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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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sab, giu 10, 2017  Valentina
Carabinieri Forestali. Procedimenti Disciplinari Sospetti
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Fonte: farodiroma.it

Fonte: farodiroma.it

Non si trova pace su questo fronte. Nessuno trova pace. Questo matrimonio forzato sta degenerando ogni giorno di più e il futuro non si annuncia roseo per nessuna delle due parti, né per i carabinieri né per i forestali.
Ultima notizie delle scorse ore riguarda presunti provvedimenti disciplinari e spostamenti discutibili ai danni di alcuni agenti ex forestali appartenenti ai sindacati di categoria. Sindacati defunti insieme al defunto corpo forestale.

 

 

 

Carabinieri Forestali. Deriva poco trasparente

 
L’allarme viene lanciato dalle pagine di un social da un pentastellato Massimiliano Bernini e subito raccolto con estrema preoccupazione da Luca Marco Comellini, segretario del partito dei militari.
A quanto si apprende, ma rimane tutto da confermare, alcuni neo militari sarebbero stati sottoposti ad zoni punitive per questioni riguardanti la libertà di espressione sui social. Un fatto che, se confermato, sarebbe piuttosto preoccupante, poiché si va a ledere un diritto costituzionalmente garantito, come quello della libertà di espressione.
Ritengo che il generale Del Sette, comandante dell’Arma dei carabinieri, abbia il dovere di intervenire, accertare i fatti e quindi fermare la pericolosa deriva anti democratica verso al quale inevitabilmente, s’incamminerebbero i vertici dei carabinieri forestali se proseguissero nell’azione disciplinare contro ex esponenti del mondo sindacale”. Tuona Comellini.

 

 

 

Carabinieri Forestali. Ci Si Rassegnerà Mai A Questa Unione?

Se da un lato i ricorsi contro la militarizzazione forzata e le sanzioni disciplinari mostrano i lati negativi di questa fusione, figlia della Riforma Madia e del Governo Renzi, bisogna però guardare anche il rovescio della medaglia.

 

 

Si iniziano ad inaugurare le prime caserme dei carabinieri forestali. Quella a Valle dell’Angelo, ad esempio nel Parco Nazionale del Cilento, dove, alla presenza di molte autorità, dal sindaco al Sottosegretario alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Giuseppe Castiglione, dal Vicepresidente della Commissione Ambiente, Tino Iannuzzi al Generale Antonio Ricciardi, Comandante dell’Unità per la Tutela Forestale, Ambientale ed Agroalimentare, si è aperta ufficialmente l’attività dei carabinieri forestali, i quali si occuperanno di un’area di circa 16mila ettari.
Neanche a dirlo tutti soddisfatti e propositivi all’indomani dell’inaugurazione. Poi però la medaglia torna sull’altro lato e tutto di nuovo s’incupisce…

 

 

 

 

Fonte: ondanews
 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

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mar, giu 6, 2017  Valentina
Uranio Impoverito. Un altro passo avanti nella giusta direzione
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Uranio impoverito

Non accadeva dal 1994. la Corte dei conti centrale d’appello ha accolto una causa sull’uranio impoverito, grazie alla tenacia dell’avvocato Angelo Fiore Tartaglia, che da anni si batte su questo fronte.
Questa decisione crea un precedente importante nel diritto, soprattutto per le motivazioni con le quali è stata giustificata dallo stesso organo giuridico: “dalle documentazioni agli atti di causa risultino indizi gravi, precisi e concordanti per una correlazione concausale del servizio svolto dal militare e l’insorgenza della patologia tumorale, l’esposizione all’uranio impoverito quale fattore cancerogeno e eziopatologicamente comportante malattie neoplastiche e sia per le vaccinazioni subìte causa dell’alterazione del sistema immunitario, tali da favorire lo sviluppo cronico di neoplasie a carico del sistema linfopoietico. La tesi probabilistica e della concausalità postula anche che minimamente può incidere sullo sviluppo delle patologie tumorali la durata dell’esposizione ai fattori inquinanti, perché possono bastare minimi contatti per consolidarsi nel corpo e permanervi nel tempo, di sostanze cancerogene”.

 

Uranio Impoverito. INAIL contrario all’iniziativa della commissione

 

 

 

La commissione d’inchiesta parlamentare sull’uranio impoverito sta discutendo in parlamento un disegno di legge, con lo scopo di creare un ente terzo autonomo dal ministero della Difesa che possa valutare i rischi cui sono sottoposti i militari e che possa legiferare in tema di tutela previdenziale contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali delle forze armate.
L’Inail a questo punto diventa protagonista: se infatti il regime esclusivo degli infortuni sul lavoro venisse esteso anche alle forze armate, i militari verrebbero equiparati a tutti gli altri dipendenti pubblici e privati, “snaturando il concetto di privilegio su cui si basa l’intera costruzione del sistema indennitario riservato ai militari, in quanto più favorevole”.

