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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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mar, ott 29, 2013  Ranalli
Rinnovi contrattuali pubblico impiego 2013 / 2014: Cattive nuove sui rinnovi
4.7 (93.02%) 63 Vota Questo Articolo

                        

Rinnovi contrattuali pubblico impiego. La notizia è di quelle bomba. Se confermata le retribuzioni del personale del pubblico impiego…rischierebbero  e rasenterebbero la soglia di povertà…ove mai non lo fossero già. Circola con insistenza la voce, direi più di una voce, sul blocco dei contratti nazionali di lavoro del pubblico impiego fino al 31/12/2017 ivi compresa la cosiddetta vacanza contrattuale. Appare superfluo dire che se la prossima legge di stabilità, ex legge finanziaria, confermasse tali indicazioni sarebbero tempi durissimi per tante famiglia che hanno quale unica fonte di sostentamento lo stipendio.

Rinnovi contrattuali pubblico impiego; ma come si suol dire andiamo di male in peggio.

rinnovi contrattuali pubblico impiegoLe prospettive sono ovviamente negative. Non ci resta che sperare. Non ci resta che sperare nelle proteste che a breve piomberanno sul Governo e sul Parlamento da parte di migliaia di lavoratori oramai allo stremo. Potrebbero rispondere che a gennaio ci sarà una riduzione delle tasse attraverso la riduzione del cuneo fiscale ma ahimè le voci che circolano circa questa riduzione sono veramente ridicole..si tratterebbe di 14 euro al mese. Pazzesco.

La speranza che la protesta dei lavoratori e dei sindacati sia assordante in modo tale che i nostri cari governanti possano rinsavire, possano capire che non devono chiedere e non possono pretendere sacrifici ai lavoratori che non possono più sopportarli.

 

I Rinnovi contrattuali del pubblico impiego e i miseri aumenti

 

E’ pensare che fino a qualche anno fa ci si lamentava perché i rinnovi contrattuali portavano nelle buste paga dei miseri aumenti…ma ormai dal 2010 non ci sono nemmeno più quelli. La vita diventa sempre più complicata per tutti , più difficile per tutti, sbarcare il lunario o arrivare alla metà del mese è oggi ancora più problematico. I governanti farebbero bene ad entrare ed a comprendere la psiche dei lavoratori che sono allo stremo.

 

I sacrifici cari Presidente della Repubblica e del Consiglio non possono essere più richiesti alla gente comune. Questa è una verità ineludibile. Le vere panzanate sono quelle che parlano di riduzioni della dotazione in essere al Quirinale, alla Camera o al Senato, oppure ai vari Ministeri. Queste cari governanti sono le vere panzanate. Queste riduzioni rappresentano dei lievi solletichi a questi signori che qui operano…mentre la gente comune muore di fame, mentre la gente comune non ne può più, mentre la gente comune non vede un futuro per i propri figli, mentre la gente comune non esce più di casa perché non ha più i soldi per i carburanti, mentre la gente comune non ne può più perché la concorrenza è stato un autentico fallimento…vedi le bollette dell’energia elettrica alle stelle, vedi i prezzi dei carburanti alle stelle, vedi i prezzi degli alimentari alle stelle, ecc ecc.

 

Rinnovi contrattuali pubblico impiego; Ultime considerazioni: Cari governanti la legge di stabilità è lì tra le vostre mani e voi siete ancora in tempo ad ovviare a questo scempio. Mi sento di dare un consiglio…intervenite sulle pensioni che superano i dieci mila euro mensili, minimamente , prelevate il 2% appena, avrete a disposizione tanti di quei soldi che potete consentire attraverso la riduzione del cuneo fiscale, di aumentare i soldi disponibili in busta paga per una cifra superiore ai cento euro mensili. E’ questa la vera politica che bisogna fare. Bisogna partire dal basso . Se vogliamo una versa ripartenza dell’economia dobbiamo ripartire dal basso. E’ nel basso ci sono i disoccupati , i lavoratori del pubblico impiego ( una cospicua parte ) i docenti . E’ da qui che bisogna ripartire se non vogliamo continuare a vedere la nostra Italia sprofondare sempre di più verso l’anonimato e la povertà.

 

GIANCARLO RANALLI

 

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lun, giu 17, 2013  Valentina
Mobilità Pubblico Impiego 2013: Guida Utile
5 (100%) 3 Vota Questo Articolo

Mobilità Pubblico Impiego. Cosa si intende per mobilità nel settore del pubblico impiego? La mobilità pubblico impiego tende a soddisfare due distinte esigenze, del lavoratore da una parte e delle amministrazioni dall’altra. Nel primo caso in termini di crescita professionale mentre nel secondo caso di mobilità pubblico impiego funziona in termini di ricollocazione o reclutamento del proprio personale.

In fase di approvazione della spending review, il Ministro Patroni Griffi aveva rassicurato tutti confermando la presenza di “compensazioni” e di “meccanismi che utilizzeranno l’accompagnamento alla pensione per quelli più vicini o altrimenti un meccanismo di mobilità pubblico impiego obbligatoria per due anni”.

