Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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gio, lug 16, 2015  Valentina
Pensioni Carabinieri. Ecco Quando Andare 3.67/5 (73.33%) 3 Vota Questo Articolo

Fonte: forzearmate-org

Fonte: forzearmate.org

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 6 luglio scorso, il decreto del 22 giugno sulla “revisione triennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo” emanato dal ministero di Giuliano Poletti,  si tradurrà in pensioni  ulteriormente ridotte per tutti coloro che accederanno al regime previdenziale a partire da gennaio 2016.

 

Questo adeguamento diverrà poi, secondo quanto stabilito dalla legge Fornero, biennale e non più triennale. La sintesi è che i carabinieri, e tutti i dipendenti statali, che accederanno alla pensione a partire da gennaio 2016 vedranno una leggera flessione delle proprie entrate.

 

 

Pensioni Carabinieri. Riepiloghiamo I Requisiti

 

 

Con tutte queste riforme e controriforme, decreti e sentenze, anche andare in pensioni può diventare un percorso ad ostacoli. Cerchiamo quindi di focalizzare l’attenzione sui requisiti che servono per accedere a questo servizio se si appartiene all’arma dei carabinieri.

 

Per la pensione di anzianità per i carabinieri, i requisiti anagrafici richiesti sono:

 

• 40 anni e 7 mesi di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica;

 

• 35 anni di contributi versati e 57 anni e 7 mesi di età anagrafica;

 

• 40 anni di contributi versati entro il 2011 e 53 anni e 7 mesi di età anagrafica;

 

 

Per la pensione di vecchiaia con almeno 35 anni di servizio invece i requisiti richiesti sono diversi e variano sulla base della qualifica raggiunta nel momento in cui il lavoro cessa.

 

• Dirigente Generale = 65 anni

 

• Dirigente Superiore = 63 anni;

 

• Qualifiche inferiori = 60 anni

 

 

Nel caso in cui non si siano raggiunti gli anni di servizio, a queste soglie appena descritte vanno aggiunti 7 mesi.

 

 

 

Pensioni Carabinieri. Un Percorso Che Dura Dagli Anni 90

 

 

 

L’origine della situazione attuali risale al governo Dini, che introdusse per a prima volta il concetto di quota contributiva, legando indissolubilmente la pensione ai contributi effettivamente versati nel corso della propria carriera.

Tali contributi venivano rivalutati con cadenza annuale sulla base del Pil.

Nel 2007 il ministro Damiano introdusse un concetto che è poi divenuto focale con la legge Fornero ovvero l’incremento della speranza di vita che incide in maniera negativa sui coefficienti per la trasformazione dei contributi.

 

Il decreto pubblicato qualche giorno fa, si basa proprio su queste due ultime leggi citate e ricalcola gli assegni della pensione proprio sulla base dei parametri in esse contenuti. Meglio non pensare dunque al dato incontrovertibile secondo il quale la quasi totalità delle pensioni del comparto sicurezza avrebbe avuto un importo pari quasi al doppio di quanto è previsto oggi se si fosse mantenuto il calcolo contributivo.

 

 

 

 

Fonte: supu / repubblica / forexinfo

 

 

 

Valentina Stipa

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mar, giu 2, 2015  Valentina
Pensioni Carabinieri. Sbagliato Non Distinguere 3.50/5 (70.00%) 2 Vota Questo Articolo

pensioni carabinieri

pensioni carabinieri

Secondo l’inps se le pensioni del comparto sicurezza fossero calcolate sulla base dei contributi versati, sarebbero inferiori di almeno un 25% rispetto a quelle attuali.

Non va dimenticato infatti che queste risorse rappresentano circa 536.000 persone, le quali secondo il regolamento statale, possono continuare a permanere in servizio con 57 anni e tre mesi di età e 35 di contributi (40 anni e tre mesi di contributi indipendentemente dall’età), seppure l’età massima per rimanere in servizio è compresa tra i 61 e 66 anni e tre mesi.

 

Una dichiarazione quella dell’inps che ha infuocato gli animi di molti appartenenti alla categoria, primo tra tutto Gianni Tonelli, segretario generale del SAP: “colpisce il fatto che l’INPS del neo presidente Boeri, renziano doc, in nome della trasparenza abbia puntato ikl dito contro i poliziotti, mettendo in un unico calderone i dirigenti e i prefetti, che hanno trattamenti e privilegi reali ben diversi rispetto all’agente o al carabiniere semplice”.

