Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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gio, mar 6, 2014  Marco Brezza
Ferie Non Godute Docenti Precari: Si tratta di discriminazione? 5.00/5 (100.00%) 2 Vota Questo Articolo

Questione di ferie non godute e di retribuzione: come se non bastasse il polverone sollevato dal tentato prelievo di 150 euro dallo stipendio dei docenti della scuola pubblica andato in scena nel mese di gennaio, continua ad assumere importanza il delicato tema del pagamento ferie non godute docenti. Non bisogna dimenticare infatti che il MIUR ha redatto ed inviato a tutte le scuole una nota inerente proprio alla questione delle ferie non godute dai docenti precari.

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Fonte: www.impresalavoro.eu

Fonte: www.impresalavoro.eu

Il problema del pagamento ferie non godute docenti

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Secondo molti la mancata monetizzazione delle ferie non godute, che i docenti precari della scuola non possono fruire durante l’anno scolastico – se non per 6 giornate previo reperimento dei propri sostituti – e per le quali il contratto collettivo nazionale prevedeva una forma compensativa nella monetizzazione dei giorni di ferie maturati, si configurerebbe come un vero e proprio furto di Stato. Allo stato delle cose pertanto, pare che il MEF pagherà ai professori precari solo una parte dei giorni di ferie non legittimamente goduti al netto dei periodi in cui le lezioni sono state sospese.

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Da quanto emerge analizzando la nota 72696, il MEF sembrerebbe rammentare che a partire dalle suddette nuove disposizioni di legge i docenti precari siano obbligati a fruire delle ferie nei periodi di sospensione dalle lezioni: in questo modo però sembrerebbero venire disapplicate le disposizioni normative precedenti.

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Ferie non godute docenti: la lesione di un diritto fondamentale

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Sempre in tema di ferie non godute docenti, va citata l’interrogazione presentata al Ministro all’Istruzione, Università e Ricerca dall’onorevole Giampiero Giulietti (Partito Democratico) volta a sollecitare il Governo a ripristinare il pagamento ferie non godute docenti precari relativamente all’anno scolastico 2012/2013. Il deputato ha illustrato la questione con chiarezza: “Dallo scorso primo settembre ai docenti a tempo determinato non vengono più pagate le ferie non godute, secondo quanto previsto dal decreto legge 95/2012, convertito nella legge 135/2012: si tratta senza alcun dubbio di un provvedimento fortemente iniquo e discriminatorio rispetto al personale assunto a tempo indeterminato, che lede un diritto fondamentale sancito dalla nostra Costituzione e dallo Statuto dei Lavoratori come il diritto alle ferie, e che comporta per il lavoratore un grave danno a livello economico visto che in media ciascun insegnante precario con cattedra da 18 ore perderà circa 1100 euro”. Giulietti ha proseguito e concluso affermando la necessità che “il Governo intervenga quanto prima per porre rimedio a quanto previsto dalla legge 135 garantendo ai precari della scuola la stessa dignità e gli stessi diritti riconosciuti agli altri lavoratori”.

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Una evidente discriminazione contrattuale

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E questa non è l’unica voce sollevatasi sul tema delle ferie non godute dai docenti: secondo un coro unanime infatti a partire dallo scorso primo di settembre nessun giorno maturato di ferie sarà monetizzato, visto che i giorni di sospensione delle lezioni risulteranno in numero superiore ai giorni di ferie maturati: configurandosi pertanto una evidente discriminazione di tipo contrattuale tra docenti di ruolo e quelli precari che nella scuola svolgono la stessa fondamentale funzione professionale. Per i prof di ruolo permane quindi il diritto alle ferie con possibilità di scelta di farne uso nei periodi di sospensione delle lezioni in corso d’anno o nei mesi estivi: i docenti precari invece, qualora abbiano un contratto a termine al 30 giugno, non potranno decidere quando utilizzare il periodo di ferie poiché nel periodo estivo risultano ogni anno disoccupati (per essere poi riassunti nel mese di settembre).
Pertanto il tema delle ferie non godute docenti si inserisce in quel filone critico che attraversa il settore scolastico nei difficili tempi della “spending review”: quando sarà possibile uscire da questo gorgo di problematiche?

