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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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gio, apr 6, 2017  Valentina
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Fonte: investireoggi.it

Fonte: investireoggi.it

I tempi verranno rispettati. Dunque entro il 17 aprile prossimo gli 8 decreti legislativi nell’ambito della Buona Scuola troveranno attuazione.

 

 

A dirlo è il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli, la quale definisce questi atti come “una delle parti più qualificanti della legge toccando temi importanti come la formazione e il reclutamento degli insegnanti, la valutazione degli studenti, il diritto allo studio, la maggiore attenzione per la cultura umanistica, l’importanza delle scuole all’estero, il sistema di istruzione da zero a sei anni”.

 

 

 

 

Scuola. Rimangono dubbi sul progetto Formazione

 

 

Proprio il tema della formazione dei docenti però è uno di quelli che non soddisfa ancora le associazioni di categoria. L’obbligo della formazione, così come previsto dal comma 124 della legge 107,  è stato ormai digerito dal corpo docente.

 

 

La stessa legge però non specifica alcunché rispetto alle modalità della formazione. In particolare l’Unicobas sottolinea come “la formazione liberamente affidata all’iniziativa dei singoli docenti contribuisce alla crescita dell’ intera comunità professionale e diventa uno stile di lavoro collaborativo. A tal fine è prevista la possibilità di autogestire e autofinanziare gruppi di ricerca, comunità di pratiche e laboratori da parte dei docenti anche in coerenza con quanto la scuola progetta nel proprio piano di formazione”.

 

 

 

 

Scuola. Novità sul fronte pensioni

 

 

 

Anche in tema di pensioni ci sono delle novità, con particolare riguardo alla pensione. Dal primo gennaio 2017 infatti sarà possibile per i dirigenti della scuola, i docenti ed il personale Ata beneficiare dell’accumulo dei contributi versati, così come stabilisce l’ultima legge di bilancio dello stato. Senza alcun tipo di spesa aggiuntiva infatti si potranno accumulare i contributi versati ad altri enti di previdenza.

 

 

Di questa possibilità potranno usufruire coloro che hanno raggiunto 43 anni di contributi se uomini o 42 se si tratta di donne, nel caso della pensione di vecchiaia. Per la pensione anticipata invece servono 66 anni e 7 mesi.

 

 

 

Ma non è tutto così bello come sembra. Rimane infatti a far discutere la questione della buonuscita, la quale, secondo quanto previsto dal comma 196 della legge 79 del 1997 potrà essere pagata tra i 12 e i 15 mesi successivi alla decorrenza della pensione e non alla cessazione del servizio. Uno slittamento quindi anche di anni.

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: tecnicadellascuola / blastingnews

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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gio, mar 30, 2017  Valentina
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Pensioni Carabinieri 2017I requisiti per l’accesso alla pensione di anzianità, nel comparto sicurezza, quindi anche di coloro che appartengono all’arma dei carabinieri non sono cambiati rispetto al passato.

La riforma Fornero infatti che aveva puntato a creare un innalzamento dell’età e della contribuzione non è mai stata approvata, pertanto i requisiti applicati per l’accesso alla pensione per i carabinieri rimangono quelli già risaputi: 57 ani e 7 mesi di anzianità di sevizio con 35 anni di contribuzione.

 

 

 

 

Pensioni Carabinieri 2017. Il punto sui requisiti

 

 

 

Di fatto quindi anche per il 2017 per tutti gli appartenenti a esercito, marina, aeronautica, polizia, guardia di finanza e vigili del fuoco, oltre che carabinieri verranno applicati i requisiti esistenti prima della riforma appena citata, fatta eccezione per un dato.

L’età pensionabile dovrà essere adeguata alla speranza di vita, secondo quanto previsto dal decreto legge 78/2010 e anche dalla legge 122/2010. L’unico caso per il quale non viene previsto l’adeguamento alla speranza di vita è quello nel quale al compimento del limite di età si siano già raggiunti i 35 anni di contributi.

A questo poi va aggiunta la finestra mobile di 12 o 15 mesi che fa capo alla differenza tra perfezionamento dei dati anagrafici e riscossione del primo assegno di pensione.

