Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

Accessibilità per i visitatori: sola lettura, ma potrete presto chiedere la registrazione ed esprimere i vostri pareri.

Categorie

 
ven, nov 22, 2013  Roberta Buscherini
Mobilità Personale: Mobilità Professionale e Mobilità Intercompartimentale
3.4 (68%) 5 Vota Questo Articolo

Mobilità Personale Docente: Informazioni utili sulle tipologie di trasferimenti nella pubblica istruzione e i criteri richiesti per l’accesso alla mobilità personale.

Le normative vigenti nell’ambito della scuola prevedono tre tipologie di mobilità del personale: mobilità territoriale, mobilità professionale e mobilità intercompartimentale.

 

Mobilità personale: Mobilità Professionale scuola

 

La mobilità professionale, nella scuola, è il trasferimento di personale, di un ruolo all’altro, oppure il passaggio di cattedra (da una classe di concorso ad un’altra dello stesso ruolo).

Questa tipologia di mobilità del personale ha come obiettivo principale risolvere e prevenire il soprannumero ma docenti, ma anche valorizzare le esperienze acquisite dai docenti. Nello specifico, la mobilità personale professionale prevede:

-          Riassorbimento delle eccedenze del personale

-          Valorizzazione della professionalità degli insegnanti

 

Requisiti per l’accesso alla mobilità personale – professionale

 

La mobilità personale della scuola, professionale, è accessibile agli insegnanti, o personale educativo, che hanno superato il periodo di prova (tanto i giorni di servizio come il periodo di formazione) e in possesso dell’abilitazione per il ruolo richiesto.

 

Mobilità Professionale: chiarimenti

 

La mobilità del personale docente – professionale è legata alle necessità di risorse professionali in ogni momento.

La mobilità personale docente professionale può essere presentata anche per cambiamento di provincia. In questo caso però, viene concessa solo se ci sono posti disponibili dopo la mobilità professionale di quella provincia e i movimenti interprovinciali.

 

Mobilità Personale Scuola intercompartimentale

 

Si tratta di una tipologia di mobilità nella quale, l’amministrazione di appartenenza e differente a quella di destinazione. Ad esempio, chiedere il trasferimento dalla scuola ad un altro ente pubblico.

L’Iter da seguire per la mobilità del personale- intercompartimentale è:

 

-          Controllare la pubblicazione di posti messi a disposizione per la mobilità , sulla Gazzetta Ufficiale

-          Accertarsi di possedere i requisiti richiesti

-          Produrre una domanda al capo d’Istituto

-          Fare domanda all’Amministrazione di destinazione

-          Attendere che l’Amministrazione di “arrivo” produca una graduatoria.

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
gio, lug 25, 2013  Roberta Buscherini
Assegni Familiari Inpdap: Importi 2013 e Modulo per fare Domanda
3.31 (66.15%) 13 Vota Questo Articolo

Assegni familiari Inpdap. Gli assegni familiari Inpdap sono prestazioni che concede l’ente previdenziale, dei dipendenti pubblici (ora Inps) con l’obbiettivo di sostenere le famiglie con redditi al di sotto di certi limiti stabiliti dalla legge. Gli assegni familiari Inpdap sono un diritto anche nel caso di un pensionato, il cui nucleo familiare è composto soltanto da lui stesso.

 

Assegni familiari Inpdap: a chi spetta il diritto?

Il diritto agli assegni familiari Inpdap spetta a:

-          Pensionati Inpdap

-          Coniuge di dipendenti o pensionati Inpdap non separato

-          Figli legittimi o legittimati minorenni

-          Figli legittimi inabili

-          Fratelli, sorelle o nipoti minorenni (orfani di entrambi i genitori e senza pensione come superstiti)

-          Fratelli, sorelle o nipoti inabili (orfani di entrambi i genitori e senza pensione come superstiti)

-          Nipoti a carico del richiedente con meno di 18 anni

In realtà,  gli assegni familiari Inpdap spettano per ogni familiare a carico con reddito personale non superiore ad un importo minimo mensile stabilito dalla legge.

