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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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gio, mar 9, 2017  Valentina
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Fonte: professionistiscuola.it

Il tema della mobilità nel comparto scuola rimane certamente uno dei più ingarbugliati di sempre, specialmente dopo la riforma della Buona Scuola.

 

Cerchiamo di fare quindi un po’ di ordine, partendo da uno dei pochi punti fermi: per il prossimo anno scolastico le preferenze esprimibili per la mobilità, sia territoriale che professionale, potranno essere massimo 15, comprensive di sedi provinciali e interprovinciali.

Si potranno indicare quindi fino a 5 scuole specifiche di uno stesso ambito o anche di ambiti diversi e si potranno richiedere interi ambiti e anche intere province.

 

 

 

Mobilità Scuola. Sciogliamo qualche dubbio

 

 

 

A fronte di una certezza, peraltro arrivata da poco, esistono ancora innumerevoli dubbi sul tema della mobilità, causati non solo dalla confusione iniziale legata alla riforma, ma anche dagli input più disparati lanciati nel corso del tempo dalle istituzioni con l’intento di fare ordine, ma che di fatto hanno ingarbugliato ancora di più le idee a coloro che devono approcciare a questo contesto.
Iniziamo quindi in questo mare di incertezza a mettere dei paletti sui quali dubbi non dovrebbero essercene più.
Prima di tutto va precisato che non è necessario esprimere il numero massimo di preferenze, al contrario si può esprimere anche una sola preferenza, senza che questo invalidi la domanda.
L’ordine nel quale le preferenze vengono elencate è a completa discrezione del docente, sulla base delle sue priorità.
L’unico vincolo normativo riguarda la preferenza analitica che deve necessariamente essere inserita prima rispetta a quella su ambito, poiché diversamente il sistema non farà accedere alla successiva preferenza da esprimere.
Un altro punto estremamente importante riguarda il caso in cui un docente dovesse presentare domanda di trasferimento verso un ambito di suo interesse e la domanda dovesse essere respinta; in questa circostanza la presentazione dell’istanza stessa non pregiudicherebbe la situazione giuridica di partenza dell’insegnante interessato.

 

Mobilità Scuola. Il Dubbio più grande rimane quello sulle tempistiche

 

 

 

Al di là delle considerazioni pratiche sulla domanda di mobilità, il vero mistero rimane quello su quando sarà possibile presentare la propria domanda di trasferimento.
Le notizie che arrivano dai corridoi del ministero parlando del 14 marzo con termine venerdì 31 marzo – prorogabile fino al 3 aprile.
Le date poi per gli esiti non andranno oltre il mese di maggio per ciò che riguarda la scuola d’infanzia, la scuola primaria  e secondaria di primo grado. Per la scuola secondaria di II grado invece il termine per gli esiti delle domande dovrebbe essere il 15 giugno.

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / blastingnews / scuolainforma
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

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gio, feb 9, 2017  Valentina
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Fonte: scuolainforma.it

Fonte: scuolainforma.it

 

Il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha finalmente trovato un intesa con le sigle sindacali  Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals-Confsal in tema di contratto integrativo di mobilità sul personale docente.
La notizia è di pochissimi giorni fa e ha portato a una dichiarazione soddisfatta e orgogliosa del neo ministro Fedeli. “Ringrazio le organizzazioni sindacali e l’amministrazione per il lavoro svolto. Come ho sottolineato anche in Parlamento, illustrando le Linee programmatiche di questo Ministero, dobbiamo tutti lavorare per centrare tempestivamente e nel migliore dei modi possibili tutti i passaggi necessari per iniziare, senza le difficoltà del passato, il prossimo anno scolastico”.
 

 

Mobilità Scuola. Cosa prevede il contratto

 

 
Di fatto rispetto a quanto era stato accordato lo scorso dicembre non è cambiato molto.
Il tutto dovrà svolgersi in una fase unica per ogni grado scolastico; ogni docente senza distinzione di anzianità di servizio potrà presentare domanda ed esprimere fino a 15 preferenze, indicando gli ambiti che le scuole fino a un massimo di 5 per queste ultime.
Queste regole sono valide sia per gli spostamenti all’interno della stessa provincia che fuori.
Questo contratto avrà validità esclusivamente per l’anno 2017/2017 e prevede tra le altre cose anche lo svincolo dall’obbligo di permanenza triennale nel proprio ambito o nella propria scuola; questo è possibile grazie a quanto è stato deciso nella legge di stabilità ovvero il passaggio di una parte dell’organico di fatto in organico di diritto comporterà una variazione dell’organico della scuola.

 

 

Tale svincolo non prescinde però dalla garanzia della continuità scolastica, prerogativa decantata e prevista dalla Buona Scuola.
 

