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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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lun, giu 16, 2014  Roberta Buscherini
Scatti Anzianità Ata: Cosa Accade Nel 2014?
4 (79.31%) 29 Vota Questo Articolo

Prosegue in tutta la sua complicata contingenza la questione scolastica inerente agli scatti anzianità Ata. Infatti, oltre ai docenti, anche il personale amministrativo, tecnico ed ausiliario in servizio presso le scuole pubbliche del nostro paese si trova coinvolto nel particolare e difficile momento che vivono le casse dello Stato.

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Fonte: estense.com

Fonte: estense.com

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Scatti anzianità Ata: pericolo “scippo” sventato

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Va innanzitutto premesso che per quel che riguarda l’anno 2014, le problematiche relative al settore scolastico si diramano in differenti direzioni: da una parte la vessata questione delle assunzioni di insegnanti e personale Ata; dall’altra il grave “vulnus” cagionato dalla questione dei mancati scatti anzianità Ata e docenti, cioè la mancata progressione economica legata al periodo di permanenza e all’anzianità maturata sul luogo di lavoro.

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Negli scorsi mesi si era poi fatta strada l’esiziale ipotesi dello “scippo” delle posizioni economiche maturate dal personale Ata negli scorsi 3 anni scolastici. Fortunatamente siffatto pericolo è stato sventato: le posizioni economiche maturate negli anni scolastici 2011/2012, 2012/2013 e 2013/2014 non saranno toccate, pertanto coloro che le hanno già maturate continueranno a fruirne.

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Il rilievo costituzionale degli scatti di anzianità

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Entrando con più attenzione nei risvolti della vicenda, infatti, si comprende che coloro i quali matureranno la posizione economica nel corso di quest’anno avranno la facoltà di giovarne dopo la stipula di un contratto “ad hoc” entro il mese di giugno. Il denaro idoneo a coprire gli aumenti di stipendio del personale Ata (circa 38 milioni di euro) saranno estratti dal fondo per l’arricchimento per l’offerta formativa, ovvero dalla fonte utilizzata per finanziare lo straordinario. È proprio questo l’effetto che è scaturito nel mese di marzo da un emendamento presentanto dal Pd ed approvato dal Senato in sede di conversione in legge del Decreto “Salva-scatti”. In questo senso pare interessante citare una sentenza della Corte di Cassazione che corrobora e sottolinea l’importanza ed il rilievo costituzionale degli scatti anzianità Ata e docenti: infatti la Suprema corte, nella sentenza n.18584 del 7 luglio 2008, ha affermato che: “La giusta retribuzione deve essere adeguata anche in proporzione all’anzianità di servizio acquisita, atteso che la prestazione di lavoro, di norma, migliora qualitativamente per effetto dell’esperienza”. Insomma il principio di giusta retribuzione, inserito nell’art. 36 della Costituzione della Repubblica, sancisce la legittimità costituzionale e garantisce la necessarietà degli scatti di anzianità.

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Scatti anzianità Ata: una situazione in pieno divenire

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A margine della questione scatti anzianità Ata va poi detto che i rappresentanti del Miur hanno nello scorso mese ricevuto il via libera da parte del Mef per effettuare circa 3700 nomine relative proprio al personale Ata: per quanto riguarda la precisa determinazione dei posti per profilo e per Provincia si terrà conto del numero di nomine non effettuate nel precedente anno scolastico per quanto riguarda i profili di Assistente amministrativo e tecnico: in questa maniera le nomine verranno integralmente recuperate.

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Insomma, tra nomine a ruolo e scatti di anzianità prima negati e poi nuovamente garantiti, non si può negare che la situazione del personale Ata all’interno della scuola pubblica sia abbastanza movimentata. Non resta che attendere ulteriori sviluppi, sperando che non giungano cattive sorprese.