 

Assegni Familiari Inpdap: Importi 2013

 

Quest’anno c’è stata una rivalutazione ai fini del calcolo per gli assegni familiari e il proprio diritto ad averli.  I limiti di reddito mensile da considerare per il riconoscimento dei diritti agli assegni familiari Inpdap sono stati modificati. Il trattamento minimo del Fondo pensioni lavoratori dipendenti risulta fissato dal 1° gennaio 2013 nell’importo mensile di euro 495,43.

In questo modo, i limiti di reddito da valutare ai fini dell’accertamento del carico (non autosufficienza economica) e quindi del riconoscimento del diritto agli assegni familiari risultano:

 

- Euro 697,73 per il coniuge, per un genitore, per ciascun figlio od equiparato;

 

- Euro 1221,03 per due genitori ed equiparati.

 

Come fare domanda per Assegni familiari Inpdap

 

Per accedere agli assegni familiari Inpdap, gli interessati devono presentare domanda (scarica il modulo in fondo all’articolo) alla sede Inps gestione ex Inpdap di riferimento e allegare questi documenti:

 

assegni familiari inpdap

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scarica qui il modulo per assegni familiari inpdap

 

Roberta Buscherini

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mar, lug 2, 2013  Ranalli
Ferie Non Godute: Il Personale Supplente Come Richiede Le Ferie Non Godute?
4 (80%) 12 Vota Questo Articolo

Le Ferie Non Godute; E’ notizia recentissima quella di monetizzare le ferie non godute al personale supplente.

Dopo un lunghissimo tira e molla finalmente il MIUR ha dato l’ok.

In poche parole i docenti supplenti otterranno questo beneficio a breve non appena le segreterie delle proprie scuole predisporranno gli adempimenti così come indicati dalla nota del ministero.

Quantitativamente possiamo individuare l’ammontare di tale erogazione in quanto si percepisce mensilmente essendo il numero di ferie di cui ciascun lavoratore supplente può usufruire pari a trenta giorni.

ferienongoduteLa platea degli aventi diritto al pagamernto delle ferie non godute  è facilmente individuabile tra i docenti che hanno avuto l’incarico annuale o la supplenza annuale. Costoro quindi riceveranno non appena le segreteria delle scuole predisporranno i relativi conteggi la monetizzazione delle ferie non godute direttamente dalla Ragioneria Territoriale dello Stato o sulle competenze mensili oppure attraverso una emissione straordinaria.

Ferie Non Godute del Personale Supplente; L’accordo

L’accordo sulle ferie non godute è stato raggiunto il 12/06/2013 presso la Direzione Generale Politiche Finanziarie e Bilancio del MIUR ed erano presente quasi tutte le OO.SS. di categoria.

La discussione sulla monetizzazione delle ferie è stata molto vibrante in quanto vibranti erano le proteste. In quella sede il Miur ha comunicato che erano state inviate alle scuole i relativi fondi per pagare le ferie ai docenti con supplenza breve mentre per gli altri sarà il MEF a provvedere.

Si ribadisce che fino al 31/08/2013 sono in vigore le norme del CCNL quindi i docenti precari non possono essere obbligati a fruire delle ferie durante i periodi di sospensione delle lezioni.

Sono ovviamente esclusi dal pagamento delle ferie non godute tutti i docenti con contratto a tempo indeterminato per costoro vi è l’obbligo di usufruire di questo istituto contrattuale nei mesi di luglio e agosto ( ovvero al termine delle attività didattiche ) poiché le ferie medesime non possono essere usufruite ad anno in corso salvo casi eccezionali direttamente e debitamente autorizzai dal dirigente scolastico.

Ferie Non Godute dei Docenti già in Congedo

Tutti quei docenti invece che per patologie più o meno gravi sono già in congedo per malattia potrebbero eventualmente accedere ad avere la monetizzazione delle ferie non godute anche se la cosa da qualche anno a questa parte e soprattutto dopo il decreto salvaitalia appare decisamente molto più complicato.

Alla base di ogni richiesta c’è ovviamente un istanza. Ragione per cui i docenti con supplenza breve, quelli con supplenza annuale e gli incaricati annuali, devono recarsi presso la proprio scuola di servizio e produrre relativa istanza.

