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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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gio, mar 30, 2017  Valentina
Pensioni Carabinieri 2017. Quali novità su questo fronte?
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Pensioni Carabinieri 2017I requisiti per l’accesso alla pensione di anzianità, nel comparto sicurezza, quindi anche di coloro che appartengono all’arma dei carabinieri non sono cambiati rispetto al passato.

La riforma Fornero infatti che aveva puntato a creare un innalzamento dell’età e della contribuzione non è mai stata approvata, pertanto i requisiti applicati per l’accesso alla pensione per i carabinieri rimangono quelli già risaputi: 57 ani e 7 mesi di anzianità di sevizio con 35 anni di contribuzione.

 

 

 

 

Pensioni Carabinieri 2017. Il punto sui requisiti

 

 

 

Di fatto quindi anche per il 2017 per tutti gli appartenenti a esercito, marina, aeronautica, polizia, guardia di finanza e vigili del fuoco, oltre che carabinieri verranno applicati i requisiti esistenti prima della riforma appena citata, fatta eccezione per un dato.

L’età pensionabile dovrà essere adeguata alla speranza di vita, secondo quanto previsto dal decreto legge 78/2010 e anche dalla legge 122/2010. L’unico caso per il quale non viene previsto l’adeguamento alla speranza di vita è quello nel quale al compimento del limite di età si siano già raggiunti i 35 anni di contributi.

A questo poi va aggiunta la finestra mobile di 12 o 15 mesi che fa capo alla differenza tra perfezionamento dei dati anagrafici e riscossione del primo assegno di pensione.

 

 

La legge di bilancio approvata non ha di fatto cambiato nulla rispetto a queste regole, pertanto per l’anno in corso rimarrà tutto immancabilmente immutato. Riassumendo quanto attualmente in vigore, ricordiamo che per l’accesso alla pensione di vecchiaia, serve il raggiungimento dell’età massima di permanenza di servizio in funzione della qualifica e del grado raggiunto, considerando come età massima tra i 60 e i 65 anni.

Legato al requisito anagrafico va raggiunto quello contributivo previsto per tutti i lavoratori, ovvero 20 anni di contributi.

 

 

 

 

 

Pensioni Carabinieri 2017. Pensioni Anticipata e Quota 41

 

 

 

 

Se la legge di bilancio non ha modificato nulla in termini di pensione di anzianità, ha invece introdotto una modifica importante per ciò che concerne l’accesso alla pensione anticipata, chiamata Quota 41.

Chi al 1 maggio 2017 avrà maturato 41 anni di contributi versati potrà accedere alla pensione anticipata, a patto che abbia raggiunto anche gli altri requisiti necessari, senza dover attendere il raggiungimento dell’età anagrafica prevista.

 

 

Ma a chi viene concessa questa possibilità? Hanno accesso alla quota 41 i laboratori precoci, quelli impegnati in attività usuranti e chi svolge attività rischiose e difficoltose. L’applicazione di tale possibilità al comparto sicurezza sembrerebbe scontata…e invece no!  Il personale delle forze dell’ordine è escluso dalla quota 41 per “incompatibilità tra i requisiti”… una giustificazione che suona altezzosa, ma che di fatto non cambia questo paradosso.

 

 

 

 

 

 

Fonte: pensionioggi / guidafisco

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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mar, lug 19, 2016  Valentina
Esodati. Settembre forse decisivo
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Il tema della previdenza sociale è relegato, lo si sa, all’approvazione della legge di stabilità. Ma per ciò che riguarda la categoria degli esodati potrebbe invece smuoversi qualcosa prima.

Fonte: ilsussidiario.net

Fonte: ilsussidiario.net

 

A settembre per la precisione, almeno secondo quanto dichiarato dal presidente della commissione lavoro Damiano.

 

Certamente questa tempistica anticipata rappresenta un sollievo, se verrà confermata, per tutti gli appartenenti a questa categoria, che si è venuta a creare, lo ricordiamo, dopo l’approvazione della Legge Fornero e racchiude tutti coloro che erano vicinissimi alla pensione prima del 2012 prima dell’entrata in vigore di questa legge e che a seguito di essa si sono visti spostare in avanti l’ingresso nel sistema previdenziale.

Molti di loro avevano già lasciato il posto di lavoro e sono quindi da allora chiusi in un limbo da cui è difficile uscire.

 

 

 

Esodati. Le tutele già in atto

 

 

Sebbene il pasticcio della Legge Fornero, in parte sia stato recuperato, c’è ancora una fetta di esodati che non sono tutelati e continuano a vivere in questo limbo.

 

Tutti i governi dopo la legge Fornero hanno messo in atto disposizioni ad hoc che permettono loro di evitare di attendere i limiti e di età predisposti dalla legge. Sono 7 le tutele già approvate, ma per il presidente Damiano non sono sufficienti, in quanto oltre 32 mila lavoratori non rientrano ancora in nessuna delle salvaguardie previste, e per questo ha presentato un’ulteriore proposta.