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Fonti: www.informazionescuola.it, www.ilsussidiario.net, uil.it

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Roberta Buscherini

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mar, apr 15, 2014  Roberta Buscherini
Scatti Anzianità Scuola, Il 2014 E’ L’anno Buono
4.5 (90.59%) 17 Vota Questo Articolo

Sono momenti importanti anche per il personale docente della scuola pubblica: L’avvento del Governo Renzi, con la sua carica cinetica, sta (almeno apparentemente) dando il via a diversi movimenti di cambiamento all’interno di diverse fasce tematiche della pubblica amministrazione del paese. E probabilmente non rimarranno esenti da cambiamenti gli scatti anzianità scuola. Ma come potrebbero configurarsi le novità in materia?

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Fonte: impresalavoro.eu

Fonte: impresalavoro.eu

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Gli scatti anzianità scuola tornano dal 2014

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Il Decreto approvato in Senato a marzo stabilisce che gli scatti anzianità scuola rimangono la sola ed unica forma di progressione retributiva e di carriera per docenti e personale impiegato: nella fattispecie si cerca di intervenire sia sulle posizioni stipendiali e trattamenti economici del personale scolastico, sia sulle posizioni economiche del personale ATA. Con riferimento alle posizioni stipendiali del personale scolastico sono riconosciuti gli scatti inerenti all’anno 2013.

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Dopo il passaggio alla Camera dei Deputati, il Decreto Legge relativo agli scatti anzianità scuola ha ricevuto l’approvazione definitiva. E due sono i punti-cardine della nuova disciplina emergente dal provvedimento: in primo luogo il personale docente e non docente potrà ricominciare ad usufruire degli scatti automatici, che dal 2014 finalmente ripartiranno dopo gli stop formulati dalle precedenti esperienze governative. Scatti che si concretizzeranno ogni 6 anni. In secondo luogo i cosiddetti Quota 96 non potranno andare subito in pensione e dovranno rimanere in servizio fino al compimento dei 67 anni di età: la mancanza di idonea copertura finanziaria impedisce agli oltre 4mila dipendenti coinvolti di giungere subito al meritato riposo.

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Tempo di valorizzare i docenti della scuola pubblica

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Attraverso la novità legislativa viene poi sventato definitivamente il più volte suggerito tentativo di far restituire ai docenti i famosi 150 euro già percepiti (inerenti al blocco degli scatti di anzianità). La relatrice del provvedimento al Senato, Francesca Puglisi (Pd), ha affermato infatti: “ Dal 2014, finalmente, le retribuzioni del personale scolastico sono sbloccate. Abbiamo inoltre evitato che il  personale Ata fosse costretto a restituire somme già percepite: è giunto il momento per ridiscutere finalmente il contratto e valorizzare la professionalità dei professori”.

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Scatti anzianità scuola: il momento del cambiamento

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L’obiettivo dichiarato del Governo Renzi in materia parrebbe essere quello di conferire nuovamente alla categoria degli insegnanti quel prestigio sociale che fino a qualche decennio fa ne caratterizzava la figura: prestigio (e dignità) che negli ultimi 20 anni sono andati perduti con una legislazione scarsamente efficace. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi nello scorso mese affermava infatti, rivolto ai docenti: “Siete pagati poco, ma siete il cardine del Paese. Il vostro lavoro è fondamentale”. E la questione del ripristino degli scatti anzianità scuola rappresenta chiaramente, in questo senso, un cambio di ritmo e un “imprinting” di fiducia rilevantissimo per tutta la categoria docente.

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Voci di soddisfazione sono giunte dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini: l’obiettivo comune che dovrà informare tutta la materia inerente a scuola ed educazione sarà, nelle parole del titolare del dicastero di via Trastevere, è quello di “progettare una scuola che ridia dignità agli insegnanti, ma che metta al centro soprattutto il diritto dei nostri giovani ad una formazione adeguata per affrontare il futuro”. Un obiettivo virtuoso: un primo passo in questa direzione è stato effettuato. Si tratta di vedere come proseguirà l’inerzia in questo decisivo 2014.

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Fonti: corriere.it. repubblica.it, forexinfo.it

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Roberta Buscherini

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lun, apr 14, 2014  Marco Brezza
Comparto Difesa: Niente tagli al personale, almeno per ora
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Il complessivo piano dei risparmi presentato negli scorsi giorni dal Commissario alla “spending review” Carlo Cottarelli prevede un risparmio di 7 miliardi di euro già a partire da questo 2014, nell’obiettivo generale di risanare il bilancio dello Stato ed inaugurare una nuova stagione per l’Italia (e la sua amministrazione pubblica).

