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Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al mese dicembre, 2011

gio, dic 22, 2011  Roberta Buscherini
Medici Penitenziari: risorse insufficienti.
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La vita dei medici delle carceri non è facile e i motivi sono tanti: d’una parte devono lavorare con una popolazione della quale, la maggior parte, sono tossicodipendenti o sieropositivi. Secondo la Associazione Medici Amministrazione Penitenziaria Italiana, AMAPI, “si parla di 3000 detenuti sieropositivi per HIV, ma bisogna tener presente che soltanto il 40% della popolazione ristretta si sottopone al test all’ingresso.  In considerazione del fatto che i tossicodipendenti in carcere sono circa 19.000, con buona approssimazione, si può stimare che i detenuti sieropositivi per HIV siano 5.000”.

Inoltre, il personale è insufficiente, ci sono Istituti Penitenziari con un medico incaricato per una popolazione di circa 30 detenuti, altri Istituti, come la Casa Circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso, dove il rapporto medico incaricato/detenuti è di circa 1/250, fino ad alcuni Istituti Penitenziari siciliani ove tale rapporto sale notevolmente (1/400), secondo Sergio Fazioli, Direttore Sanitario del carcere di Rebibbia.

La situazione è peggiorata negli ultimi mesi è il personale è sempre meno per attendere le carceri italiane. Il collettivo di medici carceri a Napoli ha mostrato la sua preoccupazione per il posto di lavoro. In questo senso affermano che “le loro prestazioni sono regolate dalla legge 740 del ’70, una legge che consentiva attribuzione di incarichi e convenzioni con medici per prestazioni sanitarie in carcere”.
I medici delle carceri guadagnano mediamente intorno ai 1.500 euro mensili e devono garantire 120 ore di lavoro ma lamentano “il mancato pagamento delle ore di straordinario”.

D’altra parte hanno mostrato la loro inquietudine sul fatto che eventualmente, l’anno prossimo  potrebbero essere sostituiti questi medici dalle “guardie mediche tradizionali, chiamate eventualmente a ricoprire un ruolo per il quale non hanno alcun tipo di esperienza”.

Una situazione simile è stata denunciata dai medici penitenziari della Sardegna all’inizio di quest’anno, secondo loro era da diversi mesi che non prendevano lo stipendio.

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mar, dic 20, 2011  Roberta Buscherini
Sì ai concorsi, ma senza illusioni!
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E’ stato ieri, a Savona, durante la premiazione dei quattro migliori allievi delle facoltà del Campus savonese, che il ministro della Pubblica Istruzione, Francesco Profumo, ha annunciato l’imminente concorso per l’insegnamento alla scuola pubblica.
Dei 25 mila posti che si liberano ogni anno per effetto del pensionamento, propone il Ministro, metà potrebbero essere coperti attingendo dalle graduatorie permanenti ad esaurimento e l’altra metà, circa 12.500, potrebbero essere messi a concorso.
Da 13 anni (dal 1999) i concorsi sono bloccati, le graduatorie piene e l’età media del personale insegnante è di 47 anni; “è ormai  tempo” di varare, secondo il Ministro, un maxi concorso al quale potrebbero essere interessate “trecentomila persone”, dalle scuole elementari, alle medie, alle superiori.
Alla notizia, hanno reagito positivamente sindacati e politica, ma non senza perplessità.
Per Mimmo Pantaleo, segretario della Flc Cgil, “Prima di dare illusioni, bisognerebbe approfondire questo aspetto, e poi rivedere profondamente le norme sul reclutamento”. A suo parere tra riforma delle pensioni e nuovi tagli, si rischia di fare dei concorsi senza avere i posti.
“E’ un bene che questo Paese torni ad assumere per concorso, quindi per merito e con trasparenza” ha commentato, invece, il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione.
Le buone intenzioni potrebbero però stridere con le esigenze per Francesca Puglisi, responsabile scuola del pd: «il concorso servirebbe semmai per le discipline scientifiche, dato che in ben 64 province le graduatorie sono in esaurimento ed entro tre anni non avremo più docenti di matematica, fisica e chimica da immettere nella scuola».
Ma il problema in realtà è che, in Italia, non ci sono laureati in matematica, fisica e chimica.

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- denunce di bullismo inascoltate

- a scuola, ci stà uno schiafo?

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mar, dic 20, 2011  Roberta Buscherini
Professori che guidano i bambini, ma esistono ancora?
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I professori fanno abbastanza per i ragazzi? Li aiutano a trovare il loro posto nel mondo?A conoscere sé stessi?
Sono questi gli interrogativi alla base dell’articolo dello scrittore Alessandro D’Avenia, ‘Ma la gioia di vivere dipende solo da  noi’, con il quale aveva chiesto ai professori uno scatto emotivo, che andasse oltre al puro insegnamento.

Alle parole di D’Avenia hanno risposto, tramite l’intervista di Flavia Amabile, i due sottosegretari all’Istruzione: Marco Rossi Doria e Elena Ugolini. A loro parere i professori, stanno già facendo molto per i ragazzi, diventando guide competenti per gli studenti.

