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Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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mar, giu 13, 2017  Valentina
Formazione obbligatoria docenti di ruolo. Le aspettative sono molto alte
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SOFIATra le novità introdotte dalla legge 107/2015 c’è anche la formazione obbligatoria per i docenti, uno dei punti focali della Buona Scuola, in quanto stadio fondamentale per garantire agli studenti un corpo docente preparato e quindi una scuola maggiormente efficiente.

 

“Investire nella formazione vuol dire investire nei ragazzi e quindi nel futuro. Certo la formazione deve essere al passo con i cambiamenti e quindi è utile apprendere con metodi e strumenti sempre più innovativi. In questo modo daremo anche più valore agli insegnanti e al ruolo fondamentale che ricoprono all’interno della società. Dopotutto la crescita di un Paese passa anche attraverso competenze e formazione di qualità che possono renderci competitivi nel mercato del lavoro”. Questo il pensiero del MIur, espresso dalla senatrice Angela D’Onghia, sottosegretaria proprio al dicastero della scuola.

 

 

 

 

Formazione obbligatoria docenti. Arriva S.O.F.I.A.

 

 

 

 

Per facilitare l’accesso alla formazione per i docenti, il Miur dallo scorso 22 maggio ha messo a disposizione degli insegnanti delle scuole statali una piattaforma informatica chiamata S.O.F.I.A. attraverso la quale si procede all’iscrizione nel sistema operativo per la formazione e per l’aggiornamento.

 

 

Questa iniziativa del ministero rientra tra gli obiettivi che si è prefissato sull’agenda 2010 sullo sviluppo sostenibile, ovvero quello di garantire un corpo docente di alta qualità. Dare il buon esempio è un ottimo modo per iniziare; da qui la creazione di un sistema informatico dedicato. S.O.F.I.A in pratica non è altro che un grande raccoglitore di informazioni di iniziative di formazione dedicate ai docenti.

 

 

All’interno del sistema, ogni insegnante avrà la possibilità di iscriversi direttamente all’evento di suo interesse. Questa piattaforma creerà un vero e proprio percorso mano a mano che la formazione del docente va avanti e sarà in grado di indicare eventuali anomalie o miglioramenti da perseguire. Un vero e proprio tutor informatico insomma.

 

 

 

 

Formazione obbligatoria docenti MIUR. Come Iscriversi a  S.O.F.I.A.

 

 

 

 

Per iscriversi alla piattaforma formativa SOFIA si dovrà accedere a istanze online e seguire la procedura indicata. Servirà il proprio codice fiscale per effettuare il login e poi accedere all’area riservata e infine al portale della governance della formazione. Per completare la registrazione, basterà confermare e si entrerà immediatamente nella piattaforma. Terminata la procedura con l’inserimento dell’indirizzo di posta elettronica, il docente riceverà una mail di conferma avvenuta registrazione.

Da quel momento in poi inizia l’avventura nel magico mondo della formazione.

 

 

 

 

 

 

Fonte: blastingnews / tecnicadellascuola

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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ven, giu 9, 2017  Valentina
Buona Scuola. E’ tempo di bilanci
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buonascuolaOrmai è passato un tempo ragionevole oltre il quale fare bilanci è d’obbligo in tema di Buona Scuola. Che questo maxi progetto di riforma non esaltasse gli animi di nessuno, tranne che di coloro che l’0hanno creato era evidente fin da primi attivi della sua divulgazione.

 

A distanza di tempo però dalla sua applicazione si iniziano a vedere i primi risultati e le prime conseguenze che fanno fare marcia indietro anche a coloro che in un primo tempo hanno supportato la riforma.

 

 

 

Buona Scuola. La triste gara al rimedio dell’ultima ora

 

 

 

 

In questo contesto si capisce bene la dichiarazione di Andrea Orlando, candidato alla segreteria nazionale del pd: “il mio impegno da segretario sarà quello di prevedere ulteriori investimenti nella scuola pubblica e l’eliminazione di storture ed errori contenuti nella Buona Scuola (…). Stiamo lavorando a più emendamenti alla Manovra che prevedano da un lato un Piano nazionale e dall’altro un Potenziamento assunzionale per le maestre dell’Infanzia presenti nella Gae, un rimedio agli errori dell’algoritmo per riportare vicino casa i docenti ingiustamente penalizzati, penso a quelli della fase B, e un percorso che valorizzi ulteriormente l’esperienza di quelle migliaia di precari di seconda fascia che contribuiscono ancora oggi in maniera determinante al funzionamento del nostro sistema di istruzione”.

Anche l’altro candidato alle primarie Emiliano è sulla stessa lunghezza d’onda e parla addirittura di riscrivere la riforma.

 

 

Promesse da marinaio frutto della pressione delle elezioni? Lo scopriremo a breve, al di là del risultato delle primarie.