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Fonte: gaianews.it

Fonte: gaianews.it

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Riorganizzazione Difesa: maggiori sinergie tra corpi di polizia

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Tra i vari settori investiti da questa coordinata operazione di tagli (welfare, retribuzioni, pubblico impiego, spese dello Stato, previdenza) si trova anche il comparto Difesa. E diverse sono in questo settore le possibilità e le idee al fine di edificare una gestione più efficiente ed oculata di uno strumento (quello della Difesa) molto importante quanto dispendioso. In questo senso sono state gettate sul tavolo delle trattative diverse opzioni: una delle quali è la possibilità di maggiori sinergie tra corpi di polizia (ma è smentita dal Governo la ipotizzata fusione tra Polizia e Carabinieri) con suggerite (ma non estrinsecate) possibilità di alcuni tagli agli organici. Per ora sono solo parole gettate dentro un dibattito che si prospetta divenire molto serrato: non sono infatti tardate a giungere le neanche tanto velate proteste dei Sindacati di Polizia e di quelli militari in questa direzione. Nelle bozze di Cottarelli vi sono studi comparati nei quali si afferma che in Italia esiste un rapporto di unità di polizia per numero di abitanti più alto rispetto agli altri paesi europei (ad eccezione della Spagna). Di qui il proposito (in fase embrionale) di rivedere l’organizzazione generale del comparto.

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Il programma del Ministro Pinotti

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Più definite paiono essere le idee ed i progetti presentati da parte del Ministro della Difesa Roberta Pinotti, la quale ha esplicitato con chiarezza quelle che possono essere definite come le linee programmatiche del suo mandato presso il dicastero di Via XX Settembre. Il Ministro ha innanzitutto toccato il tasto dolente (sopra citato) della riorganizzazione del comparto Difesa nel suo complesso, in particolar modo la parte afferente alle risorse umane: “il capitale umano è importante e strategico per qualunque organizzazione complessa – ha affermato Pinotti durante l’audizione – e lo è a maggior ragione in una realtà dove moltissimo è richiesto in termini di sacrificio e senso del dovere. Per ciò che riguarda il personale militare impiegato è certamente necessario tutelare i dipendenti dei gradi inferiori che stanno sopportando in misura maggiore gli effetti delle recenti misure di contenimento della spesa”.

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F-35 e missione in Afghanistan

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Non sono mancati poi i riferimenti alla missione di pace in Afghanistan: la continuazione della missione oltre il 2015 andrà valutata con attenzione insieme agli altri paesi coinvolti. “Anche il nostro paese – ha spiegato il Ministro – partecipa alla discussione sul possibile futuro dell’importante impegno in territorio afghano”. Le scelte più opportune verranno decise con attenzione e presentate al Parlamento appena possibile.

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Per ciò che riguarda invece l’intricato caso degli F-35, il Ministro ha affermato che esiste la possibilità di un ripensamento e di una riduzione dei progetti avviati in questa direzione: le parole chiave evidenziate da Pinotti sono state “rivedere, ripensare, ridurre”. La ipotizzata riduzione (o dimezzamento) del costoso programma F-35 rimane nell’aria come possibilità ancora tutta da elaborare ed implementare. È chiaro come l’argomento del dimezzamento dell’acquisto di F-35 rivesta un forte significato simbolico, oltre consentire un risparmio calcolato intorno a 1 miliardo di euro per il biennio 2014-2015. Anche se sembra, dalle ultime voci, che l’ultima parola in materia sarà pronunciata dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal Parlamento.

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In ultima istanza pare per il momento essere scongiurato il pericolo tagli al personale del comparto Difesa. Tuttavia un piano con orizzonte il settembre 2014 pare inevitabile: l’obiettivo di risparmio andrà obbligatoriamente conseguito, si tratta di capire con certezza attraverso quali precise operazioni.