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Fonti: Informazionescuola.it, Umbriajournal.com

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Marco Brezza   

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mer, mar 27, 2013  Patrizia Caroli
Scuola Digitale: Italia Verso la Scuola Online 2.00/5 (40.00%) 1 Vota Questo Articolo

Scuola Digitale: Il governo firma un decreto che prevede, dall’anno scolastico 2014 / 2015 solo libri digitali o misti e un tablet per ogni studente. Conclusione, meno libri, meno spese per le famiglie e zaini più leggeri per i bambini.

 

L’Italia fa un passo importante in avanti verso la scuola online, infatti ancora un anno di tempo e poi, nella scuola pubblica italiana entrerà soltanto materiale digitale o misto. Questo implicherà, secondo il MIUR, una riduzione della spesa per le famiglie di circa il 30 %, oltre un passo in avanti verso la scuola online. 

 

La normativa verrà applicata in modo progressivo. Inizialmente colpirà le classi di prima e quarta della scuola primaria, la classe prima della scuola secondaria di I grado, la prima e la terza classe della secondaria di II grado.

 

 

scuola digitaleScuola Digitale: meno spese per le famiglie

 

Il nuovo decreto firmato dal MIUR prevede importanti miglioramenti riguardo le tasche delle famiglie italiane: si parla di costi sostenuti.

 

Infatti, i prezzi di copertina dei libri definiti per il prossimo anno scolastico, 2013 / 2014, restano inamovibili anche per l’a.s 2014 /  2015. In questo modo, la riduzione dei tetti di spesa per le famiglie è del 20 %.  Ma, nel caso di famiglie con bambini a cui corrispondono soltanto libri digitali la riduzione arriva fino al 30%.

 

Le scuole potranno utilizzare i risparmi ottenuti, grazie alla scuola digitale, per dotare gli studenti dei supporti tecnologici necessari per leggere i libri digitali, ovvero tablet, personal computer, ecc….

 

Scuola Digitale: Formazione per i docenti

 

I docenti, in questo percorso verso la scuola digitale, avranno a disposizione una piattaforma formativa con informazione on line riguardo i libri di testo in versione mista e digitale, per poter usarli al meglio. Inoltre, è prevista l’attivazione di azioni di monitoraggio e di documentazione, da parte dall’INDIRE, sull’andamento dell’adozione di libri digitali e sulle proposte d’integrazione nella scuola digitale.

 

Questi passi in avanti verso la scuola digitale rispondono ad uno degli obiettivi fissati dall’Agenda Digitale Italiana. Si ricorda che la maggior parte degli studenti sta già usando a casa questi strumenti che ora utilizzerà nella scuola digitale.

 

Patrizia Caroli

 

 

 

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ven, mar 8, 2013  Ranalli
TFA Speciali 2013: Cosa sono, Requisiti e Novità per i docenti 1.50/5 (30.00%) 2 Vota Questo Articolo

TFA Speciali: I tirocini formativi attivi di recente istituzione sono il nuovo modo per conseguire le abilitazioni per poter accedere all’insegnamento.

Tuttavia il  legislatore, dei tfa speciali, ha inteso nel marasma generale di novità positive e meno positive lanciare una zattera di salvataggio ai tanti docenti già in servizio a tempo indeterminato di poter conseguire una nuova e diversa abilitazione per un eventuale passaggio ad altro insegnamento mediante mobilità professionale.

 

 

Ci riferiamo ai cosiddetti TFA Speciali o tirocini formativi attivi speciali il cui regolamento è al momento alla firma del dimissionario ministro alla pubblica istruzione , Profumo.

 

Cosa sono i TFA Speciali ?

 

 

Ma cosa sono i TFA Speciali o tirocini formativi attivi speciali a chi sono destinati, quali sono le modalità per la partecipazione e che cosa significa avere l’abilitazione attraverso questa partecipazione.

Sul primo punto abbiamo già detto del significato dei TFA Speciali.

Sono destinati a coloro  che sono in possesso dei requisiti previsti al comma 1 del DM 249/10 è cioè a quanti hanno maturato a decorrere dall’anno scolastico 1999/2000 e fino all’anno scolastico 2011/2012 incluso, almeno tre anni di servizio con contratto a tempo determinato in scuole statali o paritarie, nella classe di concorso richiesta per la partecipazione al percorso abilitante .

 

 

E’ valido anche il servizio su posto di sostegno  e si può optare per una sola classe di concorso.

Questa partecipazione non esclude il diritto per gli interessati a conseguire ulteriori abilitazioni nei percorsi ordinari.

Sono valutabili i servizi prestati per almeno 180 giorni nelle scuole statali e paritarie.

 

 

Prove ed esami dei TFA Speciali

 

Per quanti partecipano a codesto percorso formativo non è prevista la necessità di sostenere e superare prove di accesso. La frequenza ai percorsi tuttavia è incompatibile con la frequenza di corsi universitari ch hanno quale fine il conseguimento di titoli accademici.

Il conseguimento  di codesta abilitazione non è propedeutico all’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento .

 

 

Consentono però il diritto all’iscrizione e all’inserimento nella II fascia delle graduatorie di circolo o d’istituto oltre al diritto all’ammissione alle procedure concorsuali.

La suddetta abilitazione costituisce requisito per l’insegnamento nelle scuole paritarie.

tfa specialiL’esito finale dei TFA Speciali prevede il conseguimento di 41 crediti formativi universitari .

19 crediti formativi relativi ai TFA Speciali si considerano assolti per effetto del possesso di particolari requisiti di servizio che hanno permesso l’accesso.

Il percorso viene superato se si riporta una valutazione finale di almeno 18/30 in ciascuno degli insegnamenti previsti dai percorsi per accedere all’esame finale.

 

 

L’esame finale come abbiamo detto ha valore abilitante per la classe di concorso a cui si partecipa e consiste nella redazione illustrazione e discussione di un elaborato originale.

Gli accessi ai TFA Speciali sono calcolati sulla base del fabbisogno che deriva dalla copertura dei posti vacanti .

Importante è sottolineare l’importanza che riveste il conseguimento di questa abilitazione ai fini futuristici poiché prevede una corsia preferenziale per la partecipazione ai futuri concorsi tanto è vero che il 25% di essi potrà avere un change maggiore rispetto ad altri concorrenti.

 

Giancarlo Ranalli

 

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ven, mar 1, 2013  Patrizia Caroli
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Esami di Stato 2013: formazione di commissioni e guida alla domanda online. Il Ministero ha pubblicato recentemente una circolare con le indicazioni precise che devono seguire le scuole per la formazione delle commissioni per gli Esami di Stato 2013. Ricordiamo che i docenti interessati agli esami di stato 2013 devono fare domanda online.

 

Esami di Stato 2013: La Circolare

 

esami di stato 2013

Foto: Istruzionemessina.it

La circolare 7 del 19 febbraio contiene tutte le informazioni necessarie per la corretta composizione delle commissioni valutatrici per gli esami di stato 2013 nella scuola secondaria di secondo grado.

Inoltre, il documento contiene indicazioni riguardo la nominazione di commissari interni e deroghe all’obbligo di presentazione di domande per gli esami di stato 2013 in caso, ad esempio, di part time o di legge 104 / 92.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esami di Stato 2013: Compensi per commissari

 

 

A regolare il compenso da attribuire ai commissari interni per gli esami di stato 2013 è il Decreto Interministeriale 24 maggio 2007. Tale documento, nell’articolo 3, comma 1, precisa che al commissario interno spetta un unico rimborso forfetario qualora operi su un’unica commissione. Mentre che viene allegato un’ ulteriore retribuzione aggiuntiva solo nel caso in cui il commissario interno operi su più commissioni e non anche nel caso in cui si trovi ad operare in entrambe le classi della medesima commissione.

 

Domanda per Esami di Stato 2013

 

Gli insegnanti e dirigenti scolastici interessati a realizzare gli esami di stato 2013 dovrà presentare una domanda online, tramite le istanze online del sito ufficiale del MIUR, entro le ore 18.00 del 12 marzo 2013.

L’unica eccezione è rappresentata dal personale docente della regione Valle d’Aosta, della provincia di Bolzano e delle scuole slovene delle province di Gorizia e Trieste, che presenterà la domanda in modalità cartacea entro il giorno 12 marzo 2013.

Anche il personale universitario dovrà presentare la domanda per gli esami di stato 2013 in modalità tradizionale (modello ES-2), prima del venerdì 8 marzo 2013.

 

Accedi alla nostra guida sulla presentazione di domande online: Progetto Polis Istanze Online

 

Oppure guarda questo video, realizzato dalla FLC CGIL che illustra le procedure da seguire per la registrazione alle istanze online.

