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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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gio, nov 12, 2015  Valentina
Scuola. Si avvicina il Concorso a Cattedra
4.27 (85.45%) 11 Vota Questo Articolo

Fonte: gildavenezia.it

Fonte: gildavenezia.it

Entro il primo dicembre prossimo il Miur dovrà rendere noti i dettagli del concorso a cattedra di cui tanto si è parlato nei mesi scorsi, ma ad oggi le informazioni arrivano ancora a singhiozzo.

 

Si tratta di un cambiamento epocale per l’ambiente scuola perché come ha sottolineato in più occasioni lo stesso sottosegretario al Miur Faraone: “il concorso sarà l’unica via di accesso alla professione”.

Di certo, si conosce già il numero dei posti messi a disposizione, ovvero 63.000 a cui ne andranno poi aggiunti altri 30.000 tra gli insegnanti da stabilizzare dalla graduatorie a esaurimento nel prossimo triennio.

I 63.000 posti sono stati suddivisi in questo modo: 16.300 per la scuola secondaria di secondo grado; 13.800 per la scuola secondaria di primo grado; 15.900 per la scuola primaria e 6.800 per la scuola dell’infanzia. Questi numeri si scontrano con i 250 mila candidati, mal contati dallo stesso ministero.

 

 

 

Concorso Scuola. Le prove

 

 

Proprio considerando i numeri non è escluso che vengano inserire delle prove preselettive, per effettuare una prima scrematura, esattamente come accadde nel 2012 con il concorso Profumo.

Questo però riguarderebbe solo una parte dei partecipanti, ovvero coloro che partecipano per le scuole dell’infanzia e per quelle primarie, che secondo le previsioni vedranno il numero maggiore di candidati rispetto ai posti disponibili.

 

La volontà di eliminare queste prove intermedie, dopo il 2012, è emersa non solo per un risparmio netto nelle tasche statali, ma soprattutto per limitare i conteziosi in tribunale. Sulle prove comunque non esiste ancora ufficialità, ma dalle prime indiscrezioni sembra che non mancheranno una prova critta sull’uso del computer di base, orientata non tanto alle conoscenza, quanto all’uso informatico per la presentazione di una lezione, e una prova orale.

 

La vera selezione però dovrebbe avvenire non tanto sulla preparazione, piuttosto sulle nozioni pedagogiche. Ci si aspetta dunque che sia per la parte scritta che per quella orale, si richieda la simulazione di una lezione in aula.

A questo punto è solo necessario che il Miur definisca gli ultimi dettagli e bandisca il concorso. Nella speranza che vada tutto bene e non ne nasca un putiferio di ricorsi come nel 2012.

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / blastingnews

 

 

 

 

Valentina Stipa

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lun, lug 13, 2015  Valentina
La Buona Scuola E’ Legge
3 (60%) 1 Vota Questo Articolo

 

Fonte: repubblica.it

Fonte: repubblica.it

Con 277 voti a favore e 173 contrari e 4 astenuti, la scuola è diventata Buona Scuola. Un percorso veloce ma non privo di insidie e ostacoli, i quali, è già previsto, avranno ripercussioni anche nei prossimi mesi.

 

 

 

 

La Buona Scuola. Cosa Prevede

 

 

Il principio che sta alla base di questa riforma riguarda  il rafforzamento dell’autonomia scolastica che si traduce in una maggiore libertà nella gestione degli edifici, della didattica, dei progetti formativi e dei fondi a disposizione di ogni singola scuola. Ogni istituto dovrà garantire l’apertura pomeridiana e la riduzione del numero di alunni e di studenti per classe. Inoltre durante i periodi di sospensione dell’attività didattica, dovranno essere attivate iniziative di carattere educativo, ricreativo, culturale, e sportivo da svolgersi all’interno degli edifici scolastici.

Ogni istituto dovrà stabilire con cadenza triennale la propria offerta formativa a cui corrisponderanno altrettanti adempimenti dell’amministrazione, come gli organici, la mobilità del personale e le assunzioni.

Verranno poi formate, su indicazioni del Miur, delle reti di scuole all’interno delle quali i docenti potranno muoversi coinvolgendo più città.

Ogni docente potrà usufruire di 500 euro annui per la propria formazione che comprende corsi ma anche libri e materiale scolastico. Il decreto della buona scuola poi prevede anche un bonus di 200 milioni di euro che il dirigente scolastico può elargire al docente meritevole, previa motivazioni della sua decisione al consiglio di istituto.

 

 

 

La Buona Scuola. Potere Ai Presidi e Assunzioni, I Punti Critici

 

 

Il dirigente scolastico avrà un potere completo sull’organico e sui docenti, i quali verranno chiamati sulla base degli ambiti a cui si accederà tramite concorsi pubblici o attraverso il Piano straordinario di assunzioni 2015, il quale prevede già le assunzioni degli iscritti nelle Gae e i vincitori idonei del concorso a cattedre del 2012.

 

Il preside avrà poi il potere di  impiegare i docenti in classi di concorso diverse da quelle per le quali sono abilitati, purché non siano disponibili sul territorio professori abilitati in quelle classi di concorso e in possesso di  titoli di studio, percorsi formativi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire.