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Fonti: Corriere della Sera, formiche.net

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Marco Brezza

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mar, mar 11, 2014  Roberta Buscherini
Scatti Anzianità PA: Focus sulla travagliata questione scuola
5 (100%) 4 Vota Questo Articolo

Proprio questi sono i giorni decisivi per lo sblocco degli scatti anzianità PA, in particolare quelli relativi al personale della scuola: alla Camera verrà infatti discusso il Decreto inerente al suddetto sblocco, all’interno del quale è prevista una sessione negoziale volta al recupero dell’anzianità del 2012.

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Fonte: www.formiche.net

Fonte: www.formiche.net

Scatti anzianità PA: M5S chiede chiarezza

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In questa direzione si innestano le dure parole di alcuni rappresentati del Movimento 5 Stelle, i quali hanno denunciato un fatto che per molti aspetti viene sottaciuto dalle principali fonti di informazione: sembrerebbe infatti che la Legge Finanziaria del 2008 (Governo Berlusconi, con a capo del dicastero dell’Economia Giulio Tremonti) prevedesse espressamente che il 30% degli oltre 8 miliardi di euro tagliati alla scuola pubblica dovesse essere utilizzato per  pagare gli scatti del personale scolastico. Cosa che, con tutta evidenza, non parrebbe essere stata portata avanti.

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I rappresentanti del M5S hanno presentato una interrogazione parlamentare al fine di comprendere dove possano essere andati a finire quei preziosi fondi: il deputato M5S Sara Chimienti afferma: “Si tratterebbe di 2 miliardi di euro.  Dove sono finiti questi soldi? Per quale motivo il Governo vuole attingere al MOF, fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, dal momento che ha a disposizione per legge ben 2 miliardi?” Domanda legittima che attende risposta.

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Questioni di cifre (e intanto Saccomanni traballa)

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Risposta che aleggia incerta nell’aria infuocata dalle polemiche di questi giorni proprio a proposito degli scatti anzianità PA: le sigle sindacali più importanti non hanno lesinato feroci critiche nei confronti del (criticatissimo da molteplici direzioni, ed a rischio poltrona con il trapasso del Governo Letta) Ministro Fabrizio Saccomanni, il quale si sta occupando della questione.

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Il nodo della vicenda ruota attorno ad un altro ammontare di risorse rientrato dalle scuole (a scapito dei corsi di recupero) nelle casse del dicastero economico: su questa consistente cifra – che pare assestarsi sulla quota di 200 milioni di euro – converge certamente ingente parte delle speranze delle centinaia di migliaia di lavoratori che aspettano il pagamento degli scatti di stipendio relativi al 2012 e 2013. Nel fuoco incrociato delle opinioni spiccano le dure reazioni di alcuni sindacati: Marcello Pacifico dell’Anief si scaglia contro le sigle sindacali rappresentative che non sembrano battersi con vigore sufficiente affinché gli scatti anzianità PA tornino a dipendere dal rinnovo contrattuale e non vengano invece posti alla mercé di risorse destinate a scopi diversi.

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Scatti anzianità PA: una questione inestricabile?

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Sulla medesima linea si situa anche la sigla Flc Cgil: il rappresentante sindacale Mimmo Pantaleo afferma infatti che “per il pagamento degli scatti 2012-13 bisogna che il Governo stanzi risorse aggiuntive. Non siamo disponibili a un accordo che intacchi ancora una volta i soldi destinati alle scuole per corsi di recupero o innovazione didattica: questo peggiorerebbe in modo drammatico l’offerta formativa dei nostri istituti e costringerebbe tantissimi lavoratori a lavorare gratis”. Insomma il proposito anelato da Cgil è quello di chiedere al Governo un atto di indirizzo attraverso cui reperire risorse aggiuntive. Insomma la vicenda inerente agli scatti anzianità PA, nella sua declinazione scolastica, pare essere lungi dall’essere risolta: a questo riguardo è intervenuto qualche settimana fa un decreto governativo che conferma lo stop alla restituzione degli scatti stipendiali del personale della scuola (che grande confusione ha generato al rientro dalle vacanze di Natale) già percepiti nel 2013 con una trattenuta di 150 euro mensili, Stabilendo inoltre che non ci sarà retrocessione a una classe stipendiale inferiore per il personale della scuola che ne abbia acquisita una superiore nel 2013 in virtù dell’anzianità economica attribuita nello stesso anno.

