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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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mer, ago 12, 2015  Valentina
Riforma PA. Con l’Approvazione Al Senato, è Legge
4.5 (90%) 2 Vota Questo Articolo

riforma pa145 pro, 97 contro e un ironico “abbraccio ai gufi” del premier hanno decretato l’ufficialità della legge riforma della pubblica amministrazione.

Mancano adesso solo una serie di decreti attuativi che daranno vita a quella che, ormai possiamo dirlo, appare come la riforma più incisiva del settore di tutti i tempi.

 

 

 

 

Riforma PA. Vita Dura Per I Dirigenti

 

 

La novità più importante introdotto da questa riforma riguarda senza dubbio l’introduzione de criteri più ferrei per le carriere dei dipendenti pubblici; ma molte sono gli aspetti innovativi di questa riforma.

Cerchiamo allora di riassumerli insieme, almeno nei punti cardine:

 

- Sul tema delle carriere dei dirigenti, gli incarichi con durata quadriennale saranno rinnovabili una sola volta per due anni. Sarà poi possibile licenziare un dirigente nel caso in cui l’ultimo mandato venga valutato negativamente.

I dirigenti condannati dopo la sentenza della Corte dei Contri non potranno più svolgere incarichi dirigenziali, mentre per tutti gli altri la carriera e la retribuzione dovrà essere valutata sulla base del merito.

 

- Il corpo forestale diventerà parte dell’Arma dei Carabinieri; anche le prefetture verranno ridotte di numero, attraverso l’accorpamento delle loro funzioni agli uffici territoriali dello stato.

 

- Il parere dell’amministrazione dovrà arrivare entro 30 giorni dalla notifica dell’atto. Passato questo termine, se non si riceve risposta, di applica il silenzio assenso. Il termine si allunga a 60 giorni se ad avanzare una richiesta è un ente che tratta di tutela ambientale, paesaggistica, beni culturali e salute dei cittadini.

 

- Definitivo un unico numero per le emergenze il 112 che liquida tutti gli altri numero di emergenza legati ai singoli reparti. Si partirà inizialmente solo con la capitale, poi si estenderà alla regione, poi alla Lombardia e conclusa positivamente questa sperimentazione, si estenderà all’intera penisola.

 

 

 

Riforma PA. Porte Aperte Alla Tecnologia

 

 

Tra le innovazioni di questa riforma esiste un’ampia parte che riguarda il digitale. Qualcuno l’ha definita anche la riforma digitale, perché tra gli obiettivi che si pone c’è lo sfruttare la tecnologia per snellire ancora dipiù la vita dei cittadini.

 

In primo luogo  verrà introdotta la carta della cittadinanza digitale che sia al lato cittadino che al lato amministrazione dovrà rendere più semplice il flusso di informazioni.

 

All’interno di questo contesto si introduce anche la freedom of information act, ovvero il diritto legittimo di chiunque di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle PA, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi pubblici e privati.

 

Una delle novità maggiormente incisive per la cittadinanza sarà quella di  poter pagare multe, bollette via credito telefonico, anche via sms. L’obbligo per le PA di accettare pagamenti elettronici di tutti i servizi entro il 31 dicembre esiste già.

Ora verrà esteso anche al credito telefonico.

 

 

 

 

Fonte: pubblicaamministrazione / wired / leggioggi

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mer, giu 3, 2015  Marco Brezza
Blocco contratti e riforma PA: il ministro Madia dice la verità?
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Assunzioni Pubblica Amministrazione e definizione del destino dei lavoratori precari nel pubblico impiego: due temi caldi, messi in evidenza in queste settimane da una serie di circostanze (non ultime quelle concernenti i lavori che stanno dando forma finale al testo di riforma della PA).

 

blocco contratti

Assunzioni PA: il Decreto Enti Locali

In prima battuta c’è una delle novità che potrebbero essere introdotte dal Decreto Enti Locali (che dovrebbe giungere in Consiglio dei ministri entro la prossima settimana) concernente la programmazione delle assunzioni nella PA: quest’ultima, a quanto sembra, dovrà essere effettuata con riferimento al triennio precedente e non al triennio successivo. Il testo (di cui per ora sono state rese note solo alcune bozze) consentirebbe pertanto di dirimere una questione che da tempo impegna sia gli interpreti della norma sia coloro che sono chiamati ad applicarla. All’interno del decreto alloggerebbe una norma capace di modificare il dibattuto art. 3, comma 5, del decreto Madia (decreto legge 90/2014), dandone una sorta di interpretazione autentica normativa e smentendo l’interpretazione della Sezione Autonomie della Corte dei Conti.