 

 

La legge di bilancio approvata non ha di fatto cambiato nulla rispetto a queste regole, pertanto per l’anno in corso rimarrà tutto immancabilmente immutato. Riassumendo quanto attualmente in vigore, ricordiamo che per l’accesso alla pensione di vecchiaia, serve il raggiungimento dell’età massima di permanenza di servizio in funzione della qualifica e del grado raggiunto, considerando come età massima tra i 60 e i 65 anni.

Legato al requisito anagrafico va raggiunto quello contributivo previsto per tutti i lavoratori, ovvero 20 anni di contributi.

 

 

 

 

 

Pensioni Carabinieri 2017. Pensioni Anticipata e Quota 41

 

 

 

 

Se la legge di bilancio non ha modificato nulla in termini di pensione di anzianità, ha invece introdotto una modifica importante per ciò che concerne l’accesso alla pensione anticipata, chiamata Quota 41.

Chi al 1 maggio 2017 avrà maturato 41 anni di contributi versati potrà accedere alla pensione anticipata, a patto che abbia raggiunto anche gli altri requisiti necessari, senza dover attendere il raggiungimento dell’età anagrafica prevista.

 

 

Ma a chi viene concessa questa possibilità? Hanno accesso alla quota 41 i laboratori precoci, quelli impegnati in attività usuranti e chi svolge attività rischiose e difficoltose. L’applicazione di tale possibilità al comparto sicurezza sembrerebbe scontata…e invece no!  Il personale delle forze dell’ordine è escluso dalla quota 41 per “incompatibilità tra i requisiti”… una giustificazione che suona altezzosa, ma che di fatto non cambia questo paradosso.

 

 

 

 

 

 

Fonte: pensionioggi / guidafisco

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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mar, dic 27, 2016  Valentina
Pensioni Scuola. Cosa cambia con la Legge di Stabilità
4 (80%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: urbanpost.it

Fonte: urbanpost.it

Se per molte categoria la legge di bilancio 2017 è uno spauracchio tutt’altro che positivo, per la scuola sembra invece essere una buona novella. In particolare per coloro che si apprestano ad andare in pensione. O così sembra solamente. Perché in effetti quello che in apparenza sembra positivo, nel concreto non lo è affatto.
L’articolo 1 della nuova legge di Bilancio 2017, al comma 195, definisce la possibilità di cumulare i contributi previdenziali per poter accedere alla pensione, sia anticipata che di vecchiaia. Ma andiamo a vedere come.

 

 

 

Pensioni Scuola. Precisazione sul cumulo

Iniziamo con il precisare che il cumulo dovrà rispondere a precise regole; si potranno infatti cumulare i versamenti contributivi delle varie gestioni per l’accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata solo se questi rientrano nell’elenco qui riportato:

• Assicurazioni obbligatorie per le invalidità, per la vecchiaia e per i superstiti dei contribuenti dipendenti;
• Autonomi;
• Iscritti alla gestione separata;
• Forme sostitutive di previdenza;
• Gestioni delle varie casse di categoria (ingegneri, commercialisti, avvocati, ecc.).

 

Questo cumulo poi sarà gratuito solamente per chi non è già titolare di una pensione collegata all’elenco appena fatto.  Il rispetto dei requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla riforma Fornero è vincolo indispensabile per procedere al cumulo.
Rivediamoli insieme. Per la pensione di vecchiaia i dipendenti del comparto scuola dovranno raggiungere nel 2017 l’età di sessantasei anni e sette mesi e venti anni di contributi già versati.
Per ciò che riguarda invece l’accesso alla pensione anticipata, senza prendere in considerazione il requisito anagrafico, serviranno quarantuno anni e dieci mesi per le donne e un anno di più gli uomini.

 

Pensioni Scuola. I dettagli per l’accesso

 