 

Mobilità Pubblico Impiego dopo la Spending Review

 

Come queste parole sono state tradotte con l’applicazione della spending review nei settori dell’impiego pubblico in termini di mobilità pubblico impiego?

 

Mobilità Pubblico Impiego: Esubero, Compensativa e Volontaria

 

mobilità pubblico impiego 2Le eccedenze da gestire in questi primi sei mesi del 2013 sono state calcolate in oltre 6 mila unità. In questi casi si applica la cosiddetta mobilità per esubero: gli enti pubblici per esigenze organizzative o per difficoltà finanziarie possono decidere autonomamente la riduzione del proprio personale con il solo obbligo di comunicazione preventiva alle RSU e ai sindacati. Trascorso un periodo di 90 giorni dall’invio dell’informativa alle associazioni sindacali, il dipendente può essere collocato in disponibilità all80% dello stipendio base, senza accessorio, per 24 mesi alla fine dei quali il rapporto di lavoro si scioglie.

Nel settore pubblico esiste poi anche la mobilità compensativa ovvero  mobilità pubblico impiego generata dall’accordo tra le amministrazioni di appartenenza: si configura quando i dipendenti a cui corrisponde un profilo professionale preciso e precise mansioni vengono letteralmente interscambiati secondo il principio di mobilità. Quindi in concreto una volta trovata una persona di pari qualifica professionale e interessata allo scambio, si invia una lettera all’ufficio gestione personale dell’ente di destinazione e in copia al proprio e si dichiara di conoscere le intenzioni di trasferimento dell’altro soggetto con pari competenze. Saranno poi i due enti a organizzarsi per la richiesta e il rilascio del nullaosta al trasferimento.

Per i dipendenti del pubblico impiego esiste poi anche la mobilità pubblico impiego volontaria che lascia libero il dipendente di passare da un’amministrazione all’altra mantenendo la stessa qualifica o almeno la stessa area di competenza.

In questo caso basta presentare la domanda di trasferimento per mobilità volontaria alla propria amministrazione in cui si spiegano i motivi di tale richiesta; la propria amministrazione deve rilasciare il nullaosta e trascorsi 30 giorni dalla richiesta, il trasferimento si intende approvato. Nel caso invece di risposta negativa alla richiesta di mobilità volontaria, l’amministrazione deve giustificare e motivare il diniego.

 

Valentina Stipa

 

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mer, mar 13, 2013  Roberta Buscherini
Oggi Prevista La Firma Per Gli Scatti di Anzianità 2011
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Stamattina è prevista la firma definitiva, all’ARAN, per il pagamento degli scatti di anzianità 2011, dopo il via libera da parte della Corte dei Conti, lunedì scorso. L’accordo prevede una decurtazione del fondo di istituto per pagare gli scatti arretrati ai docenti e non tutti i sindacati sono d’accordo.

In questo senso, FLCGIL e ANIEF hanno già mostrato la loro opinione contrario e non firmeranno l’accordo. Il segretario generale della FLCGIl, Domenico Pantaleo assicura che”in oltre 2.100 assemblee coinvolgenti tutte le scuole del Paese, l’85% del personale ha detto NO alla pre-intesa.”

Anief invece considera che per risolvere la questione sugli scatti di anzianità “bastava  seguire la strada giudiziaria intrapresa dall’Anief, sulla scia di quella portata avanti dagli stessi giudici: senza contrattare niente, i tribunali avrebbero provveduto a far prevalere quella giustizia che chi governa oggi la scuola intende ancora una volta negare”.

A firmare l’accordo per il pagamento degli scatti di anzianità 2011 saranno i sindacati CISL, UIL, GILDA e SNALS.

 

Scatti di anzianità 2012

 

Per il momento non ci sono notizie su come pensa il Ministero ottenere i fondi per il pagamento degli scatti di anzianità 2012. L’unica cosa sicura è che, fino al 2014, gli stipendi dei dipendenti pubblici sono bloccati, per cui anche quelli degli insegnanti.

Riguardo a quest’argomento, la CISL scuola ha proposto un documento nel quale viene calcolato per ogni profilo ATA/Docenti e per tutte le categorie di appartenenza, lo sviluppo degli arretrati relativi al pagamento degli scatti calcolati al 31 dicembre 2012 (quote di XIIIa incluse).

Vai al documento della CISL.

 

Fonte: Orizzontescuola

 

 

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gio, gen 17, 2013  Patrizia Caroli
Carabinieri Italiani Addestrano Poliziotti Somali
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Carabinieri italiani in missione a Gibuti, Somalia, per addestrare durante 12 settimane a 200 agenti della polizia somali. Si tratta di un progetto di collaborazione tra l’Italia e l’Unione africana e rientra nell’insieme di attività di supporto che il nostro paese fornisce da anni al governo somalo nella lotta contro la pirateria e il terrorismo.

