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VVF. Una Categoria a Rischio Estinzione



VVF. Una Categoria a Rischio Estinzione
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Fonte: fncvvf.it

Fonte: fncvvf.it

L’età media dei pompieri italiani si è innalzata pericolosamente sino alla soglia dei 50 anni ed esistono, da decenni, forti sperequazioni retributive e pensionistiche rispetto agli altri corpi dello stato, mai sanate, tanto che il personale è fortemente demotivato. Per contro incendi e calamità aumentano”.  L’ufficio studi del sindacato CONAPO riassume così la sua preoccupazione per la categoria che rappresenta.

 

Una categoria quella dei vigili del fuoco che a seguito dei tagli-e- cuci governativi per risparmiare soldi si vede con 3854 risorse in meno su un totale previsto di 32734 vigili del fuoco.
Questi numeri in realtà non solo preoccupano chi appartiene alla categoria per un diretto coinvolgimento dei propri interessi, ma anche perché in questo modo i servizi ai cittadini rischiano di non essere sufficientemente efficienti e di non riuscire a coprire nel modo corretto tutte le possibili emergenze e calamità.

 

 

VVF. La Battaglia A Colpi Di Numeri

Di fronte alle proteste sempre più accese dei rappresentati di categoria le istituzioni hanno prontamente evidenziato come per l’imminente Giubileo siano state previste 250 assunzioni, a riprova dell’attenzione che lo stato ha per questo corpo.

 

Il segretario generale CONAPO Antonio Brizzi, in due parole, ha smontato l’entusiasmo istituzionale ricordando come queste assunzioni previste con il recente decreto regionale degli enti locali, non sono altro che “anticipazione temporale di assunzioni già previste con il meccanismo del turnover dimezzato”.
Se poi la storia delle assunzioni non bastasse, per rincarare la dose basta intavolare la discussione sugli stipendi, i cui importi sono mediamente più bassi di 300 euro rispetto agli altri corpi fino a toccare vette di 700 per i ruoli maggiormente quotati.
Per chiudere continuando a parlare di numero anche l’età media incide in maniera forte sull’operatività del vigili del fuoco; l’aumento dell’età media del personale operativo, legata alle mancate assunzioni, all’ immissione in ruolo di risorse già in età avanzata e all’elevazione dei requisiti di accesso alla pensione, incide sulle capacità individuali, sui
tempi di intervento ma anche sugli infortuni sul lavoro, che infatti sono in aumento.

 

Nel nostro lavoro – spiega il segretario generale del Conapo - gli operativi possono passare da una attività di routine ad una super intensa nel giro di pochi minuti. E a 50 anni il fisico non risponde come a 30, è inevitabile. Negli ultimi tempi tra i colleghi ci sono stati anche numerosi malori ed infarti sul lavoro, ma non vediamo adeguate misure di prevenzione da parte del ministero dell’interno. In tutta la nostra vita professionale non veniamo nemmeno sottoposti ad un elettrocardiogramma sotto sforzo quindi la nostra amministrazione non sa se il proprio personale ha un cuore adeguato ad affrontare gli sforzi richiesti”.

Il numero delle richieste e delle proteste dei sindacati di categoria per migliorare le condizioni di lavoro dei vigili del fuoco non è possibile contarle. Rimarrà un numero indefinito. Speriamo però non una lotta vana.

 

 

 

 

Fonte: adnkronos / conapo

 

 

 

 

Valentina Stipa

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