Non si deve, infatti, trascurare il cambiamento rispetto al passato delle famiglie e della società che non pretendono più il rispetto di regole e limiti; i genitori d’oggi dovrebbero cambiare il loro atteggiamento e aiutare i professori a ritrovare il senso del loro lavoro invece di dare sempre ragione ai figli.

Nessuna legge potrà mai rendere un docente capace di aiutare un ragazzo ad essere sé stesso, ma si possono sicuramente porre le condizioni perché la scuola sia un luogo dove questo desiderio è continuamente a tema tra insegnanti, genitori e dirigenti”, risponde in merito il sottosegretario Elena Ugolini.

Aiutare i ragazzi a diventare grandi e a trovare la loro strada richiede pazienza e passione; è indispensabile che il Ministero valorizzi il lavoro dei docenti .
I professori devono essere motivati, ma purtroppo, come afferma il sottosegretario Marco Rossi Doria “Forse non sarà possibile aumentare gli stipendi”.
La sua proposta a riguardo è quella di regalare pc , corsi di studio all’estero o buoni acquisto per libri…meglio che niente!

Lo Staff

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lun, dic 19, 2011  Roberta Buscherini
Bando Europeo per Insegnanti: Comenius
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La Commissione Europea ha indotto un bando di concorso denominato Comenius che scadrà il prossimo 13 gennaio ed è indirizzato alla formazione degli insegnanti a prescindere dalla loro materia di insegnamento.
Il bando consiste nell’assegnazione di una borsa di studio che dovrà essere impiegata per comprendere meglio la dimensione europea dell’insegnamento, trascorrendo dai 3 ai 10 mesi di un paese estero che aderisca al programma LLP, Lifelong Learning Programe in Italia conosciuto come Programma d’azione comunitaria nel campo dell’apprendimento permanente.
Lo scopo è quello di imparare a conoscere meglio la realtà europea in tema di insegnamento, oltre che approfondire la lingua straniera e conoscere sistemi di formazione e culture di altri paesi. Queste attività in termini di ore varieranno dalle 12 alle 16 or settimanali.
Gli insegnanti che parteciperanno a questo bando avranno degli obbiettivi da raggiungere che possono essere riassunti in questo modo:
- Supporto dei progetti di gruppo degli alunni e affiancamento al personale locale in questa attività;
- Insegnamento della propria lingue e della propria cultura di appartenenza;
- Sviluppo e incremento di progetti quali gemellaggi tra i diversi istituti.
In sintesi, per parafrasare il titolo di un articolo della giornalista Bicchierini del Corriere della Sera pubblicato la settimana scorsa, si tratta di una vera e propria globalizzazione del mondo degli insegnanti che attraverso questo bando si potranno confrontare tra loro, crescendo e dando vita a progetti formativi e didattici.
Gli insegnanti che sono interessati a presentare domanda per il bando Comenius devono aver conseguito una laurea specialistica oppure vecchio ordinamento oppure ancora aver ottenuto l’abilitazione attraverso un corso specifico.
Ulteriori informazioni per accedere al bando si possono trovare sotto la voce “assistentato” nel sito dell’agenzia italiana che gestisce questo programma formativo ovvero: http://www.programmallp.it/index.php?id_cnt=123.

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ven, dic 16, 2011  Roberta Buscherini
Anno nuovo, soliti furbi!
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Anche quest’anno, come ogni fine anno vengono intensificati i controlli nei confronti di tutti gli esercizi che commercializzano prodotti destinati agli addobbi natalizi. Lo scopo è di verificarne i requisiti di sicurezza e la conformità alla legge.

La Guardia di Finanza di Frosinone e Sora hanno rispettivamente sequestrato a negozianti e venditori ambulanti rispettivamente 190.000 e 50.000 luminarie prive del marchio CE, dei dati dell’importatore e delle istruzioni in lingua italiana.
La legge 18 ottobre 1977, n. 791 prescrive, infatti, che il materiale elettrico in questione :“deve essere munito della marcatura CE …che attesta la conformità del materiale alle disposizioni della presente legge”.
Andare contro a questa legge è costato circa 25.000 euro in sanzioni amministrative ai cinque cittadini di origine cinese, trovati a vendere materiale illegale a Sora…quindi occhio a fare i furbi!

Altro grande problema di fine anno sono i fuochi d’artificio, di cui Napoli è il maggior centro di venditori abusivi.
Ne è un esempio il casolare napoletano, dove sono stati trovati e sequestrati un ingente quantitativo di materiale idoneo alla fabbricazione degli ordigni (micce, spaghi, cartoncini per il confezionamento e collanti), oltre 50 kg di polvere pirica e oltre 10.000 tra cipolle, rendini e altri artifizi.
I fuochi, dal peso stimato di oltre una tonnellata, sarebbero stati sufficienti per innescare un’esplosione dalle conseguenze disastrose, ma avrebbero fruttato al responsabile un guadagno di oltre 60.000 euro.
Anche in questo caso la Guardia di Finanza è intervenuta in tempo, evitando un pericolo ai numerosi potenziali acquirenti intenti a festeggiare il 2012.

Ogni anno la stessa storia, c’è chi cerca di lucrare a danno dell’incolumità dei cittadini; per fortuna c’è chi fa bene il proprio lavoro e riesce a bloccare, almeno in parte, la vendita illegale di questi materiali considerati pericoli.

 

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