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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: il blog di esternazioni liberatorie

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mar, mag 23, 2017  Valentina
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Fonte: agenparl.com

Fonte: agenparl.com

Se ne sente parlare poco. Molto poco. Decisamente troppo poco. Eppure è uno sciopero della fame che dura da giorni quello di Antonio Brizzi, segretario generale del CONAPO, uno dei sindacati autonomi dei vigili del fuoco.

 

 

Più stanziamenti per risolvere la grave disparità di trattamento tra le retribuzioni dei vigili del fuoco e quelle degli altri corpi dello Stato, tra cui la polizia che dipende dallo stesso ministero dell’Interno”. Rivendicazioni già sentite, richieste, urlate.

Fino alla drammatica decisione dello sciopero della fame, in divisa, davanti ai palazzi del governo, Viminale, Parlamento e Quirinale.

La protesta non finirà almeno fino a martedì, giorno in cui dovrà essere approvato il decreto sui vigili del fuoco.

 

 

 

 

Vigili Del Fuoco. Le motivazioni dello sciopero

 

 

 

 

Secondo il sindacalista in protesta, ma non solo, i finanziamenti stanziati dal governo, cioè 103 milioni di euro, non sono sufficienti a colmare le gravissime lacune del settore. E ne servirebbero almeno altri 50.

Più nel dettaglio Brizzi spiega come sia indispensabile stanziare più soldi per “risolvere la grave disparità di trattamento tra le retribuzioni dei vigili del fuoco e quelle degli altri corpi dello stato, tra cui la polizia, che dipende dallo stesso ministero dell’intero. una differenza che ammonta a 300 euro nette al mese nelle qualifiche più basse, ma che raddoppia e addirittura triplica nei gradi più alti”.

 

 

La stessa cosa vale anche per le pensioni e per gli avanzamenti di carriera. Si tratta di una situazione non più sostenibile che ha portato Brizzi all’estrema protesta dello sciopero della fame. “Se poi si tiene conto” continua Brizzi “che il governo ha stanziato circa un miliardo per forze armate e di polizia appare chiaro che la disparità di trattamento è destinata a restare nonostante tutte le lodi e le promesse che i politici hanno dispensato sui pompieri da Amatrice a Rigopiano”.

 

 

 

Vigili Del Fuoco. Uno sciopero che inizia da lontano

 

 

 

 

Questa protesta non è solo frutto dell’ultimo incontro fallimentare del 15 maggio, nel quale le proposte del governo sono state ritenute inaccettabili da parte del siindacato Conapo e da qui, l’inizio dello sciopero della fame del suo maggiore rappresentante.

 

 

L’incontro appena citato è stato l’ultimo in ordine di tempo, nel quale i vigili del fuoco hanno spiegato e richiesto, numeri alla mano, improrogabilmente, interventi maggiormente incisivi nel settore.

Lo hanno fatto con decine di proteste, per mesi. Fermandosi solo quando l’Italia aveva bisogno di loro per affrontare un’emergenza. E proprio nella gestione dell’emergenza, il paradosso: le istituzioni che lodano e idolatrano i vigili del fuoco per l’impegno e la dedizione al lavoro. E poi? Con quale risultato? Nessuno evidentemente, se per fasi ascoltare bisogna arrivare perfino allo sciopero della fame…

 

 

 

 

 

 

Fonte: gds / roma.corriere / agenparl

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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mar, mar 7, 2017  Valentina
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Fonte: forzearmate.org

Fonte: forzearmate.org

L’approvazione della riforma sul riordino delle forze armate che ha visto la luce lo scorso 23 febbraio cambierà per sempre la carriera e le retribuzioni per circa 500 mila persone impegnate ogni giorno per la sicurezza di tutti.
I numeri snocciolati dal ministro Pinotti sono certamente rassicuranti: 621 milioni di euro per il 2017 e di 1 miliardo e 27 milioni per il 2018 immediatamente utilizzabili. Una quota parte di queste cifre dovrebbe andare a coprire il bonus di 80 euro mentre circa 140 milioni saranno destinati alle assunzioni e alla formazione delle risorse umane.