 

 

Il parere negativo dell’Inail è riassunto nelle parole della la dottoressa Fausta di Grazia, che senza mezzi termini sottolinea come “alla proposta in esame non risulta essere stata allegata alcuna tabella che confronti la speciale elargizione o la percentuale dell’invalidità permanente prevista per le vittime del dovere con l’indennizzo del danno biologico che potrebbe concedere l’Inail, o la rendita vitalizia Inail con la pensione privilegiata”.

Uranio impoverito. La commissione tiene duro

 

 

 

Neanche a dirlo la posizione dell’osservatorio militare e del lavoro della IV Commissione d’inchiesta è di tutt’altro avviso, come si deduce dalle parole del responsabile del comparto difesa proprio dell’osservatorio Domenico Leggiero: “è inquietante quanto sta accadendo. Da una parte, finalmente c’è un disegno di legge che tende a risolvere il problema della valutazione domestica, e quindi quello di portare alla luce e verso la verità il problema. Dall’altra troviamo un organismo che sta generando costi altissimi in termini di procedimenti giudiziari accesi. In quanto c’è la negazione assoluta di dare ciò che spetta a questi militari ammalati. Parliamo di indennizzi più volte invece confermati in sede giudiziaria”.
Fonte: meteoweb / ofcs.report

 
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

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lun, giu 5, 2017  Valentina
Scuola. Altro che festa della Repubblica…
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Fonte: gildavenezia.it

Fonte: gildavenezia.it

La festa della repubblica, benché celebrata, da anni con immutabile spirito di condivisione, in un momento storico come questo, per l’Italia e per il mondo intero, acquisisce un significato che va oltre la politica.
La festa del 2 giugno è un modo per celebrare anche l’uguaglianza dei cittadini di fronte allo stato. Una celebrazione che stride fortemente se si considera la situazione lavorativa di molte categorie. Come quella degli insegnanti.

 

 

 

 

Scuola. La vergogna senza fine del blocco contrattuale

 

 
“Com’è possibile che gli stipendi di chi lavora nella scuola debbano essere bloccati da quasi 10 anni, senza nemmeno aver concesso loro il paracadute costituito dalla vacanza contrattuale?
Perché un insegnante in pensione nella scuola deve percepire in media 1.300 euro al mese mentre la media dei dipendenti pubblici supera i 1.800 euro, come rilevato in settimana dall’Inps?”.  A dirlo proprio nel giorno della festa della repubblica è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretarioconfederale Cisal.
Non va dimenticato infatti che il comparto scuola è ancora in attesa di un equo rinnovo contrattuale. E con l’aggettivo “equo” si va oltre gli 85 euro lordi.  È necessario adeguare i valori dell’indennità di vacanza alla metà dell’inflazione, così come registrata a partire da settembre 2015 sul blocco presente dal 2008. E la cosa grave è che proprio l’indennità di vacanza rischia di dover rimanere ferma fino al 2021…

 

 

 

Scuola. Si mobilita anche L’Europa

 

 
Perfino l’Europa è intervenuta in modo concreto sulla situazione del comparto scuola italiano. È di pochi giorni fa infatti la notizia che il Segretario Generale del Consiglio d’Europa ha preso in carico del reclamo collettivo Anief n.146/2017 sull’abuso di precariato scolastico italiano.
Anche la Commissione per le Petizioni del Parlamento Ue in tema di mancata adozione della Direttiva Ue 1999/70/CE sulla stabilizzazione del personale pubblico con 36 mesi di servizio ha espresso parere negativo, evidenziando notevoli perplessità per il comportamento dello stato italiano.

 

 

Ultima ma non in ordine di importanza che si sta prendendo a cuore la situazione del comparto scuola italiano è la Cedu, la Corte europea dei diritti dell’Uomo, la quale presto darà il suo parere in tema di abuso del precariato e discriminazioni per i supplenti.

 

 

 

 

Fonte: orizzontescuola

 

 
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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gio, giu 1, 2017  Valentina
Scuola. 52 mila assunzione per la prossima estate
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Fonte: newspedia.it

Fonte: newspedia.it

È il risultato del braccio di ferro tra ministro dell’istruzione e quello dell’economia, i quali all’unisono hanno annunciato che entro settembre ci saranno 15mila cattedre definitive che fino ad oggi sono state coperte da supplenze; a queste si aggiungono anche le 21mila rimaste libere per pensionamenti e 16 già vacanti da prima.

 

 

La suddivisione, per la precisine verrà in questo modo: il 60% saranno nuove assunzioni, il 30 % trasferimenti e il 10 % passaggi di cattedra e di ruolo.

Questo massiccio progetto di assunzioni sarà finanziato da quasi 540 milioni di euro.

