Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

Accessibilità per i visitatori: sola lettura, ma potrete presto chiedere la registrazione ed esprimere i vostri pareri.

Categorie

 
ven, dic 7, 2012  Valentina
Trasferimenti Polizia di Stato: Domanda di Trasferimento con Congedo 3.00/5 (60.00%) 1 Vota Questo Articolo

Trasferimenti Polizia di Stato:

 

La circolare n. 333-A/9802.B.B.5.4 del Ministero dell’Interno del 28 ottobre 1993 definisce le modalità delle richieste di trasferimenti Polizia di Stato sulla base di “preminenti fini di pubblico interesse ”.  Devono quindi sussistere esigenze di servizio affinché si possa procedere a presentare la domanda di trasferimenti Polizia di Stato e, come stabilito dal primo comma dell’art. 55 del D.P.R. 335/1982, è necessario che il richiedente presti servizio nella medesima sede per almeno 4 anni consecutivi, che scendono a due nel caso in cui la sede in questione sia nell’elenco di quelle considerate “disagiate” dal Ministero dell’Interno con apposito decreto a cadenza annuale.

 

Requisiti Trasferimenti Polizia di Stato

 

trasferimenti Polizia di Stato

Fonte: pesaronotizie

Gli altri due criteri sui quali si basa la stipula della graduatoria di trasferimenti Polizia di Stato sono:
-    L’anzianità di servizio e di sede a cui fanno eccezioni i periodi di aspettativa e quelli in posizioni di comando o fuori ruolo.
-    La situazione familiare ovvero lo stato civile, il numero dei figli a carico e la possibilità di un ricongiungimento familiare
-    Stato di servizio ovvero la richiesta di trasferimenti Polizia di Stato deve coincidere con la domanda da parte dell’ufficio di destinazione di quel ruolo e della sua competenza.

 

 

 

 

 

 

 

Trasferimenti Polizia di Stato: Come presentare la domanda di trasferimento?

 

La presentazione della domanda di trasferimento per la Polizia di Stato deve seguire la gerarchia del corpo dunque va inoltrata alla direzione centrale del personale, che dovrà come primo passo verificare la disponibilità dei posti nella sede richiesta e successivamente predisporre il provvedimento di trasferimenti Polizia di Stato se non sorgono situazioni di emergenza di servizio che impongano un rinvio.

 

Trasferimenti Polizia di Stato

 

 

In termini di trasferimenti Polizia di Stato va ricordato anche l’art. 15 del D.P.R. 395/1995 a cui va integrato poi l’art. 19 comma 2 del D.P.R. 164/2002, che ha introdotto il congedo straordinario per trasferimento ovvero un periodo di riposo dal corpo per espletare esigenze di ordine pratico legato ai trasferimenti Polizia di Stato come il trasloco e la riorganizzazione familiare presso la nuova sede di destinazione. Il tempo previsto dal congedo straordinario per trasferimenti Polizia di Stato varia in base a se il nuovo luogo di lavoro si trova su territorio nazionale o estero.
Nel primo caso  vengono previsti 20 giorni per il personale coniugato o con famiglia a carico o con almeno 10 anni di servizio e 10 giorni per il personale senza famiglia a carico con meno di 10 anni di servizio. Nel caso in cui il trasferimento avvenga invece in sedi estere i giorni diventano 30 se si è coniugati o con famiglia a carico o con almeno 10 anni di servizio e 20 giorni al personale senza famiglia a carico con meno di 10 anni di servizio.
Precisiamo infine che dal punto di vista del trattamento economico e previdenziale non ci sono variazioni nel periodo del congedo straordinario di trasferimenti Polizia di Stato rispetto alla normale retribuzione e al normale trattamento ai fini pensionistici .

 

Valentina Stipa

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, nov 15, 2012  Roberta Buscherini
Vota Questo Articolo

Arezzo accoglierà, dal 20 al 23 di novembre, il 1° Forum Internazionale su ‘Ambiente, Sviluppo e Salute’ nel quale saranno trattati questioni legate al cambio di paradigma, le politiche ambientali e la salute.

