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Visite Fiscali Dipendenti Ospedalieri: tutto quello che c’è da sapere



Visite Fiscali Dipendenti Ospedalieri: tutto quello che c’è da sapere
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Un rilevante settore nella gestione della Pubblica Amministrazione che deve essere improntato all’efficacia e all’efficienza, elementi cardine di una corretta e trasparente gestione della cosa pubblica: è questo l’assunto basilare che dovrebbe informare la disciplina delle visite fiscali dipendenti ospedalieri. Ma come funziona il sistema di visite fiscali del nostro ordinamento? Ecco una rapida panoramica sulla questione.

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Visite fiscali dipendenti ospedalieri: quante possono essere?

 

Il cuore della disciplina (anche per quanto riguarda le visite fiscali per malattia dei dipendenti ospedalieri) è contenuto nell’art. 2 del Decreto Ministeriale n. 206/2009, all’interno del quale è stabilito che sono in primo luogo esclusi dalla visita fiscale per malattia i dipendenti ospedalieri nei confronti dei quali è stata già effettuata la visita per il periodo di prognosi segnalato dal certificato.

Da ciò deriva con tutta evidenza che una visita fiscale non può essere prevista per due volte per il medesimo evento morboso inerente allo stesso dipendente. Quindi, qualora all’interno di una prognosi di dieci giorni la visita dovesse essere effettuata il primo giorno, nei restanti nove il dipendente avrebbe la possibilità di allontanarsi dal domicilio senza il timore di  alcun obbligo di reperibilità da assolvere, e quindi senza la minaccia di una decurtazione di stipendio: pertanto è possibile una sola visita medica di controllo. Nel caso in cui vi sia invece un prolungamento della malattia sarà possibile, per l’istituto adibito all’ispezione, programmare una ulteriore visita fiscale.

Fonte: Sole 24 Ore

Fonte: Sole 24 Ore

 

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Giustificazioni esperibili per le visite fiscali dipendenti ospedalieri

 

Addentrandosi nei meandri della disciplina inerente alle visite fiscali dipendenti ospedalieri ci si imbatte nel fondamentale istituto delle giustificazioni opponibili dal dipendente pubblico. In questo senso è utile fare chiarezza tra i numerosi provvedimenti giudiziari e le circolari esplicative susseguitesi negli anni. Infatti la circolare 8 agosto 1984,  n.134421 prevede che siano da considerare giustificati i lavoratori assenti alla visita fiscale in caso di eventi afferenti alla sfera della forza maggiore e in caso di situazioni che abbiano perentoriamente reso imprescindibile la presenza fisica del lavoratore in un altro luogo.

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In linea di massima pertanto, l’assenza durante le fasce di reperibilità inerenti alle visite fiscali dipendenti ospedalieri per malattia potrebbe essere considerata giustificata in presenza di situazioni, documentate in maniera congrua, che abbiano reso imprescindibile e indifferibile la presenza del lavoratore altrove, al fine di evitare gravi conseguenze per sé o per gli altri membri della famiglia. In questa direzione, una divaricazione quantitativa del “range” di possibilità di giustificazione a vantaggio del dipendente ospedaliero viene implementata grazie alla sentenza n. 5718 del 9 marzo 2010: nelle motivazioni della stessa sentenza il giudice afferma che il dipendente assente dal lavoro per malattia, qualora deduca un giustificato motivo per la non reperibilità alla visita fiscale domiciliare di controllo, ha l’onere di provare che la causa del suo allontanamento dall’abitazione durante le previste fasce orarie, pur senza necessariamente integrare una causa di forza maggiore, costituisce, al fine del contemperamento con altri interessi di pari grado, una necessità determinata da situazioni comportanti adempimenti non effettuabili in orari diversi da quelli di reperibilità.

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Decurtazione stipendio in caso di assenza non giustificata

 

Altro argomento di eminente interesse e rilevanza per la tematica delle visite fiscali dipendenti ospedalieri è quello riguardante la decurtazione dello stipendio in caso di ingiustificata assenza alle visite fiscali per i dipendenti stessi. Come avviene la decurtazione? Osserviamola più da vicino.
Il Decreto Legge n. 463 del 12 settembre 1983, all’art. 5 statuisce che se il lavoratore (e conseguentemente, quindi, anche il dipendente ospedaliero) dovesse risultare assente alla visita fiscale di controllo per malattia senza giustificato motivo, allora lo stesso incorrerebbe nella decadenza del diritto a qualsiasi trattamento economico per l’intero periodo (sino a dieci giorni) e nella misura della metà del trattamento per l’ulteriore periodo, esclusi quelli di ricovero ospedaliero o già accertati da una precedente ispezione.

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Roberta Buscherini

 

 

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