 

 

 

 

 

Riordino FFAA: Cosa cambierà nel concreto

 

 

 

 

I punti salienti di quanto accadrà con l’entrata in vigore di questa riforma, in attesa chiaramente ancora dei testi di legge, possono essere riassunti nei seguenti punti:

 

- adeguamento e rimodulazione degli organici nei diversi ruoli;
- semplificazione dell’ordinamento e valorizzazione del percorso formativo;
- facilità di carriera in base al merito e alla professionalità e non solo in base all’anzianità di servizio;
- valorizzazione dei ruoli intermedi (cioè sovrintendenti o brigadieri, ispettori o marescialli a seconda dell’appartenenza) per i quali sarà prevista la laurea breve;
- ampliamento delle funzioni per chi ha gradi apicali sia nelle fasce intermedie che in quelle dirigenziali; possibilità di passare da una qualifica all’altra più velocemente.

 

 

Solo i vigili del fuoco rimangono in un limbo piuttosto bizzarro. Per loro infatti si parla genericamente di ottimizzazione dell’efficacia. Frase dal significato davvero troppo generico. Quasi una semplice indicazione di intenti.

 

 

Riordino FFAA: Tutti contro. Ora e anche dopo

 

 

 

Che questo riordino non accontenti molte delle parti in causa lo sapevamo già. Tra i più agguerriti oppositori alla riforma c’è senza dubbio Luca Comellini, segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari, secondo il quale “il trattamento economico delle forze armate subirebbe una illogica modifica che amplia ancora di più le distanze tra truppa e generali”.
Anche la posizione del Cocer è piuttosto chiara su questa riforma: “se dobbiamo subire una nuova riforma per 20 anni con le sue ricadute e l’insoddisfazione dei colleghi, è preferibile dire NO ad un riordino che potrà scontentare molti per molto tempo e accontentare pochi per poco tempo”.

 

 

 

 

 

Fonte: formiche / businessonline
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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lun, feb 27, 2017  Valentina
Vigili Del Fuoco. Eroi in protesta
3.67 (73.33%) 3 Vota Questo Articolo

Fonte: roma.corriere.it

Fonte: roma.corriere.it

Centinaia di eroi in protesta a Montecitorio. Per fare sentire la voce di chi è stanco di pacche sulle spalle e belle parole. Anche gli eroi per mangiare e vivere dignitosamente hanno bisogno di aver uno stipendio che renda merito ai loro servizi.

 

Per questo non vogliono più essere cittadini di serie B. E’ la protesta dei vigili del fuoco che da tutta Italia sono arrivati a Roma per dire basta a riconoscimenti dopo le tragedie e pretendere atti concreti che diano effettivo valore alle loro azioni.

 

 

Vigili Del Fuoco. Le solite richieste inascoltate

 

 

 

“Trecento euro al mese in meno rispetto alle già sottopagate forze di polizia e nessun riconoscimento dei servizi operativi ai fini pensionistici (…) Non possiamo tollerare oltremodo questa inaccettabile situazione anche perché non chiediamo nessun privilegio ma solo parità di trattamento con gli altri corpi (…) non c’è nessuna attenzione nemmeno per gli specialisti che soffrono una sperequazione ancora più elevata con gli altri corpi”. Non usa mezzi termini il segretario generale del sindacato autonomo Conapo Antonio Brizzi a seguito della manifestazione di piazza organizzata pochi giorni fa in segno di protesta per l’ultima, ennesima decisione delle istituzioni che penalizza tutto il corpo dei vigili del fuoco.

La bella notizia dei 50 milioni di euro da investire per i Vigili del Fuoco non è certo consolante, dal momento che si tratta di una cifra ampiamente insufficiente e che di certo non può garantire lo stesso trattamento degli altri corpi.

 

 

Vigili Del Fuoco. Le richieste non sono solo economiche

 

 

 

Il problema qui non è solo squisitamente economico, ma è ben più esteso: servono nuove leve per coprire la grave carenza di organico di 3 mila pompieri che mancano dai 32 mila previsti a livello nazionale; a questo si aggiunge che quelli in servizio hanno un età media troppo elevata.
Vogliamo poi aprire il capitolo sui mezzi? Con la fusione del corpo forestale all’interno dell’arma di carabinieri, perfino i mezzi antincendio in dotazione ai forestali non sono stati assegnati in via esclusiva ai vigili del fuoco che si ritrovano con 365 mezzi, mentre gli altri 8 mila sono defluiti nell’arma.

