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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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gio, ott 5, 2017  Ranalli
Vacanze Studio INPDAP – INPSieme – Tutto quello che ti serve sapere
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Fonte: inpdap.biz

Fonte: inpdap.biz

Le vacanze studio INPDAP rappresentano una possibilità per quanti sono iscritti a questa gestione previdenziale. A fronte della cancellazione dell’Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica, applicata dal primo gennaio 2012, questo servizio viene ora gestito dall’Inps e prende il nome di INPSieme  

 

 

La vacanza studio INPSieme nasce come una possibilità per premiare i figli dei dipendenti statali. Ovviamente l’iscrizione a detta forma di previdenza è elemento fondamentale ma non garantisce assolutamente la concessione del beneficio.  Infatti i posti messi a disposizione per le vacanze studio  in Italia che all’Estero sono a numero limitato e come ogni concorso si stila una graduatoria.

 

 

Queste borse di studio sono finanziate tramite il Fondo Credito e hanno lo scopo di rimborsare in modo parziale o totale le spese dei soggiorni vacanza in Italia o dei soggiorni studio all’estero degli studenti figli degli iscritti ex INPDAP.

Le vacanze studio INPSieme possono essere di una o due settimane in Italia o di due o quattro settimane in Europa. Esiste ed è consultabile un Catalogo delle Opportunità, nel quale sono riportate destinazioni e strutture convenzionate con questo progetto.

 

 

 

Vacanze studio INPDAP – INPSieme : Come Si Partecipa

 

 

 

Innanzitutto bisogna aspettare l’indizione del concorso da parte dell’Inps che in genere avviene all’inizio dell’anno solare.

La domanda viene prodotta on line e non più in forma cartacea.

All’uopo ogni iscritto o figlio maggiorenne dovrà dotarsi di apposito codice pin dispositivo  e inviare la domanda unitamente agli allegati entro la data prevista. Il codice pin deve essere dispositivo per poter operare direttamente l’invio telematico. Fatta questa operazione si attende l’esito del concorso  che in genere si conosce nel giro di qualche mese.

La graduatoria che viene stilata è il risultato del possesso o meno di vari requisiti per il diritto alle vacanze studio Estate INPSieme.

 

 

Per il 2017 è possibile presentare la domanda dal 16 febbraio al 16 marzo 2017 e i soggiorni si svolgono poi nei mesi di giugno, luglio e agosto 2017.

 

 

 

 

 

Requisiti per accedere alle vacanze studio INPSieme

 

 

 

 

 

 

Vediamoli. Innanzitutto essere iscritto all’Ente Previdenziale (in genere tutti i dipendenti appartenenti al pubblico impiego e cioè ministeriali , ospedalieri, dipendenti autonomie locali, dipendenti regionali e provinciali. Si tiene conto poi dell’ISEE di ciascun iscritto.

 

 

Più basso è l’ISEE più alte sono le possibilità di essere utilmente collocati in graduatoria. L’inps non concede più la possibilità di partecipare ai possessori di ISEE che supera un limiti già prestabilito e indicato nel bando di concorso.

 

 

Si tiene conto ancora se il nucleo familiare e monoparentale ( questa è giustamente prioritaria ), se il nucleo familiare è composto solo da figli, se nel nucleo familiare vi sono persone in stato di handicap.

 

 

Quindi tutte queste situazioni determineranno l’esito della graduatoria per le vacanze studio INPSieme che sarà provvisoria; una volta acquisiti eventuali ricorsi per errori materiali o titoli non valutati diverrà definitiva.

 

 

Nella domanda di partecipazione al concorso verrà indicata quale località si sceglie per la vacanza studio e il periodo prescelto. Dal momento in cui la graduatoria è definitiva si dovrà procedere a fare il versamento della quota a carico del vincitore.

