Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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mar, feb 10, 2015  Valentina
Dipendenti Comunali Trans Più Liberi A Torino
2.33 (46.67%) 6 Vota Questo Articolo

 

Fonte: repubblica.it

Fonte: repubblica.it

Per uno stato, laico solo sulla carta, ma bigotto sotto tutti i punti di vista si tratta di una vera rivoluzione quella segnalata dalla circolare interna del comune di Torino che autorizza i dipendenti comunali transessuali ad avere sul tesserino – non ancora sul documento di identità – il nome scelto e non quello anagrafico, ancora prima che il processo di transizione da un sesso all’altro sua concluso.

 

Una scelta  dir poco azzardata in uno stato bacchettone e chiuso a riccio su certi tipi di diversità.

Una scelta però che risponde a una lotta sulla parità di diritti, come spiega Alessandro Battaglia, coordinatore del Torino Pride che ha fortemente voluto questo provvedimento: “abbiamo portato avanti questa richiesta non perché ci fossero istanze di singoli interessati, ma come primo passo di una campagna che vuole riconoscere il diritto all’identità a livello nazionale con un cambio delle norme”.

 

Questa delibera comunale è frutto di un percorso iniziato il 22 novembre scorso durante Trans Freedom March e che è stato approfondito durante il il convegno sulle prospettive di riforma della legge n. 164 del 1982 sul cambiamento di sesso, fino ad approdare all’approvazione definitiva in consiglio comunale.

 

 

 

Dipendenti Comunali. Un Tesserino Personalizzato Che Non Intacca L’Identificazione

 

 

 

 

Cerchiamo di spiegare in concreto cosa stabilisce questa delibera comunale. Ogni dipendente del comune viene identificato attraverso un codice numero, riportato sul tesserino di riconoscimento, che fa capo a un fascicolo personale, il quale riportata tutti i dati anagrafici.

 

Con questa delibera è stato deciso che, chi vorrà, potrà riportare sul tesserino il nome non ufficiale. Di fatto non viene a mancare il principio dell’identificazione del dipendente, poiché, come spiega l’assessore alle pari opportunità del comune di Torino, Ilda Curti, “se vado all’anagrafe voglio che mi sia consegnato il documento richiesto e poco importa se il nome sul tesserino del dipendente sia da uomo o donna, l’importante è che mi sia possibile identificarlo e questa possibilità rimane”.

 

 

 

 

Tesserino Personalizzato. Una Conquista Per Tutta Torino

 

 

 

 

Non si tratta solo di un traguardo raggiunto dalla comunità trans; l’inserimento del tesserino di riconoscimento personalizzato per i dipendenti comunali di Torino è una vera e propria conquista per l’intera comunità piemontese.

Questa novità andrà a incidere sulla qualità della vita delle persone, non solo trans, perché un lavoratore sereno offrirà un servizio migliore” afferma Christian Ballarin, responsabile di SpoT (Sportello Transgender).

 

Anche dal Comune arrivano ringraziamenti e soddisfazioni per voce del coordinatore del Torino Pride Alessandro Battaglia: “questa novità rende la nostra Città ancora più attenta ed inclusiva per tutte e tutti. Si tratta di una decisione epocale anche se legata al solo luogo di lavoro in quanto la legge italiana, ad oggi, nonostante alcune recenti sentenze lascino intravedere la possibilità che le cose possano cambiare, non permette il cambio del nome prima degli interventi chirurgici”.

 

 

 

Fonte: repubblica / lastampa

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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lun, gen 26, 2015  Valentina
Dipendenti Provinciali. Al Via La Mobilità
3.25 (65%) 4 Vota Questo Articolo

Fonte: gonews.it

Fonte: gonews.it

 

Mobilità sbloccata: 1.071 dipendenti pubblici verso uffici giudiziari dove c’era carenza personale. Priorità a quelli di province”.

Con questo twitter il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia annuncia il trasferimento definitivo di migliaia di dipendenti pubblici verso tribunali, corti d’appello, procure e ogni altro tipo di ufficio giudiziario.

