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Archivi al giorno gennaio 13th, 2012

ven, gen 13, 2012  Roberta Buscherini
Pensioni di invalidità a rischio!
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L’Inpdap non c’è più, questo lo sappiamo, e va bene. Ma penso che non sia chiaro il modo in cui è stato soppresso, soprattutto per quel che riguarda le competenze di questo ente previdenziale per dipendenti pubblici. Parlo di pensioni e di prestiti, ma anche di tutti i nostri documenti che sono all’Inpdap.


Stamattina leggevo sui giornali che “è a rischio l’unica pensione d’ invalidità riconosciuta e pagata ad una vittima della strage alla stazione di Bologna dell’ agosto del 1980”. Si tratta di una donna che vive da sola con i suoi due figli e alla quale è stata certificata un’invalidità del 80 %. Questa signora percepisce giustamente una pensione dall’Inpdap e grazie al decreto “Salva Italia” previsto dal nuovo governo di Mario Monti, il quale include che l’Inpdap sia inglobato nell’Inps, potrebbe perdere questa pensione. Il motivo è proprio che l’Inps finora non ha concesso le pensioni di invalidità alle vittime per  stragi. “Per via del mancato intervento sulla legge 206, che regola queste pensioni, l’unica pensione concessa e data diventa provvisoria e a rischio per la fusione dell’Inpdap e dell’Inps”, segnala il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime del massacro di bologna, Paolo Bolognesi.
A me sembra grave e drammatico pensare ai problemi che potrà avere questa donna, con due figli e senza la possibilità di lavorare se ora le verrà cavata l’unica fonte di entrate. Poi, questo è soltanto un esempio. Ci sono molte vittime che non hanno ancora visto riconosciuta la loro invalidità e forse non la vedranno mai riconosciuta.
Come ho detto altre volte, sono favorevole ai sacrifici. L’Italia sta attraversando un brutto momento  economicamente e bisogna ripartire, questo è un lavoro per tutti noi, ma secondo me ci sono delle priorità come la sanità e l’educazione che devono essere protette ad ogni costo. Non è possibile risparmiare soldi togliendo pensioni a persone e famiglie che non hanno niente e sono sicuro che, se analizzeremo meglio la situazione, troveremo molte altre alternative con le quali risparmiare.

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