 

Missione In Somalia

 

Bisogna sottolineare che tra gli agenti partecipanti al corso, ci sono numerose donne. Il sottosegretario agli Esteri, Staffan de Mistura, si è mostrato ottimista per il favorevole momento che, secondo lui, sta vivendo il paese africano e ha segnalato che “ci sono molte speranze per un’effettiva ripresa e sviluppo del Paese, e l’Italia è in prima linea per far si che ciò avvenga”.

 

I carabinieri in Italia hanno un protagonismo speciale nelle missioni all’estero delle forze armate, in quanto il loro compito come formatori è un supporto importante per le forze armate locali in ogni teatro operativo. Tanto in Afghanistan come in Iraq i carabinieri addestrarono uomini per rinforzare i propri paesi.

 

Fonte: Analisidifesa

Foto: Carabinieri addestrano agenti afghani a Herat (G. Gaiani)

 

Patrizia Caroli

 

 

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gio, nov 22, 2012  Roberta Buscherini
Scontri in Piazza tra cittadini e poliziotti: un dialogo tra sordi
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foto: mentecritica

“Nei prossimi giorni i poliziotti d’Italia sfileranno in corteo per protestare, con rabbia e con dignità, contro chi vorrebbe usare, un’altra volta, la polizia come scudo per respingere il disagio incontenibile di un intero Paese e i manganelli come arma per reprimere il dissenso ”. È quanto si legge in una nota del segretario generale del sindacato di polizia SIULP Felice Romano e ricalca perfettamente il clima saturo che si respira anche nel comparto sicurezza, sotto accusa, ancora una volta dopo gli incidenti dei giorni scorsi.
Dietro ai caschi e agli scudi troppo spesso ci si dimentica che battono cuori di uomini che sono padri, figli, fratelli e compagni legati in qualche modo alla piazza con la quale si scontrano, sono figli dello stesso popolo avrebbe detto Pier Paolo Pasolini.

 

Manifestazioni e Polizia

 

E come in ogni famiglia ci sono mele marce su entrambi fronti: insieme agli studenti e ai precari che manifestano urlando slogan e sventolando bandiere, si mischiano delinquenti armati di bastoni e bombe carta che sfogano la loro frustrazione, mettendo a ferro e fuoco le città e sotto accusa la polizia. È un film già visto ogni volta che una protesta lascia sul campo un ferito. Perché per ogni delinquente che urla in piazza tra migliaia di manifestanti pacifici, c’è un poliziotto esaltato che non tiene a freno il manganello e si fa scudo della posizione per scaricare la tensione e la rabbia di un mondo all’apparenza privilegiato, ma che nasconde enormi problemi, esattamente come tutti gli altri campi professionali. E chi paga il prezzo di queste mele marce? la piazza, che ha paura. La polizia che ha paura. E quando la paura diventa troppa sfocia inevitabilmente nelle violenze dei giorni scorsi.

 
Anche un altro sindacato di polizia, il Sap, attraverso la voce del suo segretario generale Nicola Tanzi, si schiera senza mezzi termini dalla parte degli agenti e contro alcune misure, in discussione in parlamento atte a rendere riconoscibili i poliziotti attraverso la schedatura con un numero identificativo sui caschi; la motivazione di tale contrarietà appare ovvia: “può facilmente trasformarsi in uno strumento di abuso e ritorsione da parte di chi sfoga la propria rabbia sulle forze di polizia con gesti e atti violenti. Oggi si diffondono, su internet e in tv, video e immagini che il più delle volte sono manipolati o estrapolati da contesti più ampi, con l’unico obiettivo di criminalizzare i poliziotti ”.
Se dalle istituzioni arrivano bozze di provvedimenti per isolare i poliziotti violenti, dalla polizia arrivano proposte per isolare i manifestanti violenti, come la detenzione preventiva per coloro che sono già conosciuti e che dovrebbero essere tenuti lontani da pacifiche proteste di piazza per evitare che diventino degli inizi di guerra civile. Nessuna reazione positiva al momento su questa idea che va certamente sviluppata ma che potrebbe avere sviluppi certamente interessanti.

 
Vi lascio con una riflessione: ma a noi italiani, poliziotti o cittadini, l’esperienza devastante del G8 non ci ha insegnato proprio nulla?  A dispetto di quanto affermato da Antonio Manganelli, capo della polizia, che parla di “pagina chiusa” e accusa coloro che continuano “a utilizzare il richiamo al G8 di Genova come alibi ”, nonostante i processi, le indagini e l’indignazione non ci si può certo dimenticare che in quei giorni toccammo il fondo: fu una guerriglia urbana, dove ventenni, con e senza divisa, si sono picchiati a sangue distruggendo un’intera città al punto da perdere di vista il motivo della loro presenza lì.
Certo, quell’episodio non può essere un alibi, ma non può neanche essere un lontano ricordo: per tutti, poliziotti e cittadini, deve restare una lezione da non ripetere per niente al mondo. Per tutti. Perché a prescindere dalle singole misure da intraprendere nei distinti comparti per arginare i facinorosi, non si può continuare a distinguere. Prima di essere poliziotti, studenti, precari, siamo tutti italiani, tutti sottoposti alle stesse tasse, alle stesse regole di mercato, alla stessa crisi.

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