 

 

Fatta questa operazione il candidato verrà contattato quanto prima da una delle società incaricate dall’Inps  per la gestione del periodo della vacanza studio che in genere dura quindici giorni di calendario. Una volta in loco i ragazzi oltre a conoscere la bellezza dei posti attraverso opportune sortite e a qualche momento di spensieratezza, dovranno impegnarsi per la loro formazione che è poi alla base del progetto  delle vacanze studio.

 

 

 

 

Fonte: inpdap / inps

 

 

 

 

 

 

 

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mar, giu 13, 2017  Valentina
Formazione obbligatoria docenti di ruolo. Le aspettative sono molto alte
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

SOFIATra le novità introdotte dalla legge 107/2015 c’è anche la formazione obbligatoria per i docenti, uno dei punti focali della Buona Scuola, in quanto stadio fondamentale per garantire agli studenti un corpo docente preparato e quindi una scuola maggiormente efficiente.

 

“Investire nella formazione vuol dire investire nei ragazzi e quindi nel futuro. Certo la formazione deve essere al passo con i cambiamenti e quindi è utile apprendere con metodi e strumenti sempre più innovativi. In questo modo daremo anche più valore agli insegnanti e al ruolo fondamentale che ricoprono all’interno della società. Dopotutto la crescita di un Paese passa anche attraverso competenze e formazione di qualità che possono renderci competitivi nel mercato del lavoro”. Questo il pensiero del MIur, espresso dalla senatrice Angela D’Onghia, sottosegretaria proprio al dicastero della scuola.

 

 

 

 

Formazione obbligatoria docenti. Arriva S.O.F.I.A.

 

 

 

 

Per facilitare l’accesso alla formazione per i docenti, il Miur dallo scorso 22 maggio ha messo a disposizione degli insegnanti delle scuole statali una piattaforma informatica chiamata S.O.F.I.A. attraverso la quale si procede all’iscrizione nel sistema operativo per la formazione e per l’aggiornamento.

 

 

Questa iniziativa del ministero rientra tra gli obiettivi che si è prefissato sull’agenda 2010 sullo sviluppo sostenibile, ovvero quello di garantire un corpo docente di alta qualità. Dare il buon esempio è un ottimo modo per iniziare; da qui la creazione di un sistema informatico dedicato. S.O.F.I.A in pratica non è altro che un grande raccoglitore di informazioni di iniziative di formazione dedicate ai docenti.

 

 

All’interno del sistema, ogni insegnante avrà la possibilità di iscriversi direttamente all’evento di suo interesse. Questa piattaforma creerà un vero e proprio percorso mano a mano che la formazione del docente va avanti e sarà in grado di indicare eventuali anomalie o miglioramenti da perseguire. Un vero e proprio tutor informatico insomma.

 

 

 

 

Formazione obbligatoria docenti MIUR. Come Iscriversi a  S.O.F.I.A.

 

 

 

 

Per iscriversi alla piattaforma formativa SOFIA si dovrà accedere a istanze online e seguire la procedura indicata. Servirà il proprio codice fiscale per effettuare il login e poi accedere all’area riservata e infine al portale della governance della formazione. Per completare la registrazione, basterà confermare e si entrerà immediatamente nella piattaforma. Terminata la procedura con l’inserimento dell’indirizzo di posta elettronica, il docente riceverà una mail di conferma avvenuta registrazione.

Da quel momento in poi inizia l’avventura nel magico mondo della formazione.

 

 

 

 

 

 

Fonte: blastingnews / tecnicadellascuola

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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ven, giu 9, 2017  Valentina
Buona Scuola. E’ tempo di bilanci
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buonascuolaOrmai è passato un tempo ragionevole oltre il quale fare bilanci è d’obbligo in tema di Buona Scuola. Che questo maxi progetto di riforma non esaltasse gli animi di nessuno, tranne che di coloro che l’0hanno creato era evidente fin da primi attivi della sua divulgazione.

 

A distanza di tempo però dalla sua applicazione si iniziano a vedere i primi risultati e le prime conseguenze che fanno fare marcia indietro anche a coloro che in un primo tempo hanno supportato la riforma.

