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Archivi per la categoria 'Tfr dipendenti'

ven, dic 13, 2013  Ranalli
IL Fondo Perseo…Storia Di Un Fondo All’Inizio Del Percorso Forse Accidentato
4.2 (84.35%) 23 Vota Questo Articolo

Il  Fondo Perseo. Siamo agli inizi ma già è un gran parlare nei corridoi dei Comuni, ASL e Regioni. Ci si domanda ma che cos’è e soprattutto a chi conviene e quali vantaggi in prospettiva si possono prevedere. Cerchiamo di dare una risposta seppure parziale.

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Innanzitutto bisogna chiarire subito una cosa : chi aderisce al Fondo Perseo che è un previdenzaperché gestito da un Ente Pubblico cessa nell’immediatezza di essere iscritto al TFS ( trattamento di fine servizio ). Quindi dal giorno dell’adesione si aderisce al TFR ( trattamento di fine rapporto ). L’adesione al fondo negoziale Perseo determina per il lavoratore che vi aderisce il pagamento di una quota fissa dell’1% della retribuzione tabellare ( ovvero fissa e continuativa ) , si percepisce quindi una retribuzione netta mensile leggermente ridotta, a cui va aggiunto un ulteriore 1% del datore di lavoro. Per i dipendenti assunti prima del 2000 vi è ulteriore partecipazione da parte dell’Ente datore di lavoro dell’1,50% quindi per un totale del 2,50% che diventa il 3,50 con l’1% del lavoratore. La corrispondente somma di questo 3,50% viene girata mensilmente al Fondo Perseo che raccoglierà a carriera conclusa l’ulteriore TFR nel frattempo maturato e accantonato presso l’INPS. Le statistiche e gli esperti in materia spingono a far aderire soprattutto tutti quei lavoratori i quali hanno ancora da svolgere una carriera lavorativa medio lunga (diciamo 15/20) anni per vedere una sostanziale pensione complementare a supporto di quella pubblica. Per quanti invece hanno ancora pochi anni di servizio da svolgere sembrerebbe non esservi la convenienza per un’eventuale adesione.

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Fondo Perseo: Fondo negoziale conveniente?

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Su quest’ultimo punto tuttavia è necessario fare una precisazione importante :  Se il versamento al Fondo Perseo ( quota del lavoratore obbligatoria ) effettivamente si rischia di mettere da parte davvero poco per poter usufruire di una decente pensione complementare. Ma dobbiamo dire anche che la legge che istituisce i Fondi Negoziale concede al lavoratore di poter concorrere per un ulteriore 9% della propria retribuzione. E’ chiaro che a questo punto le cose cambierebbero ed anche di molto. Ma quanti lavoratori dipendenti possono consentirsi una partecipazione di tale portata? Ritengo che anche quel 1% rappresenti oggi un problema per il lavoratore i quali vedrebbe ulteriormente depauperata una busta paga già terribilmente segnata dalla mancanza di rinnovi di contratti di lavoro che hanno determinato una mortificante perdita del potere di acquisto delle retribuzioni. Ecco perché è veramente difficile ad una esplosione di aderenti a detti fondi, invero c’è addirittura il rischio di un clamoroso flop a cui dovrebbero dar conto le politiche reddituali dei governi succedutisi alla guida del paese negli ultimi cinque anni. Fatta la legge quindi ma con i dipendenti allo stremo delle loro forze appare difficile pensare ad una legge funzionante. La riduzione del cuneo fiscale sicuramente in questa prima fase non determinerà un sostanzioso aumento del reddito disponibile, ragion per cui è lecito pensare ad un fondo con poche decine di iscritti. Con i simulatori tuttavia inserendo il reddito imponibile si può conoscere l’eventuale differenza in positivo tra TFS e TFR. Al termine della carriera lavorativa quindi si percepirà dal Fondo la pensione complementare maturata . Sarà poi il pensionato a scegliere la modalità : se percepire una rendita vitalizia oppure il TFR percentualizzando il dovuto.

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L’adesione al Fondo Perseo trai suoi vantaggi contempla nell’immediata la deduzione dal reddito imponibile di quello che si versa. Questo significa meno tassazione perché c’è meno Irpef da pagare.