Le organizzazioni sindacali hanno fatto ogni sforzo per consentire al personale interessato di accedere a questo beneficio sulle ferie non godute che come sappiamo è direttamente previsto dalle norme contrattuali. Tuttavia si vocifera la volontà dal parte dell’amministrazione di modificare questa articolo nella prossima tornata contrattuale. La volontà del governo infatti appare ad oggi quella di aprire il tavolo per i rinnovi contrattuali solo nella parte normativa e non su quella contabile.

Ci aspettano quindi nuove e sofferte battaglie e forse anche qualche ulteriore rinuncia

Speriamo che i rappresentanti dei lavoratori facciamo quadrato e che soprattutto fanno presente al governo che nulla può essere più richiesto a questa categoria . I dipendenti pubblici hanno bisogno di incentivi per poter rendere di più.

 

GIANCARLO RANALLI

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
ven, giu 28, 2013  Ranalli
Interdizione Anticipata per Maternità Dipendenti Pubblici.
5 (100%) 5 Vota Questo Articolo

Interdizione anticipata per maternità dipendenti pubblici: quando si può chiedere e come fare per ottenerla.

Fino a qualche anno l’interdizione anticipata per maternità era regolata da una precisa norma : la legge 1204/71. Una legge che per la sua importanza era un pilastro della nostra legislazione.

Nello scorrere degli anni ed a seguito dell’evolversi delle esigenze delle donne lavoratrici in stato di gravidanza, la normativa necessariamente si è dovuta adeguare agli eventi . Oggi la vecchia legge 1204/71 è stata abrogata e sostituita dalla legge sui congedi parentali in vigore dal 2000 legge n°53.

 

Interdizione anticipata per maternità: Nuova legge

interdizione anticipata per maternità dipendenti pubbliciInizialmente la tutela delle lavoratrici madri avveniva sostanzialmente con l’obbligo per le stesse di lasciare il servizio due mesi prima del parto ( pre-partum ) e tre mesi dopo il parto  ( post-partum ).

A questi mesi si potevano aggiungere sei mesi di astensione facoltativa post – partum e due ore di allattamento fino al compimento del primo anno di vita del bambino. Ulteriore agevolazione era la possibilità di assentarsi per trenta giorni dal servizio per malattia del bambino fino ad un anno di vita.

 

Interdizione ancipata per maternità: diritti

La retribuzione era erogata per intero per i cinque mesi obbligatori ( ad eccezione di particolare categorie per i quali era prevista la retribuzione all’80% ) mentre per quanto concerne l’astensione facoltativa il primo mese veniva erogato per intero i successivi mesi al 30%. L’allattamento era retribuito per intero, così come anche la malattia del bambino.

 

Parlavo prima dell’evoluzione della normativa legata sicuramente alle necessità lavorative della nostra società. Ad oggi a seguito della legge 53/00 le donne in stato di gravidanza hanno la possibilità di lasciare il lavoro anche in prossimità del parto senza necessariamente essere obbligati al rispetto dei due mesi prima del parto mentre sono obbligate al rispetto invece del periodo post-partum.  La legge 53/00 ha altresì esteso la possibilità di assentarsi dal servizio per motivi legati alla malattia del bambino fino al compimento del terzo anno di vita ed in situazioni particolari fino all’ottavo anno di vita.

 

Recenti sentenze dei giudici hanno esteso l’obbligo alla retribuzione al 100% per tutte le lavoratrici madri indipendentemente dal loro status giuridico. Molte lavoratrici che hanno subito in passato decurtazioni improprie delle retribuzioni possono se vogliono adire alle vie legali per vedere soddisfatte questo loro diritto.

 

Tra le novità proposte dal Governo Tecnico c’è ne è una molto negativa che riguarda appunto le donne che chiedono l’astensione facoltativa post-partum. Infatti tra le righe del decreto salvaitalia è stato stabilito che a partire dal 1 gennaio 2013 le astensioni facoltative post partum verranno retribuite al 30% già dal primo mese. C’è da giurarci che le migliaia di dipendenti pubblici madri adiranno ed anche giustamente ogni via legale per modificare ed annullare questa disposizione che appare un vero e proprio sopruso. Infatti non è così che si aiuta la natalità se prima non si aiutano le donne a svolgere  al meglio questa loro dote naturale.

 

Auspico per il futuro un’ulteriore miglioramento della legge 53/00 nel senso che ogni vincolo che possa creare problemi alle dipendenti pubblici e statali madri venga definitivamente risolto perché solo così si aiuta la natalità e quel tanto auspicato aumento demografico.