 

 

 

 

Scuola. Come avverranno le assunzioni

 

 

 

 

 

Le assunzioni di cui stiamo parlando saranno tutte a tempo indeterminato e verranno scaglionate come segue:

 

• Il 9 giugno 2017 partiranno le assunzioni per le scuole primarie;

 

 

• Il 19 luglio 2017 inizieranno le assunzioni per le scuole d’infanzia;

 

 

• Il 4 Luglio 2017 sarà la volta delle scuole secondarie di primo grado;

 

 

• Il 20 luglio 2017 termineranno le assunzioni per le scuole secondarie di secondo grado.

 

 

 

Alla fine di questo primo step, si parte con le vere e proprie immissioni in ruolo. I pensionamenti hanno certamente giocato un ruolo fondamentale in questa partita, garantendo quasi 21.000 posti.

 

 

 

 

Scuola. Soddisfazione piena di tutte le parti in causa

 

 

 

Come spiega bene Salvo Intravaia sul sito di repubblica, questo risultato è frutto di uno scontro tutt’altro che  facile. “Il Mef conteggiava in meno di 10mila le cattedre da stabilizzare, mentre il Miur ne chiedeva 25mila. Alla fine saranno poco più di 15mila che sommate agli oltre 20mila pensionamenti e ai 16mila posti liberi determinano un contingente di oltre 51mila posti. Ma il grosso sarà al Nord e per le migliaia di docenti meridionali “costretti” ad accettare una cattedra nelle regioni settentrionali attraverso il piano straordinario previsto dalla Buona scuola le speranze di un rapido ritorno a casa si affievoliscono”.

 

 

L’entusiasmo del ministro fedeli alla notizia di questo accordo è stato massimo: “Trasformare ciò che oggi è organico di fatto in organico di diritto significa scegliere di continuare a investire sulla qualità della formazione delle e dei docenti, mettendo al centro gli interessi di studentesse e studenti, famiglie, insegnanti. L’obiettivo adesso è quello di garantire a studentesse e studenti di trovare tutte le docenti e tutti i docenti in cattedra a settembre fin dal primo giorno di scuola”.

 

 

 

 

 

 

Fonte: repubblica / lavoroediritti

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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dom, mag 28, 2017  Valentina
Bonus Scuola. Un altro Flop
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Fonte: vastarredo.it

Fonte: vastarredo.it

Non ebbe molto clamore all’epoca della sua introduzione, forse perché nessun credeva che sarebbe potuto diventare uno strumento efficace. E in effetti è andata proprio così. Stiamo parlando dello school bonus, uno strumento nato con la riforma della Buona Scuola, che consente a chiunque, privato o impresa, di elargire donazioni a scuole di qualunque natura, paritarie o statali.

 

 

A fronte della donazione viene poi riconosciuto un credito di imposta pari al 65%  per le donazioni effettuate nel 2016, che scende al 50% per quelle del 2017. Neanche a dirlo, tirando le somme, si tratta di un completo fallimento. Nei primi sei mesi, le donazioni hanno raggiunto la modica cifra di 58 mila euro; sono state infatti solo 27, di cui 4 imprese e il resto privati cittadini.

 

 

 

 

Bonus Scuola. Le ragioni del fallimento

 

 

 

 

La motivazione principale di questa debacle è da ricercarsi prima di tutto nella mancata pubbicità di questa iniziativa. A differenza di altri aspetti della riforma della buona scuola, il bonus non ha ricevuto la stessa divulgazione mediatica, pertanto l’eco è stato misero.  A questo si aggiunge un altro problema tipicamente italiano: la complessità della parte amministrativa e la ristrettezza dei campi di azione.

 

 

Quindi non solo in pochi conoscono la possibilità di poter fare donazioni in favore della scuola, ma i pochi che lo sanno, si devono scontrare con una modalità molto articolata e possono donare solo per tre aree già definite, cioè ricostruzione di nuove scuole, ristrutturazioni e manutenzione edilizia o aumento dell’occupabilità. Il terzo ambito è tutto da interpretare e la circolare che avrebbe dovuto chiarire questo aspetto non è mai stata fatta.

 

 

Ammesso anche che si conosca la possibilità di poter donare e si decida a quale ambito rivolgere la propria donazione, bisogna sapere che il versamento deve essere fatto alla Tesoreria dello stato, per poi passare nelle mani del ministero delle finanze, poi della ragioneria dello stato, poi ancora al MIUR e infine alla scuola. In questa serie di assaggi, la donazione subisce una decurtazione del 10% che verrà destinato alle scuole più problematiche.

 

 

 

 

Bonus Scuola. Contrasto con Fundraising

 

 

 

 

Proprio per le modalità complesse e in particolare per l’impossibilità di eseguire donazioni dirette alle scuole, è stata richiesta un’interrogazione parlamentare per il Ministro Fedeli, da parte di Anna Ascani, appartenente al Partito Democratico, la quale sostiene che tale impossibilità di donazione diretta si ain contrasto con la disciplina del fundraising, uno strumento che, rispetto al passato ha visto un incremento di utilizzo. Attendiamo a questo punto la risposta del Miur sul tema.

 

 

 

 

 

 

Fonte: quotidiano /scuolainforma

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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