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Archivi al giorno dicembre 15th, 2011

gio, dic 15, 2011  Roberta Buscherini
Manovra Monti: sospensione della causa di servizio
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Ci mancava solo questa. Uno dei punti della manovra, concretamente l’articolo 6 del quale si parla poco, è la sospensione provvisoria della causa di servizio perché non ci sono i soldi. Ciò significa che possiamo salutare, indeterminatamente, le richieste di infermità o denunce di mobbing.
Lunedì prossimo è previsto uno sciopero da parte di tutti gli appartenenti all’impiego pubblico ma tra le motivazioni di questa protesta non si trova il punto 6 della manovra che non protegge alcuni diritti dei lavoratori molto importanti. Infatti la protesta è basata soprattutto per le incidenze economiche della manovra di Mario Monti ma, non è importante il fatto che i dipendenti pubblici non avranno più diritto alla pensione privilegiata?
Tra le motivazioni fornite dai sindacati per lo sciopero di lunedì, troviamo la riforma delle pensioni, la riduzione degli stipendi, il rinnovo di contratti o l’eliminazione dell’Inpdap. E va bene, ma forse bisognerebbe riflettere sul fatto che, se questo punto della manovra non viene modificato, i dipendenti pubblici con malattie o problemi di salute relativi al posto di lavoro non potranno più risarcirsi contro il datore di lavoro.
La norma specificamente segnala: “ferma la tutela derivante dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali”. A me sembra grave.

A questo punto, è necessario segnalare che sono esclusi da questa norma i militari, gli appartenenti alle forze dell’ordine e il personale del soccorso pubblico. Meno male.

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gio, dic 15, 2011  Roberta Buscherini
Governo Monti: tutte le misure della manovra.
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2011:caduta del governo Berlusconi e salita al “trono” di Mario Monti (o Super Mario).
Vediamo, di seguito, le misure della manovra con la quale il nuovo governo tecnico intende salvare il debito pubblico dell’Italia.

L’argomento più scottante riguarda le pensioni; le cose si mettono male per le donne, soprattutto nel settore pubblico, che già dal prossimo anno andranno in pensione a 66 anni come gli uomini (nel 2018 per le dipendenti del settore privato). Inoltre dal 2012, con l’abolizione delle finestre mobili, sarà possibile uscire dal lavoro in anticipo rispetto all’età di vecchiaia solo con almeno 41 anni di contributi per le donne e 42 per gli uomini. Infine, le pensioni oltre 467 euro al mese, saranno congelate per il 2012 e il 2013 rispetto all’inflazione.

Altro tema fondamentale sono le tasse; la buona notizia è che non verranno alzate le tasse sul reddito. Subirà invece un aumento l’IRPEF per le Regioni, dallo 0,9% all’1,23% (con una riduzione rivolta a chi riduce la spesa sanitaria), l’IMU (vecchia ICI) soprattutto dalla seconda casa e le tasse sui beni di lusso (ad esempio auto di potenza superiore a centosettanta chilowatt, aerei, elicotteri e imbarcazioni).
Anche l’IVA aumenterà, di altri 2 punti rispetto quella attuale, arrivando così al 23% per quella ordinaria e al 10% per quella agevolata.

I tagli verranno invece effettuati sulle Provincie e sulle agevolazioni fiscali e  benefici assistenziali.
Nel primo caso con l’eliminazione delle giunte e la diminuzione dei consiglieri; come comunica il Consiglio dei Ministri “le Province vengono riportate alla funzione di organi di indirizzo e coordinamento”.

Nel secondo caso, oltre una certa soglia di reddito non saranno più concessi.

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