 

Dal momento che le salvaguardie vengono finanziate utilizzando risorse già presenti, non serve inserire la manovra all’interno della legge di stabilità, ed ecco perché settembre potrebbe essere già il mese giusto per chiudere questa annosa vicenda e dare a tutti il diritto legittimo all’accesso nel sistema previdenziale.

 

I mesi estivi invece dovranno servire per definire, proprio in vista della scadenza di settembre, le soluzioni per la flessibilità in uscita attraverso il meccanismo dell’Ape e per studiare specifiche misure per esodati, precoci e usuranti.

 

 

Fonte: blastingnews / urbanpost

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mar, giu 9, 2015  Valentina
Pensioni VVF. Ci Aspetta Un Futuro Povero
4.3 (86.67%) 3 Vota Questo Articolo

È ormai cosa nota a partire dal primo giugno 2015 l’Inps pagherà tutti i trattamenti pensionistici di sua pertinenza il primo giorno di ciascun mese oppure il giorno successivo se festivo o non bancabile, come previsto dal Decreto Legislativo 65/2015.

 

L’Inps poi ha pubblicato alcuni studi che ha messo in campo sul tema in merito al personale del comparto sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, con l’analisi del tutto particolare che mette a confronto le pensioni effettivamente erogate con il sistema retributivo e quelle percepite se si fosse applicato il più vantaggioso sistema di calcolo contributivo.

 

In sintesi lo studio dimostra che a parità di requisiti come grado, anzianità ecc…, quasi il 90% di chi è andato in pensione con il sistema retributivo sta percependo una pensione che è superiore mediamente dal 40% al 60% rispetto a quella che avrebbe percepito con il calcolo basato sul sistema interamente contributivo.

 

Di fatto quindi i giovani vigili del fuoco che si approcceranno alla pensione tra qualche anno con il sistema contributivo saranno nettamente più poveri, nonostante, esattamente come i loro predecessori, abbiano investito la loro intera vita professionale, rischiando la propria incolumità al servizio dei cittadini.

 

 

Fonte: strettoweb.com

Fonte: strettoweb.com

Pensioni VVF. Sindacati All’attacco Dell’Inps

 

 

 

 

La pubblicazione di questi dati ha scatenato nel mondo dei vigili del fuoco una serie di polemiche e interrogativi che si vanno a sommare a tutte le altre questioni ancora non risolte che riguardano il settore.

 

La critica più dura a questo studio arriva dal sindacato Safap, il quale in una comunicato stampa, rimprovera all’Inps un’incompletezza di fondo che non pone l’accento sulla questione in maniera obbiettiva.

Ad esempio non si parla del mancato avvio della previdenza complementare previsto dalla legge Dini dal 1995, e che ancora oggi continua esclusivamente per gli operatori della Sicurezza a non trovare un’applicazione.

 

Anche il sindacato Conapo non risparmia critiche all’Inps: “ai vigili del fuoco non è attribuito nessun aumento periodico alla base pensionabile. (…) tra tutti i corpi dello stato i vigili del fuoco sono i più penalizzati poiché non percepiscono nessuna maggiorazione del servizio, utile ai fini dell’anzianità contributiva e non hanno riconosciuti alcuni istituti previdenziali tesi a compensare il rischio e l’usura dovuta ai servizi operativi”.

Non solo.

Ma di fatto nello studio dell’Inps non si accenna a nessuna problematica o disparità che questa comparto soffre rispetto agli altri fratelli in divisa.

 

Dunque la richiesta del sindacato Safap verso l’istituto previdenziale è chiara:  “per doverosa completezza di informazione e soprattutto per rispetto di quella trasparenza evocata dall’Inps, attendiamo un’integrazione quanto mai opportuna alla scheda informativa emanata, che riporti in maniera corretta il quadro previdenziale completo del Comparto Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico”.

 

 

Fonte: safap / conapo

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mar, mar 31, 2015  Valentina
Dipendenti Provinciali. Al Via Il Prepensionamento
3.8 (75%) 4 Vota Questo Articolo

Fonte: newspensioni.it

Fonte: newspensioni.it

In virtù della riforma Delrio in alcune province italiane è già in fase di attuazione il piano di prepensionamento dei dipendenti che risultano in esubero nell’amministrazione, i quali percepiranno una pensione finale calcolata sulla base dell’anzianità contributiva maturata alla data del collocamento a riposo ovvero con le regole in vigore prima della Legge Fornero.

 

Devono quindi aver raggiunto la quota 97,3 con almeno 61 anni e 3 mesi di età entro il 30 dicembre 2015 oppure i 65 anni e 3 mesi e 20 anni di contributi sempre entro il 30 dicembre 2015.

Per coloro che invece non necessitano del requisito anagrafico, devono aver maturato i 40 anni di contributi entro il 30 settembre 2015.

 

 

 

 

Dipendenti Provinciali. Prossima Scadenza 31 Marzo

 

 

 

 

Secondo alcune stime divulgate dalle maggiori sigle sindacali su oltre 20mila dipendenti provinciali da ricollocare, quasi 5mila verranno forzosamente collocati in pensione con le vecchie regole.

 

Mancano ormai pochi giorni alla definizione precisa  del personale in eccedenza, poiché il termine ultimo previsto dal decreto è il 31 marzo.

Entro questa data infatti dovrà iniziare il riassorbimento dei dipendenti provinciali in esubero secondo le modalità previste dalla Circolare della Funzione Pubblica 1/2015.

Oltre al prepensionamento , le amministrazioni possono inserire il personale eccedente negli uffici regionali o comunali e perfino che le amministrazioni periferiche dello stato.

 

 

 

Dipendenti Province. Nuove Regole Anche Ai Vertici

 

 

 

 

La riforma del Governo Renzi, oltre al prepensionamento, prevede anche alcune misure rivolte ai dirigenti in termini ad esempio di licenziamento, nel caso in cui non risultino più adatti a svolgere il ruolo agli occhi di una commissione super partes con il complesso compito di valutare l’operato dei dirigenti.

 

Infine un’altra novità per i ruoli dirigenziali riguarda la durata: si potrà mantenere il proprio incarico per un massimo di tre anni, alla fine dei quali, per continuare, si dovrà superare un concorso di abilitazione al ruolo.

Chi non sarà confermato, svolgerà un ruolo unico in attesa di un nuovo incarico, mentre per i dirigenti che rimarranno senza incarico potrebbe essere delinearsi anche il licenziamento.

 

 

 

 

Fonte: businnessonline / pensionioggi

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mer, dic 10, 2014  Valentina
Pensioni VVF. Ecco La Fregatura
5 (100%) 2 Vota Questo Articolo

 

Vi ricordate quando è stato finalmente annunciato lo sblocco dei contratti? Vi ricordate tutte le perplessità che da molte categorie in divisa erano state avanzate, compresi i Vigili del Fuoco, sulla possibilità che i fondi per questo sblocco venissero trovati attraverso altri tagli di settore? Vi ricordate anche quando il governo smentì seccamente questa ipotesi?

 

pensioni vvf

Fonte: multimedia.quotidiano.net

Ecco. Se vi ricordate tutto questo non potete che indignarvi insieme a noi per l’ennesima promessa disattesa dell’esecutivo in corso. Il sindacato CONAPO denuncia e pone l’attenzione su l’emendamento contro le pensioni d’oro, tanto reclamizzato dal governo, ma che nella concretezza si traduce in una bella fregatura per i vigili del fuoco, polizia e militari in generale, poiché ne annulla ne specificità di settore.

Cechiamo di capire meglio cosa prevede questo emendamento.

 

 

 

 

Pensioni VVF. Un Passo Indietro Rispetto Alla Legge Fornero

 

 

 

 

L’importo complessivo del trattamento pensionistico non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l’applicazione delle regole di calcolo vigenti prima dell’entrata in vigore del presente decreto”.

Questa singola frase estrapolata dall’emendamento del Governo Renzi significa in sostanza che per coloro che beneficiavano del sistema retributivo, non possono aggiungersi quote che comportino il superamento della cifra massima dell’80%, dunque neanche il moltiplicatore 5, previsto dalla legge Fornero.

 

Sebbene infatti con l’introduzione del sistema contributivo della Legge Fornero fossero state introdotte pensioni più leggere, esistevano due vie di uscita per coloro che a decorrere dal 01 gennaio 2012, ovvero dall’entrata in vigore della legge, avevano già raggiunto il massimo del sistema retributivo.

La prima via d’uscita era quella di rimanere in servizio fino al 31 dicembre 2011, aumentando di fatto la cifra pensionistica.

La seconda invece era il moltiplicatore 5: nei casi dei sistemi misti o contributivi, una volta conseguito il pensionamento per raggiunti limiti di età, il calcolo del versamento dell’ultimo anno di servizio veniva moltiplicato per 5, aggiungendo di fatto 200€ circa in più al mese.

 

Ecco chiarito come la frase dell’emendamento che vi abbiamo riportato in apertura di questo paragrafo sia di fatto un passo indietro rispetto alla legge Fornero.

 

 

 

 

Pensioni VVF. Una Fregatura Dall’Effetto Retroattivo

 

 

 

Come se non bastasse infatti, il governo ha approvato anche un sub emendamento, il quale dispone che il taglio all’importo delle pensioni, oggetto dell’emendamento, deve essere applicato anche a coloro che hanno raggiunto la pensione con un trattamento superiore a quello retributivo. Di fatto quindi dal primo gennaio 2015 queste pensioni verranno decurtate.

 

Il sindacato CONAPO, oltre a denunciare questo emendamento che penalizza in modo forte le pensioni degli uomini in divisa e in particolare dei Vigili del fuoco, è schierato in prima linea proprio in parlamento per riuscire almeno ad evitare questo effetto retroattivo della norma, se non addirittura a raggiungere l’abrogazione totale di questa indecenza.

 

Che altro aggiungere…Buon anno anche a Voi, parlamentari!

 

 

 

 

Fonte: conapo / multimedia.quotidiano

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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