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GIANCARLO RANALLI

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ven, nov 8, 2013  Valentina
Trattenuta Illegittima Tfr. Tutte Le Info Per Il Rimborso
4.3 (85.74%) 101 Vota Questo Articolo

 

Il passaggio dal calcolo del trattamento di fine servizio a quello di fine rapporto ha a suo tempo equiparato i dipendenti pubblici a quelli del settore privato, esonerandoli dal pagamento della quota a loro carico che invece gli enti fino ad ora hanno continuato ad addebitare in busta paga per una cifra pari al 2.5 % che in totale ha passato i mille euro annui.

Trattenuta Illegittima Tfr; Questa sorta di furto legalizzato ha avuto fine con la sentenza della corte costituzionale che ha dato ragione a quei dipendenti che hanno avanzato ricorsi, decretando quindi la restituzione della cifra per quanto riguarda le buste paga dal 2011 ad oggi.

 

Come farsi rimborsare la Trattenuta Illegittima Tfr

 

trattenuta illegittima tfr dipendenti stataliAndiamo con ordine. Il primo gennaio 2011 il sistema di calcolo utilizzato all’interno degli enti pubblici nel caso d’interruzione del lavoro dipendente passa dal trattamento di fine servizio a quello di fine rapporto – Tfr – esattamente come i dipendenti privati, quindi senza l’applicazione della ritenuta del 2,5% trattenuta in busta paga che invece per i dipendenti pubblici ha continuato a essere presente, dando vita a ricorsi e condanne a più livelli, fino a quella della corte costituzionale.

 

 

Modalità e Termini Per Il Rimborso per recuperare la Trattenuta Illegittima Tfr

 

Il ricorso legale tramite tribunali e tar è senza dubbio un metodo efficace per riavere i propri soldi, ma non è l’unico.

Esistono infatti delle procedure meno invasive e comunque formali per avanzare la richiesta di restituzione di quanto indebitamente trattenuto dall’ente pubblico che hanno un costo moderato e che hanno comunque la funzione fondamentale di interrompere la prescrizione. Va chiarito infatti che il dipendente ha 5 anni di tempo a partire da gennaio 2011 per rivendicare il proprio credito nei confronti dell’ente.

Uno di questi metodi è una semplice raccomandata con ricevuta di ritorno e non necessariamente tramite avvocato, con la quale l’ente datore di lavoro viene diffidato e obbligato alla cessazione immediata della trattenuta del 2,50% sull’80 per cento della retribuzione lorda oltre al rimborso di quanto trattenuto nel biennio 2011-2012 entro un termine temporale di 30 giorni per l’attuazione di quanto richiesto.

Qualunque sia il mezzo con il quale si intende comunicare al proprio datore di lavoro il rimborso a cui si vuole arrivare, è necessario quantificare in maniera esatta l’importo. Questa cifra è indicata nella parte bassa del cedolino o la parte relativa ai calcoli previdenziali, come abbiamo già precisato prima; nel caso in cui non si riesca autonomamente a identificare questo importo, ci si può rivolgere a un esperto del settore, come un consulente del lavoro, portando con sé tutte le buste paga dal gennaio 2011.

Trattenuta Illegittima Tfr; Cosa si fa se l’ente non rispetta la diffida al rimborso che abbiamo avanzato? A quel punto non ci resta che intraprendere la via legale attraverso il tribunale, con relativi costi per il proprio legale a cui si aggiungono anche costi relativi al contributo unificato, che per le controversie di lavoro è ridotto del 50% ma pur sempre 18,50 euro fino a 1.100 euro, mentre per le controversie oltre 1.100 euro è pari a 42,50 euro.

 

Una Sentenza Storica sulla Trattenuta Illegittima Tfr

 

Prima della corte costituzionale anche i tribunali locali avevano emesso sentenza a favore dei dipendenti pubblici obbligando l’ente datore di lavoro alla restituzione della somma indebitamente trattenuta.