Mobilità Scuola. Non tutti sono però contenti

 

 

 

 

Nonostante l’accordo segni un punto di tregua tra le parti, tra i sindacati di categoria c’è chi coerentemente, ha deciso di non accettare di buon grado questa intesa.

È il sindacato della Gilda che grida tutta la sua insoddisfazione: “per noi si tratta di coerenza. Siamo stati in piazza contro la buona scuola contro gli ambiti, la chiamata diretta, il licenziamento dei precari dopo 36 mesi ora non possiamo abbassare la testa. I colleghi hanno ottenuto qualche risultato ma non basta”.
Al di là delle prese di posizione però non si può non riconoscere che questo accordo, se non altro, cancella definitivamente l’algoritmo, nelle mani del quale era la scelta dei docenti. Questo è senza dubbio un passo avanti positivo.

 

 

 

 

 

 

Fonte: rainews / ilfattoquotidiano

 

 

 

 

 
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

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mar, gen 17, 2017  Valentina
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Fonte: scuolainforma.it

Fonte: scuolainforma.it

Se lo chiederanno in molti. Tutti quelli che hanno creduto davvero nella possibilità di far scomparire una delle peggiori malattie che affligge la scuola italiana di oggi, la supplentite. E invece niente. Nulla è cambiato.

 

E così si parla di Settemila posti in Veneto, seimila in Piemonte, 11 mila in Lombardia, 2 mila rispettivamente in Friuli Venezia Giulia e in Liguria assegnati a insegnanti del sud, immessi in ruolo grazie all’attuazione del piano straordinario della Buona Scuola, nelle sue fase B e C, per pochi giorni.

 

Ed ecco che subito si parla di “furbetti delle cattedre vuote”, come li ha definiti il quotidiano Libero

 

 

 

Scuola. Lo sfogo del Presidente Zaia

 

 

 

 

Si tratta di neoassunti mai neppure arrivati a prendere servizio dalle nostre parti, perché nello scorso anno scolastico è stato consentito loro di continuare a fare i supplenti nelle scuole vicine a casa, mentre per l’anno in corso hanno ottenuto dal giudice il riconoscimento del diritto di rimanere nelle province in cui risiedono anche se non esistono ore di lezione da svolgere tali da giustificare lo stipendio fisso che ricevono”. Lo denuncia il presidente del Veneto, Luca Zaia, ritornando sul tema della drammatica carenza di docenti al nord.

 

Zaia non ne fa solo una questione di risorse umane, ma anche di risorse economiche: i 28mila supplenti che devono sostituire i docenti del Sud assunti al Nord ma che per vari motivi sono rientrati subito su sedi logisticamente meno disagiate chi li pagherà? Con quali entrate? domande senza risposta.

 

 

 

 

Scuola. Mancato uno dei maggiori obbiettivi della Buona Scuola

 

 

 

Lo sfogo del presidente Zaia, anche non volendo entrare nel merito diretto della questione, ricorda a tutti che uno dei maggior scopi della Buona Scuola è stato amaramente mancato, ovvero la cancellazione del precariato tra i docenti.

Dunque la supplentite non solo non è stata sconfitta, ma rimane un problema forte, spinoso e a quanto pare molto lontano dall’essere debellato.

 

 

 

 

Fonte: tencicadellascuola / blastingnews

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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lun, ott 3, 2016  Valentina
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Fonte: gildavenezia.it

Fonte: gildavenezia.it

Sulla mobilità dei docenti si doveva essere un po’ più bravi e che si è sbagliato un po’ troppo. Non tutte le ciambelle riescono col buco”. E’ quanto dichiarato dal premier Renzi ai microfono di Radio 105. Per molti – quasi tutti i soggetti coinvolti a dire il vero – queste parole sono un eufemismo rispetto al vero disastro che la Buona Scuola rappresenta e ha rappresentato fino ad oggi.
Alla luce di questo mea culpa i sindacati insorgono. “Vediamo se ci sarà la volontà politica di mettere a posto le cose e di ripristinare i diritti delle persone” tuona Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola.

 

 

 

 

Mobilità Scuola.  Le Uniche Certezze

 

 

 

Che sia stato fatto un mezzo disastro con questa riforma ormai è lampante. Altrettanto lampante è che uno degli ambiti più critici è quello della mobilità.

A questo punto non rimane che cercare di capire cosa accadrà e quali regole si dovranno se4guire per le domande di mobilità nel biennio 2017-2018.
Il punto di partenza rimane senza dubbio l’articolo 3 comma 1: a partire dal presente anno scolastico 2016/7 il personale che presenta domanda di mobilità viene assegnato agli ambiti territoriali.
Per l’anno in corso in realtà però tutti gli insegnanti immessi in ruolo entro l’anno scolastico 2014/2015, che hanno chiesto il trasferimento su altra sede hanno potuto usufruire ancora delle norme di salvaguardia previste dal contratto, evitando l’assegnazione su ambito territoriale e mantenendo quella su scuola, come previsto dal comma 73 dell’articolo 1 della legge 107.
Le prossime operazioni di mobilità invece dovranno svolgersi su base territoriale e per chiamata diretta. Pertanto i docenti potranno chiedere il trasferimento, presentando domanda volontaria all’interno di ambiti appartenenti alla stessa provincia, poiché l’assegnazione d’ufficio o la chiamata diretta di fatto impediscono la domanda di trasferimento interprovinciale.