 

 

Pensioni Carabinieri. Facciamo Ordine

 

 

A dispetto di quanto dice l’Inps, la verità è molto più amara. Il personale appartenente a Esercito, marina, carabinieri, polizia, guardia di finanza e vigili del fuoco infatti, dal primo gennaio prossimo dovrà lavorare 4 mesi in più per poter accedere alla pensione. E a stabilirlo è proprio una circolare dell’Inps 63/2015, con la quali si è mirato a un adeguamento rispetto alla speranza di vita.

 

Per ciò che riguarda il parametro anagrafico di accesso alla pensione, questo non viene adeguato alla speranza di vita solo nel caso in cui al compimento del limite di età si siano già maturati 35 anni di contributi.

 

Anche l’accesso al prepensionamento subisce un cambiamento e dal 2016 si potrà accedere solamente nel caso in cui si abbia uno dei seguiti requisiti:

 

- una anzianità contributiva di 40 anni e 7 mesi indipendentemente dall’età anagrafica

 

- una anzianità contributiva non inferiore a 35 anni e con unità di almeno 57 anni e 7 mesi;

 

- il raggiungimento della massima anzianità contributiva corrispondente all’aliquota dell’80 % ma solo se tale raggiungimento è avvenuto entro il 31 dicembre 2011 e solo nel caso in cui si abbia compiuto almeno 53 anni e 7 mesi.

 

 

 

 

Fonte: ilgiornale / pensionioggi

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mer, dic 10, 2014  Valentina
Pensioni VVF. Ecco La Fregatura 5.00/5 (100.00%) 1 Vota Questo Articolo

 

Vi ricordate quando è stato finalmente annunciato lo sblocco dei contratti? Vi ricordate tutte le perplessità che da molte categorie in divisa erano state avanzate, compresi i Vigili del Fuoco, sulla possibilità che i fondi per questo sblocco venissero trovati attraverso altri tagli di settore? Vi ricordate anche quando il governo smentì seccamente questa ipotesi?

 

pensioni vvf

Fonte: multimedia.quotidiano.net

Ecco. Se vi ricordate tutto questo non potete che indignarvi insieme a noi per l’ennesima promessa disattesa dell’esecutivo in corso. Il sindacato CONAPO denuncia e pone l’attenzione su l’emendamento contro le pensioni d’oro, tanto reclamizzato dal governo, ma che nella concretezza si traduce in una bella fregatura per i vigili del fuoco, polizia e militari in generale, poiché ne annulla ne specificità di settore.

Cechiamo di capire meglio cosa prevede questo emendamento.

 

 

 

 

Pensioni VVF. Un Passo Indietro Rispetto Alla Legge Fornero

 

 

 

 

L’importo complessivo del trattamento pensionistico non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l’applicazione delle regole di calcolo vigenti prima dell’entrata in vigore del presente decreto”.

Questa singola frase estrapolata dall’emendamento del Governo Renzi significa in sostanza che per coloro che beneficiavano del sistema retributivo, non possono aggiungersi quote che comportino il superamento della cifra massima dell’80%, dunque neanche il moltiplicatore 5, previsto dalla legge Fornero.

 

Sebbene infatti con l’introduzione del sistema contributivo della Legge Fornero fossero state introdotte pensioni più leggere, esistevano due vie di uscita per coloro che a decorrere dal 01 gennaio 2012, ovvero dall’entrata in vigore della legge, avevano già raggiunto il massimo del sistema retributivo.

La prima via d’uscita era quella di rimanere in servizio fino al 31 dicembre 2011, aumentando di fatto la cifra pensionistica.

La seconda invece era il moltiplicatore 5: nei casi dei sistemi misti o contributivi, una volta conseguito il pensionamento per raggiunti limiti di età, il calcolo del versamento dell’ultimo anno di servizio veniva moltiplicato per 5, aggiungendo di fatto 200€ circa in più al mese.

 

Ecco chiarito come la frase dell’emendamento che vi abbiamo riportato in apertura di questo paragrafo sia di fatto un passo indietro rispetto alla legge Fornero.

 

 

 

 

Pensioni VVF. Una Fregatura Dall’Effetto Retroattivo

 

 

 

Come se non bastasse infatti, il governo ha approvato anche un sub emendamento, il quale dispone che il taglio all’importo delle pensioni, oggetto dell’emendamento, deve essere applicato anche a coloro che hanno raggiunto la pensione con un trattamento superiore a quello retributivo. Di fatto quindi dal primo gennaio 2015 queste pensioni verranno decurtate.

