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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al giorno novembre 24th, 2011

gio, nov 24, 2011  Roberta Buscherini
A scuola, ci stà uno schiaffo?
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Ieri leggevo sui giornali che una maestra di Bari è indagata per presunti maltrattamenti su un suo alunno di nove anni. Sembra che sia stato il bambino a raccontare i fatti alla mamma e questa ha denunciato l’insegnante. Il bambino, di nazionalità cinese, dopo l’episodio accaduto lo scorso mese di ottobre, è stato ricoverato in ospedale nel quale un medico ha confermato i presunti maltrattamenti.
Questa notizia mi ha fatto pensare. La prima cosa da fare è condannare assolutamente la violenza nelle aule, questi episodi devono essere denunziati, indagati e condannati dalla giustizia. Detto ciò però, c’è una riflessione da fare. I docenti ad oggi non sono come una volta, in merito alla propria figura del docente. Anni fa gli insegnanti erano considerati figure molto importanti nell’educazione dei bambini, non solo per quello che riguarda la parte accademica ma anche nel senso di rispetto, disciplina e civiltà. I genitori delegavano parte del loro potere ai maestri e docenti, nel mestiere di crescere i bambini, in quanto gli insegnanti passano più tempo con i loro figli che i genitori stessi.
Quando io ero piccola, uno schiaffo non era niente di sbagliato né era un problema. In alcune occasioni riconosco di averlo meritato, e in quel momento lì, mi ha fatto riflettere su quello che avevo fatto e ho imparato.
Oggi non è così. Gli insegnanti non hanno, da parte della società in generale, il rispetto che meritano. Vengono screditati e contrariati dai genitori davanti ai bambini e, per tanto, la loro parola perde forza.
Se un insegnante sgrida un alunno il giorno dopo il padre và a scuola per chiedere delle spiegazioni.
Non cerco di dire che bisogna picchiare i bambini, questo assolutamente no, ma penso che per avere la disciplina giusta e crescere con un adeguato carattere bisogna ricevere qualche sgridata (non è una aggressione). Alcune volte è necessario che i genitori stiano da parte e pensino anche che forse, il racconto del bambino, non è dal tutto obbiettivo. Non lo so, voi cosa ne dite?

 

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gio, nov 24, 2011  Roberta Buscherini
Legge di stabilità 2012: tagli all’istruzione
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Da poco è stata approvata in Parlamento, come ultimo lascito del governo Berlusconi, la legge di stabilità per il 2012.
La legge riprende i pesanti provvedimenti, già adottati dalle precedenti manovre finanziarie, sui settori della conoscenza e su tutto il pubblico impiego.
Per il prossimo anno si prevede per il Ministero dell’ Istruzione, dell’università e della ricerca una riduzione di circa 1.835.578.102 euro rispetto alla competenza di quest’anno.
Questi tagli si abbatteranno soprattutto sull’ istruzione scolastica; ad esempio, sono previsti circa 254 milioni di euro in meno per l’istruzione primaria, 312 per l’istruzione media e 526 per l’istruzione superiore.
Già oltre 10 mila sono i docenti che risultano in esubero per effetto della “riforma” degli ordinamenti approvata dalla Gelmini; questi potranno essere posti ‘in disponibilita’ per due anni percependo un’indennità pari all’80% della retribuzione. Al termine di questi due anni verranno licenziati.

Ma non è tutto, la nuova legge di stabilità fra le riduzioni degli stanziamenti prevede:

• La riduzione da 500 a 300 dei dirigenti scolastici e dei docenti di cui l’Amministrazione si avvale per i compiti connessi con l’autonomia scolastica;

• L’incremento dei parametri per la concessione della titolarità della dirigenza scolastica e per l’assegnazione del posto di direttore dei servizi generali ed amministrativi: potranno essere assegnati incarichi di dirigente scolastico a tempo indeterminato e DSGA solo nelle istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di alunni superiore a 600, ridotto a 400 per le istituzioni scolastiche site nelle piccole isole, nei comuni montani e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche;

• Negli istituti di scuola secondaria superiore i docenti tecnico pratici vengono trasformati in assistenti tecnici.

La beffa di tutto ciò è che solo una minima parte dei tagli potrà ritornare ai settori oggetto di tagli. Sono previsti circa 64,8 milioni di euro per il 2012, 168,4 per il 2013 e 126,7 a decorrere dal 2014.

Infine, la legge di stabilità non poteva dimenticare le pensioni: a partire dal 2026, infatti, l’età minima per la pensione di vecchiaia si innalza a 67 anni. Nel  2050 si andrà in pensione a 70 anni,  sperando di arrivarci!

 

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gio, nov 24, 2011  Roberta Buscherini
Il segretario nazionale di Polizia Penitenziaria esige miglioramenti delle condizioni di lavoro
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“Ci conforta la nomina di Paola Severino alla guida del Ministero della Giustizia, sicuri delle sue elevate competenze tecnico giuridiche e dell’alto profilo professionale”.

 

Sono queste le parole con cui Giuseppe Moretti, segretario nazionale Ugl Polizia Penitenziaria, vuole esprimere i migliori auguri di un buon lavoro al nuovo ministro di Giustizia nel governo Monti.

Moretti, cogliendo l’occasione ha ricordato “l’urgenza di provvedimenti in favore degli istituti di pena del nostro Paese, fortemente provati dall’emergenza sovraffollamento, e degli agenti di Polizia Penitenziaria, pesantemente sotto organico”.

 

“Riteniamo – continua Moretti -  che, con la guida del ministro Severino, prima donna a ricoprire tale importante ruolo, il ministero della Giustizia possa intraprendere quel percorso di svolta, da noi fortemente auspicato, che porti finalmente ad una riforma del sistema penitenziario nell’ambito di una più complessa riforma del sistema giustizia”.
Moretti considera che l’attuale ordinamento penitenziario, risalente al 1975, “pur essendo tra i più innovativi rappresenta ancora un neo nella storia della nostra Repubblica”. In questo senso sostiene che tra i vari temi da sottoporre al nuovo Ministro, “la pessima condizione delle strutture penitenziarie e il miglioramento delle condizioni di lavoro del personale”.
Il segretario nazionale della Polizia Penitenziaria pensa che è fondamentale ristabilire ambienti di lavoro “più adeguati, magari con l’implementazione dei sistemi di automazione” perché, secondo lui, potrebbe permettere di lavorare più serenamente e anche ridurre l’incidenza dei problemi sanitari che “spesso affliggono il personale”.

 

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