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Uranio Impoverito. Un altro passo avanti nella giusta direzione



Uranio Impoverito. Un altro passo avanti nella giusta direzione
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Uranio impoverito

Non accadeva dal 1994. la Corte dei conti centrale d’appello ha accolto una causa sull’uranio impoverito, grazie alla tenacia dell’avvocato Angelo Fiore Tartaglia, che da anni si batte su questo fronte.
Questa decisione crea un precedente importante nel diritto, soprattutto per le motivazioni con le quali è stata giustificata dallo stesso organo giuridico: “dalle documentazioni agli atti di causa risultino indizi gravi, precisi e concordanti per una correlazione concausale del servizio svolto dal militare e l’insorgenza della patologia tumorale, l’esposizione all’uranio impoverito quale fattore cancerogeno e eziopatologicamente comportante malattie neoplastiche e sia per le vaccinazioni subìte causa dell’alterazione del sistema immunitario, tali da favorire lo sviluppo cronico di neoplasie a carico del sistema linfopoietico. La tesi probabilistica e della concausalità postula anche che minimamente può incidere sullo sviluppo delle patologie tumorali la durata dell’esposizione ai fattori inquinanti, perché possono bastare minimi contatti per consolidarsi nel corpo e permanervi nel tempo, di sostanze cancerogene”.

 

Uranio Impoverito. INAIL contrario all’iniziativa della commissione

 

 

 

La commissione d’inchiesta parlamentare sull’uranio impoverito sta discutendo in parlamento un disegno di legge, con lo scopo di creare un ente terzo autonomo dal ministero della Difesa che possa valutare i rischi cui sono sottoposti i militari e che possa legiferare in tema di tutela previdenziale contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali delle forze armate.
L’Inail a questo punto diventa protagonista: se infatti il regime esclusivo degli infortuni sul lavoro venisse esteso anche alle forze armate, i militari verrebbero equiparati a tutti gli altri dipendenti pubblici e privati, “snaturando il concetto di privilegio su cui si basa l’intera costruzione del sistema indennitario riservato ai militari, in quanto più favorevole”.

 

 

Il parere negativo dell’Inail è riassunto nelle parole della la dottoressa Fausta di Grazia, che senza mezzi termini sottolinea come “alla proposta in esame non risulta essere stata allegata alcuna tabella che confronti la speciale elargizione o la percentuale dell’invalidità permanente prevista per le vittime del dovere con l’indennizzo del danno biologico che potrebbe concedere l’Inail, o la rendita vitalizia Inail con la pensione privilegiata”.

Uranio impoverito. La commissione tiene duro

 

 

 

Neanche a dirlo la posizione dell’osservatorio militare e del lavoro della IV Commissione d’inchiesta è di tutt’altro avviso, come si deduce dalle parole del responsabile del comparto difesa proprio dell’osservatorio Domenico Leggiero: “è inquietante quanto sta accadendo. Da una parte, finalmente c’è un disegno di legge che tende a risolvere il problema della valutazione domestica, e quindi quello di portare alla luce e verso la verità il problema. Dall’altra troviamo un organismo che sta generando costi altissimi in termini di procedimenti giudiziari accesi. In quanto c’è la negazione assoluta di dare ciò che spetta a questi militari ammalati. Parliamo di indennizzi più volte invece confermati in sede giudiziaria”.
Fonte: meteoweb / ofcs.report

 
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

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