 

#Madiabugia o speranze fondate?

 

Sempre con riferimento al tema dei lavoratori impiegati presso la Pubblica Amministrazione, la settimana appena trascorsa ha lasciato strascichi di rilievo: durante l’edizione di quest’anno di Forum PA a Roma, i lavoratori precari hanno indossato maglie con l’hashtag #Madiabugia, contestando in particolare lo stop alla contrattazione nel pubblico impiego. “Esattamente un anno fa il ministro Madia, sempre durante Forum PA, aveva smentito seccamente il fatto che il Def bloccasse i contratti fino al 2020, salvo essere successivamente smentita dallo stesso premier”, evidenzia l’Usb (Unione Sindacale di Base) nel volantino distribuito nel corso della protesta.
Il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia si è tuttavia difesa rispondendo ai contestatori: “Confermo anche quest’anno che non è il DEF che blocca o sblocca i contratti del pubblico impiego, ma è la Legge di Stabilità”. “È ovvio – ha concluso il ministro – che il blocco dei contratti non deve rappresentare la normalita”. Parole, pertanto, che danno adito a speranze in una determinata direzione.

 

Riforma Pubblica Amministrazione: quando partirà davvero?

 

Nel frattempo ci si domanda quando verrà a tutti gli effetti inaugurata la riforma della Pubblica Amministrazione (elaborata negli ultimi 14 mesi, se ne incominciò a parlare in concreto nel marzo 2014, ndr). Nel corso di Forum PA il ministro Madia ha fornito qualche risposta anche su questo tema: “Al massimo entro l’autunno arriverà l’approvazione definitiva – ha spiegato -, auspico che per la fine del mese di giugno si concluda l’iter alla Camera e se ci sbrighiamo prima dell’estate anche al Senato”. Ciò che traspare dalle parole è certamente l’impegno, da parte della compagine governativa, a condurre a termine il percorso del disegno di legge e i decreti attuativi per la fine del 2015. Sarebbe “questione di poche settimane”, secondo le recenti dichiarazioni rilasciate dal premier Matteo Renzi durante Festival dell’Economia di Trento, il lasso di tempo necessario a definire la riforma. “Ci sono alcune amministrazioni che si parlano dandosi del lei, come se fossero repubbliche autonome all’interno della repubblica italiana”, ha affermato il presidente del Consiglio, aggiungendo che per questo motivo “noi la rifacciamo, e la rimettiamo in ordine, è una questione di dignità per le italiane e gli italiani”.

 

Marco Brezza

 

 

 

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mer, mag 6, 2015  Marco Brezza
Riforma Pubblica Amministrazione, ci siamo: ecco il testo approvato
3.2 (64%) 5 Vota Questo Articolo

Riforma PA DDL

A circa 12 mesi dalla sua ideazione e dopo 8 mesi esatti mesi di continue partenze, frenate, accelerazioni e rallentamenti, la delega sulla Pubblica Amministrazione ha compiuto il suo primo passaggio istituzionale completo ed è stata approvata dall’aula del Senato con 144 voti favorevoli e 1 astenuto, la scorsa settimana. Le opposizioni non hanno partecipato al voto e sono uscite dall’Aula. Ad esprimersi per il “sì” sono stati i partiti che rappresentano la maggioranza (Pd, Area popolare di centro) e il Gruppo per le autonomie. Contro il provvedimento si sono espressi tutti gli altri movimenti presento in Aula: M5S, Lega, Sel, Fi, Gal.
Ma cosa accadrà ora? Dopo il via libera definitivo, che potrà scattare solo dopo un’approvazione in identico testo sia a alla Camera che al Senato, il governo avrà il compito finale di varare i decreti delegati che dovranno rendere effettiva e concreta la riforma della Pubblica Amministrazione.