Trattenuta Illegittima Tfr; La sentenza della corte costituzione però ha una valenza del tutto diversa e certamente maggiore nel dichiarare l’illegittimità dell’articolo 12, comma 10, del Decreto Legge n. 78 del 2010, nella parte in cui non esclude l’applicazione a carico del dipendente della rivalsa pari al 2,50% della base contributiva, prevista dall’art. 37, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1032.

Il danno economico riconosciuto con questa sentenza varia in base al livello di inquadramento del dipendente e al totale della retribuzione mensile. Per sapere a quanto ammonta esattamente, basta guardare nella parte inferiore della propria busta paga, dove vengono riportati anche i calcoli previdenziali.

L’entità del danno a carico dei lavoratori per la Trattenuta Illegittima Tfr ammonta a milioni di euro ed è per questo che anche il governo è intervenuto con un Decreto Legge del 26 ottobre 2012 ripristinando il trattamento di fine servizio, al posto del Tfr ed estinguendo tutti i processi pendenti a carico degli enti pubblici.

 

 

Fonte: aetnanet / job.fanpage

 

 

Valentina Stipa

 

 

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gio, gen 3, 2013  Roberta Buscherini
Inps ex Inpdap: via ai servizi online per dipendenti pubblici
3.5 (70.37%) 27 Vota Questo Articolo

Inps ex Inpdap: Dallo scorso mese di dicembre sono disponibili i servizi online per dipendenti pubblici del sito Inps ex inpdap. Nello specifico si tratta di diverse prestazioni per quel che riguarda la gestione ex Inpdap, per le diverse categorie di dipendenti pubblici e statali. Per accedere ai servizi online inps ex inpdap e compilare le domande, è necessario convertire il PIN “on line” in PIN “dispositivo” attraverso la funzione “Converti PIN” sul sito Inps. (Segui il collegamento nell’immagine).

Inps ex Inpdap: Cosa posso richiedere tramite Internet?

 

Procediamo ad elencare le diverse prestazioni inps ex inpdap che ad oggi è possibile effettuare tramite Internet:
inps ex inpdap

-    Riconoscimento del Servizio Militare: ad oggi è possibile richiedere online il riconoscimento del servizio militare. Il web permette di compilare e inviare telematicamente la domanda del documento (articolo 1 della legge 274 del 1991 e dell’articolo 8 del DPR 1092 del 1973).
-    Riconoscimento della maternità: è possibile compilare e inviare online la domanda per il riconoscimento dei periodi di assenza obbligatoria dal lavoro per maternità (articolo 25, comma 2, Decreto legislativo 151del 2001).
-    Contribuzione volontaria: i dipendenti pubblici e statali ora possono richiedere online il permesso al proseguimento volontario dei contributi nelle ipotesi di sospensione, interruzione o cessazione del rapporto di lavoro.
-    Riscatti ai fini pensionistici: è possibile inoltre fare domanda online di riscatto per la stima onerosa ai fini pensionistici di periodi o servizi non coperti da contribuzione.
-    Computo Servizi: il servizio online inps ex inpdap permette di compilare e inviare la domanda di computo agli appartenenti alla Cassa Trattamenti Pensionistici dei dipendenti statali, per il riconoscimento dei servizi resi con contribuzioni versate ai fondi di previdenza o allo stesso INPS.
-    Prestiti Pluriennali e piccoli prestiti per dipendenti pubblici o pensionati: ora è anche possibile richiedere prestiti online tramite il sito inps ex inpdap. Il servizio per la prestazione di prestiti pluriennali è riservato ai lavoratori o ex dipendenti aderenti al Fondo Credito. Nel caso di piccoli prestiti, sono esclusi i carabinieri e il personale gestito dal Service Personale Tesoro.
-    Anticipata estinzione: è possibile richiedere on line la anticipata estinzione dei prestiti in corso.
-    Riscatti TFS / TFR: il servizio online include un simulatore per calcolare la spesa dei riscatti ai fini delle prestazioni di buonuscita, indennità premio di servizio e trattamento di fine rapporto.

 

Inps ex Inpdap

 

Roberta Buscherini

 

Per sapere come scaricare il proprio cedolino tramite Internet, fai click: Stipendi Pa

 

 

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