 

Questo avviene nonostante la legge Madia prevedesse chiarente, a fronte della fusione, che “le competenze del medesimo Corpo forestale in materia di lotta attiva contro gli incendi boschivi e di spegnimento con mezzi aerei degli stessi da attribuire al Corpo nazionale dei vigili del fuoco con le connesse risorse”.

 

 

Fonte: conapo / rainews / ilgiornale
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

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mar, gen 24, 2017  Valentina
Vigili Del Fuoco. Gli Eroi incompresi
4.67 (93.33%) 3 Vota Questo Articolo

Fonte: meteoweb.eu

Fonte: meteoweb.eu

La tragedia dell’hotel Rigopiano ha riportato in prima pagina la situazione lavorativa dei vigili del fuoco con tutte le sue falle e le sue contraddizioni. Facile chiamarli eroi perché, in una situazione come quella della slavina, mettono a repentaglio la loro vita e a frutto le loro competenze per salvare quante più persone possibili.

 

I vigili del fuoco non sono eroi per questo. Sono eroi perché fanno questo, anche senza la ribalta della tv, quotidianamente, nel silenzio più assoluto dei media e dello stato. E lo fanno per una retribuzione e un trattamento stipendiale e contrattuale che fa acqua da tutte le parte. Ecco perché sono eroi.

 

 

 

 

Vigili Del Fuoco. Cancellato il bonus Renzi

 

 

 

 

È facile far volare la mente, in questi giorni, nei quali i vigili del fuoco vengono acclamati come eroi, alla notizia di pochi giorni fa che vede esclusi sia loro che polizia e baschi blu dall’attribuzione del bonus degli 80 euro del defunto governo Renzi.

 

Vero è che i sindacati di categoria avevano a suo tempo criticato il provvedimento con cui veniva erogata la detrazione fiscale definendolo come una “elargizione non contrattata” e “priva di alcun effetto sul trattamento previdenziale e di quiescenza”. Da qui a vederlo cancellato però, avrebbe dovuto esserci un minimo di contrattazione.

E invece no.

 

 

 

 

Vigili Del Fuoco. La rabbia del Conapo

 

 

 

 

 

La drammatica notorietà che il corpo dei vigili del fuoco ha ricevuto in questi giorni, a causa della tragedia dell’Hotel Rigopiano ha di fatto però messo in luce ancora una volta una serie di problematiche ancora irrisolte e che il governo si guarda bene dal prendersi in carico.

 

I sindacati di categoria, Conapo in testa, hanno approfittato dei riflettori per ricordare a tutti le loro condizioni lavorative e quanto queste incidano sull’efficienza delle operazioni che sono chiamati a gestire.

Dalle pagine del Corriere di Rieti, Antonio Brizzi, segretario generale del Sindacato autonomo Conapo, si sfoga senza riserve, ricordando come “A Roma, politici e alti dirigenti non hanno la benché minima cognizione del soccorso e si sono rivelati incapaci di prevenire per tempo queste criticità e di rappresentare per tempo al Governo che non si può amministrare la sicurezza solo con tagli”.

 

A questa accusa se ne aggiunge un’altra altrettanto assurda che riguarda l’appena soppresso corpo forestale dello stato, i cui elicotteristi sono passati all’interno dei vigili del fuoco.

 

Peccato che siano tutte al momento inutilizzati in attesa di direttive da parte della dirigenza delle vigili del fuoco. La loro competenza e professionalità sarebbe indescrivibilmente preziosa in questo momento di emergenza globale. Ma la burocrazia non conosce emergenza e mette i bastoni tra le ruote comunque.

 

 

 

 

 

 

Fonte: conapo / investireoggi

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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mar, ott 18, 2016  Valentina
Vigili del Fuoco. Ennesima delusione dalle Istituzioni
4.97 (99.41%) 236 Vota Questo Articolo

Beati gli ultimi perché saranno i primi! Ma quando?! Perché in effetti l’attesa ormai sembra senza fine per i vigili del fuoco. Categoria di lavoratori socialmente importante, presente nel quotidiano di ognuno di noi e in prima linea ad ogni emergenza. Eppure per la politica sembrano essere diventati una universo invisibile.