 

Si tratta di un evento importante per quel che riguarda la scienza e lo sviluppo in materia di salute e benessere. Inoltre, l’evento ospiterà anche una sessione del Regional Enviroment Center di Budapest, l’istituzione dell’ONU, della UE cui aderiscono fino a 30 paesi del Nord Africa, del Medio Oriente e dell’Asia Centrale.
Nello specifico esperti, medici e scienziati parleranno su temi che riguardano la salute dei cittadini e lo sviluppo del territorio per fare in modo di trovare un punto d’incontro sulle incidenze dei fattori ambientali nelle condizioni di salute della popolazione. In effetti, molte volte il rispetto all’ambiente è stato considerato come un blocco o un impedimento allo sviluppo, all’industrializzazione e all’edificazione, una scusa magari per fermarsi.
“Oggi invece – come spiega Vasco Giannotti, Direttore della Fondazione Gutenberg che ha ideato e organizzato l’evento – è possibile trovare un modo affinché la valorizzazione dell’ambiente e la promozione della salute siano occasioni per coniugare una nuova qualità di sviluppo economico”.
D’altro lato, il Ministro dell’ambiente, Corrado Clini, considera che ad oggi le politiche industriali devono essere coerenti con le politiche ambientali in tutti i paesi dell’Europa. In questo senso assicura che un errore di questo genere “ ha pesato sulla politica ambientale italiana, che è stata più caratterizzata dall’ esercizio del potere di interdizione che da proposte positive per la crescita sostenibile. Il mio lavoro di questi mesi è stato guidato dall’ esigenza di superare questo errore, riportando l’ ambiente al centro delle politiche di sviluppo”.
Il Ministro si è preso il compromesso di evitare che questo tipo di errori vengano ripetute e assicura che “la strada giusta è quella di accelerare la riqualificazione ambientale degli impianti, secondo le migliori tecnologie disponibili, e non quella di ritenere che l’ ambiente si salva chiudendo l’ Ilva. Se la riqualificazione ambientale di Ilva procede, la siderurgia italiana potrà contare su tecnologie «pulite» e competitive, a vantaggio dell’ impresa e dell’ ambiente. Se Ilva chiude, oltre al disastro sociale ed economico, resterà il deserto di un ambiente contaminato.”

 

Fonti: Repubblica.it / Il Fatto Quotidiano

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mar, ott 30, 2012  Roberta Buscherini
Vota Questo Articolo

“I cittadini devono capire che la sanità pubblica è quasi morta e devono scendere in piazza con noi per dire basta ai tagli ”. Questo il leitmotiv che ha guidato migliaia di camici bianchi – oltre 20.000 secondo gli organizzatori – in piazza sabato scorso a Roma per dire basta ai tagli che la spietata spending review prevede per il servizio sanitario nazionale.

 

Seppure non presenti in piazza anche i 340 mila infermieri hanno aderito all’iniziativa.

 

 

Spending Review Sanità: I Numeri

 

30 miliardi di tagli in 5 anni, 18.000 posti letto in meno e 2 miliardi di ticket in più per i cittadini dal 2014. Sono queste le motivazioni principali che hanno spinto alla manifestazione di piazza una categoria professionale considerata sotto molti aspetti privilegiata.

“A dispetto di una spesa tra le più basse in Europa, con indicatori di salute tra i migliori, la sanità italiana è diventata il settore più bersagliato da tagli indiscriminati, incentivando così un processo di privatizzazione del sistema, a tutto vantaggio del privato che opera fuori dal Sistema sanitario nazionale ”; questa la dichiarazione di Costantino Troise, segretario nazionale dell’Anaao Assiomed.

Tra slogan e fischi, un cartello su tutti spiccava nella folla, quello che riportata l’articolo 32 della nostra Costituzione in tema di Tutela della salute. Proprio per difendere il  loro diritto alla salute e il legittimo sostegno per le loro famiglie, oltre 70 affetti da patologie gravissime, tra le quali anche la sla, avevano iniziato lo sciopero della fame chiedendo il ripristino del fondo non-autosufficienti azzerato dal Governo Berlusconi e un impegno preciso dell’attuale ministro Fornero.

Impegno che si concretizza al momento con l’incontro previsto oggi tra il ministro della Salute, Renato Balduzzi, e una delegazione  delle organizzazioni promotrici.

