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Archivi al giorno dicembre 7th, 2011

mer, dic 7, 2011  Roberta Buscherini
G. Merlo: “Vanno aboliti i privilegi, ma di tutti”
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I dipendenti pubblici e statali sono la categoria che perde di più con la manovra approvata dal governo: meno personale, stipendi congelati o aumento degli anni lavorativi sono alcune delle misure previste per insegnanti, polizia e altri lavoratori dello Stato. Queste sono le parole di Giorgio Merlo, vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai, sul quotidiano Europa. Parole, senza dubbio molto interessanti.

 

“Al netto della demagogia, del populismo e dell’ipocrisia che  accompagna ormai da molti mesi la violenta campagna antipolitica che è stata  scatenata nel nostro paese, le recenti misure che hanno riguardato i  parlamentari, i vitalizi, le retribuzioni sono da salutare positivamente.

Certo, fa un certo effetto leggere quotidianamente gli  strali dei commentatori tv e degli organi di stampa, dei direttori dei grandi  giornali, dei conduttori dei vari talk show televisivi e dei grandi soloni
opinion leader – quasi tutti accompagnati da lauti stipendi e prebende, il più  delle volte milionari oggi, miliardari ieri – contro la classe politica, il  prezzo del caffè alla buvette, il costo del “secondo” alla mensa della camera,  la cifra della “diaria”, il ruolo del portaborse ecc. ecc. Ma ormai ci siamo abituati.

Se costoro, cioè se questi milionari vogliono raccogliere un  applauso in qualsiasi ora della giornata in tv o ricevere un plauso dai lettori  del giornale e dai commenti sui blog devono, per forza di cose, prima
contestare poi delegittimare e quindi sputtanare la classe politica  parlamentare, le loro prebende e i loro privilegi.

Così è e così sarà sino a quando non decideranno di chiudere  il rubinetto e di spostare l’attenzione su altri temi. Ma la moda non è finita  perchè per il momento rende, registra molti ascolti e fa vendere molti libri.  Insomma, è un’industria che produce ascolti, fa vendere copie e fa incassare un  mare di denaro ai professionisti della cosiddetta “anticasta”. Quindi la moda  continuerà.

Alla faccia delle conseguenze che tutto ciò provocherà per  la credibilità delle istituzioni nel nostro paese. Ma d’ora in poi – e cioè  dopo i tagli consistenti, e necessari, della retribuzione parlamentare e dei  cosiddetti “privilegi” – la vera sfida sarà quella di capire se questi tagli  saranno estesi innanzitutto ai compensi, alle prebende e agli emolumenti, il  più delle volte milionari, che interessano tutti gli organi dello stato. È  curioso che tutti i soloni che predicano dalla tv, pubblica o privata che sia  non fa più alcuna differenza, e ormai insultano apertamente sui giornali non  dicano una parola – ripeto, un parola – su questi emolumenti milionari.

Non possono dirlo? Non conviene dirlo? Non si vendono  sufficienti copie se lo si dice? Non si fanno ascolti se vengono pubblicati e  commentati in tv? Non si sa ma la domanda, però, è d’obbligo: perché questa  ipocrisia e questa doppia verità? Ora, non potendo, com’è ovvio, ricevere una  risposta adeguata a questa domanda e non potendo pretendere che questi soloni  milionari affrontino pubblicamente questi temi, ci accontentiamo se il governo  dei “tecnici” cominciasse a dare qualche segnale.

Nello specifico, abbiamo apprezzato che il ministro Elsa  Fornero abbia partecipato all’incontro con i presidenti delle camere per  ridurre drasticamente e per cancellare progressivamente i vitalizi dei  parlamentari. Adesso attendiamo, con altrettanta celerità e rapidità, che il  ministro Fornero proceda ad elaborare un piano per ridurre drasticamente gli  emolumenti, gli stipendi e le prebende di migliaia di persone dello stato – per  non parlare delle banche – che percepiscono in un mese ciò che i parlamentari  ottengono in un anno.

Insomma, adesso verifichiamo se il ministro Fornero è un  ministro “tecnico” a senso unico e a giorni alterni oppure se è un ministro che  in questi mesi difficili per l’economia del paese applica l’equità e la  solidarietà a tutti, boiardi compresi. Sino ad oggi non c’è traccia di nulla.  Ma aspettiamo fiduciosi.

Come attendiamo altrettanto fiduciosi dal presidente Fini,  così veloce e giustamente intransigente nell’azzerare i cosiddetti privilegi  dei parlamentari che dovrebbe rappresentare, che adesso proceda a cancellare  definitivamente gli enormi privilegi e i giganteschi benefit che tuttora sono  appannaggio della presidenza della camera.

Non pretendiamo che lo chiedano i commentatori milionari dei  giornali e delle tv. Ma lo pretendiamo noi per rispetto del principio  dell’equità e della solidarietà. Nonché della credibilità personale e  istituzionale di chi rappresenta oggi i deputati. Ma anche qui, almeno sino ad  oggi, solo chiacchiere e propaganda senza alcun gesto concreto. Ma attendiamo  fiduciosi anche dal presidente Fini qualche segnale concreto che lo riguarda  personalmente per il ruolo che ricopre.

Insomma, al netto della propaganda e della demagogia come  dicevamo all’inizio, adesso è il momento della verifica concreta. Saranno solo  e soltanto gli atti a dire se il governo tecnico vuole ridurre i privilegi e  gli interessi di molte categorie professionali e settori dello stato.

Di tutti, però. Compresi quelli che sono rappresentati da  molti ministri e sottosegretari appena nominati. Ovviamente sono interessi che  non saranno citati dai commentatori e dai soloni milionari di giornali e tv. Ma  questi interessi e questi privilegi, se non saranno duramente colpiti, sarà per  una semplice ragione: per una scelta politica netta dei cosiddetti “tecnici” al  governo. E se questo capiterà segnerà la loro sconfitta oltre alla loro ignavia”.

Cosa ne pensate? ha ragione?

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