 

 

 

Buona Scuola. La triste gara al rimedio dell’ultima ora

 

 

 

 

In questo contesto si capisce bene la dichiarazione di Andrea Orlando, candidato alla segreteria nazionale del pd: “il mio impegno da segretario sarà quello di prevedere ulteriori investimenti nella scuola pubblica e l’eliminazione di storture ed errori contenuti nella Buona Scuola (…). Stiamo lavorando a più emendamenti alla Manovra che prevedano da un lato un Piano nazionale e dall’altro un Potenziamento assunzionale per le maestre dell’Infanzia presenti nella Gae, un rimedio agli errori dell’algoritmo per riportare vicino casa i docenti ingiustamente penalizzati, penso a quelli della fase B, e un percorso che valorizzi ulteriormente l’esperienza di quelle migliaia di precari di seconda fascia che contribuiscono ancora oggi in maniera determinante al funzionamento del nostro sistema di istruzione”.

Anche l’altro candidato alle primarie Emiliano è sulla stessa lunghezza d’onda e parla addirittura di riscrivere la riforma.

 

 

Promesse da marinaio frutto della pressione delle elezioni? Lo scopriremo a breve, al di là del risultato delle primarie.

 

 

 

 

Buona Scuola. Si punta all’integrazione

 

 

 

 

 

Intanto il ministro Fedeli continua il suo percorso di creazione di una scuola più aperta all’interno del piano da 840 milioni di euro che mira a far diminuire la dispersione scolastica, favorendo l’integrazione, anche in relazione ai flussi migratori costantemente in aumento.

 

 

Si tratta di un’occasione con la quale ogni istituto scolastico potrà presentare un progetto, il quale, se approvato verrà finanziato dallo stato per un importo variabile in base alla tipologia di planning.

 

 

La velocità e la profondità dell’integrazione dipendono anche dalla scuola. È grazie al percorso che le ragazze e i ragazzi con cittadinanza non italiana fanno a scuola che il nostro Paese potrà contare anche sui loro talenti, sulle loro intelligenze (…). Le scuole possono diventare laboratori di convivenza e di nuova cittadinanza”. Afferma in una recente dichiarazione proprio il ministro Fedeli.

 

 

Tra le attività che le scuole potranno presentare ci sono corsi di insegnamento o mantenimento della lingua d’origine, laboratori di lingue per facilitare l’apprendimento della lingua italiana, attività motoria, musica, ect.

Unico vincolo fondamentale per l’approvazione dei progetti è la condivisione con la cittadinanza e la stretta collaborazione con le autorità locali. La presentazione dei progetti dovrà avvenire dalle ore 10 del 15 maggio alle ore 15 del 3 luglio 2017.

 

 

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / catania.liveuniversity

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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ven, giu 9, 2017  Valentina
Mobilità Scuola. In arrivo una proroga?
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Fonte: gildavenezia.it

Fonte: gildavenezia.it

Niente di ufficiale ancora ma sarebbe auspicabile che venisse indetta una proroga per la presentazione della domanda di mobilità. La ragione è semplice. Il funzionamento a momenti alterni del sistema di registrazione on line, soprattutto durante il fine settimana e nella giornata del primo maggio 2017.

 

 

Solo nell’ultimo giorno previsto per la presentazione, il  maggio scorso, molte sono state le persone che hanno lamentato e documentato il cattivo funzionamento del sistema, il quale dava la possibilità di effettuare il login e di entrare nella piattaforma, ma non permetteva di accedere alla voce “compilazione domanda di mobilità di II grado o in altri casi invece dava errori durante l’inserimento degli allegati.

 

 

Il MIur non si è ancora pronunciato, ma si attende quantomeno una presa di posizione sul tema. Ricordiamo invece che per coloro che appartengono al personale Atta, il termine ultimo di presentazione della domanda di mobilità è stata prolungata ino al 24 maggio.