 

I docenti che saranno assunti attraverso il Piano straordinario potranno scegliere se entrare di ruolo sul sostegno oppure sui posti comuni. Dunque anche gli insegnanti abilitati al sostegno non saranno più vincolati a quei singoli posti.

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / blastingnews

 

 

 

Valentina Stipa

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mer, lug 8, 2015  Valentina
La Buona Scuola. Una Corsa Contro ll Tempo
3.67 (73.33%) 3 Vota Questo Articolo

Fonte: retescuole.net

Fonte: retescuole.net

Nessuna modifica dopo l’approvazione al senato per la riforma Buona Scuola. Era nelle previsioni, quindi nulla di nuovo. Ora manca l’approvazione definitiva ma è solo questione di poche ore.

 

Era stato d’altronde annunciato che l’approvazione di questo decreto, controverso fin dai suoi albori, sarebbe stato più veloce possibile, secondo la filosofia poco democratica del “via il dente, via il dolore”.

 

Di fatto però delle conseguenze ci saranno perché il mondo della scuola è pronto all’opposizione più agguerrita. Dunque spazio allo sciopero davanti a Montecitorio in collaborazione con l’associazione A.d.i.d.a. (Associazione Docenti Invisibili Da Abilitare) e al presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, Ferdinando Imposimato, il quale ha presentato una petizione all’onorevole Boldrini per richiedere l’immediata attuazione della sentenza della Corte di giustizia europea.

 

 

 

La Buona Scuola. Cosa Chiede La Petizione

 

 

Il presidente Imposimato non è certo solo in questa battaglia. Molte personalità anche del mondo dello spettacolo, che in qualche modo si collega all’univeso della cultura, dunque della scuola, hanno abbracciato e sostenuto questa iniziativa.

I più noti sono Francesco Guccini, Francesco Baccini, Dario Vergassola, Gianni Vattimo e Umberto Curi.

 

Cosa prevede questa petizione in concreto?

Le richieste mosse dal giudice Imposimato sono estremamente chiare: prima di tutto la regolarizzazione di tutti i docenti precari, senza vincoli di categoria.

In secondo luogo si chiede di seguire la procedura ordinaria per l’esame e la discussione del decreto, come stabilito dal comma 4 dell’articolo 72 della Costituzione Italiana.

 

 

La Buona Scuola. Qualcosa Di Buono Ci Sarà…

 

 

Di fatto va riconosciuto a questo decreto il merito di una tabella di marcia di assunzioni di tutto rispetto: partendo dalla regione Lombardia con 7800, si va a scalare con Lazio 4769, Veneto 3.346, Piemonte 3.294, Emilia-Romagna 3.117,  Toscana 2.663, Puglia 2, Campania 2.203 e Sicilia 1.557.

A questi numeri poi va aggiunto un’altra metà di percentuale di assunzioni sull’organico potenziato, avviato nell’anno in corso ma che diverrà operativo solo nel 2016.

Che sia l’unico aspetto davvero positivo? Non ci resta che attendere.

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / blastingnews / repubbica

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mar, ott 14, 2014  Valentina
Scuola. Va Seguito l’esempio tedesco
3.33 (66.67%) 3 Vota Questo Articolo

 

Dobbiamo mettere a posto il sistema dell’istruzione, della scuola, perché senza la scuola non c’è futuro. Poi la Pubblica amministrazione e la giustizia“.

riforma scuolaLo dice il presidente del consiglio Renzi, riconoscendo anche quanto sia “inutile lamentarsi soltanto dell’eccessivo rigore imposto dalla Germania agli altri paesi europei. Bisogna anche riconoscere che il modello tedesco su scuola-lavoro funziona”. Sorge però spontanea una domanda: la Merkel ha sviluppato questo modello così efficiente senza un confronto costruttivo con le parti interessate?

Difficile crederlo. Eppure, nonostante i buoni propositi il nostro premier di mettersi al tavolo delle trattative con i sindacati non ha alcuna intenzione.

 

 

Scuola. Assenza di Confronto Per la Riforma

 

 

La scelta del premier Renzi di aprire il sondaggio verso gli italiani sulle linee guida della riforma fa parte secondo i sindacati di una strategia politica precisa che vede la loro esclusione dalle trattative e dalla fase decisionale.

 

C’è un punto in particolare che ha fatto andare su tutte le furie la rappresentanza sindacale GILDA: è la questione spinosa degli scatti stipendiali basati sul merito.

La riforma prevedrebbe che soltanto il 66% massimo dei docenti potrà essere ritenuto meritevole e dunque accedere agli scatti stipendiali, quindi un docente su tre verrà di fatto definito, seppure in modo indiretto, incapace di svolgere la sua professione. Secondo il Sindacato stabilire per legge chi è meritevole e chi no è una vera e propria offesa per l’intera categoria.

 

Al momento il GILDA non ha minacciato di indire scioperi, ma è più che intenzionato a denunciare al giudice di pace il premier. Quota 96. Nessun Intervento Previsto Dalla Riforma.