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Fonti: orizzontescuola.it, corriere.it

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Roberta Buscherini

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lun, dic 30, 2013  Valentina
Anche I Comuni Nella Morsa Dei Tagli. Spending Review
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Sono stati i Comuni fino a questo momento a garantire allo Stato le maggiori riduzioni della spesa, grazie anche all’avvio di politiche significative improntate alla spending review;” e infatti il comparto degli anti locali “in appena tre anni, ha dovuto subire tagli per 16,5 miliardi di euro. (…) I bilanci dei Comuni non possono però assorbire ulteriori tagli. (…) è giunto ora il momento che ad assicurare significative economie e a garantire i necessari risparmi dovranno essere altri comparti dello Stato, a cominciare dalla macchina burocratica dell’Amministrazione centrale dello Stato”.

 

ImmagineOpinione questa non solo di Paola Perrone, Sindaco di Lecce espressa durante una riunione dell’Ufficio di Presidenza Nazionale dell’Anci. Ma pensiero diffuso anche tra i dipendenti comunali e per i comuni cittadini che, prima ancora che con lo stato, si trovano a scontrarsi con politiche di spending review ai servizi e risolse del proprio territorio a causa di mancate risorse provenienti da Roma.

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Spending Review: Iniziative in sospeso

 

Esistono infatti una serie di iniziative rimaste a metà per le quali i comuni italiani soffrono e arrancano; tra le più importanti senza dubbio:

 

- Il trasferimento degli introiti relativi alla mancata corresponsione della seconda rata entro il dicembre del 2013

 

- La richiesta di compensazione dei trasferimenti Imu 2102 da inserire nella legge di stabilità, per la quale i Comuni vantano un credito di circa 700 milioni di euro

 

- La richiesta di esclusione dei piccoli comuni, quelli al di sotto dei cinquemila abitanti, del rispetto dei limiti legati al Patto di Stabilità e la garanzia che l’imminente introduzione da parte del governo centrale della Service Tax sia ispirata all’equità fiscale e ala sostenibilità da parte dei contribuenti.

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Spending Review: Dialogo con le parti sociali

 

Per dovere di cronaca va precisato che la legge di stabilità, non solo non è stata discussa, ma non è ancora neanche stata divulgata nei suoi principi cardine, pertanto c’è ancora speranza che almeno alcuni di questi provvedimenti prendano vita. Anche gli incresciosi scontri avvenuti a Roma davanti al Ministero dell’Economia hanno spinto certamente i politici verso una maggiore disponibilità al dialogo con le parti sociali e amministrative coinvolte nella manovra.

E il clima di assoluta sfiducia ed esasperazione per le misure di spending review nella piazza si respira anche all’interno dei palazzi comunali, come evidenzia una recente ricerca svolta nel comune toscano di Cecina che mirava a misurare la febbre da stress dei dipendenti pubblici. A occuparsi dell’indagine è stata la psicoterapeuta Serena Ricciardulli e il quadro che emerge è allarmante, con un capo “controllore”, acerrima rivalità tra colleghi di scrivania che porta a una totale mancanza di collaborazione e a chiudere il recinto intorno al proprio orto di compiti. Anche i comuni nella morsa dei tagli ma il settore nel quale il livello di stress risulta toccare apici altissimi è quello dei servizi.

 

Insomma lavorare sotto pressione e con la spada di Damocle dei tagli a servizi e risorse umane non favorisce una giornata professionale serena e senza intoppi, avendo inevitabili ripercussioni anche sul pubblico e sui cittadini. I prossimi giorni saranno senza dubbio decisivi per capire il destino dei comuni e dei loro servizi. La legge di stabilità sarà discussa in parlamento, nella speranza che la discussione e le modifiche tengano conto delle esigenze dei comuni che, va ricordato, sono il primo contatto che il cittadino ha con la cosa pubblica.

 

 

Fonte: il tirreno.gelocal / ilnuovogiornaledeimilitari / ilpaesenuovo / cessionequinto

 

Valentina Stipa

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