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Tagli sanità 2015: dove si abbatterà la scure della spending review?



Tagli sanità 2015: dove si abbatterà la scure della spending review?
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Spending review sanità pubblica 2015: da qualche parte qualcuno sta affilando la scure per sfoltire in maniera decisa le spese in questo importante comparto. I tagli effettivi alla sanità scatteranno nel nuovo anno e già emergono anticipazioni su quali saranno le singole parti che subiranno le parti di sfoltimento più ingenti.

 

Tagli sanità 2015

Fonte: controlacrisi.org

Tagli sanità 2015: la cifra da sfoltire ammonta a 6 miliardi

 

Il Sole24Ore parla a questo proposito esplicitamente di tagli plurimiliardari: la “manovra” stabilisce una “rasoiata” 4 miliardi per le Regioni nei prossimi anni, a cui è necessario aggiungere unna quota di altri 2 miliardi derivanti dai tagli del passato che si ripercuoteranno sul 2015. Un taglio totale da oltre 6 miliardi che dovrebbe toccare la spesa sanitaria per la quota (che ammonta circa all’80%) che essa occupa nei bilanci regionali.
A tal riguardo riveste importanza una delle osservazioni emesse dalla Commissione Sanità nei confronti della Legge di Stabilità 2015, contenitore normativo di rilievo. Eccolo riportato di seguito: “Fermo restando il principio secondo cui i risparmi conseguiti nella gestione dei servizi sanitari restano nelle disponibilità delle Regioni per esclusive finalità sanitarie, la riduzione dei trasferimenti finanziari alle amministrazioni regionali e comunali implicherà oggettivamente ulteriori misure di contenimento della spesa sanitaria, esaltando quindi la necessità di azioni di monitoraggio e vigilanza sulla effettiva erogazione dei LEA e sui connessi profili di efficacia, qualità e sicurezza, anche mediante le incisive misure di commissariamento dei governi regionali e di decadenza dei vertici delle aziende sanitarie introdotte dal disegno di Legge di Stabilità”. Osservazione che fa comprendere perfettamente la situazione di revisione della spesa in atto nel settore sanità.

 

Una revisione di spesa pesante

 

La portata della revisione della spesa si preannuncia pertanto importante, con una previsione di tagli quasi lineari; e sono diversi i comparti che cominciano a preoccuparsi. Ad esempio, l’intera filiera del farmaco non ha nascosto le ampie preoccupazioni nei confronti della compagine governativa; e lo stesso comportamento è stato palesato dalle case di cura private accreditate con il Sistema sanitario nazionale: i rappresentanti di queste ultime hanno addirittura scritto una lettera aperta al premier Renzi per dimostrare il loro punto di vista. Il ritorno in auge dei tagli lineari spaventa non poco le categorie coinvolte: ma per una definizione più puntuale della struttura reale degli stessa occorrerà attendere le prime settimane del 2015.

 

Il grado di assistenza sanitaria sarà colpito in negativo?

 

Secondo qualcuno i tagli sanità sarebbero infatti incastrati tra necessità di bilancio ed incapacità di poter sostenere un accurato processo di revisione andando contro le garanzie offerte dal sistema stesso. Una sorta di contraddizione in termini all’interno della quale sembra difficile trovare una soluzione. Insomma, le prospettive per il 2015 non paiono per nulla rosee: i tagli ci saranno e non saranno affatto indolori. Dovranno essere sfoltite le spese in eccesso di Asl e ospedali, ma non soltanto: il timore che aleggia in questo momento è che anche il grado di assistenza sanitaria potrebbe essere colpito in negativo dagli effetti della spending review. In tutto questo ovviamente è implicito che i blocchi stipendiali per il personale i piegato nella sanità pubblica rimarranno.
Fonte: Sole24ore
Marco Brezza

 

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