Va precisato però che nel caso della pensione anticipata l’accredito della buonuscita ai dipendenti della scuola avverrà solo alla maturazione della pensione di vecchiaia e, dunque, successivamente al 1° settembre 2017.
Il termine ultimo per presentare domanda di pensione, ricordiamolo, è il 20 di gennaio 2017, come stabilito dal Decreto 941 del 1 dicembre 2016. Possono presentare domanda i docenti, i dirigenti (inclusi gli insegnanti di religione), il personale educativo e gli Ata.
Le domande vanno presentate online, tramite web Polis “Istanze online”; unica eccezione per il personale che presta servizio all’estero o nelle province di Trento, Bolzano ed Aosta e coloro che chiedono il trattenimento in servizio per raggiungere il minimo contributivo.
Fonte: blatingnews / orizzontescuola
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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lun, nov 7, 2016  Patrizia Caroli
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A partire dall’anno prossimo (2017) i lavoratori con almeno 63 anni di età e 20 di contributi potranno smettere di lavorare fino a 3 anni e 7 mesi prima rispetto al raggiungimento della pensione di vecchiaia? Questo quello che affiora dal disegno di Legge di Bilancio 2017 presentato dal Governo il 29 ottobre scorso. Il testo transiterà all’esame delle commissioni della Camera in questo mese di novembre e poi al Senato per l’approvazione finale da ottenere (dopo la necessaria pausa per il referendum costituzionale del 4 dicembre) entro Natale. Ma cerchiamo di capire meglio come dovrebbe essere applicato l’istituto dell’anticipo pensionistico (APE, che esisterà in 3 tipologie, volontario, aziendale e social) o anticipazione pensionistica ai lavoratori del Pubblico Impiego. Una novità molto importante presente nelle bozze di quella che fino all’anno scorso era denominata Legge di Stabilità.

 

Pensioni Pubblico Impiego: APE

APE; L’Anticipo pensionistico nella Legge di Bilancio: cosa sappiamo

 

Già nello scorso mese di luglio uno dei nodi più rilevanti delle mosse programmatiche del Governo Renzi in vista della Manovra d’autunno era rappresentato dal progetto dell’APE e dalla sua potenziale estensione anche al Pubblico Impiego. L’ipotesi era quella della composizione di un pacchetto specifico per coloro che sono impiegati presso la Pubblica Amministrazione: anche a questi ultimi si punta pertanto a garantire l’APE, tenendo conto delle leggere differenze che attualmente sopravvivono in parte sulle “uscite” e in toto sulle liquidazioni, accantonate figurativamente nel pubblico impiego sotto forma di Tfs.

 

Come fruire dell’APE

 

L’art. 25 della attuale bozza della Legge di Bilancio, recante rubrica “Anticipo Finanziario a garanzia pensionistica – APE sociale” disciplina infatti la possibilità di accedere alla pensione in via anticipata a decorrere dal 1 maggio 2017 e fino al 31 dicembre 2018, attraverso l’attivazione dell’istituto di un prestito finanziario fino alla maturazione della pensione di vecchiaia. I requisiti per poter accedere a tale istituto sono i così enumerati: è necessario essere iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla gestione separata, aver una età anagrafica minima di 63 anni, aver maturano il diritto ad una pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi ed essere in possesso del requisito contributivo minimo di 20 anni. Per accedervi non si può già essere già titolari di un trattamento pensionistico diretto.
Qualora si sia in possesso dei requisiti richiesti, i soggetti sono tenuti ad inoltrare domanda direttamente o tramite un intermediario autorizzato all’INPS, tramite il suo portale. L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, una volta verificati i requisiti, sarà in grado di comunicare al soggetto richiedente l’importo minimo e l’importo massimo dell’APE ottenibile. Importante sottolineare come l’eventuale domanda di APE e di pensione non sono revocabili.

 

L’esito della domanda di accesso all’Anticipo pensionistico

 

Inoltre nella domanda prestata dal soggetto richiedente, deve essere assolutamente indicato il finanziatore cui richiedere l’APE, oltre all’impresa assicurativa alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza. Nel caso di esito positivo, l’INPS avrà il compito di trattenere successivamente sulla pensione mensile l’importo della rata per il rimborso del finanziamento riversandolo al finanziatore tempestivamente e comunque non oltre 180 giorni dalla data di scadenza della medesima rata.

 

Fonte: IlSole24Ore

 

Patrizia Caroli

 

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mar, ott 18, 2016  Valentina
Vigili del Fuoco. Ennesima delusione dalle Istituzioni
4.97 (99.41%) 236 Vota Questo Articolo

Beati gli ultimi perché saranno i primi! Ma quando?! Perché in effetti l’attesa ormai sembra senza fine per i vigili del fuoco. Categoria di lavoratori socialmente importante, presente nel quotidiano di ognuno di noi e in prima linea ad ogni emergenza. Eppure per la politica sembrano essere diventati una universo invisibile.