 

Proposte del Comitato

 

 

Alcune delle alternative proposte dai rappresentanti dei medici sono, ad esempio, un progetto organico, a costo zero, che creerebbe oltre 90.000 posti di lavoro; è proprio di questo che i manifestanti vogliono parlare ai tre ministri del welfare, della sanità e delle finanze. I sindacati di categoria dei camici bianchi hanno giustificato questa scesa in piazza spingendo proprio sul pericolo che questi indiscriminati tagli provocano ai cittadini: “di tagli si può morire, visto che chi può pagare va nel privato, ma chi non può, si cura sempre di meno ”; è l’allarme lanciato da Massimo Cozza, segretario della CGIL medici, con il quale si invitano anche i cittadini a scendere al fianco dei camici bianchi in segno di una protesta estesa, poiché  riguarda l’intero sistema sanitario internazionale ormai al collasso e quindi tutti gli italiani.

 

Fonti: Ansa, LiberoQuotidiano, Repubblica.it, Tg1.

Foto: Ansa

 

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, ott 25, 2012  Roberta Buscherini
Vota Questo Articolo

Certificato Medico Online

certificato medico onlineIl testo definitivo del Decreto Crescita 2.0, meglio noto Decreto Sviluppo bis, appena firmato dal Presidente della Repubblica Napolitano lo scorso 4 ottobre “punta, in modo ambizioso, a fare del nostro Paese un luogo nel quale l’innovazione rappresenti un fattore strutturale di crescita sostenibile e di rafforzamento della competitività delle imprese ”.

 

Certificato Medico Online per Dipendenti Pubblici

 

Proprio in questa direzione, il decreto sviluppo bis dà concretezza a una serie di iniziative che semplificheranno in un certo modo la vita quotidiana di tutti noi; tra i molti, ricordiamo:

-  il documento digitale unificato

- il domicilio digitale che ci permetterà di dialogare da casa con le pubblica amministrazione, rendendo le operazioni più trasparenti

-  la scomparsa dei fascicoli sanitari cartacei e l’arrivo delle cartelle elettroniche che faciliterà la conservazione e il trasferimento dei dati

 

Certificato medico online – Statali

Tra le varie norme del decreto crescita versione due c’è l’articolo 7 – in modifica del Decreto 165 del 2001 – che estende l’obbligatorietà della presentazione dei certificati medici on line a tutti gli statali. Considerando che l’applicazione di quanto previsto nel decreto diverrà operativa allo scadere del secondo mese dalla sua pubblicazione, a partire dal 2013 tutti gli statali non dovranno più presentare alle proprie amministrazioni i certificati di malattia cartacei entro 48 ore dal giorno della prima assenza.

 

Dipendenti Statali: Medici

I medici di base trasmettono in modalità telematica il certificato all’INPS che a sua volta lo invio al datore di lavoro, sia esso privato, pubblico o statale. Essendo tutto sul web, il dipendente può consultare liberamente il proprio certificato sul sito dell’ente previdenziale, possibilità studiata proprio nell’ottica di una maggiore trasparenza dell’operatività della pubblica amministrazione. Rimane invece valida per i dipendenti statali l’obbligatorietà di segnalazione del proprio domicilio  per i controlli del medico fiscale durante i giorni della malattia.

 

Fonte: Webnews.it

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mer, ott 24, 2012  Roberta Buscherini
Vota Questo Articolo

Il Ministero della Salute, in concerto con il Ministero dell’Università e dell’Economia, ha pubblicato un decreto che fissa in 24.798 unità le necessità di medici specialisti per il triennio 2011-2014.
Nel concreto, si parla di 8.438 unità per il 2011-2012, 8.170 per il 2012-2013 e 8.190 per il 2013-2014, come concordato con le Regioni. Ma, per ora, a carico dello Stato ci sono solo 5.000 contratti di formazione specialistica per il 2011-2012.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quindi, siamo davvero indietro.

 

La legge contempla la possibilità di ammissione alle scuole di specializzazione fino al 10 % in più del fabbisogno complessivo per le diverse specialità, il personale medico titolare di rapporto a tempo indeterminato con strutture pubbliche e private accreditate del Servizio sanitario nazionale diverse da quelle inserite nella rete formativa della scuola.

Tramite questo decreto, le Regioni e le Province hanno la possibilità di accedere a risorse finanziarie acquisite dalle Università, per stipulare contratti di formazione specialistica aggiuntiva rispetto a quelli che finanzia lo Stato.
Inoltre, le regione nelle quali non sono presenti Facoltà di Medicina, possono attivare convenzioni con le università di altre regioni per destinare contratti di formazione specialistica per i loro medici, in base alle proprie esigenze regionali.
Viene fissato infine a 18 mesi i periodi di formazione specialistica che i medici possono svolgere all’estero.

 

 

Fonte: quotidiano sanità

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest