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Visite Fiscali 2017. Cosa Cambia



Visite Fiscali 2017. Cosa Cambia
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Il polo unico Inps per il pubblico impiego, nato dal decreto Madia n. 75 del 27 maggio 2017, a partire dal 31 agosto 2017, detiene la competenza in via esclusiva nell’effettuazione delle visite mediche di controllo, sia del settore privato che anche del settore pubblico; dunque su richiesta delle amministrazioni pubbliche effettua controlli fiscali in caso di malattia del dipendente pubblico.

 

 

visite-fiscaliTale competenza prima spettava alle Asl. La motivazione di questo passaggio di consegne tra Asl e polo unico Inps è da ricercare anche nella volontà di stringere il cerchio intorno ai cosiddetti “furbetti”; il datore di lavoro infatti può richiedere due visite fiscali 2017 nell’arco della stessa giornata e soprattutto a ridosso di festività e weekend.

 

 

Non si può certo negare che se assentarsi per tutelare la propria salute sia un diritto, a tale diritto corrisponde il dovere di reperibilità nelle fasce orarie previste per legge. È stato proprio il presidente Inps, Tito Boeri, pochi giorni fa a ricordare tutte le novità proprio in tema di visite fiscali, entrate in vigore dal primo settembre scorso, come stabilito dal Decreto Madia.

L’intento del governo all’epoca era quello di uniformare quanto più possibile il settore privato e quello pubblico. Vediamo allora insieme cosa cambia nella pratica in caso di effettuazione visite fiscali 2017 da parte del polo unico Inps e se questo intento iniziale è stato raggiunto.

 

 

 

Visite Fiscali 2017. Le nuove regole

 

 

 

Iniziamo con il precisare che in caso di visita fiscale su richiesta del datore di lavoro, questo potrà scegliere se, in caso di assenza del dipendente alla visita domiciliare, se lo stesso dovrà effettuare una visita ambulatoriale al fine di accertare la reale presenza della patologia. Qualora si effettui la visita ambulatoriale, il datore di lavoro potrà essere messo a conoscenza di quanto il medico riscontra, attraverso l’accesso in via telematica ai verbali della visita, attraverso uno specifico software chiamato “Savio”.

 

 

Come può un dipendente in regime di malattia che deve assentarsi dal proprio domicilio non incorrere in sanzioni? Semplice: dovrà avvisare la propria amministrazione che, a sua volta, avrà il compito di informare l’Inps.

 

Esistono poi delle categorie di lavoratori che non sono assoggettati alle fasce di reperibilità in caso di viste fiscali. Ma anche qui bisogna distinguere il settore privato da quello pubblico.

Nel primo caso infatti, l’esonero è previsto per coloro che sono affetti da patologie gravi o che sono colpiti da malattie con conseguente attestazione di invalidità in misura pari o superiore al 67%.

Per i dipendenti pubblici invece l’esonero rispetto alle visite fiscali è previsto, oltre che per i casi appena citati del settore privati, anche per tutti quei casi in cui vengano richieste delle terapie salvavita oppure se siamo in presenza di una riconosciuta causa di servizio o di un infortunio avvenuto sul lavoro.

 

 

Rimane un diritto del datore di lavoro quello di richiedere le visite fiscali fin dal primo giorno di malattia, se questo coincide con giornate precedenti successive a quelle lavorative.

La differenza maggiore tra i due settori, pubblico e privato, in caso di visite fiscali 2017 rimane in termini d fasce orarie. Per i dipendenti privati le ore di reperibilità sono quattro (10-12 e 17-19), mentre per i dipendenti della pubblica amministrazione sono sette (9-13 e 15-18).

 

L’intento del decreto Madia è quello, come detto in apertura, di uniformare i due settori, pubblico e privato, è anche su questo fronte. Per questo sono già stati annunciati anche dallo stesso presidente Boeri per i prossimi mesi provvedimenti e decreti in questa direzione, atti ad allineare le fasce di reperibilità dei dipendenti privati a quelli del settore pubblico.

 

L’inps si è posta come obiettivo annuale il raggiungimento del 500 controlli, intesi come visite fiscali 2017. Boeri però ha precisato come “per quest’anno possiamo contare su uno stanziamento di 17 milioni, ma a regime il finanziamento sarà di 50 milioni nel 2018. Abbiamo una carenza di medici in alcune regioni, come la Lombardia, ma faremo presto un bando”.      

 

 

 

 

Gli Esonerati dai cambiamenti per le visite fiscali

 

 

 

 

 

Se è vero che le intenzioni dei legislatori sono quelle di uniformare il settore privato e quello pubblico in tema di visite fiscali in casi di malattia, all’interno di questa decreto, esistono paradossalmente alcune categorie di lavoratori, sulle quali il polo unico Inps non ha alcun tipo di competenza: sono i dipendenti delle forze dell’ordine.

 

Per loro infatti rimangono valide le vecchie regole e anche le fasce di reperibilità dalle 9.00 alle 13.00 la mattina e dalle 15.00 alle 18.00 il pomeriggio. Perfino le sanzioni in caso di assenza rimangono invariate. Quindi, come stabilito del DM 206/2009, nel caso in cui si verifichi un’assenza ingiustificata in regime di malattia di un appartenente alle forze dell’ordine, il comandante dovrà decurtare il 100 % della retribuzione corrispondente al periodo di malattia, fino a un massimo di 10 giorni lavorativi. Allo scattare dell’undicesimo giorno la decurtazione cala al 50%. Il comandante ha anche la possibilità di infliggere una sanzione disciplinare, nel caso in cui ritenga che esistano presupposti precisi che rendano ancora più grave la non reperibilità.

 

 

 

 

 

Fonte: ilfattoquotidiano / investireoggi / corriere / informazionefiscale

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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