 

Si tratta di una mobilità di massa mai vista prima in Italia nel settore pubblico e riguarderà lo 0.08% del totale dei dipendenti pubblici.

 

 

 

 

Dipendenti Provinciali. Ecco Cosa Succede

 

 

 

 

La Legge di stabilità prevede che entro il prossimo 31 marzo verrà attuata una razionalizzazione della spesa pubblica che implicherà la mobilità per il 50% dei dipendenti. Ciò si traduce nel percepire l’80% della retribuzione pur stando a casa.

 

Per i dipendenti provinciali questa mobilità definita volontaria rappresenta l’opportunità di non finire nelle eccedenze.

Ma rispetto al riassorbimento degli oltre 20mila dipendenti provinciali, il Presidente dell’Upi, l’Unione delle Province italiane Alessandro Pastacci, riporta tutti con i piedi per terra: “è un obiettivo impegnativo, che, perché sia pienamente raggiunto, ha bisogno di indicazioni certe da parte del Governo a tutte le amministrazioni statali e territoriali, altrimenti non sarà possibile garantire il futuro lavorativo e professionale di persone che sono e devono essere considerate una risorsa preziosa per il Paese”.

 

 

 

Dipendenti Provinciali. La Non Soddisfazione Dei Sindacati

 

 

 

 

C’era da aspettarselo che non tutti sarebbero stati felici di questo provvedimento.

E il prima linea non potevano certo mancare i sindacati CGIL e CISL che per voce delle rispettive leader Susanna Camusso e Annamaria Furlan fanno sapere che il problema della riorganizzazione della Pubblica Amministrazione non si risolve con gli annunci mediatici e chiedono certezze sul futuro dei tirocinanti del comparto giustizia, i quali escono forzatamente penalizzati da questo provvedimento.

 

Il responsabile Settori Pubblici della Cgil, Michele Gentile entra più nel merito del decreto e polemizza sul fatto che “sull’avviso di mobilità continua a non esserci scritto che una priorità è riconosciuta ai lavoratori delle Province e comunque il meccanismo non funzionerebbe se le Province devono dare alle amministrazioni che assorbono il personale il 50% del trattamento economico dei dipendenti trasferiti”.

 

Manifestazioni davanti alle prefetture e sit-in di protesta in piazza Montecitorio sono già stati annunciati e in qualche caso messi in atto da tutte le sigle sindacali.

 

 

 

 

 

Fonte: lastampa / termometropolitico / ilgiorno/ gonews

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

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lun, dic 22, 2014  Valentina
Protesta Dipendenti Provinciali. Ecco Le Motivazioni
4 (80%) 1 Vota Questo Articolo

 

Fonte: ilpiacenza.it

Fonte: ilpiacenza.it

Tutto nacque in Toscana, da Firenze, poi Pistoia e poi giù fino a Roma e in Puglia e a nord Reggio Emilia, Torino e il Veneto. Una protesta trasversale che riguarda i dipendenti provinciali di tutta Italia contro il maxiemendamento governativo alla legge di stabilità discussa al Senato, il quale prevedrebbe tagli le province di un miliardo nel 2015, due nel 2016 e tre a partire dal 2017 con un conseguente esubero di dipendenti.

 

 

 

 

Protesta Dipendenti Provinciali Tra Tagli E Riforme

 

 

 

Prima della legge di stabilità appena approvata, era stata varata un’altra riforma che aveva per oggetto i dipendenti provinciali:  si tratta del Disegno di legge Del Rio, approvato lo scorso aprile dalla Camera, secondo il quale circa 20 mila dipendenti dovrebbero passare dalla provincia ad altre amministrazioni locali come regioni e comuni, mentre altri 27 mila sarebbero stati riconfermati nelle loro attuali posizioni professionali.