 

 

 

Di fatto è accaduto proprio questo in tema di pensioni. La più assoluta indifferenza ed esclusione per questa categoria, a dispetto di un tanto pubblicizzato accordo – e non potrebbe essere altrimenti dato che le trattative hanno superati i 4 mesi –  tra sindacati  confederali e governo circa le modifiche al regime previdenziale da introdurre nella prossima legge di stabilità. A nulla sono serviti i moniti del sindacato autonomo Conapo, da sempre attento alle esigenze della propria categoria. I vigili del fuoco sono stati semplicemente ignorati sia dalle sigle sindacali chiamati al tavolo di discussione che dalle istituzioni.

Fonte: ilgiornale.it

Fonte: ilgiornale.it

 

 

VVF. Ecco le loro richieste

 

 

 

Nonostante questa ennesima batosta, perché di questo si tratta, i vigili del fuoco non si arrendono e per voce del sindacato autonomo più rappresentativo Conapo, ricordano ancora una volta alle istituzioni quali sono le necessità di questo corpo e quali le azioni da mettere in atto per renderlo quantomeno uguale agli altri corpi dello stato.

 

 

Ricordiamo un solo dato che rende l’idea di questa differenza ingiustificata: rispetto ai cugini delle forze di polizia a ordinamento civile per esempio sul piano retributivo si conta una sperequazione di oltre300 euro mensili.  Evidente che tale disparità debba essere sanata. Il corpo dei vigili del fuoco non essendo parte del comparto sicurezza non gode degli stessi diritti di cui godono gli altri corpi dello stato chiamati alla difesa dei valori fondamentali della Repubblica. Il sindacato Autonomo Conapo promuove da sempre l’inserimento dei vigili del fuoco nel comparto sicurezza, fatte salve le rispettive attribuzioni e le normative dei vigenti ordinamenti al fine di equipararne le condizioni economiche e non si spiega questa disparità di trattamento in termini di retribuzione ma non solo rispetto alle altre forze in campo.

 

 

Vediamo meglio nel dettaglio quali sono le rcihieste avanzate e quindi anche le differenze rispetto agli altri corpi dello stato.

La prima richiesta riguarda l’introduzione dello scatto dell’assegno funzionale ai 17, 27 e 32 anni di servizio come già previsto dal lontano 1987 per gli agenti di polizia a ordinamento civile.

 

 

La seconda richiesta è quella di pareggiare tutti gli importi di indennità di rischio almeno a quelli dell’indennità pensionabile che viene corrisposta, a parità di qualifica, agli appartenenti alla polizia di stato a ordinamento civile.

 

 

Servirebbero poi sei scatti aggiuntivi sull’importo della pensione e l’aumento di un anno ogni cinque di servizio ai fini della pensione così come già previsto e regolamentato per gli agenti di polizia a ordinamento civile. Anche il personale direttivo e dirigente necessita di un aumento retributivo scagionato ai 13 e 23 per il primo caso e 15 e 25 per i dirigenti.

 

 

Anche in questo caso si tratta solo di equiparare la categoria dei vigili del fuoco ai poliziotti a ordinamento civile. Di fatto non si tratta di vere e proprie richieste, ma di un doveroso adeguamento che non può aspettare oltre.

 

 

 

 

 

VVF. Possibile tutta questa indifferenza?

 

 

 

Si danno risposte ai pensionati e ai pensionandi con interventi sulla quattordicesima, sulla no tax area, sui lavori usuranti, sui lavoratori precoci e sulle ricongiunzioni onerose”. A dirlo è Ivan Pedretti, segretario generale Spi-Cgil.

 

 

 

Certamente è un segno importante ma c’è chi legittimamente non condivide tutto questo entusiasmo. È Antonio Brizzi, segretario generale del sindacato dei vigili del fuoco Conapo, il quale sottolinea come “anche questa volta sono stati dimenticati in materia di pensioni (…) Siamo il Corpo dello Stato più penalizzato, senza i dovuti riconoscimenti dei servizi operativi ai fini pensionistici. Ma, attenzione, non chiediamo privilegi ma solo ciò che è già riconosciuto a tutti gli altri Corpi, tra cui il meccanismo dei 6 scatti pensionabili che hanno tutte le forze armate di polizia, altrimenti diventeremo i pensionati più poveri. Da tempo lo chiediamo invano al premier Renzi e ai ministri Alfano, Madia e Poletti dai quali auspichiamo un incontro”.

 

 

 

 

 

Fonte: conapo / ilfattoquotidiano

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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