Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

Community

Categorie

 

Archivi al giorno dicembre 6th, 2011

mar, dic 6, 2011  Roberta Buscherini
Medici con sovraccarito di lavoro, rischiamo tutti!
Vota Questo Articolo

Leggevo stamattina che il pronto soccorso dell’ospedale “G. Criscuoli” di Sant’Angelo dei Lombardi rischia il collasso e la chiusura per il sovraccarico di lavoro dei medici convenzionati. L’articolo del quotidiano Ottopagine segnalava che tra anestesisti e specialisti, sono circa dodici i medici che mancano alla copertura settimanale, pertanto sono gli altri professionisti che devono coprire tutti i turni. I problemi non riguardano soltanto il pronto soccorso, lo stato di agitazione dei professionisti potrebbe implicare l’interruzione delle attività anche nel dipartimento di chirurgia generale.
Questa situazione è stata confermata e lamentata da parte dalla direzione dell’ospedale. Bene, è un primo passaggio. Dopo di che, la direzione ha assicurato che tutte le ore straordinarie saranno onorate. Bene, è un secondo passaggio.
Ma qui, secondo me, il discorso è diverso. Un ospedale non è un’azienda di trasporti (senza offese per i trasporti) né un buffet di avvocati (senza offese neanche per quest’ultimi). Con il dovuto rispetto, i medici hanno un mestiere importante che riguarda la salute di tutti noi e mi dispiace dover ricordare questa realtà. Non è possibile che cinque medici, faccio per dire, realizzino il lavoro di dieci medici. Non è possibile perché, anche nel caso in cui facciano delle ore in più, o il doppio turno, il loro lavoro esige una responsabilità e una concentrazione maggiore rispetto ad altri lavori.

È ovvio. Dopo che un medico ha già lavorato otto o nove ore, ditemi voi come farà a essere in forma per continuare a prestare un servizio di qualità. Mi sembra vergognoso e penso che questo non è l’unico caso. Voi che ne dite?

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest
mar, dic 6, 2011  Roberta Buscherini
Denunce di bullismo inascoltate
3 (60%) 1 Vota Questo Articolo

L’art. 341 bis del Codice Penale cita: “Chiunque, in luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni è punito con la reclusione fino a tre anni”. L’offesa a pubblico ufficiale è, inoltre, procedibile d’ufficio, prescinde cioè dalla denuncia/querela della vittima.
La legge quindi sanziona, addirittura con la reclusione, il reato di oltraggio a pubblico ufficiale.. sì, in teoria!
Prima di procedere è  necessario ricordare che, come ha sentenziato la Corte di Cassazione, i docenti nell’esercizio delle loro funzioni sono a tutti gli effetti pubblici ufficiali, con potere autoritativo e certificativo.
Leggendo il giornale non sembra proprio così: numerose anzi sono le denuncie di molestie, fatte da insegnati o studenti, che rimangono inascoltate sia da parte della scuola stessa sia dalla pubblica sicurezza.
Ne è un esempio il caso di una professoressa di un istituto superiore (non l’asilo!) di Fidenza, minacciata e insultata da uno studente.
Ma non solo non è stato preso nessun provvedimento contro lo studente, che compiuto il quattordicesimo anno di età, sarebbe stato tranquillamente imputabile di reato.
Il ridicolo è che oltre le minacce, la professoressa in questione, ha dovuto subire anche l’umiliazione da parte del vicepreside della scuola che in aula, davanti a tutti, ha invitato il ragazzo a venire a scuola serenamente, poiché per lui non ci sarebbero state conseguenze.
La dirigenza scolastica, che – sempre in teoria – dovrebbe educare i ragazzi, in pratica preferisce lasciar correre e non affrontare una situazione ormai diventata insostenibile.  Gli studenti vengono in questo modo incentivati alla maleducazione…”tanto poi non ci fanno niente”!

Lo Staff

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • RSS
  • Pinterest