 

La situazione drammatica viene riassunta correttamente da Alessandro Pastacci, presidente dell’Unione delle Province italiane durante un’intervista rilasciata al quotidiano Repubblica: “dal primo gennaio alle province è stato chiesto di tagliare un miliardo dalle loro uscite, l’equivalente cioè degli stipendi dei 20 mila dipendenti che dovrebbero passare alle regioni. Ma le regioni e i comuni non li hanno ancora assunti e non hanno avuto risorse extra per assumerli, bensì tagli alle risorse esistenti”.

 

Il governo si è affrettato a precisare che non ci sarà alcun licenziamento e che queste 20 mila persone saranno accompagnate lungo un percorso di mobilità biennale, che permetterà loro di conservare il posto di lavoro e di percepire una regolare retribuzione. Qualora, alla scadenza dei due anni il dipendente non sia stato ricollocato in nessun altro ente locale, verranno applicate le leggi che prevedono una retribuzione equivalente all’80% dello stipendio.

 

Non si parla più dunque dell’ipotesi di prepensionamento per i dipendenti in esubero. E questo è uno dei motivi della protesta di piazza, incitata dalla Cgil.

 

 

Dipendenti Provinciali. Che Ne Sarà Di Coloro Che Hanno Vinto I Concorsi?

 

 

Già perché in questi anni di concorsi pubblici ne sono stati indetti molti, con relative graduatorie che ad oggi potrebbero essere rivoluzionate con la ricollocazione dei dipendenti in esubero che arrivano dalle province.

 

In altre parole chi ha vinto il concorso e tecnicamente dovrebbe occupare il primo posto disponibile nell’ente locale, verrà probabilmente “scavalcato” da un dipendente provinciale da ricollocare.

Un beffa su tutti i fronti insomma, per i vecchi e anche per i nuovi.

 

 

 

Fonti: ilpost/ repubblica /  ilsole24ore

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mer, nov 19, 2014  Valentina
Diventare Maresciallo Dei Carabinieri. Una Speranza Per Molti Giovani
3 (60%) 2 Vota Questo Articolo

 

maresciallo ccSe in passato indossare la divisa era una vocazione o una tradizione di famiglia, oggi per molti ragazzi è uno dei pochi modi per uscire dalla disoccupazione; un percorso a ostacoli che, se terminato con successo, ti apre le porte di un mondo difficile, tumultuoso a tratti pericoloso ma che inevitabilmente ti coinvolge e diventa molto più di un lavoro.

 

In questo articolo vogliamo spiegarvi come si diventa maresciallo dei carabinieri, ma prima si spieghiamo bene che cosa rappresenta questa figura. La figura professionale del maresciallo identifica il ruolo ispettori, ben distinto dai sovrintendenti, e può essere posto al comando di reparti interni o di reparti esterni oppure impiegato in attività di carattere investigativo.

 

 

 

Maresciallo Carabinieri. Ecco Tutti I Passi Da Compiere

 

 

 

Per diventare maresciallo dei carabinieri – e quanto stiamo per dirvi vale anche per la Guardia di Finanza – è necessario superare un concorso a cui si accede se si è in possesso dei seguenti requisiti:

 

1. Cittadini italiani che siamo in pieno possesso dei diritti civili e politici e che non abbiamo condanne per delitti non colposi.

 

2. conseguimento il diploma di scuola secondaria

 

3. compimento del 17imo anno di età ed entro i 26 anni

 

4. idoneità fisica

 

 

Precisiamo subito che il 30% dei posti disponibili viene riservato a personale già in essere nell’Arma dei Carabinieri. In questo caso l’età anagrafica non dovrà superare i 30 anni e non dovranno esserci giudizi pregressi di mancata idoneità nell’ultimo biennio.

 

Considerato il numero esorbitante di domande che vengono presentate, negli ultimi tempi viene fatta una preselezione, composta da un questionario con 100 domande a scelta multipla su diverse materie. Una volta superato questo, si accede al concorso vero e proprio.