 

 

 

Mobilità Scuola 2016 – 2017. I Moniti Del Presidente Mattarella

 

 

 

 

 

E pensare che il monito ad agire per il bene comune arriva direttamente anche dal presidente della repubblica che proprio durante l’inaugurazione ufficiale dell’anno scolastico fa un invito preciso: “alle forze politiche che quotidianamente si fronteggiano, in Parlamento o nella società vorrei chiedere non certo di rinunciare ai propri punti di vista sulla scuola, ma di impegnare positivamente l’attenzione più alta ai suoi problemi e alla sua specificità (…) non avremo forte crescita dell’occupazione, senza un sistema formativo sempre più efficiente e non avremo una società migliore senza una scuola che migliori costantemente”.

 

 

Il presidente non lesina critiche forti al governo e riconosce come sia “giusto, anzi è doveroso, denunciare carenze, limiti, problemi, che riguardano così da vicino la condizione e il futuro dei nostri ragazzi (…) e sollecitare attenzione e rivendicare diritti” ma “dobbiamo auspicare che l’analisi realistica delle difficoltà che incontra il sistema scolastico non si trasformi né in rassegnazione né in pregiudiziale pessimismo”.

 

 

 

 

 

 

Fonte: blastingnews / orizzontescuola / ilsole24ore / tecnicadellascuola

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mar, set 27, 2016  Valentina
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Fonte: cobascuolatorino.it

Fonte: cobascuolatorino.it

C’è stato uno spostamento di mesi, ma ci sarà”. Non una grande rassicurazione quella del ministro Stefania Giannini in merito al nuovo ciclo TFA, era atteso per gennaio 2016 ed continuamente rinviato a data da destinarsi. Dunque tutto fermo per quei docenti che vorrebbero conseguire l’abilitazione.
La necessità del nuovo ciclo TFA è legata proprio al fatto che i primi laureati con il nuovo sistema abilitante non ci sono ancora, dunque serve un palliativo fino a quando il nuovo percorso accademico non darà i primi frutti.
 

 

Scuola. Nuovo ciclo TFA che non piace ai docenti

 

 

 

Unica news che il ministro dà al giornalista di repubblica durante l’intervista di pochi giorni fa è che il nuovo ciclo TFA sarà attivato solo per le classi di concorso esaurite, sulla base del   fabbisogno effettivo di docenti, e che sarà l’ultimo, oltre il quale si continuerà le lauree abilitanti non a pagamento, abbinato al tirocinio nelle scuole.
La prima affermazione del ministro riguardo al fatto che le abilitazioni saranno aperte solo alle classi di concorso esaurite non è stata presa bene dai circa 600 mila docenti coinvolti, i quali prestano la loro professione in maniera regolare tramite supplenze annuali o brevi.
Se quanto affermato dal ministro Giannini corrisponde alla verità, molti docenti si vedrebbero chiudere la porta in faccia, considerando tra le altre cose che i precedenti percorsi abilitanti non hanno mai coperto effettivamente i posti vacanti e disponibili.
 

Scuola. Anche sui trasferimenti è guerra

 

 

 

 

Ma per il ministro Giannini la vita è dura anche sul fronte dei trasferimenti. Dopo l’affermazione del MIUR del 14 settembre scorso secondo la quale “l‘algoritmo ha funzionato: su 207.000 procedure di mobilità soltanto il 2,5% è stato interessato da rettifiche”, i sindacati si sono agitati non poco. E si inizia a parlare di “numeri che non corrispondono alla realtà” e del “17% di collocazioni sbagliate: praticamente un docente trasferito su sei”.
Non vogliamo schierarci con nessuno, sia chiaro, ma un dato di fatto va sottolineato con una certa forza: pensare che il 97,5% dei docenti sia stato trasferito in modo regolare come afferma il ministro appare fantascientifico. Se non altro perché i conteggi che riguardano questo benedetto algoritmo vanno fatti sui trasferiti in ambiti territoriali, dunque meno della metà dei 207mila complessivi.
Una guerra aperta anche questa sui trasferimenti che non vede la fine. Anzi si estremizza dichiarazione dopo dichiarazione. Nuocendo senza meno a tutto il mondo della scuola.

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: blastingnews / orizzontescuola / tecnicadellascuola
 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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