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dom, apr 1, 2012  Roberta Buscherini
SCUOLA E SOCIAL NETWORK, DUE REALTà INCOMPATIBILI?
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Anche in questo ambito a fare il primo passo sono stati gli Stati Uniti, poi in Italia. Prima la Liguria e adesso anche il Friuli. Tutti uniti nella volontà di vietare il rapporto tra studenti e insegnanti su facebook.
A dispetto infatti di quel preside di un istituto nel torinese che ha tra i suoi amici virtuali diverse centinaia di suoi studenti, appellandosi al codice deontologico e a un rigoroso rispetto dei ruoli il sig. Durì, dirigente dell’Istituto Isis Malignani di Cervignano ha emesso un vero e proprio editto di proibizione che inibisce qualunque rapporto tra insegnanti e alunni nel complesso e irriverente mondo di Facebook.

 

In un periodo in cui il Ministro dell’istruzione Profumo porta avanti politiche in direzione opposta ovvero incrementando l’utilizzo di servizi online come strumenti didattici, invitando gli insegnanti ad aprirsi a queste novità per poter essere più vicini ai propri studenti e capirne meglio le necessità, aumentando anche il grado di comunicazione,  una restrizione così forte suona quantomeno strana.
La motivazione e l’obbiettivo di questa misura drastica va ricercata nella volontà di mantenere distanti queste due realtà per preservarne i ruoli e di conseguenza le funzioni. Creare un rapporto all’interno di un social network significa distruggere il muro di timore reverenziale e di autorità che separa questi due mondi, con la conseguente perdita di potere da parte dell’insegnante che potrebbe comportare un’applicazione più difficoltosa del suo ruolo nonché una vera e propria perdita di credibilità.

 

Ma davvero l’utilizzo di strumenti come facebook può compromettere il rapporto tra insegnanti e alunni?

Non sarà invece che tutto dipenda dalle dosi e dal buon senso? In fondo anche Socrate, migliaia di anni fa, nella sua didattica maieutica, diventata poi un metodo educativo riconosciuto, invitava i suoi allievi a esternare pensieri personali in assoluta libertà…
La vera discriminante rimane come al solito la giusta misura: chi ha detto che sui social network siamo tutti amici di pari grado? Perché non possono esserci ruoli e gradi di amicizia diversi? La tendenza all’omologazione dei rapporti è forse uno degli aspetti negativi del mondo virtuale che va combattuto, non ignorato.

 

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