 

E anche durante la sua trasferta a Londra, il premier non ha resistito e ha fatto dichiarazioni che hanno indispettito non poco la categoria degli insegnanti, in particolare quelli della cosiddetta quota 96, ovvero tutti quei docenti che continuano a esercitare nonostante abbiano già raggiunto i requisiti pensionistici, a causa dei pasticci della Riforma Fornero.

 

“Consente all’Italia di avere finanze stabili” ha affermato dalle rive del Tamigi.

Ma gli oltre 4mila docenti interessati dalla Quota 96 la ritengono una discriminazione e si definiscono ostaggi del Governo Renzi, che non permette loro di andare in pensione e ritirarsi come tutti gli altri lavoratori che hanno maturato i requisiti richiesti.

 

 

 

Fonte: iltempo / orizzonte scuola / blastingnews

 

 

 

Valentina Stipa

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gio, mar 6, 2014  Marco Brezza
Ferie Non Godute Docenti Precari: Si tratta di discriminazione?
5 (100%) 2 Vota Questo Articolo

Questione di ferie non godute e di retribuzione: come se non bastasse il polverone sollevato dal tentato prelievo di 150 euro dallo stipendio dei docenti della scuola pubblica andato in scena nel mese di gennaio, continua ad assumere importanza il delicato tema del pagamento ferie non godute docenti. Non bisogna dimenticare infatti che il MIUR ha redatto ed inviato a tutte le scuole una nota inerente proprio alla questione delle ferie non godute dai docenti precari.

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Fonte: www.impresalavoro.eu

Fonte: www.impresalavoro.eu

Il problema del pagamento ferie non godute docenti

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Secondo molti la mancata monetizzazione delle ferie non godute, che i docenti precari della scuola non possono fruire durante l’anno scolastico – se non per 6 giornate previo reperimento dei propri sostituti – e per le quali il contratto collettivo nazionale prevedeva una forma compensativa nella monetizzazione dei giorni di ferie maturati, si configurerebbe come un vero e proprio furto di Stato. Allo stato delle cose pertanto, pare che il MEF pagherà ai professori precari solo una parte dei giorni di ferie non legittimamente goduti al netto dei periodi in cui le lezioni sono state sospese.

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Da quanto emerge analizzando la nota 72696, il MEF sembrerebbe rammentare che a partire dalle suddette nuove disposizioni di legge i docenti precari siano obbligati a fruire delle ferie nei periodi di sospensione dalle lezioni: in questo modo però sembrerebbero venire disapplicate le disposizioni normative precedenti.

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Ferie non godute docenti: la lesione di un diritto fondamentale

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Sempre in tema di ferie non godute docenti, va citata l’interrogazione presentata al Ministro all’Istruzione, Università e Ricerca dall’onorevole Giampiero Giulietti (Partito Democratico) volta a sollecitare il Governo a ripristinare il pagamento ferie non godute docenti precari relativamente all’anno scolastico 2012/2013. Il deputato ha illustrato la questione con chiarezza: “Dallo scorso primo settembre ai docenti a tempo determinato non vengono più pagate le ferie non godute, secondo quanto previsto dal decreto legge 95/2012, convertito nella legge 135/2012: si tratta senza alcun dubbio di un provvedimento fortemente iniquo e discriminatorio rispetto al personale assunto a tempo indeterminato, che lede un diritto fondamentale sancito dalla nostra Costituzione e dallo Statuto dei Lavoratori come il diritto alle ferie, e che comporta per il lavoratore un grave danno a livello economico visto che in media ciascun insegnante precario con cattedra da 18 ore perderà circa 1100 euro”. Giulietti ha proseguito e concluso affermando la necessità che “il Governo intervenga quanto prima per porre rimedio a quanto previsto dalla legge 135 garantendo ai precari della scuola la stessa dignità e gli stessi diritti riconosciuti agli altri lavoratori”.

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Una evidente discriminazione contrattuale

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E questa non è l’unica voce sollevatasi sul tema delle ferie non godute dai docenti: secondo un coro unanime infatti a partire dallo scorso primo di settembre nessun giorno maturato di ferie sarà monetizzato, visto che i giorni di sospensione delle lezioni risulteranno in numero superiore ai giorni di ferie maturati: configurandosi pertanto una evidente discriminazione di tipo contrattuale tra docenti di ruolo e quelli precari che nella scuola svolgono la stessa fondamentale funzione professionale. Per i prof di ruolo permane quindi il diritto alle ferie con possibilità di scelta di farne uso nei periodi di sospensione delle lezioni in corso d’anno o nei mesi estivi: i docenti precari invece, qualora abbiano un contratto a termine al 30 giugno, non potranno decidere quando utilizzare il periodo di ferie poiché nel periodo estivo risultano ogni anno disoccupati (per essere poi riassunti nel mese di settembre).
Pertanto il tema delle ferie non godute docenti si inserisce in quel filone critico che attraversa il settore scolastico nei difficili tempi della “spending review”: quando sarà possibile uscire da questo gorgo di problematiche?

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Fonti: Informazionescuola.it, Umbriajournal.com

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Marco Brezza   

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