 

Il sindacato CONAPO, oltre a denunciare questo emendamento che penalizza in modo forte le pensioni degli uomini in divisa e in particolare dei Vigili del fuoco, è schierato in prima linea proprio in parlamento per riuscire almeno ad evitare questo effetto retroattivo della norma, se non addirittura a raggiungere l’abrogazione totale di questa indecenza.

 

Che altro aggiungere…Buon anno anche a Voi, parlamentari!

 

 

 

 

Fonte: conapo / multimedia.quotidiano

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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sab, set 13, 2014  Marco Brezza
Pensioni Esercito: come uscire da una difficile situazione 3.00/5 (60.00%) 2 Vota Questo Articolo

Il comparto difesa relativo allo Stato italiano sta attraversando una fase in cui diverse problematiche vengono a galla ogni giorno: in particolare per quello che riguarda l’Esercito. Infatti da una parte si concretizza lo spettro della riduzione degli stanziamenti per i programmi militari, attraverso una “spending review” che sfoltisce di 400 milioni le spese nel settore; dall’altra ci sono gli effetti di questa crisi economica che si sono abbattuti da un punto di vista economico su una categoria che non è eccessivo definire “martoriata”: si tratta dei pensionati che nel corso della vita hanno impiegato il loro impegno al servizio dell’Esercito.

 

Fonte: esercito.difesa.it

Fonte: esercito.difesa.it

Pensioni Comparto Sicurezza: la voce del sindacato Csd

 

Una nota del sindacato Csd (Comparto Sicurezza e Difesa) stigmatizza la difficile situazione: “Sono vent’anni che le pensioni non aumentano, pertanto impoverendosi per il mancato adeguamento all’aumento reale del costo della vita. Il Sindacato ritiene indispensabile che le pensioni minime siano portate almeno a 1500 euro al mese e che le pensioni di invalidità, il cui importo si assesta circa 270 euro mensili, siano semplicemente vergognose. I Governi che si sono succeduti nell’ultimo ventennio, hanno operato per stringere, sempre e continuamente, sulle pensioni e sui diritti dei pensionati (…). Il Sindacato Csd esige rispetto per i pensionati spremuti, dimenticati e penalizzati”.

 

Requisiti di accesso al pensionamento

 

A tale riguardo potrebbe essere utile rinfrescare la disciplina dell’accesso al pensionamento del personale del comparto sicurezza-difesa e soccorso pubblico nel nostro paese. Infatti la Direzione Centrale Previdenza dell’INPS ha cercato di chiarire l’attuale meccanismo di acceso al pensionamento : in tal senso continuano ad essere in vigore i requisiti previsti dalla previgente normativa, per cui rimangono pressoché invariati i requisiti necessari sia per il il diritto all’accesso al pensionamento di vecchiaia che di anzianità, a cui andranno aggiunti, per il personale interessato che al 31 dicembre 2010 non aveva raggiunto i requisiti di accesso al pensionamento di anzianità, la cosiddetta “finestra mobile”, ovvero 12 mesi di ulteriore permanenza in servizio ai fini della decorrenza del trattamento. Senza dimenticare gli incrementi connessi all’aumento della speranza di vita.
Una circolare emanata lo scorso anno ha poi confermato il proseguimento dell’applicazione deii limiti ordinamentali stabiliti per la pensione di vecchiaia, ovvero: 60 anni per le mansioni che vanno da Agente a Primo Dirigente, 63 anni per la categoria di Dirigente Superiore, 65 anni per quella di Dirigente Generale. A questo riguardo permane una eccezione: solo nel caso in cui il personale interessato, raggiungendo tali limiti di età per la pensione di vecchiaia, non abbia maturato in precedenza i requisiti previsti per il pensionamento di anzianità, il requisito anagrafico viene incrementato di tre mesi. A questo dovrà eventualmente aggiungersi il regime della decorrenza di 12 mesi.