 

 

Per ottenere ulteriori informazioni o accedere ai diversi modelli per la presentazione di domande per gli Esami di Stato 2013 seguire questo link: Circolare Ministeriale 7 del 19 febbraio 2013 – Allegati

 

Fonte: Flc Cgil

 

Patrizia Caroli

 

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mer, feb 27, 2013  Ranalli
Assenza per Malattia Scuola: Normativa e Fasce di Reperibilità 3.06/5 (61.25%) 16 Vota Questo Articolo

Assenza malattia scuola. Il  personale docente a tempo indeterminato può assentarsi dal servizio per complessivi mesi diciotto, in base alla normativa che regola l’assenza per malattia scuola, percependo per il suddetto periodo la retribuzione così come di seguito indicato:

  • ° I primi nove mesi vengono retribuiti per intero
  • ° I successivi tre mesi vengono retribuiti al 90%
  • ° I successivi sei mesi vengono retribuiti al 50%.

Ove mai l’assenza per malattia scuola perdurasse ulteriormente al docente verrà conservato unicamente il posto di lavoro.

Trascorsi questi ulteriori sei mesi l’amministrazione può chiedere alla competente commissione medica di verifica di sottoporre il docente a visita medico-collegiale per accertarne l’idoneità lavorativa e l’opportunità di assenza per malattia scuola.

La commissione medica di verifica oltre ad accertare l’idoneità o meno alla mansione specifica, nell’ipotesi in cui accerti l’inidoneità può anche deliberare per il cambiamento del profilo professionale.

 

Cambiamento di Posto di Lavoro per Assenza Per Malattia Scuola

 

assenza per malattia scuola

Foto: renatobrunetta.it

Il cambiamento del profilo professionale qualora venisse meno potrebbe determinare il licenziamento del docente per assenza per malattia scuola.

Non tutte le patologie rientrano ovviamente tra quelle per il quale scatta la conta dei 180 giorni per assenza per malattia scuola ovvero ci sono le cosiddette gravi patologie che non subiscono questa conta e per le quali non e prevista alcuna decurtazione degli emolumenti.

Tale decurtazione e prevista sulla parte accessoria degli emolumenti solo per le patologie non gravi e riguardano solo i primi dieci giorni di un unico evento morboso .

Vale a dire che se un docente si assenta per malattia per giorni venti , la decurtazione opererà per i primi dieci giorni. Se un docente invece si assenta per dieci giorni e poi continua la sua assenza per malattia scuola per altri dieci giorni la decurtazione opererà su tutti i venti giorni.

 

 

Assenza per Malattia Scuola: Fasce di Reperibilità

 

L’assenza per malattia scuola è  ovviamente soggetta a controllo medico su richiesta della scuola alla competente INPS ed è a carico della stessa istituzione scolastica.

Recentemente è intervenuta una disposizione da parte del Ministero per la Funzione Pubblica che ha inteso premiare la non ripetitività dell’assenza per malattia, per cui i dirigenti scolastici potranno inviare il controllo fiscale solo a quei dipendenti che ritengono essere degli abitudinari.

Le fasce di reperibilità sono la mattina dalle 09 alle 13 e nel pomeriggio dalle 15 alle 18.

 

Assenza per Malattia Scuola Docenti: casi particolari

Il personale docente a tempo determinato può assentarsi dal servizio per un solo mese e la retribuzione viene ridotta del 50%

Il personale docente di religione a tempo determinato se stabilizzato, ovvero se ha maturato il diritto alla ricostruzione di carriera ( vale a dire servizio superiore a 180 giorni per quattro anni con almeno 12 ore nella scuola primaria, e servizio superiore a 180 giorni per quattro anni con almeno 09 ore nella scuola secondaria se non dovute a ragioni strutturali ) ha gli stessi diritti a livello di assenze per malattia del personale appartenente ad altre classi di concorso.

Mentre il docente di religione a tempo indeterminato che non si trova nelle suddette condizioni è considerato supplente e quindi può assentarsi dal servizio al pari degli altri docenti supplenti con la possibilità di assentarsi dal servizio per malattia per trenta giorni con la riduzione della retribuzione pari al 50%. 

 

Giancarlo Ranalli

 

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