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Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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Archivi al giorno giugno 25th, 2012

lun, giu 25, 2012  Roberta Buscherini
26 giugno: protesta dei dipendenti pubblici contro lo Spending Review
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Le principali organizzazioni sindacali richiedono al Governo un confronto e l’interruzione del percorso preannunciato su spending review e lavoro pubblico annunciato lo scorso 3 maggio. FP CGIL, CISL FP, UIL FPL e UIL PA si tratta di una prima giornata di protesta. Inoltre, sono previste assemblee in tutta Italia per trovare una soluzione.

 

“Protestiamo contro la politica degli annunci e delle indiscrezioni a mezzo stampa portata avanti da questo governo” attaccano i segretari generali Rossana Dettori (FP CGIL), Giovanni Faverin (CISL FP), Giovanni Torluccio (UIL FPL) e Benedetto Attili (UIL PA). “Ma soprattutto contro l’approccio ideologico nei confronti del pubblico impiego. Approccio che rischia di tradursi in tagli lineari di organico mascherati da revisione della spesa, accorpamenti di enti contrabbandati per riorganizzazioni, attacchi alla dignità dei lavoratori pubblici spiegati con le urgenze di cassa”.

 

I rappresentanti sindacali considerano che si tratta di misure “inaccettabili” che non risolveranno le problematiche che sta attraversando il paese. “Rappresentano una contraddizione in termini: quando alla pubblica amministrazione si chiede di dare il massimo in termini di servizi alle persone, di supporto alla crescita, di lotta all’evasione fiscale, invece di investire in competenze e professionalità si riapre il capitolo della caccia alle streghe”, affermano.

 

Per questo motivo i sindacati esigono l’apertura di negoziazioni in quanto “serve un piano complessivo di riorganizzazione della PA, come si è iniziato a fare con l’Intesa. Bisogna decidere quali sono i servizi indispensabili e quelli che servono ai cittadini, alle famiglie, alle imprese. E poi mettere mano ad un riordino vero e proprio degli enti. Che faccia costare meno i servizi, aumentando la qualità e valorizzando il capitale umano. Questo spiegheremo il 26 di giugno in tutti i posti di lavoro d’Italia” concludono i rappresentanti dei dipendenti pubblici.

 

 

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lun, giu 25, 2012  Roberta Buscherini
Docenti in Esubero: I conti non tornano
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Immagine: ComitatoScuolaPubblica

I conti proprio non tornano. La riconversione dei docenti in esubero stabilita dal Governo e il loro reinserimento nell’ambito dell’insegnamento di sostegno riguarda 2000 unità. Ne rimangono fuori circa 8000 mila. Non solo ma in ambito di sostegno sono impiegati molti precari. Che fine fanno loro?

 

No, decisamente i conti proprio non tornano. E allora proviamo a fare ordine.

 

Iniziamo precisando che non ci si improvvisa insegnanti di sostegno. I precari che attualmente svolgono questo compito, in qualche caso da decine di anni, hanno competenze specifiche non solo in ambito formativo.

 

Il corso di avviamento a questo ruolo previsto per i docenti in esubero invece sarebbe composto da 426 ore su tre livelli, una parte delle quali da seguire comodamente online da casa. Ma basterà avere superato il primo step – 148 ore, 39 delle quali online – per essere inseriti a scuola. Gli attuali insegnanti di sostegno invece hanno seguito un corso di 900 ore di due anni, e un tirocinio.

 

“Riteniamo che il tema esuberi per il comparto scuola – spiegava Domenico Pantaleo, segretario generale FLC CGIL già lo scorso maggio, al momento dell’ufficialità di questa decisione – non possa essere archiviato stabilendo una riconversione su sostegno, volontaria, ma che nei fatti si traduce in scelta obbligata, essendo allo stato l’unica scelta possibile. (…) I percorsi di riconversione, che si effettueranno in modo affrettato e quindi superficiale, saranno frequentati da docenti, per la maggior parte, demotivati e poco inclini a tale tipo di insegnamento, considerato solo un ripiego per evitare la mobilità forzata o addirittura il licenziamento (…) E’ evidente che l’effetto di tutto ciò determinerà una ulteriore perdita di posti per i docenti a tempo determinato, innescando l’ennesima contrapposizione tra il personale”.

 

Quanto dichiarato il mese scorso dal sindacato rispecchia esattamente la percezione dei diretti interessati, docenti in esubero e insegnanti di sostegno che oggi si fronteggiano loro malgrado e involontariamente in una lotta all’ultimo posto di lavoro. Una situazione triste, e tanto più drammatica se si pensa che siamo in un ambito formativo quanto mai delicato, quello di sostegno.

 

In questi giorni vengono raccolte per ogni provincia le domande di adesione ai corsi di conversione sul sostegno che da una prima stima sembrano essere inferiori alle aspettative a ai posti disponibili. Se le stime troveranno conferma nei numeri definitivi, i posti di lavoro dei precari non saranno più a rischio. Rimarrà il problema di riqualificare gli insegnanti in esubero che non hanno accettato il percorso di riconversione verso il sostegno.

 

Un suggerimento concreto arriva dal sottosegretario Rossi Doria: “si può pensare ad un traghettamento dei docenti soprannumerari verso altre branche dell’amministrazione, sempre in modo volontario, si intende, o al loro utilizzo come organico funzionale. L’unico problema è la copertura finanziaria, è su quella che bisogna lavorare“.



Fonte: OrizzonteScuola

 

 

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lun, giu 25, 2012  Roberta Buscherini
Carabiniere morto in Afghanistan
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Foto: fatti di cronaca

Triste notizie nel mondo dei cittadini in uniforme: un carabiniere è morto in Afghanistan, in una esplosione accaduta stamattina, dopo le 6 ora italiana, nella quale sono rimasti feriti altri due appartenenti all’Arma dei Carabinieri Italiana. Secondo l’agenzia Ansa, la vicenda è avvenuta in un campo di addestramento della polizia afghana, ad Adraskan. La detonazione ha coinvolto 4 militari dell’Arma appartenenti al PSTT (Police Speciality Training Team) uno speciale nucleo addestrativo della polizia afghana. Il seguito all’esplosione un carabiniere è morto e due sono rimasti feriti alle gambe, mentre il quarto è illeso. I familiari sono stati già informati.

Il carabiniere deceduto era Manuele Braj, 30enne e naturale di Galatina (Lecce). Effettivo al 13 /o Reggimento ‘Friuli-Venezia Giulia’. Sposato e con un figlio di 8 mesi.

Non esiste pericolo di vita per i due carabinieri rimasti feriti. Hanno riportato lesioni alle gambe e si trovano nell’ospedale militare da campo italiano di Shindand.  Sono in corso accertamenti per ricostruire la dinamica del fatto.

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