Il concorso si compone di una prima parte di prove fisiche e di accertamenti sanitari a cui segue la prova scritta e infine gli accertamenti psicoattitudinali. Il superamento del concorso pubblico però non si traduce nel raggiungimento della qualifica di maresciallo, poiché questa meta è vincolata all’esito positivo di un ulteriore corso di due anni nelle scuole marescialli, le quali includono anche un piano di studi universitari e di addestramento.

Al termine del corso si sarà conseguito anche la laurea in scienze giuridiche della sicurezza.

 

Se si diventa maresciallo dei carabinieri di percepirà uno stipendio, ad oggi, che si aggira intorno ai 1500 €; considerate le promesse del Governo, questa cifra dovrebbe aumentare con lo sblocco dei contratti di lavoro da gennaio in avanti, ma su questo non possiamo al momento avere ancora certezza di alcun genere.

Di certo c’è però che allo stipendio mensile vanno poi aggiunte le indennità relate al ruolo specifico di assegnazione e alle competenze acquisite.

 

 

 

Fonte: carabinieri / concorsimilitari /clikkake.blogspot

 

 

 

Valentina Stipa

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ven, nov 1, 2013  Valentina
Dipendenti Inpdap. Tra Tagli E Bilanci In Rosso Ecco Le Ultime Novità
4.36 (87.27%) 11 Vota Questo Articolo

 

L’approvazione del bilancio dell’Inps da parte del consigli di indirizzo e vigilanza dell’ente ha fatto emergere una serie di dati allarmanti rispetto all’incorporazione dell’Inpdap: si tratta di un disavanzo economico di oltre  miliardi che rende questo bilancio in rosso fisso.

 

dipendenti inpdapNonostante ci siano già grida di allarme per questo dato, come quello di Gianpaolo Patta, rappresentane CGIL, che prospetta un azzeramento del patrimonio dell’ente in meno di un anno, non si può nascondere che la fusione abbia portato anche un aumento delle entrate contributive.

 

Il consiglio non ha comunque sottovalutato i risultati emerso con il bilancio e ha ribadito “la necessità di effettuare una verifica della sostenibilità del sistema previdenziale e della tutela degli equilibri di bilancio” perché “l’Istituto ha già contribuito al risanamento dei conti pubblici e non può più subire ulteriori tagli alle proprie spese di funzionamento senza compromettere la propria funzionalità e la qualità dei servizi resi”.

 

E a proposito di tagli, non arrivano buone notizie neanche dalla recente Legge di Stabilità che prevendo un altro anno di blocco della contrattazione delle retribuzioni nel pubblico impiego; un vero e proprio schiaffo morale ed economico per i 3 milioni e 200 mila dipendenti pubblici.

 

Nonostante questo quadro tutt’altro che sereno dell’Inpdap, per i suoi membri ci sono anche notizie positive, come ad esempio quella che riguarda i mutui ipotecari, introdotta lo scorso primo ottobre e mirata all’acquisto della prima casa a condizioni di favore; l’ente ha infatti previsto una serie di vantaggi ulteriori a quelli già previsti per dipendenti della pubblica amministrazione anche in tema di prestiti al consumo.

 

L’innovazione più grande in realtà è un passo indietro e riguarda la reintroduzione dei finanziamenti quadriennali; a seguire l’eliminazione della soglia massima di 8 mila euro come importo erogabile per i prestiti della durata di 36 mesi.

È stata inserita poi anche la possibilità per i figli dei dipendenti pubblici appartenenti a un nucleo familiare diverso da quello dei genitori di richiedere un mutuo acquisito alle medesime condizioni avvantaggiate dei genitori.

In tempo di crisi però la vera novità di queste nuove regole non poteva non tenere conto di situazioni economiche critiche e ha quindi introdotto anche la possibilità di sospendere il mutuo e rifinanziarlo, qualora ci si ritrovi in situazioni particolarmente gravose da un punto di vista economico.

 

 

Fonte: ilfattoquotidiano / liquida / nanopress / blogwallstreetitalia

 

 

Valentina Stipa

 

 

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