 

Comparto Sicurezza: le buone notizie

 

A corollario generale di tutto il discorso inerente al comparto sicurezza non va infine dimenticato che per quel che riguarda il 2014 buone notizie giungono dalla Legge di Stabilità: quest’ultima provvederà a rifinanziare per l’importo di 50 milioni di euro il fondo istituito nello stato di previsione del Ministero della Difesa ai sensi dell’articolo 616 del codice dell’ordinamento militare, finalizzato mantenere in efficienza lo strumento militare, attraverso interventi di sostituzione, ripristino e manutenzione di  infrastrutture, scorte mezzi di lavoro ed equipaggiamenti militari.

 

Fonti: silpcgiltoscana.it, sindacatocsd.it

 

Patrizia Caroli

 

 

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mar, ago 12, 2014  Marco Brezza
Polizia di Stato Pensione Privilegiata: Ecco come si configura 5.00/5 (100.00%) 2 Vota Questo Articolo

Assume molta importanza nel settore pubblico italiano la tematica inerente alla Polizia di Stato pensione privilegiata: quest’ultima è infatti rivolta al dipendente della Polizia di Stato che abbia subito menomazioni dell’integrità personale le quali abbiano reso quest’ultimo inabile al servizio. Più precisamente, ha diritto alla prestazione il dipendente afferente alla Polizia di Stato, collocato a riposo per qualsiasi causa, che sia affetto da infermità oppure da lesioni dipendenti da fatti di servizio ascrivibili a categorie inserite in una tabella regolamentare (allegata ad una risalente legge inerente al settore pubblico, la n. 313 del 1968).

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Fonte: cronachecittadine.it

Fonte: cronachecittadine.it

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Polizia di Stato pensione privilegiata: il parere della Corte dei Conti

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Proprio a proposito del tema Polizia di Stato pensione privilegiata, la Corte dei Conti (sezione giurisdizionale per la regione Lazio), attraverso una importante sentenza del 2006, ha confermato che possiede il diritto ad usufruirne il dipendente che, per infermità determinate unicamente da causa ovvero da concausa necessaria e preponderante di servizio, abbia subito menomazioni dell’integrità personale che lo abbiano reso inabile al servizio. Per ciò che inerisce all’accertamento della necessità del requisito della “inabilità al servizio” sembrerebbe necessario, secondo la Corte, fare riferimento all’art. 67 del Decreto presidente della Repubblica n. 1092/1973, all’interno del quale è disposto che al dipendente “le cui infermità o lesioni dipendenti da fatti di servizio, siano ascrivibili ad una delle categorie della Tab. A annessa alla 313/68 e non siano suscettibili di miglioramento , spetta la pensione”.

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La liquidazione dell’assegno

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Pertanto, secondo il dettato della suprema corte tributaria italiana, “al  personale della Polizia di Stato continuano ad applicarsi, ai fini dell’acquisizione del diritto al trattamento di pensione privilegiata, le norme previste per il personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia ad ordinamenti militari”.

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Per ciò che riguarda la durata del trattamento Polizia di Stato pensione privilegiata, l’assegno viene liquidato per un periodo che va dai 2 ai 4 anni, eventualmente rinnovabile per l’assegnazione a vita (ovviamente previo congruo accertamento sanitario). Esiste inoltre una pensione privilegiata ordinaria che viene assegnata a vita, qualora l’infermità che ha colpito il dipendente del corpo di polizia non sia suscettibile di miglioramento. In questi due casi le infermità in questione devono essere inserite nella Tabella A annessa alla legge 313/1968 e successive modificazioni. Qualora tali lesioni dovessero invece far parte della Tabella B (sempre allegato allo stesso strumento normativo), al dipendente spetta una indennità “una tantum” parametrata su una o più annualità afferenti alla pensione di ottava categoria.

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Polizia di Stato pensione privilegiata: la domanda

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La domanda per ottenere la prestazione deve essere rivolta all’Inps. È importante sottolineare come la misura inerente alla pensione di privilegio sia stabilita dall’articolo 67 del D.P.R. n. 1092 del 1973: quest’ultimo stabilisce un’articolazione di importi determinati in funzione delle varie categorie di ascrivibilità relativi a infermità o lesioni. La decorrenza del trattamento parte nel momento in cui il dipendente pubblico viene posto a riposo. Gli effetti inerenti alla questione Polizia di Stato pensione privilegiata si diffondono ampiamente nell’ordinamento italiano, facendo assurgere l’istituto ad importante passaggio nella disciplina del pubblico impiego inerente a questa forza di polizia.

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Fonti: siulp.it, poliziadistato.it

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Roberta Buscherini

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