 

 Giancarlo Ranalli

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
ven, giu 7, 2013  Ranalli
Diritto a Malattia e Congedi Parentali dei Dipendenti Statali
2.11 (42.11%) 19 Vota Questo Articolo

Le assenze per malattia rientrano tra quei diritti imprescindibili di cui possono godere in generale i dipendenti del settore pubblico e privato.

 

Le modalità di usufruizione sono ovviamente diverse e variano a seconda della categoria a cui si appartiene e dai contratti specifici del comparto.

 

congedi parentali dipendentiNel pubblico impiego la normativa è abbastanza favorevole tant’è che un dipendente della pubblica amministrazione con contratto a tempo indeterminato può assentarsi dal servizio a seguito di eventi morbosi per almeno nove mesi percependo la retribuzione base e fondamentale per intero. Soltanto le voci accessorie sono oggetto di lieve decurtazione.

 

Se si superano i novi mesi si ha una riduzione del dieci per cento della retribuzione base e fondamentale fino al dodicesimo mese di assenza e che sale al cinquanta per cento dl dodicesimo mese al diciottesimo mese. Ove mai l’assenza perdurasse per i successivi mesi si conserverà soltanto il posto di lavoro.

 

Se poi le patologie sono quelle cosiddette “gravi” esse non rientrano nel comporto del computo per cui sono fuori dai centottantagiorni.

L’assenza per malattia anche se dovuta a problemi seri di salute può essere sempre fiscalizzata. Oggi la competenza della visita fiscale è del responsabile del servizio, il quale ha la possibilità di fare delle obiettive valutazioni sulla opportunità o meno di fiscalizzare un dipendente verificando l’abitudinarietà o meno dello stesso ad assentarsi e considerando altresì che l’onere per il pagamento del controllo fiscale è a carico dell’azienda.

 

 

Congedi parentali dipendenti statali

 

I congedi parentali è un allargamento delle prerogative concesse al dipendente della pubblica amministrazione per potersi assentare dal lavoro a seguito di particolari eventi. Tra questi rientrano le assenze per malattie del bambino fino al terzo anno di vita, assenze per malattia del bambino fino all’ottavo anno di vita, il congedo biennale retribuito per i titolari di legge 104/92 con la connotazione di gravità, la maternità obbligatoria e quella facoltativa ecc ecc.

Le assenze per malattia del bambino si possono usufruire per un mese all’anno fino al compimento del terzo anno di vita del bambino con retribuzione per intero per i successivi periodi la retribuzione è legata in particolare al possesso di determinati requisiti contributivi.

Il congedo biennale retribuito può essere richiesto  da quanti sono titolari di legge 104/92 con connotazione di gravità ( ovviamente non dal titolare ma da chi lo assiste ). La specificità di questo beneficio consiste nel fatto chela retribuzione percepita per l’intero arco dei due anni è intera e i contributi ai fini pensionistici sono versati regolarmente. Non vengono versati invece i contributi ai fini del TFS o TFR ( se si vorrà percepire per i suddetti periodi la liquidazione bisogno pertanto riscattarli ) , ne si maturano le ferie né si maturano i ratei relativi alla tredicesima mensilità. Il beneficio in argomento può essere richiesto e usufruito anche in maniera non continuativa. La riforme Fornero sulle pensioni aveva previsto anche una possibilità di accedere alla pensione con il vecchio trattamento pensionistico per quanti al 31/10/2011 si trovavano in congedo per il suddetto motivo ed avevano trentacinque anni di servizio. Un beneficio ahimè usufruito purtroppo da pochi.

 

 

Maternità dipendenti pubblici

 

Per quanto concerne la maternità obbligatoria c’è da dire che una costante giurisprudenza ne ha previsto la retribuibilità per intero ( quindi non più all’ottanta per cento ) come maldestramente si usava fare fino a poco tempo fa anche alla luce delle incertezze sulla normativa. Tuttavia uno dei danni prodotti dal decreto salva italia è stato quello che ha previsto al corresponsione del trenta per cento per tutte le assenze dal servizio legate alle astensioni facoltative.

 

Giancarlo Ranalli

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest