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Vigili del Fuoco. Il silenzioso sciopero della fame



Vigili del Fuoco. Il silenzioso sciopero della fame
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Fonte: agenparl.com

Fonte: agenparl.com

Se ne sente parlare poco. Molto poco. Decisamente troppo poco. Eppure è uno sciopero della fame che dura da giorni quello di Antonio Brizzi, segretario generale del CONAPO, uno dei sindacati autonomi dei vigili del fuoco.

 

 

Più stanziamenti per risolvere la grave disparità di trattamento tra le retribuzioni dei vigili del fuoco e quelle degli altri corpi dello Stato, tra cui la polizia che dipende dallo stesso ministero dell’Interno”. Rivendicazioni già sentite, richieste, urlate.

Fino alla drammatica decisione dello sciopero della fame, in divisa, davanti ai palazzi del governo, Viminale, Parlamento e Quirinale.

La protesta non finirà almeno fino a martedì, giorno in cui dovrà essere approvato il decreto sui vigili del fuoco.

 

 

 

 

Vigili Del Fuoco. Le motivazioni dello sciopero

 

 

 

 

Secondo il sindacalista in protesta, ma non solo, i finanziamenti stanziati dal governo, cioè 103 milioni di euro, non sono sufficienti a colmare le gravissime lacune del settore. E ne servirebbero almeno altri 50.

Più nel dettaglio Brizzi spiega come sia indispensabile stanziare più soldi per “risolvere la grave disparità di trattamento tra le retribuzioni dei vigili del fuoco e quelle degli altri corpi dello stato, tra cui la polizia, che dipende dallo stesso ministero dell’intero. una differenza che ammonta a 300 euro nette al mese nelle qualifiche più basse, ma che raddoppia e addirittura triplica nei gradi più alti”.

 

 

La stessa cosa vale anche per le pensioni e per gli avanzamenti di carriera. Si tratta di una situazione non più sostenibile che ha portato Brizzi all’estrema protesta dello sciopero della fame. “Se poi si tiene conto” continua Brizzi “che il governo ha stanziato circa un miliardo per forze armate e di polizia appare chiaro che la disparità di trattamento è destinata a restare nonostante tutte le lodi e le promesse che i politici hanno dispensato sui pompieri da Amatrice a Rigopiano”.

 

 

 

Vigili Del Fuoco. Uno sciopero che inizia da lontano

 

 

 

 

Questa protesta non è solo frutto dell’ultimo incontro fallimentare del 15 maggio, nel quale le proposte del governo sono state ritenute inaccettabili da parte del siindacato Conapo e da qui, l’inizio dello sciopero della fame del suo maggiore rappresentante.

 

 

L’incontro appena citato è stato l’ultimo in ordine di tempo, nel quale i vigili del fuoco hanno spiegato e richiesto, numeri alla mano, improrogabilmente, interventi maggiormente incisivi nel settore.

Lo hanno fatto con decine di proteste, per mesi. Fermandosi solo quando l’Italia aveva bisogno di loro per affrontare un’emergenza. E proprio nella gestione dell’emergenza, il paradosso: le istituzioni che lodano e idolatrano i vigili del fuoco per l’impegno e la dedizione al lavoro. E poi? Con quale risultato? Nessuno evidentemente, se per fasi ascoltare bisogna arrivare perfino allo sciopero della fame…

 

 

 

 

 

 

Fonte: gds / roma.corriere / agenparl

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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