 

Riforma PA: ecco cosa cambia (in rapida sintesi)

 

Ma ecco in rapida sintesi i contenuti del testo approvato al Senato: al centro del nuovo provvedimento fanno capolino le figure dei dirigenti, che cominceranno a convergere verso la figura unica del dirigente della Repubblica, a prescindere dalle funzioni rivestite. Gli incarichi assegnati dovrebbero passare da due trienni a un quadriennio, cui potrebbe aggiungersi un ulteriore biennio di completamento.

 

Concorsi e durata degli incarichi dirigenziali: cosa accade?

 

Giungono cambiamenti anche con riferimento al tema dei concorsi: viene impostata l’immissione in ruolo dei vincitori di concorsi più veloce, assieme all’enunciazione di una nuova staffetta generazionale che, tuttavia, dovrà tenere conto degli attuali vincoli che prevedono precise quantità di esuberi, prepensionamenti e ingressi negli organici della Pubblica Amministrazione.
Le novità dell’ultimo minuto non sono trascurabili: oltre alla già citata rimodulazione della durata degli incarichi, l’Aula ha detto sì ad assunzioni più veloci per i vincitori di concorsi e alla staffetta generazionale, anche se in una versione più morbida al fine di con incorrere in problemi di copertura finanziaria. Viene infine istituito un polo unico della medicina fiscale, con accentramento dei controlli sull’INPS oggi capitanata da Tito Boeri.

 

Il cammino della Riforma PA, un vessillo del Governo Renzi

 

Il processo di riforma cominciò circa un anno fa: si configurò certamente come uno dei vessilli portati in altro dal Governo Renzi nella sua volontà programmatica di cambiamento e di “dinamismo decisionale”, una sorta di metaforico araldo capace di caratterizzare la volontà di cambiamento del giovane presidente di Consiglio. Il progetto di riforma della Pubblica Amministrazione aveva immediatamente lasciato sul terreno del dibattito politico un discreto numero di strascichi anche di tipo polemico. E non soltanto: ampi spazi di dibattito si erano spalancati sulle istruzioni relative al tema dei prepensionamenti del personale della PA. Le cose si sarebbero poi direzionate verso un altro versante.
Come detto in apertura, ora il testo transiterà a Montecitorio (alla Camera dei deputati) in seconda lettura. L’obiettivo della compagine governativa è abbastanza chiaro: giungere ad un’approvazione definitiva entro l’estate, un evidente segnale lanciato dal Governo per dimostrare la sua operatività sul campo dei fatti.

 

Fonte: repubblica.it

 

Marco Brezza

 

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lun, gen 26, 2015  Valentina
Dipendenti Provinciali. Al Via La Mobilità
3.3 (65%) 4 Vota Questo Articolo

Fonte: gonews.it

Fonte: gonews.it

 

Mobilità sbloccata: 1.071 dipendenti pubblici verso uffici giudiziari dove c’era carenza personale. Priorità a quelli di province”.

Con questo twitter il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia annuncia il trasferimento definitivo di migliaia di dipendenti pubblici verso tribunali, corti d’appello, procure e ogni altro tipo di ufficio giudiziario.

 

Si tratta di una mobilità di massa mai vista prima in Italia nel settore pubblico e riguarderà lo 0.08% del totale dei dipendenti pubblici.

 

 

 

 

Dipendenti Provinciali. Ecco Cosa Succede

 

 

 

 

La Legge di stabilità prevede che entro il prossimo 31 marzo verrà attuata una razionalizzazione della spesa pubblica che implicherà la mobilità per il 50% dei dipendenti. Ciò si traduce nel percepire l’80% della retribuzione pur stando a casa.

 

Per i dipendenti provinciali questa mobilità definita volontaria rappresenta l’opportunità di non finire nelle eccedenze.

Ma rispetto al riassorbimento degli oltre 20mila dipendenti provinciali, il Presidente dell’Upi, l’Unione delle Province italiane Alessandro Pastacci, riporta tutti con i piedi per terra: “è un obiettivo impegnativo, che, perché sia pienamente raggiunto, ha bisogno di indicazioni certe da parte del Governo a tutte le amministrazioni statali e territoriali, altrimenti non sarà possibile garantire il futuro lavorativo e professionale di persone che sono e devono essere considerate una risorsa preziosa per il Paese”.