 

 

 

 

Buona Scuola. Si punta all’integrazione

 

 

 

 

 

Intanto il ministro Fedeli continua il suo percorso di creazione di una scuola più aperta all’interno del piano da 840 milioni di euro che mira a far diminuire la dispersione scolastica, favorendo l’integrazione, anche in relazione ai flussi migratori costantemente in aumento.

 

 

Si tratta di un’occasione con la quale ogni istituto scolastico potrà presentare un progetto, il quale, se approvato verrà finanziato dallo stato per un importo variabile in base alla tipologia di planning.

 

 

La velocità e la profondità dell’integrazione dipendono anche dalla scuola. È grazie al percorso che le ragazze e i ragazzi con cittadinanza non italiana fanno a scuola che il nostro Paese potrà contare anche sui loro talenti, sulle loro intelligenze (…). Le scuole possono diventare laboratori di convivenza e di nuova cittadinanza”. Afferma in una recente dichiarazione proprio il ministro Fedeli.

 

 

Tra le attività che le scuole potranno presentare ci sono corsi di insegnamento o mantenimento della lingua d’origine, laboratori di lingue per facilitare l’apprendimento della lingua italiana, attività motoria, musica, ect.

Unico vincolo fondamentale per l’approvazione dei progetti è la condivisione con la cittadinanza e la stretta collaborazione con le autorità locali. La presentazione dei progetti dovrà avvenire dalle ore 10 del 15 maggio alle ore 15 del 3 luglio 2017.

 

 

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola / catania.liveuniversity

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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ven, giu 9, 2017  Valentina
Mobilità Scuola. In arrivo una proroga?
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Fonte: gildavenezia.it

Fonte: gildavenezia.it

Niente di ufficiale ancora ma sarebbe auspicabile che venisse indetta una proroga per la presentazione della domanda di mobilità. La ragione è semplice. Il funzionamento a momenti alterni del sistema di registrazione on line, soprattutto durante il fine settimana e nella giornata del primo maggio 2017.

 

 

Solo nell’ultimo giorno previsto per la presentazione, il  maggio scorso, molte sono state le persone che hanno lamentato e documentato il cattivo funzionamento del sistema, il quale dava la possibilità di effettuare il login e di entrare nella piattaforma, ma non permetteva di accedere alla voce “compilazione domanda di mobilità di II grado o in altri casi invece dava errori durante l’inserimento degli allegati.

 

 

Il MIur non si è ancora pronunciato, ma si attende quantomeno una presa di posizione sul tema. Ricordiamo invece che per coloro che appartengono al personale Atta, il termine ultimo di presentazione della domanda di mobilità è stata prolungata ino al 24 maggio.

 

 

 

Mobilità Scuola. I prossimi appuntamenti

 

 

 

 

Nel frattempo, vediamo quali sono i prossimi passi per quei fortunati che sono riusciti a iscriversi senza problemi sulla piattaforma.

 

 

Iniziamo dalla scuola dell’infanzia, per la quale il termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili è stato fissato al 22 maggio 2017, mentre la pubblicazione dei movimenti è prevista per il 19 giugno.

Stesso termine anche per la scuola primaria, ma la pubblicazione in questo caso è stata anticipata al 9 giugno.

Il 15 giugno prossimo invece sarà l’ultimo giorno utile per la trasmissione della domanda al SIDI per la scuola secondaria di primo livello, la cui pubblicazione dei movimenti è stata stabilita per il 4 luglio.

La scuola secondaria di secondo grado invece ha come prima scadenza il 3 luglio e la pubblicazione dei movimenti al 20 luglio.

 

 

Va ricordato anche che quest’anno i movimenti si svolgeranno in un’unica fase, provinciale e interprovinciale, e che i docenti potranno spartirsi solo il 30% dei posti disponibili dal momento che il 60% verrà destinato alle nuove assunzioni e il restante 10% sarà rivolto ai passaggi di cattedra.

 

 

 

Fonte: orizzonescuola / tecnicadellascuola / blastingnews

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

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lun, giu 5, 2017  Valentina
Scuola. Altro che festa della Repubblica…
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Fonte: gildavenezia.it

Fonte: gildavenezia.it

La festa della repubblica, benché celebrata, da anni con immutabile spirito di condivisione, in un momento storico come questo, per l’Italia e per il mondo intero, acquisisce un significato che va oltre la politica.
La festa del 2 giugno è un modo per celebrare anche l’uguaglianza dei cittadini di fronte allo stato. Una celebrazione che stride fortemente se si considera la situazione lavorativa di molte categorie. Come quella degli insegnanti.

