.

Ogni istituto dovrà stabilire con cadenza triennale la propria offerta formativa a cui corrisponderanno altrettanti adempimenti dell’amministrazione, come gli organici, la mobilità del personale e le assunzioni.

Verranno poi formate, su indicazioni del Miur, delle reti di scuole all’interno delle quali i docenti potranno muoversi coinvolgendo più città.

Ogni docente potrà usufruire di 500 euro annui per la propria formazione che comprende corsi ma anche libri e materiale scolastico. Il decreto della buona scuola poi prevede anche un bonus di 200 milioni di euro che il dirigente scolastico può elargire al docente meritevole, previa motivazioni della sua decisione al consiglio di istituto.

 

 

 

La Buona Scuola. Potere Ai Presidi e Assunzioni, I Punti Critici

 

 

Il dirigente scolastico avrà un potere completo sull’organico e sui docenti, i quali verranno chiamati sulla base degli ambiti a cui si accederà tramite concorsi pubblici o attraverso il Piano straordinario di assunzioni 2015, il quale prevede già le assunzioni degli iscritti nelle Gae e i vincitori idonei del concorso a cattedre del 2012.

 

Il preside avrà poi il potere di  impiegare i docenti in classi di concorso diverse da quelle per le quali sono abilitati, purché non siano disponibili sul territorio professori abilitati in quelle classi di concorso e in possesso di  titoli di studio, percorsi formativi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire.

 

I docenti che saranno assunti attraverso il Piano straordinario potranno scegliere se entrare di ruolo sul sostegno oppure sui posti comuni. Dunque anche gli insegnanti abilitati al sostegno non saranno più vincolati a quei singoli posti.

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / blastingnews

 

 

 

Valentina Stipa

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