 

 

 

Dipendenti Provinciali. La Non Soddisfazione Dei Sindacati

 

 

 

 

C’era da aspettarselo che non tutti sarebbero stati felici di questo provvedimento.

E il prima linea non potevano certo mancare i sindacati CGIL e CISL che per voce delle rispettive leader Susanna Camusso e Annamaria Furlan fanno sapere che il problema della riorganizzazione della Pubblica Amministrazione non si risolve con gli annunci mediatici e chiedono certezze sul futuro dei tirocinanti del comparto giustizia, i quali escono forzatamente penalizzati da questo provvedimento.

 

Il responsabile Settori Pubblici della Cgil, Michele Gentile entra più nel merito del decreto e polemizza sul fatto che “sull’avviso di mobilità continua a non esserci scritto che una priorità è riconosciuta ai lavoratori delle Province e comunque il meccanismo non funzionerebbe se le Province devono dare alle amministrazioni che assorbono il personale il 50% del trattamento economico dei dipendenti trasferiti”.

 

Manifestazioni davanti alle prefetture e sit-in di protesta in piazza Montecitorio sono già stati annunciati e in qualche caso messi in atto da tutte le sigle sindacali.

 

 

 

 

 

Fonte: lastampa / termometropolitico / ilgiorno/ gonews

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

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lun, set 29, 2014  Valentina
Pubblica Amministrazione. Ora Esiste Il Listino Delle Spese
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

 

All’interno del programma di razionalizzazione degli acquisti della pubblica amministrazione questo annuncio era atteso da giugno e il commissario per la Spending Review Carlo Cottarelli, lo ha reso noto in questi giorni.

 

p.a.Si tratta di una vera e propria lista che obbligherà senza eccezioni le singole amministrazione ad acquistare a prezzi non superiori alle convenzioni Consip, la centrale di acquisto nazionale.

In questo elenco vengono infatti indicate le caratteristiche essenziali dei beni che servono alla pubblica amministrazione, in modo che solo eccezioni indispensabili da queste caratteristiche potranno essere considerate rilevanti per giustificare acquisti a prezzi più alti.

 

Lo scopo di questo elenco è  quello di favorire i controlli sugli acquisti da parte dell’autorità anticorruzione, guidata da Raffaele Cantone, con l’obiettivo finale di ottimizzare quanto più possibile le risorse pubbliche.

 

 

Pubblica Amministrazione. Serve Maggiore Efficienza.

 

 

 

Il buon funzionamento della pubblica amministrazione migliora l’operatività dei mercati e la concorrenza, riduce i costi per le imprese a si riflette sulla qualità e sui costi dei servizi pubblici e quindi sul carico fiscale. L’efficacia delle riforme dipende da essa“. A dirlo è il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco.

 

Tutto questo è vero. Ed è innegabile anche che negli ultimi anni ci siano stati degli sprechi inimmaginabili  a cui è necessario porre fine. Ma in questo contesto non si possono ignorare i dipendenti pubblici né considerarli tutti alla stessa stregua.

 

Per questo Massimo Battaglia, segretario generale Federazione CONF.Sal-Unsa, che rappresenta il 13 % dei dipendenti pubblici italiani, ha voluto riportare l’attenzione sul blocco degli stipendi e sui tagli indiscriminati che la riforma Renzi – Madia sta portando avanti.

 

Questa riforma sta attuando dei tagli lineari alla pubblica amministrazione che non tengono conto del merito e della produttività di singoli settori od operatori. (…)Se si fosse voluto incidere con un provvedimento efficace sulla spesa delle P.A. si sarebbero dovute vietare o limitare al minimo le consulenze che rappresentano una spesa di oltre 3 miliardi l’anno”.

 

E puntando sul mancato rinnovo dei contratti l’11 ottobre è stata annunciata una grande manifestazione di piazza a Roma, in piazza SS Apostoli, per spingere l’esecutivo ad ascoltare le richieste del sindacato e farlo sedere al tavolo delle trattative.

 

 

 

 

Fonte: lettera43 / formiche / ilsole24ore / ilfattoquotidiano

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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