 

 

 

 

Scuola. La vergogna senza fine del blocco contrattuale

 

 
“Com’è possibile che gli stipendi di chi lavora nella scuola debbano essere bloccati da quasi 10 anni, senza nemmeno aver concesso loro il paracadute costituito dalla vacanza contrattuale?
Perché un insegnante in pensione nella scuola deve percepire in media 1.300 euro al mese mentre la media dei dipendenti pubblici supera i 1.800 euro, come rilevato in settimana dall’Inps?”.  A dirlo proprio nel giorno della festa della repubblica è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretarioconfederale Cisal.
Non va dimenticato infatti che il comparto scuola è ancora in attesa di un equo rinnovo contrattuale. E con l’aggettivo “equo” si va oltre gli 85 euro lordi.  È necessario adeguare i valori dell’indennità di vacanza alla metà dell’inflazione, così come registrata a partire da settembre 2015 sul blocco presente dal 2008. E la cosa grave è che proprio l’indennità di vacanza rischia di dover rimanere ferma fino al 2021…

 

 

 

Scuola. Si mobilita anche L’Europa

 

 
Perfino l’Europa è intervenuta in modo concreto sulla situazione del comparto scuola italiano. È di pochi giorni fa infatti la notizia che il Segretario Generale del Consiglio d’Europa ha preso in carico del reclamo collettivo Anief n.146/2017 sull’abuso di precariato scolastico italiano.
Anche la Commissione per le Petizioni del Parlamento Ue in tema di mancata adozione della Direttiva Ue 1999/70/CE sulla stabilizzazione del personale pubblico con 36 mesi di servizio ha espresso parere negativo, evidenziando notevoli perplessità per il comportamento dello stato italiano.

 

 

Ultima ma non in ordine di importanza che si sta prendendo a cuore la situazione del comparto scuola italiano è la Cedu, la Corte europea dei diritti dell’Uomo, la quale presto darà il suo parere in tema di abuso del precariato e discriminazioni per i supplenti.

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola

 

 
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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dom, mag 28, 2017  Valentina
Bonus Scuola. Un altro Flop
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Fonte: vastarredo.it

Fonte: vastarredo.it

Non ebbe molto clamore all’epoca della sua introduzione, forse perché nessun credeva che sarebbe potuto diventare uno strumento efficace. E in effetti è andata proprio così. Stiamo parlando dello school bonus, uno strumento nato con la riforma della Buona Scuola, che consente a chiunque, privato o impresa, di elargire donazioni a scuole di qualunque natura, paritarie o statali.

 

 

A fronte della donazione viene poi riconosciuto un credito di imposta pari al 65%  per le donazioni effettuate nel 2016, che scende al 50% per quelle del 2017. Neanche a dirlo, tirando le somme, si tratta di un completo fallimento. Nei primi sei mesi, le donazioni hanno raggiunto la modica cifra di 58 mila euro; sono state infatti solo 27, di cui 4 imprese e il resto privati cittadini.

 

 

 

 

Bonus Scuola. Le ragioni del fallimento

 

 

 

 

La motivazione principale di questa debacle è da ricercarsi prima di tutto nella mancata pubbicità di questa iniziativa. A differenza di altri aspetti della riforma della buona scuola, il bonus non ha ricevuto la stessa divulgazione mediatica, pertanto l’eco è stato misero.  A questo si aggiunge un altro problema tipicamente italiano: la complessità della parte amministrativa e la ristrettezza dei campi di azione.

 

 

Quindi non solo in pochi conoscono la possibilità di poter fare donazioni in favore della scuola, ma i pochi che lo sanno, si devono scontrare con una modalità molto articolata e possono donare solo per tre aree già definite, cioè ricostruzione di nuove scuole, ristrutturazioni e manutenzione edilizia o aumento dell’occupabilità. Il terzo ambito è tutto da interpretare e la circolare che avrebbe dovuto chiarire questo aspetto non è mai stata fatta.

 

 

Ammesso anche che si conosca la possibilità di poter donare e si decida a quale ambito rivolgere la propria donazione, bisogna sapere che il versamento deve essere fatto alla Tesoreria dello stato, per poi passare nelle mani del ministero delle finanze, poi della ragioneria dello stato, poi ancora al MIUR e infine alla scuola. In questa serie di assaggi, la donazione subisce una decurtazione del 10% che verrà destinato alle scuole più problematiche.

 

 

 

 

Bonus Scuola. Contrasto con Fundraising

 

 

 

 

Proprio per le modalità complesse e in particolare per l’impossibilità di eseguire donazioni dirette alle scuole, è stata richiesta un’interrogazione parlamentare per il Ministro Fedeli, da parte di Anna Ascani, appartenente al Partito Democratico, la quale sostiene che tale impossibilità di donazione diretta si ain contrasto con la disciplina del fundraising, uno strumento che, rispetto al passato ha visto un incremento di utilizzo. Attendiamo a questo punto la risposta del Miur sul tema.

 

 

 

 

 

 

Fonte: quotidiano /scuolainforma

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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