 

 

 

Di fatto è accaduto proprio questo in tema di pensioni. La più assoluta indifferenza ed esclusione per questa categoria, a dispetto di un tanto pubblicizzato accordo – e non potrebbe essere altrimenti dato che le trattative hanno superati i 4 mesi –  tra sindacati  confederali e governo circa le modifiche al regime previdenziale da introdurre nella prossima legge di stabilità. A nulla sono serviti i moniti del sindacato autonomo Conapo, da sempre attento alle esigenze della propria categoria. I vigili del fuoco sono stati semplicemente ignorati sia dalle sigle sindacali chiamati al tavolo di discussione che dalle istituzioni.

Fonte: ilgiornale.it

Fonte: ilgiornale.it

 

 

VVF. Ecco le loro richieste

 

 

 

Nonostante questa ennesima batosta, perché di questo si tratta, i vigili del fuoco non si arrendono e per voce del sindacato autonomo più rappresentativo Conapo, ricordano ancora una volta alle istituzioni quali sono le necessità di questo corpo e quali le azioni da mettere in atto per renderlo quantomeno uguale agli altri corpi dello stato.

 

 

Ricordiamo un solo dato che rende l’idea di questa differenza ingiustificata: rispetto ai cugini delle forze di polizia a ordinamento civile per esempio sul piano retributivo si conta una sperequazione di oltre300 euro mensili.  Evidente che tale disparità debba essere sanata. Il corpo dei vigili del fuoco non essendo parte del comparto sicurezza non gode degli stessi diritti di cui godono gli altri corpi dello stato chiamati alla difesa dei valori fondamentali della Repubblica. Il sindacato Autonomo Conapo promuove da sempre l’inserimento dei vigili del fuoco nel comparto sicurezza, fatte salve le rispettive attribuzioni e le normative dei vigenti ordinamenti al fine di equipararne le condizioni economiche e non si spiega questa disparità di trattamento in termini di retribuzione ma non solo rispetto alle altre forze in campo.

 

 

Vediamo meglio nel dettaglio quali sono le rcihieste avanzate e quindi anche le differenze rispetto agli altri corpi dello stato.

La prima richiesta riguarda l’introduzione dello scatto dell’assegno funzionale ai 17, 27 e 32 anni di servizio come già previsto dal lontano 1987 per gli agenti di polizia a ordinamento civile.

 

 

La seconda richiesta è quella di pareggiare tutti gli importi di indennità di rischio almeno a quelli dell’indennità pensionabile che viene corrisposta, a parità di qualifica, agli appartenenti alla polizia di stato a ordinamento civile.

 

 

Servirebbero poi sei scatti aggiuntivi sull’importo della pensione e l’aumento di un anno ogni cinque di servizio ai fini della pensione così come già previsto e regolamentato per gli agenti di polizia a ordinamento civile. Anche il personale direttivo e dirigente necessita di un aumento retributivo scagionato ai 13 e 23 per il primo caso e 15 e 25 per i dirigenti.

 

 

Anche in questo caso si tratta solo di equiparare la categoria dei vigili del fuoco ai poliziotti a ordinamento civile. Di fatto non si tratta di vere e proprie richieste, ma di un doveroso adeguamento che non può aspettare oltre.

 

 

 

 

 

VVF. Possibile tutta questa indifferenza?

 

 

 

Si danno risposte ai pensionati e ai pensionandi con interventi sulla quattordicesima, sulla no tax area, sui lavori usuranti, sui lavoratori precoci e sulle ricongiunzioni onerose”. A dirlo è Ivan Pedretti, segretario generale Spi-Cgil.

 

 

 

Certamente è un segno importante ma c’è chi legittimamente non condivide tutto questo entusiasmo. È Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato dei vigili del fuoco Conapo, il quale sottolinea come “anche questa volta sono stati dimenticati in materia di pensioni (…) Siamo il Corpo dello Stato più penalizzato, senza i dovuti riconoscimenti dei servizi operativi ai fini pensionistici. Ma, attenzione, non chiediamo privilegi ma solo ciò che è già riconosciuto a tutti gli altri Corpi, tra cui il meccanismo dei 6 scatti pensionabili che hanno tutte le forze armate di polizia, altrimenti diventeremo i pensionati più poveri. Da tempo lo chiediamo invano al premier Renzi e ai ministri Alfano, Madia e Poletti dai quali auspichiamo un incontro”.

 

 

 

 

 

Fonte: conapo / ilfattoquotidiano

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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