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Archivi al giorno aprile 10th, 2012

mar, apr 10, 2012  Roberta Buscherini
Scuola: esame di licenzia media troppo impegnativo? va cambiato.
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Con il DPR 122/2009 dell’allora Ministro Gelmini era stata riformata anche la scuola media. Tale riforma già dalla sua prima applicazione non aveva riscontrato molto gradimento e aveva da subito evidenziato i suoi punti deboli nonché la necessità piuttosto urgente di modificare le disposizione in merito all’esame finale che risultava essere troppo impegnativo con le sue sette prove.
Inoltre la poca rilevanza del voto di ammissione all’esame e la media aritmetica con la quale viene definito il voto finale non ha lasciato nessuno soddisfatto e ha immediatamente evidenziato il bisogno di una riforma.

 

Il ministro Profumo ha già espresso la sua volontà di procedere a questa modifica, rendendo pubblica la sua volontà di ridurre prima di tutto il numero delle prove previste. Ha anche parlato della possibilità di dividere l’esame finale nei tre anni percorso scolastico così come accade nel percorso accademico degli studenti universitari.
L’ostacolo più grande a questo progetto del Ministro al momento solo dichiarato ma non espresso in termini ufficiali secondo gli appartenenti al settore dell’istruzione è l’articolo 33 della costituzione che recita: “E` prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale ”.

 

Dunque al tavolo delle riflessioni per una riforma della scuola media sulla falsa riga del percorso universitario dovrebbero sedersi anche i costituzionalisti oltre ai sindacati e alle forze politiche, con il risultato di una lunga contrattazione. Ad oggi però serve un rimedio urgente, efficace e soprattutto immediato, da poter applicare già dal prossimo anno scolastico. Dunque l’idea del Ministro Profumo, purché meritevole di attenzione e approfondimento, non risolve il problema.
I tecnici del Ministero hanno quindi deciso di studiare una riforma meno incisiva ma dall’immediata applicazione che verrà sottoposto all’attenzione del ministro già dai prossimi giorni. La proposta consiste nella diminuzione di due prove scritte, quella in inglese e quella della seconda lingue, delegando il controllo delle lingue straniere ai test periodici. Nessun tipo di variazione invece viene prevista per la prova orale. Se questa proposta trovare un esito positivo, potrebbe venire applicata già dal biennio 2012-2013, rendendo più semplice un esame che negli ultimi due anni per circa 600 mila ragazzini è diventato davvero ostile e duro.

 

 

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mar, apr 10, 2012  Roberta Buscherini
SIULP: LIVELLARE STIPENDI IN POSITIVO PER EVITARE INSANABILE ROTTURA
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Con 394 sì, 49 no e 21 astensioni i 62 articoli del Decreto Legge sulle Semplificazioni e lo sviluppo sono diventati legge nella speranza che servano a far ripartire il motore del paese e la sua economia. L’approvazione non è stata certo un percorso semplice e senza ostacoli e promette già di avere strascichi di polemiche da più parte, non ultimo il comparto sicurezza.

 

 

Il Decreto Semplificazioni del Governo Monti ha fissato il tetto di 294 mila euro di stipendio per i dirigenti pubblici nell’ottica di riequilibrare spesa pubblica e responsabilità. Proprio la responsabilità però dovrebbe secondo il SIULP essere utilizzate quale discriminante per alcuni stipendi rispetto ad altri.
È intuitivo infatti che figure professionali come il capo della polizia o il comandante dei carabinieri abbiano una mole di responsabilità certamente diversa e più pesante rispetto ad altre figure dirigenziali di carattere pubblico. Questo dovrebbe rispecchiarsi nel loro stipendio mensile, ma nella realtà non è così, come sottolinea lo stesso  Segretario Generale del SIULP Felice Romano: “Ci domandiamo come sia possibile che gli stessi tecnocrati che hanno suggerito questo intervento al Presidente Monti non hanno, contestualmente, rappresentato qual è il dislivello, ma in negativo, tra i tanti dirigenti di Polizia, a cominciare dal Questore di Roma (…), rispetto ai dirigenti della Rai, della Camera, del Senato e della stessa Presidenza del Consiglio ad esempio, che pur percependo stipendi di gran lunga superiori, in quanto a responsabilità sicuramente non si possono paragonare al Questore di Roma o ai tanti dirigenti di Commissariato e delle varie strutture della Polizia di Stato ”.
La polemica di Romano si basa soprattutto sulla mancanza di deroghe a questo decreto, che tengano in considerazione la diversità di responsabilità di cui si devono far carico le differenti figure professionali che lavorano all’interno dello stesso comparto pubblico.
Alla situazione precaria relativa alla questione sugli stipendi, si aggiunge la questione sulle pensioni per la quale i sindacati di categoria hanno parlato di vero e proprio golpe del Governo contro gli onesti servitori dello stato .
Il segretario parla anche di mortificazione e di livellamento in negativo che rischia di allargare ancora di più il solco con l’istituzione statale fino a renderlo insanabile.

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