 

 

 

Mobilità Scuola. I prossimi appuntamenti

 

 

 

 

Nel frattempo, vediamo quali sono i prossimi passi per quei fortunati che sono riusciti a iscriversi senza problemi sulla piattaforma.

 

 

Iniziamo dalla scuola dell’infanzia, per la quale il termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili è stato fissato al 22 maggio 2017, mentre la pubblicazione dei movimenti è prevista per il 19 giugno.

Stesso termine anche per la scuola primaria, ma la pubblicazione in questo caso è stata anticipata al 9 giugno.

Il 15 giugno prossimo invece sarà l’ultimo giorno utile per la trasmissione della domanda al SIDI per la scuola secondaria di primo livello, la cui pubblicazione dei movimenti è stata stabilita per il 4 luglio.

La scuola secondaria di secondo grado invece ha come prima scadenza il 3 luglio e la pubblicazione dei movimenti al 20 luglio.

 

 

Va ricordato anche che quest’anno i movimenti si svolgeranno in un’unica fase, provinciale e interprovinciale, e che i docenti potranno spartirsi solo il 30% dei posti disponibili dal momento che il 60% verrà destinato alle nuove assunzioni e il restante 10% sarà rivolto ai passaggi di cattedra.

 

 

 

Fonte: orizzonescuola / tecnicadellascuola / blastingnews

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

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lun, giu 5, 2017  Valentina
Scuola. Altro che festa della Repubblica…
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Fonte: gildavenezia.it

Fonte: gildavenezia.it

La festa della repubblica, benché celebrata, da anni con immutabile spirito di condivisione, in un momento storico come questo, per l’Italia e per il mondo intero, acquisisce un significato che va oltre la politica.
La festa del 2 giugno è un modo per celebrare anche l’uguaglianza dei cittadini di fronte allo stato. Una celebrazione che stride fortemente se si considera la situazione lavorativa di molte categorie. Come quella degli insegnanti.

 

 

 

 

Scuola. La vergogna senza fine del blocco contrattuale

 

 
“Com’è possibile che gli stipendi di chi lavora nella scuola debbano essere bloccati da quasi 10 anni, senza nemmeno aver concesso loro il paracadute costituito dalla vacanza contrattuale?
Perché un insegnante in pensione nella scuola deve percepire in media 1.300 euro al mese mentre la media dei dipendenti pubblici supera i 1.800 euro, come rilevato in settimana dall’Inps?”.  A dirlo proprio nel giorno della festa della repubblica è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretarioconfederale Cisal.
Non va dimenticato infatti che il comparto scuola è ancora in attesa di un equo rinnovo contrattuale. E con l’aggettivo “equo” si va oltre gli 85 euro lordi.  È necessario adeguare i valori dell’indennità di vacanza alla metà dell’inflazione, così come registrata a partire da settembre 2015 sul blocco presente dal 2008. E la cosa grave è che proprio l’indennità di vacanza rischia di dover rimanere ferma fino al 2021…

 

 

 

Scuola. Si mobilita anche L’Europa

 

 
Perfino l’Europa è intervenuta in modo concreto sulla situazione del comparto scuola italiano. È di pochi giorni fa infatti la notizia che il Segretario Generale del Consiglio d’Europa ha preso in carico del reclamo collettivo Anief n.146/2017 sull’abuso di precariato scolastico italiano.
Anche la Commissione per le Petizioni del Parlamento Ue in tema di mancata adozione della Direttiva Ue 1999/70/CE sulla stabilizzazione del personale pubblico con 36 mesi di servizio ha espresso parere negativo, evidenziando notevoli perplessità per il comportamento dello stato italiano.

 

 

Ultima ma non in ordine di importanza che si sta prendendo a cuore la situazione del comparto scuola italiano è la Cedu, la Corte europea dei diritti dell’Uomo, la quale presto darà il suo parere in tema di abuso del precariato e discriminazioni per i supplenti.

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola

 

 
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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